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parte 1: in viaggio Capitolo 2 – La locanda "Al Maialino Allegro"

 

Dopo aver salvato la moglie di Battista il pollaiolo il gruppo fa rifornimento prima di riprendere la sua marcia verso Neorva alla ricerca di informazioni sul libro del comando e sulla profezia di Menodio.

Durante il giro per gli acquisti a Volumnia viene avvicinata dal comitato per la sicurezza cittadina per sapere se ha visto in giro negromanti e lei prontamente addita il venditore di pozioni nella piazza, Luthor incontra un giovane cavaliere della fede al quale promette un aiuto di 50 c.e.i. non appena non sarà più al verde, Rusty trova un cagnolino mentre Lancelot riceve incaric di recuperare una spada dalla Dama del Fiore Bianco, purtroppo, forse a causa di un errore di identità viene anche “gentilmente” accompagnato fuori dal villaggio con l’invito di non ritornarvi.

Vista la cacciata di Lancelot il gruppo decide di saldare i conti alla locanda e partire.

Il gruppo viene informato che a un giorno di cammino da Cirrobalbo si trova una taverna punto di ritrovo per i mercanti diretti a Fidenza, in prossimità del quale è sorto un agglomerato di alcune casupole, troppo piccolo per essere segnato sulle carte.

Così il gruppo decide di recarsi alla locanda: “Al Maialino Allegro”.

Il viaggio è tranquillo per il tramonto si trovano in prossimità della taverna e delle cinque capanne che compongono l’abitato, qui incontrano un contadino da cui vengono a sapere che la locanda è gestita da Zacharias e sua moglie Greta e attualmente vi si trova un avventore un po’ eccentrico, che sembra essere un bardo e non sa mai tenere la bocca chiusa.

Nella taverna l’unico tavolo libero e quello dove si trova il bardo, che fa segno al gruppo di sedersi e si mette a chiacchierare con loro. Gli avventurieri non sembrano troppo felici di tutto questo, ma si rassegnano ad ascoltarlo mentre parla e ogni tanto intona qualche canzone un po’ lasciva tra l’incoraggiamento degli altri avventori.

Il bardo si chiama Marco Volo e viene da Neorva ed tra una chiacchiera frivola e l’altra, riguardanti la figlia del lattaio, del falegname e del locandiere, snocciola alcune informazioni utili sul libro del comando agli avventurieri: prima che Mendoio fosse evocatore di corte il posto era appartenuto ad una donna, sparita però in circostanze misteriose, pare dopo un lungo viaggio, per qualche strano scherzo del destino il suo nome era Menodia, e pare che anche lei avesse profetizzato la ricomparsa del libro del comando marco ricorda inoltre un poema dove si parla del libro del comando e si dice che il libro sia dotato di vita propria e possa muoversi, sembra che Gilean, l’eroe che lo ritrovò nel passato usò dell’acqua sacra per immobilizzarlo e poi lo seppellì sotto le radici di una albero millenario, purtroppo uno sguardo alla mappa della contrada mostra che gli alberi giganti sembrano abbondare. Poi il bardo prova con poco successo a fare il cascamorto con Volumnia.

Il gruppo sta per ritirarsi a dormire quando un nobile entra nella locanda, si tratta di balur il conte di Fidenza signore di quelle lande.

Tutti si prostrano al suo arrivo e cominciano ad osannare accalamazioni in lingua antica, con l’eccezione degli avventurieri che vengono così sbattuti in cantina assieme a Marco Volo, e privati dei loro beni, in attesa di un “equo” processo.

mappa dell'avventuraNella cantina vengono poi gettati anche due mercanti colpevoli di non aver riso delle battute del conte, questi però vengono graziati.

A un certo punto per fortuna la cameriera della locanda scende anche lei nella cantina e lascia agli avventurieri un pugnale e una lanterna, e indica loro un passaggio segreto per uscire.

Il passaggio da su una scala che scende in profondità, qui gli avventurieri vengono attaccati da tre murias, odiosi mercenari provenienti dalla Sgradena che si cibano di carne umana, e poi arrivano a dare man forte anche dei malevoli.

Dopo averli sconfitto il gruppo si equipaggia con le spade e le asce dei murias, e recupera cinque pozioni di guargione. Dopo un diverbio con gli avventurieri Marco Volo decide di tornare indietro e cercare un’altra via di fuga, portandosi dietro una delle pozioni.

Proseguendo gli avventurieri arrivano da un corridoio a T, qui viene trovato uno scrigno protetto da una trappola con dentro un grimorio di negromanzia e una pergamena, scritta da Van Hengel, un negromante che era scappato per i tunnel per fuggire dalle grinfie del conte Baldur e ha lasciato nascosto nel luogo il suo mantello e grimorio.

Prima di proseguire Rusty origlia alla porta e sente grida e strepiti, quindi decide di fare irruzione calciando la porta e attaccando tutto ciò che incontra seguito dagli altri avventurieri.

Il gruppo si trova così a affrontare un gruppo di malevoli sta facendo la guardia a un gruppo di nani schiavi. Un paio di malevoli cadono prima di rendersi conto di cosa li abbia attaccati mentre gli altri ingaggiano un combattimento furioso contro il gruppo, Rusty uccide con un solo colpo ben quattro malevoli ed entra in uno stato di furia cieca, diventando una macchina di morte, purtroppo anche i suoi compagni rimangono vittima di alcuni dei suoi fendenti.

Dopo aver ucciso i malevoli il gruppo libera i nani e gli avventurieri trovano un forziere che contiene il mantello di Van Damneg e una spoada magica che migliora i riflessi, e viene data a Volumnia. Nuovamente in possesso del suo mantello e grimorio, Volumnia è in grado di usare le energie del cerchio magico della stanza per mietere le anime dei malevoli morti.

Dopo un corridoio che svolta il gruppo arriva a una prigione fetida dove vengono tenuti dei nani in catene e vengono liberati anche questi, poi il gruppo arriva da un’enorme stanza dove si trova un malevolo di dimensioni enormi, e dalla grassezza spropositata che sta forgiando delle armi assistito da 12 aiutanti. Dalla forza sovrumana e la resistenza innaturale di questo avversario appare subito evidente che si tratta di una creatura indemoniata, Lancelot grazie alla forza donatagli dal pegno della Dama del Fiore Bainco riesce con un unico fendente a ridurre il mostro in fin di vita, poi Rusty, sempre furioso, armato con due asce attacca il mostro non riuscendo però a scalfire la sua dura pellaccia di demone. Con un colpo del suo possente maglio il demone manda in fin di vita Lancelot, però uno scheletro evocato da Volumnia lo finisce. Poi per il gruppo è facile distruggere i restanti malevoli.

Nella fucina vengono ritrovati la spada che Lancelot stava cercando, un’armatura da cavaliere, due scudi, una corda e una spada magica.

Poiché il gruppo non può proseguire oltre decide di tornare alla biforcazione, ma strada facendo si imbatte in un cadavere di un contadino e Lancelot decide di frugare il cadavere, peccato che il cadavere si trovasse sopra una botola e Lancelot ci cade dentro. Fortunatamente ora il gruppo ha una corda per recuperarlo dalla fossa ed è possibile fuggire.

Una volta arrivati alla biforcazione il gruppo viene assalito da un gruppo di murias di ronda, ma dopo un breve e fer
oce combattimento i murias vengono sconfitti ed è possibile proseguire.

To be contined…

 

 
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2 Risposte

  1. Citazioni.

    Per chi conosce le parti più “antiche” della storia di Warhammer Van Damneg è il falso nome con cui il re dei morti è conosciuto nel vecchio modo e con cui ha scritto il Libris Necris.

    Marco Volo è il protagonista di una avventura per AD&D divisa in tre moduli, che è stata giocata nella mia seconda campagna da master nei forgotten realms (con alcuni adattamenti e revsioni)

    La locanda “Al Maialino Allegro” è stata ispirata all’avventura la locanda “Al Cinghiale” della serie uno sguardo nel buio, pubblicata anni addietro dalla E.L.

    Mi piace

    11 dicembre 2006 alle 8:28 pm

  2. Eh, eh…non o ho riconosciuto quella di Warhammer perche’ non abbastanza edotto sull’ argomento
    Ma Marco Volo e ilMaialino Allegro non mi sono sfuggiti…sopratutto il secondo..ottimo l’ adattamento all’ ambientazione di KK!

    ciaociao
    –The Master

    Mi piace

    12 dicembre 2006 alle 10:58 am

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