Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Sull'aspetto della Malefica Obein

Questo mi ero completamente dimenticato di averlo in un angolo della mia cartella documenti


Ursha     scrive:
per distrarti un po vuoi sapere com’è l’aspetto di Obein?
Tatì scrive:
siiii
Ursha     scrive:
allora secondo me non è tanto altra, poiché comunque il popolo antico ha i tratti degli abitanti del centro Italia diciamo 1,60 m
Tatì scrive:
si ci sta
Ursha     scrive:
il volto è "crudelmente" dolce e nei suoi occhi vi è la compassione di chi ha accumulato la saggezza di secoli di vita
Tatì scrive:
ok naso appuntito e leggermente camuso allora
Ursha     scrive:
giusto, in effetti del viso avevo in mente solo gli occhi
Ursha     scrive:
ha i capelli neri lisci e lunghi fino alle ginocchia, con l’attaccatura ad ala di corvo, questo è troppo tradizionalmente associato alle streghe per non metterlo
Ursha     scrive:
ma il dettaglio migliore è che ha tatuati, sulla metà sinistra del corpo, dallo zigomo fino all’inguine, tutti e 17 i versi dell’oscuro sapere di Tsathoggua.
Non ho ancora deciso come è vestita e mi manca la bocca, forse in essa si trova tutta la cattiveria che manca ai suo occhi, troppo spesso inondati di lacrime
Tatì scrive:
bocca sottile?
Ursha     scrive:
potrebbe essere…
Ursha     scrive:
la sua bocca sottile conteneva tutta la malvagità che mancava ai suoi occhi, torppo spesso inondati di lacrime, come se le azioni che compiva fossero necessarie, ma la caricassero di un fardelo a chi nessuno altro essere umano avrebbe potuto resistere…
Ursha     scrive:
‘cui, non chi
Tatì scrive:
mm
Ursha     scrive:
il fatto fondamentale è che Obein anche dopo 4 secoli è malefica perché deve, non perché vuole…
è questo ciò che voglio riuscire a rendere
è un po’ al versione distorta del mio idolo
che compie il male nella convinzione di fare il bene
Tatì scrive:
avrai un bel daffare allora
Ursha     scrive:
lo so, ma una semplice storiella non mi interessava… altrimenti manca di pathos
mentre il primo agisce consapevolmente dandosi una giustificazione, lei agisce consapevolmente mossa dalla necessità, ma non può giustificarsi
poi verrà fuori quello che verrà, ma intanto ci provo
tu cosa faresti?
Tatì scrive:
questa cosa della nemesi mi piace
la spingerei forse alle estreme conseguenze
magari al limite tra santità e dannazione
o tra misticismo e follia
Ursha     scrive:
di preciso con nemesi a cosa ti riferisci?
Tatì scrive:
che sono l’uno il contrario speculare dell’altra
Ursha     scrive:
cioè diresti pensa a lui e fai agire di conseguenza al contrario lei?
Tatì scrive:
si

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