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La porta del diavolo – Parte 1 – A pesca della trota purpurea

Dai Diari di Aran il maledetto:

 

Il conte Basianto di Imen ci invitò nei suoi possedimenti per festeggiare gli eroi che avevano ritrovato la maschera d’oro contenente le reliquie del santo Protocleto. Se solo avesse saputo che razza di eroi aveva invitato…

Il banchetto durò tre giorni e si concluse con una battuta di pesca alla trota purpurea, rarissima e prelibata, migliore addirittura del pesce Bapi del fiume Abula. Geroc però sembrava più interessato alle strane canne da pesca, chiaramente fabbricate da dei Retropodi, che all’ambita preda, sperai che non avesse intenzione di rubarne una. Per fortuna non ci fu il tempo.

Improvvisamente un cadavere si impigliò sulla mia lenza. Non dubitai nemmeno per un momento che ci fosse sotto lo zampino di Amodeus se il destino, tra tutti, aveva scelto me. Si trattava di un corpo sfigurato da miriadi di tagli sottilissimi e gonfio d’acqua come una fiasca di pelle poco stagionata. Al collo portava una croce tau, cosa che bastò a fare infuriare Altarius, in ogni caso ero arrivato alla conclusione che ogni scusa era buona per risvegliare l’ira di Altaruis, anche se Persefone, la bella evocatrice dai capelli rossi, sembrava riuscire meglio di ogni altra cosa a far ribollire il sangue al cavaliere della fede al grido di “rosso malpelo”.

Solo la rabbia del conte fu superiore a q uella dell’uomo di fede. Egli conosceva personalmente il cadavere, si trattava del mistico Sarmas. Poiché il cadavere era stato trasportato dalla corrente doveva provenire dalla valle della dea caccia, dove viveva il gran sacerdote Attilius, il Rex Nemernensis!

Perché l’evocatore dovesse aver ucciso il mistico era un mistero, ma Basianto ci disse di indagare, poiché già da tempo giungevano strane voci di “misteriose sparzioni” nella valle, e se possibile aggiunse di evitare di fare del male alla figlia del sacerdote Titilla.

Poiché Basianto ci lasciò da soli su un barcone al centro del torrente non avemmo molte altre scelte se non iniziare ad indagare.

Così raggiungemmo un punto dove un tempo era stata eretta una croce Tau. Di recente però era stata abbattuta, e dal suo fusto erano state ricavate molte schegge che avevano una forma simile a quella di una freccia. Lysander sostenne che le schegge di legno benedetto potevano essere utili contro i demoni e ci suggerì di prenderne un po’.

Proseguendo lungo il torrente ci avvicinammo alla depressione delle sfide. Persefone ci spiegò che per diventare sacerdoti della dea della caccia bisognava uccidere il sacerdote in carica usando come arma una canna  velenosa.

Qui venimmo assaliti da un gruppo di Biro Biro che si era spinto nella valle. La vigilanza del sacerdote doveva essere scaduta di molto se a delle creature così abbiette erano risucite in qualche modo a varcare i confini della valle sacra. L’uomo doveva essere impazzito o invasato per permettere che accadesse una cosa simile. Il mistero si stava infittendo.

Un po’ più avanti Lysander trovò delle erbe contro i veleni, poi Geroc scorse un gruppo di abitazioni tra gli alberi. Si trattava di tre abitazioni circolari dall’ aspetto rustico, probabilmente le abitazioni dei servitori del gran sacerdote. Finalmente avremmo trovato qualcuno a cui fare domande.

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