In passato ho già scritto un articolo sulle favole e i gdr. L’aspetto dark che possono prendere è una cosa a cui penso sempre più spesso da quando ho ricominciato a giocare Sortilegio (clicca qui per informazioni) e ho recuperato da varie fonti su internet informazioni su Dragon Warriors.

Favola nera non è un termine mio, l’ho letto sul forum di librogame.net ed è stato coniato da Venom ma mi intriga. Mi sono trovato a meditare. Varie esperienze fatte tentando di introdurre elementi Lovecraftiani o comunque dark nelle mie avventure (sopratutto quelli falliti o riusciti a metà) mi hanno portato a considerare alcuni elementi che servono per poter rendere al meglio il gioco.

  1. il sistema di gioco: è innegabile che chi interpreta un personaggio dotato di una vasta pletora di talenti e poteri speciali si sentirà in genere una persona all’altezza della situazione e in grado di affrontare con freddezza ogni pericolo. La sete e la fame non sono veramente un problema se il sacerdote può creare il cibo per magia.Beh il dungeon master non vuole nulla di tutto questo. Ben lungi dal creare personaggi mossi dall’odio e dal rancore, pieni di oscuri rimorsi e un passato da disadattati sociali Quindi per giocare dark sono preferibili a mio parere regole relativamente semplici in cui la differenza nel personaggio è data dal ruolo che ricopre più che dalle sue reali abilità.
  2. L’interpretazione: un elemento in parte collegato al punto precedente riguarda anche la capacità di immedesimasi e accettare di essere parte di un mondo gretto e duro. In realtà temo che giocare veramente dark non è per tutti, il rischio di finire sepolti sotto una pila di cadaveri senza alcuna gloria, di veder morire la persona più importante della propria vita nel momento topico e altre spiacevolezze devono essere messein conto. Bisonga saper interpretare queste situazioni dando un comportamento plausibile al personaggio, non semplicemente pensando che si è seduti al tavolo da gioco sgranocchiando patatine e bevendo una bibita.
  3. Narrazione: il master deve avere la capacità di dipingere una scena come un quadro del caravaggio se vuole veramente fare percepire il mondo ai giocatori. La giustizia è dura e sommaria, le teste sono infilzate in cima alle picche, i condannati sono lasciati a venir divorati dai corvi. I vicoli sono stretti e luridi, i mendicanti sporchi e cenciosi…
  4. L’assenza del lieto fine: non è che semplicemente le cose devono andare male per forza. È importante lasciare sempre ai giocatori una speranza, solo che alla fini fine deve rivelarsi falsa l’80% delle volte. Il migliore ciclo dark fantasy che ho letto fino ad ora è stata la black company di Glen Cook. (argomento che meriterà un pst a se prima o poi) La storia viene costruita per i primi tre romanzi solo per andare a catafascio nell’ultimo capitolo del quarto. Obbiettivamente il lettore sa come andrà a finire. Ma si aggrappa ad ogni elemento che potrebbe essere diversa fino all’ultimo paragrafo quando si ritrova davanti una pila di cadaveri con una mano impotente che spunta da essi. Generalmente non sono uno che si impressiona ma ho dovuto smettere la saga per dedicarmi a cose più piacevoli.
  5. Documentazione: è bene aver letto, non tanto qualcosa di dark, ma qualche opera divulgativa sulle condizioni di vita reali del periodo che si vuole descrivere. Parte della cupezza di un setting è dato dal non essere l’ambiente lindo e pulito dove miscele di culture diverse convivono pacificamente sotto sovrani illuminati e nessuno soffre veramente la fame.

Naturalmente vi è poi necessario avere una buona storia, elementi come i cultisti del sangue, gli antropofagi e i cannibali, i servitori di un demone rospo, questo però è un elemento che deve essere considerato a priori.

2 pensieri su “Favole nere.

  1. “La sete e la fame non sono veramente un problema se il sacerdote può creare il cibo per magia.” <– ogni riferimento a una halfling a caso è puramente casuale immagino XD

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  2. Infatti…
    Ogni gioco ha i suoi limiti, ma questa volta non puoi usare la magia, se non fosse per la ragazza che hai aiutato saresti nei guai.

    Anche se nelle regole c’è qualche “leak” e tu hai una classe che non soffre la disidratazione le regole di Labirinth Lord sono più appropriate di quelle di D&D 3.5, il che detto da un fan del gioco…

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