Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Verbo di San Rospo da egli stesso Raccontato

Voce dell’uomo dal nome di rospo:

“All’inizio del tempo fui bestia, rospo tra i rospi, mi cibai di vili creature inferiori, fino a quando il dio bifronte non mi riplasmò.
All’inizio in me ci fu solo desiderio di sterminare e depredare i vili delle loro anime. Poi, vi fu la guerra dei giganti e io venni mandato a straziare i loro spiriti prima che le loro carni.–br–
Uccisi innumerevoli giganti prima che i fratelli Dornung mi intrappolassero in un corpo mortale. Così giurai eterna vendetta contro la maledetta stirpe di quei mostri, mentre gli dei mi disconoscevano tra i loro servitori a causa della mia debole forma.
Nel mio nuovo corpo imparai i piaceri a cui voli mortali vi dedicate e più di tutti mi presero la brama del sapere e la concupiscenza della vostra morbida e fragile carne.
Ma sebbene il mio spirito fosse forte, il mio corpo era caduco e presto invecchiai: mi colse la disperazione quando capii che mi sarei consumato in eterno per gli eoni a venire senza mai raggiungere una fine al mio decadimento.
Quando gli dei abbandonarono Rarte si erano ormai dimenticati del loro fragile servitore, così. scacciato dagli dei e dagli uomini per i miei innumerevoli crimini, vagai per le terre dell’apocalisse come un misero vagabondo.
Fu nel cuore dell’Hatria che incontrai Tsathoggua , il primo tra i falsi dei, lui era più bestia e più rospo di quanto io no fossi mai stato.
Egli mi insegnò molti spaeri oscuri e seppure non poté liberarmi dai malefici dei giganti, operati con una scienza superiore alla sua, arrestò lo scorrere del tempo sul mio corpoe fu in grado di mostrarmi il talismano che i giganti avevano usato per intrappolarmi in spoglie mortali.
Il mio corpo era ancora debole ma ora il mio spirito era colmo di odio per i giganti gli dei e gli uomini.
I mie successivi pellegrinaggi nella Bacadia, per diffondere il verbo del signore di Yeb, sono ben noti e descritti dallo Scriptorem Tenebrarum, perciò non mi dilungo su di essi.”


Verbo di San Rospo come rivelato ad Abesti il Pazzo.
Confessione ottenuta con l’uso della tortura presso le carceri Catavine.
Possa il signore senza tempo avere pietà della sua anima
4 del settimo mese, anno 847.
Notaio: Fausto Adelchini
Giudice dell’eresia: Fratello Ezechiele Beneventi
Confortatore: Fratello Nicola Maldicenti

Immagine copyright 2007 Tataina Martino.

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