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Profezie di morte – Il sacerdote indemoniato.

Scrivo ora che sono finalmente al sicuro. Lasciammo la stanza dove i folli sedevano in cerchio persi nel loro incubo collettivo e ci dirigemmo a sud su insistenza di Vincenzo che ormai appariva forsennato, come se una delle fonti del suo odio fosse vicina.

Nella stanza successiva si trovava un folto gruppo di uomini mascherati intenti a giocare d’azzardo, Benjamin e Avitus provarono a puntare su una strana ruota della fortuna, nonostante i consigli del mago Xilhapp di evitare il gioco d’azzardo. Naturalmente persero.

Intanto Vincenzo vagava per la stanza in cerca di qualcosa che neppure lui comprendeva,mente io lo spiavo perplessa.

Poi da dietro un passaggio segreto comparve il sacerdote. Non vi era alcun dubbio sulla sua origine ne sulle sue intenzioni, poiché il Cyndiceano portava sul volto una maschera di un grande antico ed era seguito da bestiali uomini ratto.

Mentre i Cyndiceani fuggivano o cercavano di mettere al riparo le loro ricchezze il sacerdote ci attaccò. Il fatto strano fu Vincenzo si parò davanti per sbarrargli la strada chiamandolo per nome: Demetrius.

I due uomini lottarono come forsennati mentre noi cercavamo di tenere testa sugli uomini ratto. Quando finalmente Vincenzo uccise il suo nemico i ratti scapparono e lui rimase in piedi frastornato stupito di trovarsi li. Il suo ultimo ricordo era di quando ispezionava una tunica del sacerdote dopo che avevamo sceso le scale che portavano dalle catacombe fino alla base della piramide.

Chiaramente era stato posseduto sebbene non si sapesse spiegare e farneticasse di un certo Daius.

Comunque avevamo ucciso il sacerdote e ora potevamo tornare dal Grande Mago Auriga Sirkions per venire ricompensati. Inoltre il sacerdote aveva con se armi e munizioni provenienti dal mondo civilizzato, probabilmente risalenti al periodo in cui gli umani visitavano la piramide credendola disabitata.

Prima di tornare decidemmo però di esplorare il resto di quell’area che pareva affollata dalla popolazione locale. Nell’ultima stanza che visitammo incontrammo vari uomini che si godevano una strana festa sotto l’effetto di chissà quale musica immaginaria.

Alcuni di questi abusavano di una donna che chiaramente provenivano dalla superficie. Questi ci dissero che si chiamava Yruel e  di averla comprata come schiava dai mercanti che percorrevano il deserto. L’avevano comprata perché il mercante aveva affermato che la donna era una Sacerdotessa di Derketa e avrebbe resistito a qualsiasi abuso, il che si era dimostrato vero.

Dopo una lunga discussione Vincenzo ci convinse che non potevamo lasciare la donna in balia di quei porci. Era meglio pagare un ricatto e avere un nuovo alleato in quello strano dedalo di pietra.

Comprare la donna ci costò una buona fetta dei tesori e lei si auto nominò la mia mistress per seguirci, ma in fondo non che per me il dolore significhi molto e avere un’altra guaritrice nel nostro gruppo, per quanto chiaramente impazzita, potrebbe effettivamente rivelarsi utile.

Il ritorno non presentò grandi ostacoli, rifacendo il percorso già sgombrato all’andata e potemmo così facilmente tornare ai quartieri dei maghi di Usamigaras.

Ociba

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