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Nessuna dignità nella morte – Senza tregua

Padre,

mi avete profondamente offesa. Non mi sono mai sentita così adirata e disgustata nei vostri confronti.

Speravo con le mie lettere di avervi dimostrato la bontà delle mie convinzioni e la gravità del pericolo che sta correndo la nostra terra per causa degli stregoni. E ora scopro che voi volete trascinarmi nuovamente a Maro e vendermi ad un vecchio duca bavoso.

Dopo essere arrivata a Balano mi sono subito trovata a scontrarmi con gli abitanti bigotti e pagani, gli stessi con cui voi siete senza problemi sceso a patti. Non ditemi che lo avete fatto per salvarmi dalla giustizia del conte di Imen. La verità è che io per voi rimango solo una pedina negli interessi dinastici della famiglia, una ragazza viziata da contentare fino a quando non può essere venduta ad un marito.

Parlando con i contadini bigotti avevo scoperto che stanno facendo delle celebrazioni in onore degli spiriti pagani, per ingraziarsi nuovamente la loro protezione dopo l’attacco del negromante al villaggio.

Sei giovani e le loro fidanzate si sfidavano per il favore degli spiriti, per la verità solo i giovani, le fidanzate guardavano. Il primo che sarebbe morto sarebbe stato considerato un’offerta agli spiriti. La fidanzata del giovane ucciso sarebbe stata consegnata agli spiriti, ovvero legata in un bosco assieme a doni votivi e lasciata a morire di fame, in attesa che gli spiriti la reclamassero.

Il primo giorno gli uomini si sono sfidati in una gara di lotta. Argenta e Ofelia erano con la folla ad esultare per i combattenti. Per quanto senta una profonda affinità elettiva per Ofelia, complice la sua devozione per Sacra Purga la penitente, lei ha una mente semplice e fa difficoltà a comprendere le vere radici del male, mentre Argenta adora indulgere nel proprio lato frivolo.

Il secondo giorno di festeggiamenti invece i partecipanti si sono sfidati in una gara nel lago, infestato di serpenti velenosi. Uno di loro è stato morso da una delle bisce e io, avendo un antidoto con me, mi sono gettata per farglielo trangugiare e salvarlo.

Così facendo ho attirato l’ira dei bifolchi che hanno attaccato me e Ofelia con asce e bastoni, mentre la principessa Argenta cercava di allontanarsi il più possibile da noi per non essere coinvolta in quella che riteneva un’inutile scemenza.

Come ben sapete i villani mi hanno sopraffatto e rinchiuso nella cantina della locanda in attesa di ricevere un messaggio da parte vostra per decidere la mia sorte. Ho così saputo che avreste mandato degli uomini a prelevarmi per darmi in sposa ad un vecchio duca a cui mi avete praticamente venduto.

Vi lascio queste righe per farvi sapere che trovato il modo di fuggire, ma non potendomi fidare di voi non vi racconterò padre come lascerò la mia prigione. Al Signore Senza Tempo piacendo non sentirete più parlare di me.

Devotamente figlia vostra

Camelia Farnese.

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Una Risposta

  1. Ieri pomeriggio a giocare in treno con molta azione. La giocatrice da un certo punto di vista ritiene di aver mandato in malora l’avventura.
    La mia opinione invece è che mettendo nello stesso bicchiere una cacciatrice di streghe e un eretico e agitando bene si ottenga una miscela esplosiva, vero motore per fatti ancora più epici.

    La verità è che adoro gestire le avventure in cui ci sono personaggi molto determinati e poco diplomatici, specie se fanno a pugni con ogni sorta di stregone e pagano, bisogna solo tenere presente che è solo questione di tempo prima che facciano qualcosa di molto avventato e quindi ricordarsi di avere sempre pronto un piano B.

    Fatalità la vicenda sta avendo delle svolte che rendono il padre di Fanese un interlocutore non più appropriato e gli eventi hanno fornito da soli un facile escamotage per risolvere la situazione senza censurare alcune parti degli eventi futuri che non si racconterebbero mai ad un genitore.

    Mi piace

    7 maggio 2011 alle 3:12 pm

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