Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Parte terza – Come inizia la storia.

PhotobucketNessuno sa come 50 anni fa si sia originato il virus, se per un esperimento finito male in qualche laboratorio o per una naturale mutazione di una specie esistente, ma la gente ha cominciato a morire solo per poi risvegliarsi: Zombie!

La situazione è degenerata in fretta, la confusione interna ha portato a guerre che hanno reso incontrollabile il problema dei risvegliati e sopra le rovine della civiltà gli sciacalli hanno banchettato. L’insieme dell’epidemia, il completo collasso dell’ordine pubblico e le guerre combattute con armi non convenzionali, batteriologiche e nucleari per assicurarsi il controllo delle poche oasi sicure non contaminate, ha portato alla fine della civiltà come noi la conosciamo.

Ora i pochi sopravvissuti vivono in villaggi fortificati per la paura degli attacchi dei risvegliati, delle belve e di cose ancora più pericolose. Molti sono ai margini della civiltà e ignorano totalmente cosa sia successo al resto mondo post risveglio.

E’ in uno di questi luoghi, non molto lontano dalla "Necropoli", una gigantesca massa di torri cemento in riva al mare, e che nessuno visita mai perchè considerata maledetta, che inizia l’avventura dei personaggi, in quello che inizia come un gioco di sopravvivenza agli zombie, ma chissà in cosa si trasformerà in seguito.

Il villaggio è lontano dalla strada principale e circondato dai boschi, situato alle pendici dei monti, gli abitanti sono convinti che l’acqua della fonte benedetta tenga lontani i risvegliati (niente di più falso poveri creduloni)

Per sicurezza hanno eretto una muraglia di travi in acciaio e crude pietre tutt’attorno d un gruppo di baracche di legno e lamiere, stalle e capannoni. Sebbene quasi nessuno si avventuri nei boschi, un paio di volte in passato dei briganti hanno attaccato i contadini e le fortificazioni si sono rivelate essenziali.

Oggi uno straniero con una ferita al capo è stato trovato ferito nei boschi, armato solo di una strana spada. Dopo aver controllato scrupolosamente che l’uomo non presentasse segni del contatto con i risvegliati, gli abitanti lo hanno portato al villaggio per curarlo. Una volta svegliatosi l’uomo ha mostrato chiaramente di essere affetto da amnesia.

Nessuno ancora lo sa, ma sta per avvicinarsi quella che sarà la notte più lunga di tutte…

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8 Risposte

  1. Io direi di ucciderlo e prendergli l’ arma, o sennò di rinchiuderlo finchè non gli ritorna la memoria…

    Gli zombi temono la luce del sole giusto? 

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    9 settembre 2008 alle 11:32 am

  2. Gli abitanti del nostro paesino ritengono di si. Chissà se hanno ragione.

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    9 settembre 2008 alle 11:39 am

  3. beh deve essere così, è risaputo…c’è sono zombi alla fin fine…

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    9 settembre 2008 alle 11:41 am

  4. Da un lato hai ragione.

    Dall’altro è tipico dell’horror far cadere le certezze più consolidate. Mi pare che in 28 giorni dopo ci siano delle scene dove i risvegliati scorazzano all’aperto in pieno giorno.

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    9 settembre 2008 alle 11:44 am

  5. perchè quello non era un horror serio…

    comunque è scritto che se gli zombi mangiano sale ritornano alla forma originale cioè persone sane o morte, dipende come e quando sono diventate zombi

    comunque in 28 giorni dopo non erano proprio zombi, erano come persone normali ma con un aggressività animalesca, perciò bastava sparargli per ucciderle, di conseguenza resistevano al sole

    [impara a modificare i commenti che hai scritto se devi fare aggiunte]

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    9 settembre 2008 alle 11:47 am

  6. Vorrei farti notare che qui hai detto che il sale non serviva contro gli zombie ma era per i fantasmi.

    Come ti ho già detto sono tutti "rimedi della nonna" alcuni alla prova dei fatti funzioneranno e altri no, io sono il primo a non avere ancora deciso cosa funziona e cosa no in Seattle 2100.

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    9 settembre 2008 alle 12:02 pm

  7. mi sono sbagliato, ma funziona solo contro zombi evocati da altre persone e non affetti da virus… se vuoi ti aiuto nella scelta

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    9 settembre 2008 alle 12:05 pm

  8. No grazie, non sono amante dello stile di gioco collaborativo quando si tratta di scrivere la trama, inoltre in questo caso rovinerebbe la sorpresa, che è il punto fondamentale di questo gioco.

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    9 settembre 2008 alle 12:19 pm

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