Ho appena terminato di leggere la Guida al Regolamento di “Uno Sguardo nel Buio”, redatta dal buon Mauro Longo, che potere trovare qui:

http://maurolongo.wordpress.com/2011/03/20/guida-a-uno-sguardo-nel-buio/

In questo breve manuale di 29 pagine si trova una sintesi di tutto quello che è necessario per poter provare una partita di GdR con un sistema di gioco assolutamente completo. A mio parere uno sguardo nel Buio è uno dei pochi giochi che può fare concorrenza fra i prodotti dell’epoca alla edizione in 4 scatole di D&D e per molti versi è un gioco che si discosta da quella che viene in genere chiamata “vecchia scuola” dimostrando un approccio semplice, ma molto più moderno.

Le principali differenze fra questo gioco e D&D si ritrovano a mio parere in

  1. Una maggiore semplicità nelle dinamiche di gioco e un’inclusione fin dal principio delle prove di caratteristica per la risoluzione di azioni specifiche
  2. L’utilizzo dei concetti di parata e riduzione del danno dalle armature
  3. L’adozione di un sistema per la gestione degli incantesimi basato su punti energia e tiri di dado
  4. Delle regole molto più bilanciate (nel senso di equilibrio fra razze e classi)
  5. Utilizzo più razionale dei punti ferita.
  6. E’ possibile cambiare classe quando si ottengono i requisiti

Carenze:

  1. Il sistema utilizzava comunque la “razza come classe”
  2. Manca una classe sacerdotale, se non si possiede l’edizione avanzata
  3. Il manuale base ha solo 6 mostri (non si tratta di un taglio operato dal creatore della guida al regolamento).

5 pensieri su “Guida al regolamento di “Uno Sguardo nel Buio”

  1. Eccomi!
    grazie del “buon”…
    naturalmente la “guida” non può far risaltare tutto il flavour e il fascino di questa meravigliosa ambientazione o del gioco in quanto tale, però spero di aver fatto una corretta trasposizione e un adeguato riassunto di tutto il regolamento.
    Uno Sguardo nel Buio è secondo me un gioco ancora molto valido, da sfruttare davvero per partite belle e coinvolgenti…

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  2. Una cosa che mi sono dimenticato di scrivere è che per molte classi se non si possiedono i requisiti è possibile partire da un’altra classe e poi passare nel momento in cui si sono acquisite le capacità richieste

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  3. Qualche lacuna nel sistema di combattimento l’abbiamo incontrata quando i nostri personaggi hanno raggiunto livelli ragguardevoli. Per questo abbiamo modificato leggermente il sistema di combattimento, introducendo la costituzione e l’esperienza nelle specifiche tecniche d’arma, sulla falsa riga delle capacità. Peraltro, nelle edizioni successive del gioco queste cose sono state tutte introdotte. Peccato che queste edizioni in Italia non siano mai state pubblicate.

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  4. In effetti ai livelli alti il fatto che l’attacco non dipenda dalle caratteristiche del mostro e che una parata possa riuscire quasi certamente fa si che sia preferibile una strategia di mobbing e per altro il combattimento possa dilatarsi notevolmente.

    Volendo rimanere all’interno della sola versione base una soluzione semplice che sto adottando attualmente è quella di consentire un punto di attacco ogni 2 livelli invece che ogni livello, tanto i mostri hanno tutti delle parate schifose e non ci sono in genere valori esorbitanti neppure di attacco, almeno nel materiale italiano.

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    1. mmm… diciamo che è naturale che se migliori tanto, è possibile che tu abbia combattimenti che durano più a lungo.

      Rimanendo al combattimento tra umani (quindi comparabili – in quelli con gli animali entrano in gioco altri fattori, come il fatto che il personaggio conosca o meno l’animale che ha di fronte e sia in grado di capire come combatte) due schermidori che si equivalgono, soprattutto se molto bravi, difficilmente si colpiranno, a meno che uno dei due non sfoderi un colpo eccezionale o l’altro faccia un errore (attacco riuscito e parata avversa). Quello che entra in gioco è la resistenza alla fatica e la costituzione.

      Adottando questi due valori il combattimento viene molto bene e la simulazione è piuttosto buona anche tra combattenti di livello elevato. L’esperienza nella tecnica d’arma copre piuttosto bene il caso in cui ci si trova a combattere con un’arma che non è quella che si conosce, e quindi sei a posto.

      Teniamo poi presente che se il master/narratore rende le cose plausibili, un buon agguato di arcieri può essere letale più di un qualsiasi combattimento 🙂

      Per gli animali “convenzionali” è ragionevole che un guerriero esperto non abbia particolari problemi. Anche qui, c’è da tenere presente che raramente un animale assale l’uomo, a meno che non si senta particolarmente superiore (per forza o per numero). Una gestione attenta da parte del narratore rimane il modo migliore per gestire queste situazioni.

      Per i mostri… beh, tutto dipende dai mostri 🙂

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