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Warhammer – Di negromanzia e cadaveri

Nuln, 12 Messembre, primo mattino

È orrendo essere trattati come dei volgari ladri di cadaveri quando si è dei rispettati tombaroli, ancora più orrendo quando per la seconda volta in due giorni il proprio datore di lavoro ti tradisce. Temo che non cambierò mai lavoro abbastanza in fretta.

Maryanne non si è esattamente fatta vedere, è stata più una presenza nell’ombra che mi ha richiesto una parola segreta e poi mi ha indicato una carriola coperta da trasportare in cambio di 40 corone d’oro. Anche senza guardare potevo intuire che conteneva un cadavere.

Naturalmente essendo notte non potevamo evitare di imbatterci in una ronda di mercenari Tileani, per fortuna Tabatha che conosce il Tileano è riuscita a dissuadere le guardie dal controllare il contenuto della carriola. Il sergente non era convinto ma l’ogre del manipolo aveva sonno e ha insistito perché venissimo lasciati in pace. Doveva essere la serata degli ogre, perché un secondo ogre della guardia ci raggiunse e voleva mangiare il ‘cibo’ nella carriola, tentammo di convincerlo che era avvelenato, ma poi si ripresentò una seconda volta chiedendoci il contenuto della carriola perché aveva troppa fame. Per fortuna il mago riuscì ad addormentarlo. Prendemmo le sue catene e lo legammo ad un palo.

Alla fine riuscimmo ad arrivare alla casa dove dovevamo lasciare il carico, qui avvertii una sgradevolissima presenza sulla spalla che mi suggerì a quale porta bussare. I mago disse che per pochi istanti uno spettro mi aveva posato una mano sulla spalla.

Nella casa abitava un negromante che però invece di pagarci voleva prendersi anche i nostri corpi per i suoi esperimenti. Decisamente non era un bravo fattucchiere, visto che il suo primo incantesimo fu un nulla di fatto che si concluse con lui che picchiava contro un’urna funeraria per aver agitato le braccia con un gesto troppo teatrale.

Nelle scritture è scritto che nessuna carne verrà risparmiata e così è stao. Gildril (il mago) è riuscito ad addormentare lo stregone e noi lo abbiamo infilzato di frecce e dardi, dopo che il soldato era riuscito ad aprire un varco del gruppetto di scheletri che lo proteggeva. Decisamente il mago mi sta più simpatico ogni giorno che passa. Recuperato il denaro che ci spettava, oltre ad un piccolo supplemento di indennizzo, siamo scappati a gambe levate, visto che qualcosa pareva essere in procinto di risvegliarsi nella stanza accanto.

Ora dobbiamo solo attendere che la gente del porto armi la chiatta fluviale e salpare lasciandoci questa orrenda città alle spalle.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – il giardino delle rose grigie

Nuln, 11 Messembre, poco prima di mezzanotte.

Dopo l’atroce scoperta fattan nella taverna, rigardo al doppio gioco degli Oldenhaller, siamo andati al porto dove per una corona d’oro e alcuni scellini d’argento abbiamo convinto un capitano a ritardare di un giorno la partenza della sua chiatta fluviale.

Io sarei andato per strada in diligenza, ma il mago e il soldato hanno cominciato a cianciare di guerrieri, uomini bestia e tempeste del caos. Non ci ho capito molto ma è chiaro che qui le cose sono andate molto peggio che in Silvania, dove godiamo della saggia protezione del conte elettore Manfred Von Carstein. Se solo da noi non si morisse di troppo lavoro sarebbe stato da restare nella mia terra natale.

Ci recammo a riposare nuovamente al rifugio del predone, dove ricevemmo nuovamente alloggio a metà prezzo ventilando vagamente all’oste la minaccia di rivelare i suoi segreti alle autorità annonarie.

Nulla è meglio di una buona scopata con un’elfa di 65 anni per riaversi da una sbornia. Comincio a capire come mai i marinai si fossero tenuti Tabatha sulla nave nonostante il fatto che le donne portino sfortuna in mare. Penso che anch’io me la terrò appresso, intanto le ho dato una corona per il buon lavoro fatto.

Ora siamo di fronte al giardino delle rose grigie e stiamo attendendo che questa Maryanne si faccia viva. Ammetto che mi ero dimenticato di spiegare ai miei compagni di disavventure che un giardino delle rose grigie è un cimitero. Spero vivamente che il lavoro ci dia abbastanza soldi per lasciare Nuln.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – doppio gioco

Nuln, 11 Messembre, decima ora del mattino

Per celebrare la fine della notte più orribile della mia vita ho offerto un giro di bevute in una taverna, anche se solo il soldato ha accettato di bere con me. Come al solito quegli spocchiosi degli elfi non bevono, non festeggiano e non vogliono partecipare della gioia del gruppo. Beh l’elfa mi deve dei soldi per le spese al mercato e un favore perché le ho salvato la vita, vorrà dire che a breve verrà resa partecipe di qualcosa.

Quel bastardo del taverniere ha sostituito però la birra con del whisky di pessima qualità e ormai ne avevo trangugiato un bel sorso tutto d’un fiato, quando me ne accorsi ero già ubriaco. Nella mia allegria mi sono ritrovato a leggere tutte le locandine e manifesti appesi al muro del locale e quando ho visto che quel bastardo di Oldenhaller aveva messo una taglia sulla nostra testa stavo per far saltare la nostra copertura dal ridere.

Quell’uomo è solo un bastardo borioso figlio di buona donna, non migliore della bianca signora che ha lasciato morire di fame e di stenti i miei cugini che hanno lavorato per lei. Nessuno dei contraenti per cui ho lavorato nella mia attività di recupero mi aveva mai trattato in modo così subdolo, laido e infido. Sono sempre più convinto che sia ora di cambiare mestiere. Chiaramente più si viaggia al nord e più osceni sono i nobili dell’impero.

Per farmi star zitto Tabatha mi ha infilato la lingua in bocca. Un ottimo assaggio del pagamento in natura che intendo chiederle a breve. Ora dovremmo lasciare Nuln e dovrò farmi passare la sbornia. Gli altri dicono che i ritratti sui volantini sono poco somiglianti, prima di avere tutti i tagliagole della città alle calcagna potremmo avere tre giorni a disposizione.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – malviventi e cultisti

Nuln, 11 Messembre, ottava ora del mattino

La notte di ieri è stata un incubo, ho visto cose orribili e mi pento di essere stato estremamente spregevole in questi giorni con l’elfa di Marieburg, visto che se non fosse stato per lei a quest’ora forse saremmo morti. O forse no… ma certo lei ha dato una mano mentre io sono scappato a gambe levate, solo per essere rigettato indietro a calci. E sono stato così stupido da andare a raccontare della mia disperazione a un sacerdote di Shallya. Almeno non siamo contaminati… ma procediamo con ordine.

Ieri dopo il tramonto tornammo alla magione degli Oldenhaller e ci accolse quell’antipatico maggiordomo. Ci spinse sgarbatamente in carrozza e ci accompagnò fino al Labirinto. Io ammazzai il tempo con il mio passatempo preferito, insultare Tabatha. Un passatempo che ora mi appare così stupido. Una volta arrivati in prossimità del covo dei furfanti, il maggiordomo ci lasciò e ci diede la parola d’ordine di una banda rivale caso mai ci fosse stata utile per la fuga.

Entrammo con circospezione e evitammo per un pelo una trappola che non avevo scovato, solo perché insistemmo con la guardia di aprire la maniglia nella maniera inusuale tirando verso l’alto e non normalmente. Dovemmo urlargli dietro tutti quanti per convincere quel testardo che era una buona idea.

Lo spettacolo che ci si presentò nelle stanze seguenti fu allucinante. C’era stato uno scontro fra bande rivali e riconobbi il simbolo dei Tileani, ci mancava solo la mafia coinvolta nello scontro.

Comunque facemmo una buona razzia di orecchie per l’Oldenhaller, sette banditi e cinque tileani, in seguito l’orrore ci fece passare la voglia di tagliare ancora orecchie.

Trovammo il capo dei banditi in uno stato pietoso, la carne marcia, la pelle piena di pustole, il volto semi decomposto… e non c’era la gemma. Chiaramente quelle sugli effetti nefandi non erano dicerie. Così proseguimmo e rimanemmo coinvolti uno scontro con i Tileani. Tabatha si finse una loro sguattera e ci garantì la sorpresa.

Da li in poi cercammo di evitare altri scontri, perché il numero dei banditi vivi aumentava. Basti dire che ci fingemmo sacerdoti di Shallya, fummo quasi scambiati per degli assassini e dovemmo scappare ad un’infinità di ratti, meglio evitare troppi dettagli che poi magari qualche malvivente non legga ciò che ho scritto. Pare strano che mi preoccupi più della reazione dei malviventi a ciò che ho scritto che del nobile, ma credo che lui presto marcirà all’inferno per le sue colpe…

Dopo varie peripezie che fecero sembrare la notte interminabile riuscimmo a chiudere la gemma nello scrigno che ci era stato consegnato e ci trovammo asserragliati assieme ai Tileani ad affrontare dei cultisti che volevano la gemma. Fu una cosa orribile, si strapparono cuori e fegati dal corpo e continuarono a vivere ancora, mi domandai come avremmo potuto sconfiggere creature simili ma in qualche modo caddero, solo per rialzarsi nella forma di una bestia immonda.

A quel punto scappai assieme al soldato, mente Tabatha e il mago Gildiril tenevano duro, solo che i Tileani bloccarono la mia fuga e mi rimandarono a combattere.

Quando la cosa finalmente smise di muoversi, puntellata di frecce e dardi, i tileani fuggirono con delle barche e noi scappammo con un’altra banda criminale e facemmo saltare in aria il luogo. Non sentirò la mancanza di un pezzo di storia della città di Nuln.

Il nobile aveva già una quantità sbalorditiva di quelle gemme nascoste nella sua cassaforte, mi domando quanto saremmo al sicuro se anche una sola venisse persa.

Poi io e Tabatha abbiamo visitato il tempio, ma non siamo risultati infetti.

Ora che è mattina sento il bisogno di farmi un goccio bello forte e per la prima volta nella mia vita anche di offrirne agli altri disgraziati che sono in mia compagnia.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – denaro sproco per una gemma

Nuln, 10 Messembre

La mattina Scezio non si ricordava chi fossimo da quanto era sbronzo e strafatto. Quanta gratitudine per un piatto caldo e un posto per dormire sul pavimento. Per altro avendo dormito sul pavimento anch’io posso dire che è stato più comodo dei letti sudici della locanda.

Accompagnammo screzio al lavoro, egli infatti era uno strillone, e in cambio lui ci spiegò come arrivare al Faggagio di Euz, dove si potevano trovare i lavori onesti per i mercenari. Io gli chiesi anche quale era un luogo da evitare perché troppo malfamato e screzio ci sconsigliò le Emorroidi della Regina. Ora sapevo dove trovare i tipi di lavori notturni che interessavano a me.

Al faggio di Euz ci imbattemmo in una scena ilare, un enorme Ogre girava attorno al faggio con uno scriba incatenato che gli leggeva gli annunci. Ora nessuno voleva fare incavolare un ogre quindi ci tenemmo a debita distanza, ma a portata di orecchio e ascoltammo mentre lo scriba leggeva gli annunci per il suo capo. La lezione del giorno è stata che avevo bisogno anch’io di uno schiavo, possibilmente una bella schiava direi. Però mi servivano più soldi e lo scriba lesse proprio il tipo di annuncio che interessava a me, e immagino anche a Tabatha: “gli Holdennaller offrivano lauta ricompensa per il recupero di una gemma.”

Si garantiva che la gemma non era nelle mani dei proprietari e quindi il lavoro non era illegale, come se a me interessasse qualcosa dell’onestà di un lavoro. Immagino che invece interessasse al mago e all’imperiale, ma ancora non riesco a ricorda il nome di quei due impiastri.

Un altro avventuriero invece non fu altrettanto furbo quanto noi e si avvicinò troppo allo scriba, perché voleva leggere anche lui il messaggio. questo fece naturalmente infuriare l’ogre e quando un ogre è infuriato ci scappa sempre la rissa.

Mentre i mercenari e gli sciancati si perdevano a botte e la guardia minacciava di avvicinarsi rapidamente, noi ci allontanammo con calma come degli innocui passanti assolutamente non interessati agli ingaggi.

Trovare gli Holdenaller una delle famiglie più influenti della città fu semplice, io venni quasi cacciato fuori perché il padrone di casa non apprezzava il mio umorismo.

In sostanza il nobile ci disse che voleva questa gemma che sarebbe stata dedicata ad un dio di cui per precauzione non scriverò il nome. La gemma era stata prelevata da un certo gruppo di ladri che poi però non l’avevano riconsegnata. Ora il nobile la voleva indietro e offriva 100 monete d’oro a testa più 5 per ogni orecchio di un ladro morto. Ci aveva dato anche un cofanetto per contenerla sebbene fossero pure illazioni le dicerie secondo cui era maledetta. Erano dicerie così inconsistenti che l’elfo magio ci assicurò che la gemma era magica per davvero.

Saremmo tornati al tramonto per essere condotti al covo dei ladri. Nel frattempo ci recammo a fare spese al mercato per trovare abiti più consoni alla città, ma Tabatha decise di agghindarsi da Tileana.

Poi ci recammo su mia insistenza alle Emorroidi della Regina dove entrai con i miei arnesi del mestiere, pala e piccone, ben in vista. Certamente se entravo li non ero uno scalpellino. Il taverniere mi disse che per il mio tipo di servigi potevo contattare Maryanne a mezzanotte al Giardino delle Rose Grige. Non valeva la pena per ora di spiegare ai miei compagni di ventura che il Giardino delle Rose grige non è un parco pubblico ma un cimitero.

Prima di tornare dal nobile e dal suo affabile maggiordomo decidemmo di restare nella topaia e riposare qualche ora, la notte prometteva poco sonno.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – Grosh Van Hike

Nuln, 10 di Messembre

Per la verità siamo arrivati a Nuln di notte, il nove di Messembre, il giorno della fine della festività della torta, una delle principali feste halflig, che come tutte consiste in una settimana di gozzoviglie. Il momento migliore per sbarcare visto che ora le provviste della città saranno praticamente finite.

Il capitano però fra le mie imprecazioni ci ha sostanzialmente scaricati assieme alle casse e alle balle di lana che era quasi mezzanotte, questo mi insegna a pagare per la sola classe economica.

Vagare nel porto a mezzanotte non è il massimo inoltre Nuln non è una città ospitale con gli stranieri. Il mago l’elfo che ha studiato ad Altdorf mi ha spiegato che è la fucina dell’impero in pratica ci si trova solo fabbri e feccia e la contessa reggente ha confinato la feccia nel ghetto, il Labirinto, come se la feccia ci restasse durante il giorno…

Tengo questa cronaca io perché a parte il mago, che non è socievole sono l’unico altro che sa leggere e scrivere.

Confesso che ancora on ho imparato il nome del mago e del gonzo con l’alabarda che gli va dietro, ho imparato bene invece quello Tabata, l’odiosa elfa di Marieburg, che in teoria sarebbe un marinaio. Ne so poco di mare, ma donna in una nave dicono che porti solo sfortuna…

Vagare per una città sconosciuta senza una guida ad un’ora impossibile della notte è estremamente difficile e non abbiamo trovato neppure una taverna che non fosse piena, fino a quando non abbiamo incontrato Grosh van Hike, un uomo che mi è risultato subdolo e insidioso fin dal primo momento. Se non che era l’unica possibile guida a quell’ora impensabile della notte e diceva di conoscere una taverna aperta a quell’ora della notte nel viale delle Taverne.

Diffidenti lo seguimmo. Quando ci portò in una strada piena di verdure marce e spazzatura capii subito che ci attendeva un’imboscata e quando emersero quattro oscuri figuri dalle ombre dei vicoli io ero già con la spada in pugno pronto a menare fendenti.

Per poco non rischiammo di perdere la vita nel quartiere malfamato di Nuln. Il mago tentò di lanciare ben quattro incantesimi con esiti del tutto deludenti, io e il gonzo che accompagnava il mago venimmo pestati a dovere. L’unica che affrontò il combattimento con dignità fu l’elfa e quando uccise il campo dei banditi i due superstiti scapparono.

Nel frattempo Van Hike era scappato dietro ad una porta e noi eravamo rimasti nel vicolo con un uomo stordito. Legarlo e imbavagliarlo non fu difficile, legare un prigioniero non è molto di verso dall’assicurare un carico in sicurezza e ho nella mia carriera trasportato molti oggetti strani e voluminosi.

A quanto sembra un coltello in mano sono in grado di fare molta paura e l’interrogatorio di questa sera mi ha dato una rivelazione, è ora che comincio a cercare un lavoro nel quale si debba torturare la gente… Comunque l’uomo non sapeva nulla e perciò l’ho sgozzato, il che sembra aver disturbato vagamente Tabata.

Ora eravamo soli nel bel mezzo della notte nel quartiere più malfamato della città senza neppure esserne consapevoli, fino a quando non ne venimmo informati da un improbabile passante che si era strafatto di chissà quale sostanza allucinogena mischiata con una considerevole quantità di alcol.

Questo relitto di uomo si chiamava Scezio e si offrì di accompagnarci fino al Riposo del Predone, una buona taverna a suo dire. Si perse molte volte, ma alla fine arrivammo alla via delle Taverne ancora interi.

La porta però era incastrata e spingendola il Gonzo la ruppe. Il furfante del taverniere voleva che la ripagassimo per 10 corone d’oro. Passai la successiva mezz’ora a contrattare con quel farabutto del taverniere fino a quando spuntai pasto e pernottamento gratis per Scezio, cosa di cui sono già convinto che mi pentirò, e 2 corone per tutti gli altri, più la riparazione della porta con attrezzi forniti dal locandiere. Infondo o sfasciato tante porte nel mio lavoro e ho scoperto che per rimetterle in sesto basta fare l’esatto contrario.

Ci siamo resi conto che le vesti insanguinate non sono il massimo viaggiare in città a meno di non voler essere scambiati per assassini, quindi ci siamo ritirati in camera per pulirci e abbiamo stabilito due turni di guardia, spero di riuscire a dormire almeno un po’ ma il cibo mi ha già corroborato dopo lo scontro, devo però stare più attento a non rischiare il collo in una rissa.

Scritto di suo pugno,

Vassili Radenko

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Warhammer – Vasili Radenko, Biografia

A breve comincia una nuova avventura in cui dopo tre anni faccio nuovamente il giocatore, finora le mie esperienze dall’altro lato del tavolo sono sempre state pessime. Voglio vedere se un potenziale inquisitore magari riesce ad ispirarmi e un regolamento che non conosco mi toglie un punto di vista orientato più alle meccaniche che al personaggio.

La vita in Silvania era molto semplice, aprire tombe, rubare oggetti e rivenderli. La mia piccola impresa a conduzione familiare campava bene con questo giro finché signora pallida non decise di assumere i miei cugini al castello. inutile dire che non li ho più rivisti, e mi sono  reso conto che quello che dicevano i miei nonni era vero, il lavoro ti uccide! È come una maledizione! Ora senza più l’aiuto dei miei parenti più giovani il commercio minacciava di diventare gramo.

Non so ancora perché ma al castello continuavano ad assumere personale, e piuttosto che cominciare a lavorarla anch’io e fare la stessa fine dei miei cugini ho deciso che era meglio scappare dalla Silvania e tentare una nuova vita nell’impero, dove un uomo non è per forza costretto a lavorare ma può campare di quello che trova. Perciò quasi stette corone d’oro, frutto di una vita di traffici illeciti decisi di cominciare a viaggiare. Patii la fame e mangiami cosse innominabili, trovate durante il mio. Inoltre in un’imboscata persi la mia adorata balestra, Sacra Bess, un’eredità della mia famiglia ancora dai tempi del trisnonno, quando combatté come coscritto per i von Castien. Ora ero anche disarmato salvo per il mio coltello da lavoro, era ancora più importante nascondere che provenivo dalla Silvania per evitare aggressioni e prestare attenzione che nessuno allungasse la mano verso il mio borsello.

Dopo varie peripezie riuscii comunque ad imbarcarmi per iniziare una nuova vita. Nel viaggio ho conosciuto tre strani individui che mi paiono adatti come copertura, per ora li seguirò per vedere dove mi porteranno, magari farò soldi facili o potrò derubarli anche se mi pare difficile, comunque devo ancora deciderlo

Dopo aver percorso buona parte dell’impero via nave siamo sbarcati a Nuln, una città infame secondo le dicerie che ho raccolto, tutte sussurrate a mezza voce. Sbarcato mi sono subito reso conto di essere in un luogo straniero di cui non conosco assolutamente nulla salvo poche storie dell’orrore dette da ubriachi e quindi di nessuna utilità. A conferma di questo dopo poche ore ci siamo persi cercando una locanda con dei posti a dormire.

Gli altri stanno già disperando. A me va bene anche dormire per strada, tanto che mi può succedere? Ma glia altri sono chiaramente abituati ad una vita più comoda e agiata, si vede dal fatto che i loro risparmi sono molto minori. Stavamo discutendo sul da farsi, o più probabilmente litigando, quando uno strano individuo si avvicina. Considerata ora e luogo mi pare sospetto anche per uno come me che girava di notte al cimitero… ho imparato a credere alle mie intuizioni, troppo volte mi hanno salvato dalla ronda cittadina quando avevo un “carico” in mano.

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