Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Il nodo dell’assassino – un drago psicopatico.

Anno 929 – Nevoso, giovedì 10.

Il giorno successivo ci saremmo aspettati di trovare il corpo straziato di Marius al centro del villaggio come monito contro chi trafficava con l’antica fede. Invece il corpo era sparito, probabilmente nella sua agonia Marius si era trascinato fino al bosco per poi morire li, dove probabilmente la sua carcassa non sarebbe stata toccata neppure dalle fiere e dai mangiatori di carogne.

Così io, Rusty, Giuseppe e Dimitri ci mettemmo in marcia lungo le terre che separano la contea di Cenziva e quella di Neorva, diretti verso Zopia. Un’improbabile squadra di salvataggio per un piccolo nobile viziato che meritava sicuramente una corda al collo. Circa una giornata e mezza di viaggio a piedi. La sera saremmo arrivati a Fidenza, dove avremmo potuto riposare prima della marcia finale.

Purtroppo a metà giornata quando arrivammo al cippo che segnava la fine della Contea di Cenviza facemmo uno spiacevole incontro.

Aggrappato al cippo c’era un draghetto dei castelli. Si tratta di cugini minori dei grandi draghi del passato. Mentre i secondi rappresentano una razza ormai decadente, che si crogiolano nel proprio senso di vanità e nella loro profonda conoscenza della magia, i draghetti sono creature subdole e voraci, che che bramano ora il posto nel mondo che si sta liberando con la decadenza dei loro fratelli maggiori.

Questo draghetto oltre alla cupidigia dimostrava anche chiari segni di 8una profonda follia. Nel corso di un’infausta conversazione la tassa di passaggio che il mostro “riscuoteva in quanto esattore di confine” passò da 10o a 400 monete d’argento. Il piccolo farabutto pretese una piccola fortuna per non importunarci.

Quando arrivammo a Fidenza trovammo il mastodontico portone della rocca sbarrato difronte a noi e venimmo apostrofati da una sentinella molto antipatica: «La rocca di Fidenza è sotto assedio! È chiusa ai viaggiatori, al commercio e alle baldracche!» La rocca di Fidenza aveva dichiarato lo stato di assedio con l’apparizione del draghetto e ora ci lasciava fuori nel gelo invernale.

Conversando con (o meglio gridando verso) le sentinelle sugli spalti scoprimmo che il draghetto era un visitatore abituale di quelle contrade che scendeva dalla distante città di Luthe ogni 4 anni per venire a proferire le sue minacce alla rocca di Fidenza. Non essendo in grado di saccheggiare la rocca passava i successivi 6 mesi a terrorizzare le zone vicine prima di tornare a svernare a Lhute.

Passammo quindi la notte all’addiaccio, decisi a tornare dal drago e regolare i nostri conti con lui. Avremo dovuto ucciderlo la prima volta.

Volumnia

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