Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Un librogame per Kata Kumbas

Articolo che ho postato ieri sul forum di LGL.

n questo periodo sto giocando un 1vs1 con la fidanzata al club di warhammer, perché la settimana è troppo stressante per prendere in mano i pupazzetti alle nove di sera, ambientato su Laitia

Camelia Farnese, Dominicella del nuovo culto e cavaliere della fede, non è esattamente una fanciulla serena e pacifica. Unisce uno zelo feroce nel perseguire gli adepti della magia nera, a posizioni concilianti sull’uso della magia bianca ed elementare che le hanno attirato le critiche di non pochi dei suoi precettori.
Pur essendo una bella donna gli unici uomini che le interessano sono quello che strillano bruciando sul rogo, ciò fa si che il suo rapporto con il genitore paterno sia molto teso vista la sua riluttanza a lasciarla girovagare in cerca di eretici, quando dovrebbe pensare ad un buon matrimonio per la famiglia.
In questo quadretto idilliaco inizia l’insolita storia di una caccia alle streghe nelle paludi della Zolia che parte dal lago Nemis, dove due donne cercano di evocare nuovamente diana.

Nel GDR la cosa sta funzionando ben oltre ogni mia previsione, crea una donna emancipata che lotta contro un’era bigotta e che ancora sta cercando di capire a 19 anni suonati la propria fede cosa esattamente significhi… mi domando se trasportato su un libro sarebbe lo stesso…

Onestamente un vero librogame “al femminile” devo ancora vederlo, realtà e fantasia personalmente non mi ha convinto. Ma siamo sicuri che poi qualcuno lo giocherebbe, o che un uomo riuscirebbe a scriverlo mettendosi nei panni della propria giocatrice?
Per la verità poi  sarebbe un anno di impegno che mi distoglierebbe dagli altri progetti della società.

Per chi fosse interessato questa è la trama che si è dipanata fin’ora nella storia di Farnese

Introduzione
Capitolo 1
Capitolo 2

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4 Risposte

  1. Dante_Luti ha scritto:
    Non so perché non dovrebbe avere senso, per esempio nel cinema fantastico oggi ci sono soprattutto eroine, e non mi pare ci siano problemi di identificazione di genere per chi ne fruisce a livello sia spettacolare che narrativo & ludico. Ormai, solo delle stagionate teste di legno potrebbero temere l’immedesimazione in personaggio d’altro sesso Il fatto che ci siano pochi precedenti per il librogame, mi pare un punto a favore…

    Amarantina_Notti ha scritto:
    Penso anche io sia un punto a favore, qualcosa su cui scommettere. E non sei per niente un rompiscatole!

    Fidanzata ha scritto:
    sarebbe fantastico un librogame su Camelia!!

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    18 novembre 2010 alle 9:41 pm

  2. No'Akei

    …e inoltre è un personaggio che nonostante sia ‘improvvisato’ sta uscendo bene, è fuori dagli stereotipi comuni e perfino dal mio primo abbozzo mentale che mi ero fatta di questo personaggio… penso che questa cosa andrebbe ‘riflessa’ nel librogame, anche se penso sia molto difficile rendere la crescita di Camelia dal punto di vista della fede e della consapevolezza di cosa sia bene e male in un progetto del genere…
    … forse questo sarebbe un aspetto del personaggio da curare e enfatizzare nel 1vs1…

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    18 novembre 2010 alle 10:22 pm

  3. Su librogame.net Prodo è intervenuto sull’argomento:

    Secondo me è un’idea fantastica: anche innovativa, con un plot interessante dietro. Te l’appoggio in pieno insomma. Secondo me la domanda che dovresti farti non è tanto se un lettore uomo riuscirebbe a calarsi nei panni di una donna (ci sono già esempi importanti nella letteratura e nel cinema in tal senso), ma se un autore uomo riuscirebbe a caratterizzare una donna attendibile. Se vuoi lanciarti nell’impresa secondo me dovresti dotarti di una seconda voce femminile che ti aiuti a caratterizzare in modo attendibile e scevro da stonature il personaggio femminile. Nei due capitoli introduttivi che ho letto, sebbene molto ben scritti e appassionanti, soprattutto per la micidiale freddezza di Camelia, forse l’elemento un po’ carente è proprio questo.
    E’ difficile dirti scomponendolo in parti precise cosa stoni e cosa no, è proprio lo stile di scrittura, per quella che è la mia esperienza di divoratore di narrativa, anche a sfondo fantasy, che mi sembra d’approccio più maschile che femminile. Ma sarebbe possibile per te avere consulenze costanti, mentre scrivi il libro (nel caso in cui decidessi di scriverlo) da parte della giocatrice che interpreta Camelia? Secondo me sarebbe la soluzione ideale. Anzi magari se le va falla scrivere al forum così ci dice la sua sulle caratteristiche di Camelia e su come giudicherebbe un eventuale libro-gioco a lei dedicato.
    Complimenti poi per il taglio Eymerichiano che hai dato agli scritti, in effetti leggendoli mi è venuto subito in mente il personaggio di Evangelisti: se il tuo scopo era ispirarti a lui ci sei riuscito in pieno!

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    19 novembre 2010 alle 4:49 pm

  4. No'Akei

    …il problema è che io stessa sono poco femminile, anche se ti dessi una mano nella scrittura (cosa che dubito visto che è già tanto che faccio il proofreading) sarebbe la stessa cosa, anzi il mio stile sarebbe decisamente più sintetico del tuo!

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    19 novembre 2010 alle 5:56 pm

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