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Schiere notturne vaganti per Laìtia

Molti sono i racconti di spiriti che circolano nelle terre di Laìtia, che riguardano gli stuoli che seguono Ecate attraverso la Calbatisia, o la Dea dagli Occhi di Cielo (Diana), nella valle del lago Nemis, vicino alle contrade della Zolia.

Alle schiere notturne vaganti guidate da una figura femminile si accenna anche in un passo di Juòlem della Lialga nel 849. Secondo il volgo, una misteriosa divinità femminile (ma si tratta in realtà, spiega Juòem, di un demonio), chiamata Abundia o Satia, gira di notte per case e cantine, seguita nelle sue peregrinazioni notturne da una schiera di morti che non trovano pace: i morti anzitempo, i bambini rapiti troppo presto alla vita, le vittime di una fine violenta.

Questa donna spettrale vaga nelle abitazioni, mangiando e bevendo ciò che trova: se s’imbatte in cibi e bevande lasciate come offerte, procura prosperità alla casa e ai suoi abitanti, altrimenti si allontana rifiutando la sua “protezione”. Il che si traduce in genere in una serie di sventure per gli sprovveduti abitanti di quella casa, vista l’indole malevola di tale spirito, come hanno ben imparato i contadini Laìtiani.

A «dame Abonde» e ai suoi seguaci allude anche un passo dell’oscuro tomo meglio noto come il “Roman de la Rose”: in cui si chiarisce di come sia accaduto nella Bramoldia che in un villaggio i terzogeniti di alcuni fattori siano stati costretti ad andare, tre volte alla settimana, in compagnia di dame Abonde nelle case dei vicini. Nulla li poteva fermare, né muri né porte sbarrate, giacché era soltanto la loro anima che viaggiava, mentre il corpo rimaneva immobile. Se qualcuno però volta il corpo di chi viaggia in compagnia della dama allora l’anima non può più ritornarvi, e la donna avrà lo sventurato incatenato alla sua macabra corte per sempre.

Vi sono altri tomi ermetici e sapienziali che parlano di tale donna, come le opere dello sventurato Von Juz o del conte D’Erlette e si dice persino che sia una delle figure femminili ritratte nel Voynic, apparsa in visione allo sciagurato illustratore di tale tomo indecifrabile.

Da uno scritto originale di Tain, da me liberamente adattato alle terre di Laìtia.

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