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La Splendidissima Repubblica di Zevenia. – Parte 1 introduzione

La contea di Zevenia a differenza delle altre che formano il ducato delle Furenti Viole non è retta da un sistema nobiliare ereditario, ma basato sul potere del denaro.

Zevenia nasce in un terreno paludoso sulla costa, quando gli abitanti della Landa cercarono rifugio dalle invasioni prima dei Giasolli e poi dei Teutoni. Inizialmente si trattò di gruppi di palafitte dove vivevano uomini dediti alla pesca, ma poi i più avventurosi iniziarono a navigare lungo le coste di Laitia con le loro barche per trasportare le merci più richieste da una regione all’altra.
Ad un certo punto si iniziò ad armare navi per salpare addirittura verso le coste dell’Enotria e dell’Anatolia e la città  costiera di Ozinabis, ultimo avamposto della civiltà prima delle terre dell’apocalisse.
Ma fu l’insediamento nella zona di alcuni dei maggior artigiani del vetro scappati dall’ennesima invasione del nord a dare la spinta finale al decollo della città, ora Zevenia non si limitava più muovere le merci degli altri ma ne produceva di proprie.

La città crebbe e divenne un importante porto, centro di vetrai, carpentieri, mercanti e armatori.
Iniziarono a sorgere canali per deviare l’acqua, arginare le maree e bonificare il terreno, man mano che la terra veniva strappata al mare e alla palude, le palafitte venivano sostituite da case di pietra e mattoni. Mano a mano che la fortuna di mercanti e armatori fioriva sorgevano capannoni, cantieri magazzini e fabbriche.

Due cose animavano la vita Zevenia, il denaro e la fede nel Nuovo Culto, e sicuramente il primo più della seconda.

Nella crescita da agglomerato di Palafitte a città fu naturale che mercanti, armatori e vetrai diventassero coloro che governavano. Non avendo alcuna origine antica da fari risalire fino a qualche grande eroe e semidio del passato, fu il denaro la base di potere di questi nuovi nobili.
Lo stato di patrizio della Splendidissima si poteva acquistare o addiruttira perdere in base alle proprie fortune commerciali. Le cariche di governo erano elettive, o meglio i voti venivano comprati da chi poteva permettersi di spendere per corrompere il maggior numero di patrizi.

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