“Little Snow-white and Rose-red,
You will strike your lover dead.”

La vera storia di Biancaneve (in inglese).

In una giornata in cui il sole ha iniziato a splendere a splendere solo per essere offuscato dalle nuvole e mi sento stranamente malinconico, mi pare opportuno toccare un argomento di cui da molto volevo scrivere mentre in sottofondo scorre la musica dei Rose Red, ma per cui mi era sempre mancata l’ispirazione. Le fate secondo il folklore non sono quelle carine dei catoni animati ma esseri dotati di un’aura ben più sinistra. Così come in queste storie i nani sono ladri e anch’essi capaci di grandi magie, come tramutare gli uomini in bestie. Ma è meglio lasciare la parola allo scolastico Adelmo di Vallescura.

Nel folclore Laitiano le fate rappresentano entità tutt’altro che luminose. Creature affascinanti ma dispettose e capricciose. A volte si tratta di esseri evanescenti dotati di ali di libellula o di farfalla, altre di giovani dall’apparenza normali e vestite in abiti sfarzosi e decorati con merletti. Sono indiscusse maestre dell’arte magica e secondo alcuni sono state loro nell’era delle divinità pristine ad insegnare la magia agli uomini. Queste storie contrastano con quelle che vorrebbero la magia un dono degli angeli caduti alle loro amanti donne, ma alcuni sostengono che le fate sarebbero appunto tali amanti, che dopo la cacciata degli angeli traditori nelle viscere della terra, non hanno trovato più alcun che le potesse soddisfare completamente e da allora vagherebbbero sconsolate su Rarte.

Non vi è comunque alcun elemento a mio parere per credere che questi miti siano collegati o comunque verosimili

Sebbene non siano terribili quanto le loro sorelle nordiche, ladre di bambini e assetate del sangue dei giovani avvenenti, le fate laitiane sono note per aver infranto i cuori di più di un uomo portandolo alla perdizione, o aver assemblato corti di orchi, bruti e biro biro, solamente per sfuggire alla noia e al tedio della vita di tutti i giorni.

Qualunque sia l’origine delle fate è infatti indiscutibile che esse siano afflitte da una costante noia per la vita. È la costante ricerca di modi per fuggire al tedio che le portano ad agire in modi capricciosi, ad essere spesso imbronciate e ad una ricerca di divertimento che spesso si trasforma nel fare dispetti e nell’infliggere sofferenze ai mortali.

La mancanza di veri sentitmenti equiparabili a quelli degli umani e di alcuna forma di empatia le rende così loro malgrado delle creature crudeli .

Un pensiero su “Oscuri racconti di Fate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...