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Devo avere l’approvazione del master per giocare una classe?

Mi sono posto questo problema dopo aver letto il manuale di Martelli da Guerra seconda edizione dove vi sono tre condizioni per iniziare una nuova carriera:

  1. avere gli strumenti del mestiere
  2. avere l’approvazione del master
  3. avere completato la carriera precedente

la terza condizione può essere ignorata se si vuole passare ad una carriera base, al prezzo del doppio di punti esperienza.

Onestamente l’idea che una classe debba essere approvata mi ha lasciato interdetto quando ho iniziato a fare il giocatore con la seconda edizione di Warhammer Fantasy rpg.

La mia principale esperienza di gioco è con le prime tre edizioni italiane di D&D e con uno Sguardo nel Buio, dove la classe si stabilisce all’inizio, può subire nel corso del tempo alcune variazioni o modifiche, ma in genere la prima scelta e il background del personaggio condiziona poi tutto il resto dell’avanzamento di un personaggio. Quindi io sono abituato a lasciar scegliere ai giocatori la classe che desiderano e in genere sono un fan della creazione per punti fissi.

Martelli da Guerra ha però alcune differenze fondamentali rispetto ai giochi basati sulle varie incarnazioni di D&D, che me lo hanno fatto apprezzare.

Warhammer Fantasy RPG è un gioco che introduce alcuni concetti molto innovativi per gli anni 80 in termini di abilità, talenti e magia. Inoltre mostra nella revisione fra la prima e la seconda edizione un profondo sforzo verso un maggiore bilanciamento.

Il sistema di avanzamento fa sì che i punteggi tirati inizialmente abbiano un peso relativo rispetto ad altri giochi di ruolo poiché, un po’ come in uno sguardo nel buio, aumentando di livello le caratteristiche aumentano progressivamente. In realtà parlare di livello è improprio perché in realtà i punti esperienza vengono spesi per prendere gli avanzamenti. In martelli da guerra si parte però da valori relativamente bassi 30-40% e in ogni caso sarà quasi impossibile riuscire a superare il 70% per quanti punti esperienza si prenda, poiché la propria classe/carriera determina il valore massimo in un punteggio. Per quanti livelli predano e carriere continuino i personaggi sono comunque destinati a non poter mai raggiungere un “livello epico” poiché in primis nessuno riesce a superare il limite di una ventina di punti ferita.

La prima del gioco viene generata a caso, il che sì non è una cosa che mi piace per nulla, però poco male, spendendo 200 Xp si può subito passare a qualcosa di più gradito. Da li in poi il gioco ha un centinaio di carriere disponibili fra basilari e avanzate verso cui il giocatore può spaziare.

Alcune di queste effettivamente porrebbero impattare fortemente sulla trama come il nobile signore o il cacciatore di streghe. In effetti un master dovrebbe sapere per tempo cosa spettarsi nella sua compagna.

Il giocatore è incoraggiato a inserire nel proprio vissuto passato e a cercare nel corso delle avventure dei motivi che giustifichino le scelte di carriera che fa.

Ad esempio il mio obbiettivo nel gioco è diventare inquisitore (carriera del cacciatore di streghe). Fondamentalmente non avrei mai ceduto lo scettro di master se non mi fosse stata presentata un’occasione così ghiotta. Il percorso più veloce è tombarolo, cacciatore di vampiri e cacciatore di streghe. Breve per modo di dire visto che servono centinaia di corone in equipaggiamenti.

Un buon background per tombarolo è di essere uno strigano della Sylvania. Il venire a coprire la verità sui vampiri, che come tutti ignorano, e sulla morte dei miei parenti è un utile incentivo a diventare cacciatore di vampiri.

Il tombarolo però non ha skill di carisma che il mio tipo di gioco richiederebbe, ci vuole quindi un motivo per partire da una carriera diversa, oltre che per convincere il master a non farmi tirare nella tabella.

D’altronde io “dirigevo” l’attività di famiglia, il vero “lavoro” lo facevano i miei cugini che sono stati tutti assoldati dalla “bianca dama del castello” per non tornare mai più. Ora l’onere è invece ricaduto interamente sulle mie spalle.

Quindi ho chiesto di partire da furfante e poi saltare subito a tombarolo.

Un motivo che probabilmente in futuro mi porterà a diventare inquisitore l’ho trovato durante la prima avventura. Mi sono imbattuto in dei cultisti di Nurgle (anche se ancora non so cos’erano quelle schifezze) e questo mi ha portato a meditare sul fatto che qualcuno dovrebbe porre fine a certi abomini… (per ora non io).

Il mio ego come personaggio si sta espandendo, il che potrebbe protrarmi anche a diventare demagogo se ci volesse troppo tempo a raggiungere i requisiti del cacciatore di streghe.

Sicuramente ricercare dei motivi che giustifichino le scelte in termini di carriere e abilità intraprese aiuta a vivere l’esperienza di gioco con una maggiore profondità, forse sarà anche per questo che Martelli da Guerra è l’unico gioco in cui mi stia piacendo davvero fare il giocatore.

Per rispondere alla domanda, dopo aver giocato per un po’ a Martelli da Guerra ed essermi studiato per bene il regolamento della seconda edizione, io credo che un giocatore non dovrebbe comunque necessitare dell’approvazione del master per scegliere la classe che desidera, però un approccio in cui giocatori e master discutono fra di loro sui motivi che spingono un giocatore a scegliere un determinato percorso può dare grande giovamento all’avventura stessa permettendo di inserirvi trame ed eventi che siano collegati direttamente con il personaggio.

 

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