Profezie di morte – Soli nel deserto
25 gennaio anno 301 dalla rinascita del mondo.
Da qualche parte nel deserto del Vecchio Messico
Il mio nome è Ociba, ero una nobile prima degli eventi che portarono alla mia caduta in disgrazia, da allora è passato quasi un anno. Dovetti scappare dalla costa del continente occidentale e a lungo vagai fra le rovine di città infestate da demoni e villaggi di disperati. Ero una studiosa e per sopravvivere divenni anche una guerriera. Per non perdere completamente la mia ragione ora ho anche cominciato a scrivere un diario.
Circa una settimana fa avevo deciso di unirmi ad una carovana che intendeva depredare le rovine del deserto del Messico, una terra arida e disabitata.
Nella carovana conobbi l’inquisitore Vincenzo maculano da Fiorenzuola, un devoto del tempio di Tsathoggua, e il suo assistente frate Pedro Bagueny, lo stregone deforme Benjamin e un reduce di guerra di nome Avitus dall’oscuro passato.
Fu insieme ad essi che dopo aver attraversato Nuova Laredo (il confine ultimo delle terre ancora controllate dall’uomo nell’Impero Coloniale Rinato) che mi smarrii in una tempesta di sabbia.
Quando la tempesta terminò eravamo soli, pesi nel deserto e ben presto finimmo la poca acqua che avevamo con noi, le provviste erano tutte nei muli della carovana.
Devo ancora decidere se odio maggiormente la mia unità di archiviazione portatile (Tessa) o gli altri esseri viventi del gruppo.
Ociba








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