Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Introduzione a Kata Cthulhu.

"Ora devo parlare di quelle cose, di quei misteri che sono spaventosamente al disopra della Terra stessa e dei suoi abitanti; quelle cose che eccedono dal comune mezzo umano e terreno, che sovvertono la ragione, che alterano le dimensioni e sfidano la biologia. Raccontare è atroce e, dopo sei lustri, il ricordo di un vecchio terrore agita ancora la mia mano mentre scrivo."  C. A. Smith – Il Testamento di Athammaus

L’idea non è così folle come può sembrare e l’ho provata nella mia ultima campagna: il santo della paude.

Il medioevo italiano proposto da Kata Kumbas presenta già fatti sinistri e tenebrosi, e pervaso dalla scia morbosa della peste e dalla miriade di demoni che lo affollano.

Inoltre Clark Ashton Smith stesso in alcune delle sue storie di Hyperborea affronta il mythos con toni irriverenti, come nel viaggio su Saturno dello stregone Ebion.

In Kata Kumbas vi sono molte cose che riflettono vagamente la realtà. Visto la loro immensa potenza e antichità non vi è nessun motivo per chi i grandi antichi non possano rilfettersi ed esistere contemporaneamente in più universi paralleli e infestare anche il modo di Rarte, dopo che l’abbandono da parte degli dei pristini ha lasciato un vuoto nella cosmologia.

In effetti grandi antichi esistevano già dall’inizio dei tempi, ma erano dormienti e forse sarebbero rimasti  tali, se i conflitti tra gli dei e la loro successiva dipartita, non li avesse risvegliati e non avessero preso dimora e trovato una forma nelle Terre dell’Apocalisse e nell’Hatria, da cui con i loro pensieri impuri tourbano ancora oggi le vite dei mortali.

 

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3 Risposte

  1. Scusate, ma Kata Cthuluh mi sempra proprio un controsenso

    Come si fa a giocare na campagna horror se il nome del nemico supremo ti fa piscare addosso dalle risate!?

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    27 agosto 2008 alle 10:41 am

  2. Critica ragionevolissima.

    Pare strano, ma se non fossimo inglesi certi dei nomi di Cthulhu ci sembrerebbero ilari perchè sono storpiature. …

    Poi molte delle storie più macabre sono nate da scherzi letterari nella fitta corrispondenza tra Robert E. Howard, Philip Lovercraft e Clark Ashton Smith, nella quale si divertivano ad immaginare nomi fantasiosi, spesso anche storpiando i propri come Klarkash’ Ton

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    27 agosto 2008 alle 11:02 am

  3. Però non si smette mai d’imparare…

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    27 agosto 2008 alle 11:32 am

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