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parte 1: in viaggio – Capitolo 5 – Le segrete di Fidenza

Durante il periodo di permanenza nel castello, Lanceloth è riuscito a disegnare una mappa di alcune delle stanze del primo piano e ora, dopo aver atteso la notte dell’ottavo giorno dal loro arrivo a Fidenza, equipaggiati e riforniti gli eroi sono pronti ad entrare le castello del conte Baldur, per ottenere vendetta o almeno una spiegazione, per quanto sembri ovvio che chi assolda Murias e malevoli non possa che essere un seguace dell’entità oscura.

Il passaggio segreto di cui aveva sentito parlare Rusty esiste veramente e da su una stanza di dodici cubiti per dodici, scavata nella collina, che sembra essere il bacino di scolo del sistema fognario

Da li il gruppo arriva ad una biforcazione, che a destra da su una porta chiusa. Rusty sfonda ed entra in quella che sembra essere una sala di tortura, sorprendendo le guardie, ed entra subito in uno stato di furia omicida. Dopo che il gruppo ha sconfitto le guardie scoprono che il prigioniero che stava per essere torturato non è altro che Marco Volo, che decide di accompagnare i suoi salvatori, dopo aver inutilmente tentato di essere “galante” con Volumnia.

Anche la porta che permette di uscire dalla sala di tortura è chiusa a chiave.

Questa volta però ne Rusty ne Lanceloth riescono a sfondare la porta al primo tentativo e nel corridoio oltre la porta si trovano ad over affrontare delle sentinelle allertate dal rumore.

Ben presto il corridoio diventa un vero carnaio, mentre altre guardie, mercenari murias e persino dei bruti giungono in rinforzo.

Uno dei bruti portava in spalla un elfo che il gruppo libera, un certo Merin, che ava avuto la sfortuna di ridere di una caduta da cavallo del conte Baldur.

Assieme a Merin il gruppo prosegue per il corridoio ad L fino ad arrivare a una scala che da al pianoi superiori ma per ora decidono di non salire e di tornare sui propri passi per vedere cosa altro si può trovare nel sotterraneo.

Tornati alla biforcazione gli avventurieri decidono di proseguire verso nord e arrivano alla porta di una cella, qui si trovano ad affrontare un gruppo di guardie che stava incatenando dei prigionieri e due bruti.

Nuovamente il rumore attira altre guardie e altri bruti e Volumnia decide di evocare alcuni demoni in aiuto, che in breve tempo eliminano i bruti.

Una volta uccise le guardie e liberati i prigionieri i personaggi esplorano la cella e scoprono un passaggio segreto che da su una stanza ancora più buia e fetida della precedente. Qui gi eroi trovano un uomo incatenato al pavimento che dice di essere Pelitar, un mago di Neorva, imprigionato da Baldur, perché stava facendo indagini sul libro del comando. Dopo che il gruppo lo ha liberato e gli ha spiegato come raggiungere il passaggio segreto che permette di uscire dal sotterraneo Pelitar dice agli avventurieri di passare a trovalo a Neorva, che se avrà torvato informazioni sul libro malefico, sarà felice di riferirle, inoltre conferma la leggenda raccontata da marco volo secondo la quale per rendere innocuo il libro serva l’acqua sacra, ma che ci sarebbe usa sola fonte sacra in tutta la contrada di Neorva veramente efficace contro il ibro, la normale acqua bendetta non sarebbe sufficiente.

A questo punto il gruppo torna alle scale, è evidente che se Baldur ha anche dei bruti al suo servizio e sta tentando di ostacolare chi cerca il libro del comando, non può che essere devoto all’entità oscura!

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Una Risposta

  1. Nota del master: durante il combattimento nel corridoio, nella fase del fato sono stati tirati una miriade di uno, ciascuno legato ad un evento inaspettato! (peccato che nelle prigioni l’unico evento inaspettato fossero guardie di rinforzo).

    La serie fortunata è poi continuata a lungo e la partita è finita con ancora due eventi inaspettati da risolvere, ho deciso di posticiparli e riservarmi di giocarli più avanti…

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    1 gennaio 2007 alle 4:48 pm

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