Bestiario Unico Kata Kumbas – Anteprima
Alcune immagini giusto per avere un’idea di cosa arriverà a noi fra poche settimane quando sarà pubblicato il Bestiario Unico di Kata Kumbas. Devo dire che scegliere fra le moltissime creature che mi ha spedito Putro, le sei pagine che ho postato sul blog è stato difficile, la qualità e la cura che è stata impiegata in tutte le illustrazioni avrebbe meritato che venissero mostrate tutte.






Bestiario Unico Kata Kumbas
Ciao a tutti, tenetevi pronti perché dopo quasi un anno è finalmente conclusa la revisione del bestiario. Vi aspettano oltre 90 pagine con nuove bestie, nuovi disegni, tutti con statistiche per il sistema di gioco originale.
Ho deciso di riprendere anche tutte le creature del manuale base e dell’Isola della peste, andando a rivedere le statistiche e le descrizioni in funzione di un riequilibrio generale.
Devo fare i miei ringraziamenti a Daniele Cremone e Nicola Carabetta che mi hanno aiutato a completare tutti gli oltre 100 disegni necessari, dando un vero contributo creativo e di qualità.
Potrete scaricare il bestiario a Maggio sul portale del Chimerae Group.
Fateci sapere cosa ne pensate.
Mbzflame aka Putro
La foresta senza ritorno – Il castello oltre la palude
Oltre la passerella che attraversa la palude dove siamo stati aggrediti dall’illusione ci siamo trovati di fronte alla squallida realtà di un nuovo castello in rovina. L’ingresso era sbarrato da una pesante grata metallica e siamo entrati da una porta laterale.
Ofelia si è dimostrata estremamente maldestra tanto nell’aprire questa porta che nel verificare che la zona fosse sicura e non ho potuto resistere al bisogno di assestarle alcune sapienti frustate.
All’interno del castello si trovavano alcune casupole, due fatte di mattoni, una più piccola in legno e una stalla. La zona era infestata da briganti e nella stalla una scolopendra si era nutrita dei cadaveri degli animali, a giudicare dalla ferocia era parecchio che la bestia non si nutriva a dovere.
Nuovamente la maldestria di Ofelia è stata impressionante al che ho rincarato la dose di colpi di sferza. Speravo in un qualche segnale di pentimento e contrizione da parte sua, invece mi è saltata al collo piena di gratitudine per i miei tentativi di correggerla e mi ha stampato nuovamente un bacio in bocca, seguito dagli apprezzamenti salaci di Thorax e dalle risa soffocate di Grimaldi.
Mi risulta sempre strana l’espansività di Ofelia nei miei confronti e il fatto che io vi ceda con bonarietà, ma certo un castello in rovina pieno di banditi non è il luogo adatto per abbandonarsi a smancerie o anche solo per riflettere sulle loro implicazioni. Mi domando quando mai ci sarà luogo e momento pacifico nella mia vita per fare una giusta reprimenda ad Ofelia sui suoi comportamenti licenziosi (se smettesse di sbirciare e sussurrarmi suggerimenti per la lettera in un orecchio magari scriverei più facilmente).
Dopo aver perlustrato il cortile e recuperato un paio di strane fiale siamo entrati nel mastio dove ci hanno accolti alcuni zombie. Chiaramente siamo vicini alla strega.
Questo è il mio penultimo piccione, perciò ci risentiremo quando avrò la pergamena o altrimenti non avrete più mie notizie.
Devotamente serva vostra,
Camelia Farnese
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La foresta senza ritorno – Fra mistici e banditi
Dopo qualche mese di silenzio torno ad occuparmi di Kata Kumbas con un nuovo racconto sulle sessioni di gioco in 1 vs 1 de la Dama delle Spine. Colgo l’occasione per ringraziale No’Akei, autrice “silenziosa” del blog che si occupa della revisione di tutti i racconti e in particolare di quelli di Farnese che scriviamo a quattro mani.
Principessa,
come promesso, dopo essermi curata dalle ferite, ho ripreso la ricerca della strega che vi ha rubato la pergamena dinastica e ha ucciso Berus e Uguccione.
Assieme a Valentino, Torax e Ofelia mi sono addentrata nella foresta senza ritorno, il luogo in cui la lettera diceva la strega avrebbe atteso il giovane da me ucciso. Questa volta viste le disavventure passate abbiamo deciso di attraversare il luogo maledetto durante il giorno.
Proseguendo lungo il sentiero abbiamo trovato la cascina di un carbonaio che però ci ha accolto con una scure in mano mentre il figlio ci puntava contro un arco. L’uomo ci aveva scambiati per dei banditi e non ci fu verso di fargli intendere ragione. Certo dopo le mie ultime vicissitudini ho un aspetto non molto presentabile e la cupa figura di Torax non aiuta a rasserenare gli animi. Ofelia insinua che forse anche il mio carattere aspro abbia aiutato, ma ciò è falso perché ho solo trattato il villico con la giusta fermezza richiesta da un simile ignorante.
Lasciato il carbonaio prima che rischiassimo di venire alle mani ci siamo poi imbattuti nei veri banditi, a cui abbiamo requisito due fagiani, dopo averlo spediti a conoscere la misericordia del Signore Senza Tempo.
Verso il margine della foresta, poco prima dell’inizio della palude, abbiamo scoperto che vi è un mistico che risiede in una grotta. Sembra avere qualche sorta di potere sovrannaturale, perché ha voluto toccarmi il viso e poi mi ha profetato che la vera impresa non sarà scovare la strega ma comincerà uscita dalla foresta.
Quando Ofelia gli ha offerto i fagiani la voluto a tutti i costi toccare anche lei e le ha strattonato bruscamente un braccio. Mi ha quindi avvisato di stare attenta perché Ofelia nutre pensieri poco casti. Io ho replicato che è una cosa risaputa, visti i suoi trascorsi da ragazza di vita e avventuriera, ma lui ha ribattuto che lei nutre pensieri poco casti per me. La domanda vera è che pensieri abbia io per lei. Devo ammettere di essermi affezionata alla ragazza da quando l’ho presa sotto la mia protezione, ma non voglio pensare che possa essere qualcosa di più di una relazione fra maestro e discepolo, il mio unico desiderio è di correggerla nella via della fede. Ciò che è certo è che Ofelia deve imparare tenere maggiormente a bada i suoi pensieri, e penso che appena riusciremo ad uscire da questa foresta maledetta sarà utile rinfrescarle il ricordo dei colpi della mia sferza, per aiutarla a disciplinare il suo carattere.
Mi stupisce sempre la docilità e la mansuetudine con cui Ofelia si sottomette alla mia correzione nel sincero desiderio di essere migliore, ma mia principessa, anche se so che a voi interessa confrontarvi con me nella nostra diversa visione del mondo, sto divagando, in un momento che richiede urgenza.
Ringraziandoci per i fagiani il mistico ci ha lasciato andare pregandoci di fare attenzione alle bestie che infestano la palude. Abbiamo quindi cercato di aggirarla sulla riva, questo ci ha messo al riparo dagli uccelli carnivori che vi svolazzano al centro ma ci siamo imbattuti in alcuni banchi di erbe silicee estremamente taglienti che ci hanno ferito le gambe.
L’ultima prova prima di arrivare alle porte del castello in rovina abbiamo dovuto superarla su un ponte che attraversa un’area paludosa. Mentre camminavamo sulla struttura pericolante siamo stati attaccati da un’enorme bestia mostruosa irta di artigli e zanne dalla pelle a squame, la cui forma era troppo orribile per essere pienamente accettabile alla vista. Ogni tentativo di ferirla con le nostre armi e persino quelli di scacciarla con le mie preghiere hanno fallito.
In qualche modo Thorax ha avuto l’idea di provare a bloccarla con la sua forza, visto che le martellate erano inutili. Appena toccato il mostro è svanito e le ferite da noi subite sono guarite miracolosamente. Chiaramente la strega aveva lanciato un maleficio sul ponte, devo ancora incontrare quella meretrice ma le sue stregonerie mi hanno già stancata.
Ora è metà mattina e stiamo per entrare nel castello, vi ho scritto queste righe, Argenta, perché possiate sapere cosa può essermi capitato qualora non sentiate più parlare di me. Confido comunque, mia signora, che presto potrò tornare da voi con la pergamena in mio possesso e la testa della strega in un canestro, perché possiate piantarla di fronte alle mura del vostro castello.
Devotamente serva vostra,
Camelia Farnese.
Nessuna dignità nella morte – riflessioni del master
Alcuni venerdì fa, dopo tre mesi di partite a USNB contro un solo giocatore, ho nuovamente giocato con un gruppo di 4 persone, occasione creatosi perché al club di warhammer c’erano letteralmente 4 gatti e solo uno aveva le miniature.
Dopo tre mesi in cui giocavo solo con No’Akei aka Camelia Farnese il tornare ad avere anche solo per una sera un vero gruppo è una cosa “epica” e permette di notare subito le grandi differenze che vi sono fra i due approcci.
Per tutta la serata l’accenno di rapporto saffico che intercorre fra Farnese e la sua seguace Ofelia si è letteralmente eclissato, diventando un aspetto marginale della vicenda, mentre di norma nella partita singola per non rendere la storia un monotono cerca l’indizio e uccidi il mostro Ofelia compare spesso a punzecchiare la sua sadica guida spirituale, lanciando delle non troppo velate allusioni che vengono palesemente ignorate da Farnese.
Anche gli obbiettivi personali di Farnese sono diventati relativamente secondari. Un gruppo deve proseguire su obbiettivi condivisi, i problemi familiari di Farnese appartengono ad una dimensione che nel gioco di gruppo trovano spazio solo in una breve conversazione fra lei e Grimaldi. Quello che porta un gruppo ad agire non sono gli scorni personali e l’infanzia difficile, sono elementi più condivisibili come l’idea di una missione divina (Thorax, Ofelia e Farnese), il denaro (Thorax, Ofelia e Grimaldi) e le donne (Thorax e Grimaldi)
Un elemento che si realizza nel gioco di gruppo e che manca in buona misura nelle partite singole è la creazione di una “storia” che nasce dal dialogo fra i personaggi/giocatori, i quali parlando fra di loro caratterizzano maggiormente l’ambiente, fornendo anche ulteriori spunti al master per arricchire il canovaccio già preparato (io sono un sostenitore della pianificazione delle avventure, non gioco mai a braccio ma mi piace integrare gli spunti che vengono dai PG quando questo è fattibile in termini di tempo e fatica).
Per fare un esempio concreto Camelia Farnese possedeva l’arma con cui era stata uccisa una donna, ma non sapeva come collegarla al colpevole. La mia idea per risolvere il dilemma dell’avventura inizialmente era che la protagonista dovesse farsi venire in mente di mandare Ofelia nottetempo a controllare cosa c’era nella tenda del probabile colpevole colpevole. Lì avrebbe trovato delle lettere compromettenti che tra l’altro si riallacciavano alla quest principale di dare la caccia alla strega che le sfuggiva da ormai due mesi.
Ora con altri due giocatori aggiuntisi, la prima cosa che ha voluto fare quel furfante di Valentino Grimaldi è stata esaminare il pugnale: “perché è risaputo che un simile strumento deve avere uno stemma nobiliare del possessore.” Nulla di più falso perché nella versione originale non c’era, ma non costa mai niente consentire un test di capacità e visto che questo era riuscito in maniera molto favorevole ho deciso che si, sotto una crosta di sporco c’era effettivamente lo stemma del signore della guerra della Città di Maro.
Questo non ha grandi risvolti sulla storia perché comunque anche se l’arma è collegata al colpevole non è ancora possibile dimostrare che il colpevole l’ha utilizzata, ma è certo un passo avanti e devia dai possibili percorsi ipotizzati dall’avventura originale.
Da il in poi il gioco è andato avanti fuori dal “percorso prestabilito”, una trovata dopo l’altra, molte delle quali cassate dal sottoscritto. Se nel villaggio non c’è una chiesa in rovina perché è un luogo di pagani, non l’aggiungo solo perché un giocatore ritiene che se ci fosse sarebbe più semplice costringere il demone a rivelarsi in un luogo di culto. Il concetto fondamentale del GdR classico è di trovare il modo di risolvere il problema con quello che si ha a portata di mano, non di inventarsi gli ingredienti perché si ha lo scopo raccontare un certo tipo di storia.
Comunque ho lasciato ampio spazio di stravolgere la storia ugualmente. Il giovane assassino mentre la storia proseguiva è “diventato” un indemoniato ed è stato smascherato nella pubblica piazza grazie ad una preghiera di Farnese.
Alla fine quando il gruppo la potuto controllare la tenda dell’indemoniato, per verificare che non vi fossero altri oggetti maledetti ,è spuntata fuori anche la lettera che volevo far trovare all’inizio, ma chiaramente ora aveva solo lo scopo di collegarsi alla prossima avventura e non più di fornire indizi.
Alla fine anche se il percorso ha deviato dalle possibilità che avevo pianificato è comunque arrivato al punto desiderato. In questo caso non è comunque stato necessario per me giocare “completamente a braccio” mi sono limitato a reagire alle proposte dei giocatori spostando in genere incontri già preparati in altri luoghi o in altri momenti e narrare degli eventi che li collegassero. L’idea di maggiore libertà in parte è vera, in parte è nella testa dei giocatori che non sapevano come sarebbe stata l’avventura originale.
Per chi fosse interessato sull’argomento rimando inoltre a questi due post sul railroading:
http://gdroggi.blogspot.com/2011/07/i-problemi-di-railroad.html
http://oneshot-tales.blogspot.com/2011/07/la-trama-ce-ma-non-si-vede.html
Altri articoli di questo blog relativi al giocare 1 vs 1
Dal GdR al racconto parte prima
Dal GdR al racconto parte seconda
Dal GdR al racconto parte terza
Nessuna dignità nella morte – il vero assassino
Vostra grazia,
volevo dirvi che finalmente ho trovato una traccia della vostra pergamena dinastica, necessaria per completare l’albero genealogico e permettervi di sposarvi con il vostro amante Ellis. Lasciate però che vi narri prima come si sono concluse le vicende di Arizza.
Dopo la cena, per scuotermi i pensieri su Ofelia che mi turbavano la mente, mi sono recata al campo degli zingari per parlare con la vecchia gitana. La donna non si è dimostrata molto collaborativa, si è limitata a dire che aveva avvisato il ragazzo di non uscire la notte e ora egli è in mano al destino.
Mi ha invece detto di avere una profezia che è un po’ un consiglio e un po’ una maledizione: “Dovrai viaggiare fino al nord e dovrai portare con te un corpo che ti riscaldi dal gelo o la tua anima sarà preda delle tenebre.” Ha aggiunto anche altre cose strane che però già non ricordo. Sarei tentata di liquidare la cosa come una scemenza se non fosse che nel suo discorso invasato la vecchia ha fatto il nome di Asaliah, il demone che mi era stato già nominato dal vostro matto di corte.
Ad incupirmi maggiormente è stato poi l’assalto che ho subito nella notte ad opera di alcuni mercenari e dal quale mi sono salvata solo per il pronto intervento di Thorax. I mercenari avevano fra le poche cose in loro possesso anche uno straccio con le insegne del conte di Imen. Mi sono interrogata sul fatto di chiederne ragione al conte Basianto, ma Valentino Grimaldi mi ha convinta che il conte, per quanta acrimonia possa avere nei miei confronti, se avesse mandato gli uomini non avrebbe lasciato loro un suo simbolo.
Se non altro un lato positivo del tentativo di assassinio di cui sono stata vittima è che dopo di esso ho trovato finalmente la veemenza per convertire Thorax e convincerlo ad abbandonare i suoi demoni pagani.
Parlando con l’oste della locanda ho saputo che in paese c’è un solo uomo da cui si possono assoldare mercenari: Abelardo, detto il Barbio Malefico. La sua compagnia di ventura era una delle peggiori in circolazione, una congrega di sciancati e pendagli da forca in cui l’aspettativa di vita media non supera la settimana di lavoro.
Speravo che parlare con quell’uomo mi avvicinasse alla soluzione del mistero, ma nonostante la minacciosa presenza di Thorax negò di avere fornito dei sicari, lui aveva semplicemente fornito tre scorte armate, il che non era un crimine. Comunque in cambio delle attenzioni di Ofelia per la successiva mezz’ora ci fornì una dettagliata descrizione del giovane che lo aveva pagato.
Mi recai allora all’accampamento del conte Basianto, dove trovai facilmente un ragazzo che corrispondeva alla descrizione, di nome Flavius. Costui era niente meno che uno dei figli di Educ, il signore dalle guerra di Maro, uno dei tre alti signori che reggono le sorti della città, un uomo amato dalla plebe ma in odore di essere in cospirazione con le forze dell’Entità Oscura.
Il giovane senza una prova solida era intoccabile, era la sua parola contro la mia e nessuno l’avrebbe mai messa in discussione. Fece inoltre molti commenti lascivi su Ofelia riguardo a cosa le avrebbe fatta se l’avessi ceduta a lui come avevo fatto con il Barbio.
Comunque non mi perdetti d’animo e continuai a cercare indizi. In un fossato al limitare dell’accampamento trovai un pugnale sacrificale insanguinato, probabilmente quello era il coltello che aveva ucciso la giovane. Valentino Grimaldi mi fece notare che sotto una pesante crosta di sporco lo stemma dello sparviero, il simbolo nobiliare della casata di Educ, adornava l’elsa del pugnale. Se ??? aveva utilizzato un simile oggetto era come minimo un pagano e quasi sicuramente anche un indemoniato, avendo compiuto un’azione tanto efferata, mi suggerì Valentino.
Elaborammo quindi un piano per cercare di stanarlo: Thorax finse di rapire Ofelia e corse per il villaggio, cosa che riuscì molto credibile visto il sincero terrore di Ofelia al solo tocco del bruto. Un po’ mi è dispiaciuto per la povera Ofelia, ma forse questo le insegnerà ad assumere degli atteggiamenti più casti in futuro. Logicamente il figlio di Educ fu l’unico a comparire per sbarrare il passo del mezzo bruto, asserendo candidamente che avrebbe stuprato lui Ofelia dopo averla salvata. Io però lo attendevo pronta ad esorcizzarlo e riuscii fortunatamente a fare apparire la sua vera natura di bestia. Vistosi circondato l’indemoniato scappò ma dopo un feroce inseguimento nei boschi riuscimmo a braccarlo e ucciderlo presso l’altare di pietra dove un tempo avevo combattuto lo stregone che si spacciava per uno dei cavalieri dell’apocalisse.
Riportammo il cadavere al villaggio dove mi fu dato dal conte il permesso di bruciarlo e poi requisii tutti i suoi averi in quanto sconsacrati.
Mentre i miei non così devoti seguaci si spartivano l’argento del ragazzo io trovai fra la sua corrispondenza una lettera della strega che aveva maledetto il vostro castello in cui informava il figlio di Educ di dove si era nascosta assieme alla vostra pergamena, in attesa che il giovane la pagasse per averla per se.
Finalmente principessa ho una traccia certa e ora dopo una settimana di riposo per guarire dalle mie notevoli ferite sono pronta a seguire questa megera fino alla foresta dove si è rifugiata.
Devotamente Serva Vostra,
Camelia Farnese
I terrori del nord – Wulfen
Questo post è stato rivisto ed editato con il contributo di Coniglio Mannaro e Mornon
La nuova versione si trova qui
Racconti di Mirn il Fattucchiere.
Al momento con il materiale per gli almanacchi di Kata Kumbas sono un po’ fermo perchè mi sto dedicando prevalentemente al modellismo, ma ho comunque cominciato a revisionare una serie di racconti di ambientazione che avevo scritto alcuni anni fa,gli unci racconti di Kata Kumbas che ho scritto che avessero ancora un spirito goliardico, prima di cominciare ad interessarmi al Dark Fantasy.
“-Voi non siete un semplice fattucchiere, si raccontano molte storie su cosa voi portiate in quel sacco che avete sempre con voi. Ci sono veramente 14 spiriti malevoli pronti ad essere scaraventati contro i vostri nemici?- disse la sacerdotessa.
-Le storie corrono, in questo sacco si trovano solamente terra, ossa e foglie.- disse l’uomo.
-Nei tempi antichi ciò sarebbe stato sufficiente per intrappolare l’anima di un defunto per servire uno stregone.-
-Non siamo più nei vecchi tempi, gli dei si sono allontanati per sempre e il nuovo culto ha sempre più fedeli. La magia è un’arte che sta decadendo. Se Attilius non fosse stato in procinto di convertirsi al nuovo culto, forse la sua dea lo avrebbe protetto.- Mirn sospirò mentre cercava di valutare la situazione: -I miei servigi constano cari, siete sicura di potervelo permettere?-
-Voi volete prendere ciò che più vi aggrada una volta terminato, beh, non c’è nulla da cui non posso separarmi in questa valle sacra, pur di scongiurare che qualcuno riapra la Porta del Diavolo.-
-Disse così anche il conte Leuconio di Treviri, ma poi quando chiesi la verginità di sua figlia si pentì delle sue parole. Come ho detto io costo caro. Combattendo demoni e spettri rischio di perdere la mia anima, un rischio simile non si può prendere alla leggera e merita la più alta delle ricompense.-”
Potere seguire gli sviluppi sul forum di LGL
http://www.librogame.net/index.php/forum/topic?id=1219
Nessuna dignità nella morte – il conte di Imen
Vostra grazia,
come vi avevo scritto nella mia precedente missiva, dopo aver affidato il mio messaggio per voi a un piccione mi recai dal conte per chiedere di interrogare il prigioniero.
Come temevo il conte era ancora irritato per il fatto che durante la mia permanenza ad Imen io avessi declinato i suoi favori. Certe persone mettono di fronte a tutto i loro bisogni carnali, e il conte è una di quelle, ma io confido incorreranno nella punizione del signore senza tempo.
Ovviamente il conte non era molto felice che io indagassi, gli serviva un colpevole e lo aveva trovato su un piatto d’argento, ora non desiderava che io per un eccesso di zelo rovinassi tutto. Per ora preferii evitare di informarlo che avevo un testimone che scagionava l’attuale prigioniero, parlai solo di strani sviluppi e alcune piccole incongruenze. Mi domando se l’essere stata sbattuta in una cantina al freddo e senza cibo non mi stia facendo diventare più diplomatica.
In ogni caso purché io non divulgassi la storia della zecca clandestina gestita da bruti e biro biro che lui aveva installato in una vecchia miniera, il conte mi concesse di indagare e mi promise di evitare di informare la mia famiglia sui miei spostamenti.
Mi fece inoltre nuovamente la paternale sull’oscurità che lui riteneva albergasse nel mio cuore…
Ofelia decise invece di accettare l’offerta del conte per una cena a due e di passare la serata con lui, diversamente da me lei non rifiuta certe richieste, era spesso venduta dai suoi compagni di sventure in cambio di favori e informazioni, e pare che la cosa non le sia mai dispiaccia più di tanto.
La ragazza si premurò stranamente di non incorrere nella mia disapprovazione con questi suoi atteggiamenti, e mi stampò un bacio sulla guancia. Se non fossi troppo impegnata a dare la caccia a streghe e ora anche ai criminali le farei un certo discorso, ma per ora devo aspettare.
Andai quindi and interrogare il prigioniero che era terrorizzato dall’idea che di lì a tre giorni lo avrebbero sventrato e lasciato al sole e ai corvi, si professò innocente ma non fu di grande aiuto. L’unica cosa strana che mi disse fu che la vecchia Morgana aveva profetizzato a Torax, il mezzo bruto, che avrebbe lavorato per una donna che lo avrebbe comandato a bacchetta e non avrebbe ceduto al suo ardore.
Visto che ero ancora gravemente ferita decisi di passare anche dal fattucchiere del paese, Duvik, a comprare qualche linimento per curami.
Ora sto attendendo la cena e riflettendo sugli avvenimenti della giornata, stranamente sento la mancanza di una voce amica con cui confrontarmi. Solitamente prediligo la solitudine, ma ultimamente la presenza di Ofelia è diventata una costante nelle mie giornate, tanto da farmi sembrare strano il non sentire il suo chiacchiericcio continuo, nonostante certe volte esageri tanto da meritare di essere rimessa in riga a colpi di sferza, cosa che temo non le dispiaccia completamente.
Devotamente Serva Vostra,
Camelia Farnese
Personaggi dell’avventura – Thorax il Mezzo Bruto
“Una montagna di uomo, una calamità della natura, un ubriacone impenitente”
Thorax è un mercenario rozzo e prezzolato pronto ad ogni incarico per il giusto compenso, che poi spreca in donne di malaffare. Tendenzialmente non riesce e prendere nulla sul serio ed è dotato di un temperamento instabile proprio come i suoi parenti bruti.
Originariamente era devoto a dei non meglio specificati demoni delle rocce, ma ora Camelia Farnese lo ha convertito al nuovo culto. Certo i demoni prima o poi vorranno vendicarsi per il tradimento.
La sua opinione di Farnese non è estremamente elevata e comprende generalmente svariati e innumerevoli insulti per averlo truffato a lavorare per lei.
Mezzo bruto – avventuriero
EV 35+10 (perché è un seguace)
Forza 13
Abilità 10
Coraggio 11
Fascino 8
Intelligenza 8
Fato 10 – Ora Provvidenza 9
Devozione “Sacro Starnazza combatte sempre con la mazza” – alla fine di ogni scontro in cui utilizza mazze e martelli +1 EV, se non utilizza tali armi -1 EV.
Essere in parte bruto gli conferisce +1 pimp bonus e -3 alla resistenza alla magia.
Arma: ascia a due mani di dimensioni spaventose. martello a due mani
Equipaggiamento: corpetto di cuoio, oltre di vino, sacco
L’idea mi è venuta pensando alla miniatura dell’ogre di Mordheim.
Giocare a Kata Kumbas utilizzando Uno sguardo nel Buio – le caste dei guerrieri
Cacciatore
Requisiti fondamentali: Abilità e Coraggio almeno 12 punti.
Pregi: +1 P.imp e +1 P.att utilizzando gli archi, empatia animale
Difetti: stesse limitazioni dell’avventuriero
Energia Vitale: 30 punti di energia vitale (PV) oppure assume il punteggio di Energia Vitale (PV) già a disposizione
Empatia animale: può utilizzare le prove di fascino per parlare con gli animali e cercare di farsi ascoltare o comprendere i loro versi.
Guardiano
Requisiti fondamentali: Abilità e Coraggio almeno 12 punti.
Pregi: +1 P.imp con le armi da corpo a corpo, può utilizzare tutte le armi e armature.
Difetti: -1 alla resistenza/sensibilità alla magia.
Energia Vitale: 35 punti di energia vitale (PV) oppure assume il punteggio di Energia Vitale (PV) già a disposizione
Paladino
Requisiti fondamentali: Abilità e Coraggio almeno 12 punti.
Pregi: +2 alla resistenza/sensibilità alla magia e +1 al fato, il bonus non viene aggiunto alla provvidenza se il paladino si converte al nuovo culto, può utilizzare tutte le armi e armature.
Difetti: -
Energia Vitale: 35 punti di energia vitale (PV) oppure assume il punteggio di Energia Vitale (PV) già a disposizione
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Giocare a Kata Kumbas utilizzando Uno sguardo nel Buio – fato e provvidenza
In varie occasioni durante l’avventuraci si trova, in battaglia o durante l’esplorazione, in situazioni dove si potrebbe essere essere fortunati o sfortunati. In questi casi gli adoratori del vecchio culto credono nel fato e nella casualità, mentre tu che una devota del nuovo culto ti affidi alla Provvidenza o al Fato per ottenere un esito favorevole. Ma attenzione! Ricorrere all’intervento dei propri numi tutelari non ottiene sempre una risposta alle proprie invocazioni, e se si resta inascoltati le conseguenze potrebbero essere disastrose. Fra le altre cose il fato e la provvidenza possono essere utilizzate quando uno stregone o un demone tenterà di utilizzare contro il personaggio incantesimi, per evitare trabocchetti particolarmente insidiosi o per ignorare (far quindi ritirare) i tiri di dado propri o degli avversari che sono estremamente sfavorevoli.
Il fato è una nuova qualità che si aggiunge alle precedenti di Uno Sguardo Nel Buio e viene determinata alla creazione del personaggio tirando 1d6+6.
Un personaggio non può utilizzare il fato o la provvidenza per influenzare azioni compiute da altri giocatori o da nemici che non lo stanno attaccando.
In questi casi si effettua un tiro del fato o della provvidenza, il tiro è analogo ad una prova di qualità e la prova riesce se il risultato è uguale o inferiore al valore del fato o della provvidenza, però ogni volta che si fanno un tiro del fato o della provvidenza bisogna sottrarre un punto dal valore di tale qualità. Tanto più ci si affida alla Provvidenza o al Fato, tanto più rischioso diventerà farlo.
Nessuna dignità nella morte – storie di gitani e bruti
Vostra Grazia,
nella mia precedente missiva vi avevo scritto che mi ero recata ad Arizza assieme a Valentino Grimaldi e a Ofelia. La mattina svegliandomi sono stata accolta dal finimondo, la giornata è stata così intensa che ho deciso di scrivervi anche se ancora non ho tirato le fila del caos che si sta muovendo attorno a me, spero che per quando voi leggerete questa missiva ogni questione si sia risolta positivamente.
La sera precedente era arrivata una carovana di giocolieri rom ingaggiata da uno dei maggiorenti per matrimonio della figlia. Anche il conte Basianto era arrivato per lo sposalizio ad Arizza, sperando in un obolo da parte dello sposo, per evitare la “lex iuris primae noctis”.
Invece non vi sarà nessun matrimonio perché la sposa, Isabella di Roncalle, è stata uccisa.
Ammetto che il mio primo pensiero è stato che con i gitani in circolazione c’era da aspettarsi qualunque misfatto, fra ladri, pagani e stregoni sono una genia infausta e maledetta.
Vi erano parecchi indizi a loro carico: uno dei giovani era stato visto parlare con la ragazza la sera prima e la mattina era tornato all’accampamento dei girovaghi sporco di sangue, inoltre il coltello utilizzato per uccidere la vittima era stato trovato ancora macchiato di sangue nel carrozzone dove il giovane rom dormiva.
Per quanto la soluzione del delitto in principio sembrasse semplice, dovetti ricredermi dopo aver fatto la conoscenza con Thorax il mezzo bruto. Un essere sporco, puzzolente e malvagio che avrebbe potuto aver commesso il delitto egli stesso se non fosse che era rimasto tutta la notte in compagnia di una meretrice. Scoprii da lui che la mia famiglia aveva già cominciato ad assoldare mercenari per scortarmi a casa. Non appena avessero scoperto che ero fuggita, avrebbero utilizzato quegli stessi mercenari per darmi la caccia. Perciò contro il parere di Grimaldi e Ofelia decisi di assumerlo dalla mia parte fino a che era inebetito dalla sbornia della sera prima e ancora non poteva tramutarsi in un avversario. La montagna d’uomo mi costò ben due monili che avevo recuperato nella miniera del conte Basianto, dove egli nascondeva la sua zecca clandestina.
Devo dire che Ofelia fu molto sconvolta dai modi rozzi e incivili di Thorax, dopo tutto la sua vita è stata segnata da numerose violenze subite nel passato e capisco che un essere così rozzo la inquieti e faccia riaffiorare lugubri memorie dal suo passato. Parlandole a lungo, con l’aiuto anche di Valentino Grimaldi, riuscii a farla calmare e a convincerla che ero perfettamente in grado di gestire la furia del bruto e la rassicurai che l’avrei protetta.
Piena di gratitudine Ofelia mi si avvicinò e mi stampò un bacio sulle labbra prima di dirigersi felice al mercato in cerca di qualche monile.
Principessa, la cosa mi ha lasciato alquanto turbata, in tutta la mia vita ho cercato di tenermi lontana da contatti troppo ravvicinati con gli altri esseri umani, timorosa che gli affetti possano mostrare un mio lato debole, turbare la mia risolutezza e convinzione. Mai mi sarei aspettata che una persona potesse arrivare a tanto, men che meno una donna, con sangue elfico nelle vene, e per quanto condivida la mia stessa fede anche se vista da lati contrapposti non posso fare a meno di pensare che sia stata mandata per farmi vacillare. Ora per la prima volta le regole che mi ero autoimposta sono crollate e trovo difficile pensare cosa io debba fare con lei. Aspetterò di vedere se si sia resa conto dell’errore che ha commesso, in caso contrario sarà mio dovere farle capire che non è questo ciò a cui siamo state chiamate. Siamo qui per scacciare streghe e assassini, non per civettare come le ragazze di paese.
Eppure per molto meno ho fatto cavare la pelle a frustate a chi mi oltraggiava, possibile che io non abbia risposto a questo affronto neppure con uno schiaffo?
Comunque lasciata Ofelia ripresi a parlare con il Bruto, il quale mano a mano che smaltiva la sbornia mi rivelava interessanti dettagli sulla sera precedente, conditi da continue imprecazioni e ingiurie nei miei riguardi. L’omaccione era stato una guardia della carovana di gitani, ma si era stufato di loro e li aveva lasciati a metà del periodo pattuito. La sera si era appartato con una prostituta e mentre era preso dall’ardore del momento era stato accoltellato a tradimento da uno dei gitani, infuriato perché aveva rotto il contratto con loro. Thorax aveva pestato sonoramente il rom ed era questi che poi era tornato all’accampamento ed era stato arrestato dalle guardie del conte.
Il minimo da fare visto l’atteggiamento poco collaborativo fu tentare di togliere dalla testa del bruto le insulsaggini riguardanti la venerazione dei demoni. Il mio tentativo di convertire quella creatura però ha avuto un esito assolutamente negativo per il momento.
Ora dovrò per forza affrontare il conte Basianto e riuscire a parlare con il gitano prigioniero.
Come sempre, Argenta, devo ringraziarvi per la cortesia che mettete nell’accogliere le mie missive, presumo che già questa sera spedirò un nuovo piccione per ragguagliarvi sui dettagli che potrebbero emergere nel pomeriggio.
Devotamente serva vostra,
Camelia Farnese.
Giocare a Kata Kumbas utilizzando Uno sguardo nel Buio – le razze
Una cosa che manca ad uno sguardo nel buio per poter essere adattato a Kata Kumbas è un preciso concetto di razza che non sia legato direttamente e univocamente a quello di classe. utilizzando queste regole il nano e l’elfo del gioco originale non sono più disponibili. Nani e mezzi elfi possono scegliere anch’essi classi come gli avventurieri umani.
Razze originali di Kata Kumbas
Iperborei.
Si trattava originariamente delle popolazioni indoeuropee dai capelli biondi o mori provenienti dal nord o dall’est, ma nel corso dei secoli il termine si è evoluto per includere tutte le razze che denotano bellicosità e un radicato istinto guerriero, includendo anche le popolazioni di pelle nera dei territori a sud dell’Enotria.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per la forza e il coraggio
Rom
I rom sono gruppi etnici originali delle zone ad est di Laitia, le grandi pianure abitate da pastori che si estendono fino alle terre desolate prendono il nome proprio da tali abitanti. Come per gli iperborei la definizione è molto generica ed include spesso anche i Nidiani e le popolazioni dagli occhi a mandorla che un tempo avevano costruito i grandi imperi dell’est.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per l’abilità e il fascino
Popolo Antico
Sono una delle razze più antiche razze umane di Laìtia, profondi conoscitori per indole e per cultura della magia, dell’alchimia e dell’arte di comandare gli spiriti. Sono una razza nobile ma decadente, che presenta spiccati tratti mediterranei.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per il fascino e l’intelligenza
Possono diventare maghi, evocatori o alchimisti anche partendo da avventurieri.
Non possono diventare paladini o guardiani.
Nuove razze
Nani
Sono una razza longeva di abili artigiani. Su Laìtia vivono sovente in caverne o dimore sotterranee costruite al livello delle cantine. Alcuni sono noti anche per essere degli abili minatori.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per la forza e l’intelligenza.
I nani hanno un bonus di +5 punti di energia vitale
I nani non possono scegliere le classi di mago, evocatore, alchimista e fattucchiere.
Quando usano Armi della categoria 1d6+4 devono usarle a 2 mani e non possono quindi
usare lo Scudo. Non possono utilizzare armi a due mani e se scelgono una classe che non può utilizzare armi a due mani allora non possono utilizzare le armi che infliggono 1d6+5
L’Istinto dei Nani è una capacità speciale che funziona così: Quando un Nano vuole cercare un Tesoro o una Porta nascosta deve segnalare un punto ben preciso e lanciare 3d6. Ogni
Mezzi elfi
Gli elfi sono estremamente rari su Rate e in genere risiedono nelle zone più settentrionali del mondo. Hanno però l’abitudine di rapire i bambini degli uomini per crescerli come figli, solo per poi ricacciarli nel mondo una volta cresciuti.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per l’abilità e l’intelligenza.
Vedramini
Sono i più antichi abitanti di Laìtia, gente buffa e simpatica che vive soprattutto nella Zolia.
+2 alla resistenza/sensibilità alla magia, +1 parata viste le piccole dimesioni.
Non possono scegliere le classi di mago, evocatore, alchimista o paladino
Mezzi bruti
Sono esseri nati dall’unione, in genere generata dalla violenza, fra un bruto e una donna umana. Sono creature sudice e irascibili, in genere postate alla violenza al pare dei loro progenitori bestiali.
Alla creazione lanciano due dadi e scelgono il valore più alto per la forza e il coraggio
+1 P.imp, -3 alla resistenza/sensibilità alla magia.
I bruti hanno un bonus di +5 punti di energia vitale
Qualsiasi arma, armatura o oggetto di vestiario deve essere fabbricato appositamente per loro e costa 1,5 volte il corrispondente oggetto umano.
Non possono scegliere le classi di mago, evocatore, alchimista e fattucchiere, ne prendere una classe del nuovo culto.
Giocare a Kata Kumbas utilizzando Uno sguardo nel Buio
Da molto tempo cerco un regolamento alternativo a quello di Kata Kumbas, che sia adatto per giocare qualcosa di più consistente di poche sessioni one shot. Visti i molti punti in comune (assorbimento del danno, presenza della dinamica della conversione, classi “essenziali”, elevati PF iniziali) la mia scelta è ricadua su Uno Sguardo nel Buio ora che è disponibile una guida gratuita al regolamento.
Poichè Kata Kumbas è un gioco low powered e low magic, alcune esperienze che ho fatto con USNB mi hanno consigliato di adottare alcune varianti rispetto alle regole ufficiali e di rimanere limitato alle regole base, senza introdurre le avanzate. Qui di seguito riporto le modifiche che ho applicato alle meccaniche di gioco, frutto degli esperimenti fatti nella campagna “La Dama delle Spine”.
P.S. Si ricorda inoltre che attualmente una valida alternativa alle regole ufficiali è anche Kata Kumbas Redux di Putro.
Conversione delle monete.
una corona del gioco base equivale ad un pezzo d’oro alchemico.
Un pezzo d’oro alchemico equivale a 10 monete d’argento o 100 c.e.i di bronzo.
Attenzione in Kata Kumbas perché la moneta corrente sono i c.e.i. e non l’oro!
Esperienza
| Livello |
Espereinza |
| 1 |
0 |
| 2 |
200 |
| 3 |
400 |
| 4 |
800 |
| 5 |
1.600 |
| 6 |
3.200 |
| 7 |
4.800 |
| 8 |
6.400 |
| 9 |
8.000 |
| 10 |
10.000 |
Ad ogni livello un personaggio guadagna +1d6 EV, +1 in attacco o difesa, +2 ad una caratteristica a scelta.
Per ogni 2000 punti esperienza oltre i 10000 i personaggi guadagnano un ulteriore 1d6 di Energia Vitale, a cui però non si può aggiungere il bonus di coraggio.
Energia Vitale.
Kata Kumbas è un gioco in cui dovrebbero essere presenti pochi filtri, talismani e oggetti magici. Sicuramente molte meno pozioni di guarigione di quante non vi siano nelle avventure ufficiali, pertanto può essere utile dare agli avventurieri un bonus di +20 punti di EV per matenere il gioco bilanciato.
Bonus delle caratteristiche
| Punteggio | modificatore |
| 8 | -1 |
| 9-12 | 0 |
| 13-15 | +1 |
| 16-17 | +2 |
| 18 | +3 |
Forza, il bonus aumenta i punti di impatto
Abilità, il bonus aumenta i punti di parata o attacco a seconda del valore di coraggio
Coraggio, il coraggio influenza l’iniziativa, inoltre si aggiunge il bonus ai punti di energia vitale ad ogni passaggio di livello.
Fascino, se il personaggio ha 9 o più punti può avere un seguace. Per ogni punto di bonus si può avere un ulteriore seguace. Inoltre il bonus di fascino si applica al morale dei seguaci
Intelligenza, per ogni punto bonus si consce una lingua bonus, il bonus viene inoltre aggiunto alla soglia di riuscita dei miracoli degli adepti nuovo culto.
Pubblicato Kata Kumbas Redux
Kata Kumbas Redux è finalmente disponibile gratuitamente presso Librogames’ Land.
Questo è un omaggio a Kata Kumbas, il primo gioco di ruolo ambientato in Italia. Kata Kumbas Redux parte dallo spirito originale del gioco, amplia alcuni aspetti e permette di giocare nel fantastico mondo di Rarte. Come per altre pubblicazioni che abbiamo curato, non è nel nostro intento sostituirci all’opera originale o fissare delle regole rigide, ma cercare di contribuire alla diffusione del gioco e tentare di migliorarne la giocabilità. Lo scopo di quest’opera è di valorizzare gli spunti originali, come l’uso del dado percentuale, formulare le regole generali e integrare regole aggiuntive per aumentare la longevità del gioco.
Il merito di questo titanico lavoro va per il 90% a Putro che ha curato tutta la revisione delle regole e inserito all’interno anche parte dei testi che avevo originariamente scritto per il primo almanacco di Kata Kumbas per fornire elementi aggiuntivi di ambientazione.
Cliccate qui per accedere all’area Rolenostri di Librogame’s Land da dove è possibile scaricare il file
Per maggiori approfondimenti:
Interludio – Ofelia
Vi siete mai chiesta Camelia… ehm… scusatemi, Dominicella… quale sia l’origine della vostra fede?
In principio io credevo che l’origine della mia fosse insita nel bisogno di pentimento. Motivo per il quale mi sono votata a sacra Purga, donna di pudici costumi, fermamente convinta nell’importanza di disciplinare il proprio carattere mediante le sofferenze auto inflitte.
Nell’infliggermi una punizione corporale credevo di poter trovare il modo di scontare il marchio della ignominia e inadeguatezza, io che per metà sono una creatura dei boschi e dell’antica magia. Vi sarete resa conto anche voi che nel profondo io ho un istinto frivolo, inadeguato agli ideali del nostro credo.
Ma ora che vi ho conosciuta, Dominicella, credo che vi siano momenti in cui il dolore non basta, in cui il pentimento e la contrizione non siano sufficienti a placare il cuore dell’uomo. Ho contemplato la vostra sacra furia abbattersi sugli empi con odio e ferocia devastante, mentre sul vostro volto traspariva solamente una serenità imperturbabile, quasi che la furia che animava le vostre gesta non fosse in grado di intaccare la determinazione del vostro spirito.
Come mi avete confidato che vi disse Ellis, anch’io credo che voi non avete compiuto un atto di vendetta, ma uno di profonda giustizia.
Solo ora che mi sottometto accondiscendente alla vostra rigida guida, che si manifesta sovente in ripetuti colpi di sferza per disciplinare il mio spirito riottoso, riesco a trovare nella sofferenza che voi mi dispensate la pace che tanti anni di dolore auto inflitto non mi aveva mai procurato e a provare una parte della serenità che alberga in voi nel momento in cui rendete giustizia verso gli empi.
Mi rendo conto che vi è una effettivamente una forte affinità elettiva fra le nostre due protettrici, la dispensatrice di dolore e la contemplatrice dello stesso. Il mero compimento di un rituale non è sufficiente, senza avere davanti a se una direzione verso cui rivolgersi e una guida che accompagni nel cammino.
Ho visto cose meravigliose – parte seconda.
Ho finalmente ricevuto una copia definitiva del redux di Kata Kumbas da Putro e devo dire che a rivederlo è addirittura migliore di come lo ricordavo, anche se gli ultimi cambiamenti sono minimi.
Ora non resta che attendere il 19 Marzo, intanto vi lascio con l’immagine di uno dei nuovi personaggi.
nessuna dignità nella morte – in fuga
Principessa Argenta,
Voi ritenete che io sia troppo diretta e irruenta e il guaio in cui mi sono cacciata sia l’ennesima prova che, almeno di facciata, dovrei conformarmi a ciò che la gente vuole vedere, ma la mia fede mi impone di lottare per ciò in cui credo e non potevo lasciare che un uomo innocente morisse avvelenato per una stupida superstizione sugli spiriti.
È comunque con estrema gratitudine che vi scrivo queste poche righe per comunicarvi che sono riuscita a fuggire alla gente bigotta di Balano e alle catene che la mia famiglia voleva nuovamente impormi. Voglio pertanto rassicurarvi che manterrò l’impegno che mi sono presa di restituirvi la pergamena dinastica con il vostro albero genealogico che vi ha sottratto la strega durante i tragici eventi avvenuti a Castel Foldagno.
Non ci sarei mai riuscita se voi non foste venuta nella cantina della taverna per slegare me e Ofelia, non mi aveste mostrato il passaggio segreto che porta alla zecca clandestina del conte di Imen e non ci aveste lasciato dei coltelli per difenderci.
Assieme anche a quel mascalzone di Valentino Grimaldi, che era stato richiuso anch’egli nella cantina per il furto di alcune mele, siamo fuggiti attraverso i cunicoli della miniera d’argento aprendoci la strada fra gruppetti di biro biro e bruti.
Qui abbiamo incontrato dei nani che con estremo scorno di Grimaldi, che già pregustava di entrare nella zecca, ci hanno suggerito di non avventurarci nei cunicoli, infestati da bruti e biro biro al servizio del conte, ma di dirigerci verso le caverne.
Nelle caverne il conte aveva cacciato le bestie pericolose che infestavano il bosco e terrorizzavano gli abitanti. Anche se i mostri erano pericolosi, i cunicoli non erano infestati da umanoidi e permettevano di uscire nel bosco stesso, lontano da occhi indiscreti.
Così abbiamo fatto e la cosa ci è costata quasi la vita a causa di un orso gigante e di un branco di cinghiali, però eravamo lontani da occhi indiscreti.
Ora mi trovo ad Arizza, diretta verso il domini del Conte. Siamo tutti gravemente feriti e temo soprattutto per la vita di Ofelia. Sembra strano che io, sempre fredda e distaccata, mi sia legata a qualcuno, ma forse ha ragione lei nel dire che fra noi vi è una sorta di affinità elettiva. Mi fa comunque strano di aver permesso a qualcuno di baciarmi anche solo su una guancia, restia come sono ad ogni contatto umano.
Spero che il conte non oserà vendermi alla mia famiglia, visto che posso rendere pubblica la fonte illegale della sua ricchezza, e forse potrà anche darmi qualche aiuto visti i favori che gli ho reso nella mia visita precedente. In ogni caso ho bisogno di ristoro prima di riprendere la mia caccia alla strega quindi tenterò questo azzardo.
Umilmente serva vostra,
Camelia Farnese.
Nessuna dignità nella morte – Senza tregua
Padre,
mi avete profondamente offesa. Non mi sono mai sentita così adirata e disgustata nei vostri confronti.
Speravo con le mie lettere di avervi dimostrato la bontà delle mie convinzioni e la gravità del pericolo che sta correndo la nostra terra per causa degli stregoni. E ora scopro che voi volete trascinarmi nuovamente a Maro e vendermi ad un vecchio duca bavoso.
Dopo essere arrivata a Balano mi sono subito trovata a scontrarmi con gli abitanti bigotti e pagani, gli stessi con cui voi siete senza problemi sceso a patti. Non ditemi che lo avete fatto per salvarmi dalla giustizia del conte di Imen. La verità è che io per voi rimango solo una pedina negli interessi dinastici della famiglia, una ragazza viziata da contentare fino a quando non può essere venduta ad un marito.
Parlando con i contadini bigotti avevo scoperto che stanno facendo delle celebrazioni in onore degli spiriti pagani, per ingraziarsi nuovamente la loro protezione dopo l’attacco del negromante al villaggio.
Sei giovani e le loro fidanzate si sfidavano per il favore degli spiriti, per la verità solo i giovani, le fidanzate guardavano. Il primo che sarebbe morto sarebbe stato considerato un’offerta agli spiriti. La fidanzata del giovane ucciso sarebbe stata consegnata agli spiriti, ovvero legata in un bosco assieme a doni votivi e lasciata a morire di fame, in attesa che gli spiriti la reclamassero.
Il primo giorno gli uomini si sono sfidati in una gara di lotta. Argenta e Ofelia erano con la folla ad esultare per i combattenti. Per quanto senta una profonda affinità elettiva per Ofelia, complice la sua devozione per Sacra Purga la penitente, lei ha una mente semplice e fa difficoltà a comprendere le vere radici del male, mentre Argenta adora indulgere nel proprio lato frivolo.
Il secondo giorno di festeggiamenti invece i partecipanti si sono sfidati in una gara nel lago, infestato di serpenti velenosi. Uno di loro è stato morso da una delle bisce e io, avendo un antidoto con me, mi sono gettata per farglielo trangugiare e salvarlo.
Così facendo ho attirato l’ira dei bifolchi che hanno attaccato me e Ofelia con asce e bastoni, mentre la principessa Argenta cercava di allontanarsi il più possibile da noi per non essere coinvolta in quella che riteneva un’inutile scemenza.
Come ben sapete i villani mi hanno sopraffatto e rinchiuso nella cantina della locanda in attesa di ricevere un messaggio da parte vostra per decidere la mia sorte. Ho così saputo che avreste mandato degli uomini a prelevarmi per darmi in sposa ad un vecchio duca a cui mi avete praticamente venduto.
Vi lascio queste righe per farvi sapere che trovato il modo di fuggire, ma non potendomi fidare di voi non vi racconterò padre come lascerò la mia prigione. Al Signore Senza Tempo piacendo non sentirete più parlare di me.
Devotamente figlia vostra
Camelia Farnese.
Mundus patet! La Terra si apre.
Appresi da mia Nonna della Processione delle Anime, il “Cursus”, quando ancora ero bambina e da lei imparai ad “andar per Anime” e a placarle facendogli “via col fuoco” e nutrendole di fave e fagioli. Le prime per placare la fame di vita, i secondi per favorire la rinascita.
Semirade è un momento di scambio di sapienza e di usanze fra vivi e morti, un momento di doni. È anche il momento delle viole del pensiero, infatti seminarne costituisce il dono dei vivi ai morti, è la loro materializzazione nel giardino consacrato agli Invisibili.
Ora che ci avviciniamo a Calenda e la mia terra, la Calbatisia, ancora una volta è scossa dai terremoti, trema sussulta e vibra, conscia della tensione per l’attesa della notte di Semirade in cui il velo è sollevato. Questo è il periodo in cui il suolo si apre e gli avi sono liberi di vagare per Rarte a loro piacimento.
Interpreto il segno come infausto, avverto l’irrequietezza degli spiriti dei miei antenati, mentre il freddo mi attanaglia fin nel midollo, dentro le ossa.
Si avvicina un periodo di purificazione e preparazione, mentre il Nuovo Culto e i Falsi Dei insidiano le verità su cui noi del Popolo Antico abbiamo eretto la nostra civiltà. La purificazione degli antichi dei passa sempre per il sangue e il fuoco e solo i numi sanno quanto sangue ancora dovrà scorrere e quanti incendi divampare prima che la loro furia si sia quietata.
È un periodo di domande e risposte, di Profezia con, dalle e sulle ossa, e mai come oggi temo risposte che potrei ricevere dagli oracoli.
- Amarantina Notti, celebrando Semirade
(Liberamente ispirato ad un testo di Tatiana Martino)
Kata Kumbas redux – il punto della situazione
Ieri ho ricevuto la bozza semidefinitva del nuovo suppremento di Kata Kumbas a cui sta lavorando Putro, una monumentale revisione del sistema gioco che cerca di risolvere alcuni dei problemi insiti nella versione originale delle regole.
Purtroppo in questo periodo non ho ne il tempo ne la concentrazione per dedicarmi ad una rilettura approfondita dell’opera, ma ho comunque segnalato alcuni accorgimenti stilistici per adattarla maggiormente all’impaginazione dei rolegame.
Penso che in una settimana circa dovremmo essere in grado di spedire la bozza, definitiva a Librogame’s Land, poi tutto sarà nelle loro mani e spero decisamente che si sbrighino, visto che come ha detto un membro dello staff, stiamo pazientando oltre il legittimo.
Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Putro, per il lavoro titanico svolto nella revisione delle regole e l’unione delle stesse con parte del materiale del precedente almanacco, e Tatiana Martino, per aver prestato l’illustrazione di copertina.
Questo è attualmente il contenuto del colophon
Omaggio a Kata Kumbas – ©1990, Agostino Carocci e Massimo Senzacqua – ©1990, Editrice E. Elle srl
Autori
Marco Baudraz “Putro” e Davide Carta “Ursha”
membri de “La società Bibliografica Laitiana” – http://ihoschronicles.wordpress.com
Illustrazione di copertina
Tatiana Martino “Tain”
Illustrazioni interne
Le illustrazioni delle pagine: 12 – 23 – 38 – 44 – 47 – 49 – 51 – 53 – 60 – 65 sono di Marco Baudraz
L’illustrazione di pagina 63 è di Daniele Cremon
Impaginazione
Marco Baudraz
Revisione
Marco Baudraz
prima edizione ©2011, Librogame’s Land – www.librogame.net
nessuna dignità nella morte – risveglio da un incubo
Padre,
volevo rassicurarvi che mi sto rimettendo dalle mie ferite e ora mi trovo al castello della Principessa Argenta.
Devo riconoscere che quella donna sotto l’aspetto di una persona frivola e scontata nasconde grande lungimiranza e senso comune uniti ad una predisposizione per affrontare i problemi pratici, ad esempio ha passato due ore a tediarmi sulle innovazioni che vorrebbe introdurre nelle tecniche di aratura. Poichè è donna si tratta di una caratteristica che non le viene riconosciuta dai suoi pari.
Il suo castello e il suo villaggio sono devastati e Argenta ha deciso di recarsi nei villaggi vicini per acquistare cibo per il popolo e assoldare muratori e carpentieri per ricostruire quanto distrutto.
Ariksbane, il drago che mi ha truffato, ha dato il suo personale contributo alle opere di demolizione degli edifici ancora pericolanti, prima di decidere di ritirarsi nei monti vicini per tendere agguati alle capre.
Ho scoperto che il drago ha un padrone, Ellis un tetro cavaliere in nero, che proviene dalla lontana Luthe e mi conferma che durante l’inverno la notte è eterna e ardono fuochi nel cielo. E’ una persona molto lugubre e meditabonda, il giusto contrappunto per la personalità esuberante di Argenta.
Vi dispiacerà sapere che neppure questo guerriero mi ha inculcato quello che voi chiamate sale in zucca, anzi mi ha rinfrancato nel mio proposito di cercare la strega e vendicare Berus e Uguccione. Egli sostiene che dimostrare alle persone che uccidono i nostri cari che nessuna vita può essere tolta senza conseguenze è un profondo atto di giustizia.
Devo inoltre dirvi che Ofelia si sta rivelando una seguace fedele, una valida sostituta del compianto Uguccione, senza le sue maniere viscide e infide. Da quando le ho salvato la vita nutre per me una profonda venerazione e ha deciso di prendere in me una guida spirituale. Pertanto non dovete più preoccuparvi che non vi sia accanto a me chi possa prendersi cura delle mie esigenze.
Ho inoltre conosciuto il matto che fa il giullare al castello. Mi ha detto di aver sognato i sogni della pietra mentre era una statua e in tali sogni ha visto l’angelo rinnegato Asaliah che lo scrutava con il suo volto da fanciulla innocente mentre premeva contro una parete di materiale lucido color cremisi per tentare di uscire. Sono scettica verso le visioni di un pazzo, ma è un avvenimento che darebbe una nuova luce inquietante sugli avvenimenti degli ultimi giorni.
Domani partirò con Argenta per Balano, prima che i rigori dell’inverno rendano il viaggio troppo difficoltoso. Con mio sommo disappunto però sono stata invitata in qualità di dama di compagnia e non di scorta d’armi.
Devotamente figlia vostra,
Camelia Farnese.
Teferine Karrer, la dama maledetta.
Quando mi accasciai nel mio letto dopo una fuga disperata, in un’altra epoca e con un altro nome, credevo che la mia vita volgesse al termine. Il mio mondo si era ridotto ad un abisso di oscurità dal quale mi separava solo il sordo dolore di una ferita da arma da fuoco.
Non so neppure io dove abbia trovato la forza di tamponare la ferita e scappare, credevo di essere una debole e di non sopportare il dolore, credevo che sarei morta in ogni caso, sentivo la mia vita scivolare via. In un certo senso in effetti io morii.
Fu in un mondo onirico, a metà fra il delirio e il dormiveglia che riuscii a gettarmi sul mio letto mentre continuavo a premermi le vesti contro lo squarcio causato dal proiettile. Fu in questo delirio che vidi la porta e la sentii chiamarmi con urgenza e disperazione.
Fu con tristezza e sconforto che abbandonai il corpo morente della giovane donna, che era stato il mio, al suo destino mentre come un burattino attraversavo la porta e il mondo come lo conoscevo scompariva.
Pensavo che mi sarei lasciata la mia vecchia vita alle spalle, ma mi sbagliavo.
Dall’altra parte del portale incontrai un vecchio, apparentemente affabile e gentile, ma invece mi stregò e mi fece non so quale fattura.
Nel terrore che ancora provavo per la fallita rapina, che mi era quasi costata la vita (in un certo senso mi era costata davvero la vita), e lo shock del viaggio incredibile che avevo compiuto lo colpii con un bastone per allontanarlo.
O lui era troppo vecchio o io avevo dosato male la mia forza, perché inaspettatamente gli spaccai la testa.
Solo in seguito scoprii che il vecchio non mi aveva lanciato alcun maleficio, ma solo un incantesimo per permettermi di integrarmi in quel nuovo mondo misterioso. Così ora ero sola, affamata e senza più alcuno a cui appoggiarmi, avendo ucciso l’unica persona che avesse mai tentato un gesto gentile verso di me.
Non era la prima volta che la mia avventatezza mi aveva cacciato nei guai. Nella mia vita precedente avevo imparato a fare bene una sola cosa: rapinare. Fu ciò che ho continuato a fare anche da allora qui su Laitia, mentre i soldi delle mie ruberie mi permettono nuovamente di essere una rispettata nobildonna nella città di Maro durante il giorno.
Terinefe Karrer.
Casta Ladro, livello 2
Forza 8
Abilià 16
Intelligenza 13
TdF 8
Livello vitale 66
Corazza 2, corpetto di cuoio nero ornato
CDC 56% danno 1d6+1 stocco di qualità superiore
equipaggiamento
pistola danno 3d6 (4 turni per ricaricare)
20 proiettili
un corno di povere pirica
abiti neri di merletto
mantello nero
artiglio di felino feroce
zampetta di martora.
Un grazie sentito a Davide Mana, per avermi fatto conoscere la “wicked lady”











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