Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Dark Sun – Trecento elfi – L’oasi

Dopo altri due giorni di viaggio arrivammo nei pressi dell’oasi di Keld, e qui incontrammo sul nostro cammino un enorme mekilloth che si trascinava pesantemente sulla sabbia.

L’enorme creatura lunga quasi nove metri e ricoperta da enormi placche cornee si muoveva in modo erratico scuotendo la testa ed emettendo spesso pesanti sbuffi, probabilmente si trattava di uno dei mekilloth che giorni prima avevano trascinato il carro degli schiavisti nel deserto.

Dopo giorni solo nel deserto l’animale doveva essere divorato da un’immensa sete e aveva cercato di avvicinarsi all’oasi.

I mekilloth persino quando sono addestrati hanno un temperamento come minimo scontroso, quindi decisi di avvicinarmi da sola, con prudenza, e di fare ricorso a miei poteri psichici per sondare la mente dell’animale. Quando riuscii a toccare i pensieri dell’animale venni inondata da un misto di furia e disperazione che mi sconvolse. La creatura aveva tentato di abbeverarsi all’oasi ma qualcosa che aveva annusato nel vento lo aveva dissuaso, la sua compagna non aveva colto l’odore insolito e dopo aver bevuto era caduta in uno stato di agonia, che l’aveva portata alla morte.

Ora il mekilloth era infuriato per aver dovuto allontanarsi dall’acqua a causa del pericolo e il suo cervello di rettile non riusciva a comprendere la situazione.

Se ci fossimo avvicinati troppo avrebbe fiutato la nostra acqua e ci avrebbe sicuramente attaccati. Poiché eravamo troppo deboli e stanchi per poter affrontare la bestia inviperita, convinsi i miei compagni ad abbandonare lì una consistente parte delle borracce per raggiungere l’oasi. In ogni caso la mia magia ci avrebbe consentito di avere a disposizione una quantità sufficiente di acqua potabile.

Aggirato il mekilloth però scoprimmo che i nostri problemi erano appena cominciati. Io riuscii a purificare solo una minima quantità di acqua perché la sostanza di cui era impestata sembrava essere veramente diabolica e in più degli elfi scelsero di recarsi all’oasi proprio nel momento in cui vi stavamo anche noi.

Gli elfi sono nella migliore delle ipotesi delle dispotiche carogne, esseri nomadi che non distinguono la differenza fra truffare e mercanteggiare, rivendere e rubare e questi appartenevano alla stessa tribù che aveva assalito la carovana in cui io ero prigioniera.

Gli elfi ci confermarono che l’acqua era avvelenata e riversarono nell’oasi il contenuto di dei panieri che dissero avrebbero aiutato a depurare l’acqua.

Quando finalmente i nomadi si allontanarono raccolsi alcune delle erbe che avevano lasciato cadere per esaminarle. Quelli cialtroni potevano anche infinocchiare gli umani ma non un halfling nato nella foresta: le erbe gettate nel lago non servivano a depurarlo ma a renderlo velenoso.

Quegli esseri mi davano ribrezzo, non so cosa avessero fatto loro gli abitanti della zona, ma con quale coraggio potevano prendersela anche con creature innocenti come il mekilloth che giaceva morto ai margini dell’oasi?

Rikku

posto precedente – post successivo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...