Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Teferine Karrer, la dama maledetta.

Quando mi accasciai nel mio letto dopo una fuga disperata, in un’altra epoca e con un altro nome, credevo che la mia vita volgesse al termine. Il mio mondo si era ridotto ad un abisso di oscurità dal quale mi separava solo il sordo dolore di una ferita da arma da fuoco.

Non so neppure io dove abbia trovato la forza di tamponare la ferita e scappare, credevo di essere una debole e di non sopportare il dolore, credevo che sarei morta in ogni caso, sentivo la mia vita scivolare via. In un certo senso in effetti io morii.

Fu in un mondo onirico, a metà fra il delirio e il dormiveglia che riuscii a gettarmi sul mio letto mentre continuavo a premermi le vesti contro lo squarcio causato dal proiettile. Fu in questo delirio che vidi la porta e la sentii chiamarmi con urgenza e disperazione.

Fu con tristezza e sconforto che abbandonai il corpo morente della giovane donna, che era stato il mio, al suo destino mentre come un burattino attraversavo la porta e il mondo come lo conoscevo scompariva.

Pensavo che mi sarei lasciata la mia vecchia vita alle spalle, ma mi sbagliavo.

Dall’altra parte del portale incontrai un vecchio, apparentemente affabile e gentile, ma invece mi stregò e mi fece non so quale fattura.

Nel terrore che ancora provavo per la fallita rapina, che mi era quasi costata la vita (in un certo senso mi era costata davvero la vita), e lo shock del viaggio incredibile che avevo compiuto lo colpii con un bastone per allontanarlo.

O lui era troppo vecchio o io avevo dosato male la mia forza, perché inaspettatamente gli spaccai la testa.

Solo in seguito scoprii che il vecchio non mi aveva lanciato alcun maleficio, ma solo un incantesimo per permettermi di integrarmi in quel nuovo mondo misterioso. Così ora ero sola, affamata e senza più alcuno a cui appoggiarmi, avendo ucciso l’unica persona che avesse mai tentato un gesto gentile verso di me.

Non era la prima volta che la mia avventatezza mi aveva cacciato nei guai. Nella mia vita precedente avevo imparato a fare bene una sola cosa: rapinare. Fu ciò che ho continuato a fare anche da allora qui su Laitia, mentre i soldi delle mie ruberie mi permettono nuovamente di essere una rispettata nobildonna nella città di Maro durante il giorno.

Terinefe Karrer.

Casta Ladro, livello 2

Forza 8

Abilià 16

Intelligenza 13

TdF 8

Livello vitale 66

Corazza 2, corpetto di cuoio nero ornato

CDC 56% danno 1d6+1 stocco di qualità superiore

equipaggiamento

pistola danno 3d6 (4 turni per ricaricare)

20 proiettili

un corno di povere pirica

abiti neri di merletto

mantello nero

artiglio di felino feroce

zampetta di martora.

Un grazie sentito a Davide Mana, per avermi fatto conoscere la “wicked lady”

Il retroscena

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