Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

L’oscura Barovia – il talismano

Anno 929 – Nevoso, mercoledì 16, notte.

Mentre trangugiavo la minestra sporca un sacerdote nano è venuto a disturbare me e Kat, cercava due avventurieri con cui condividere una terribile rivelazione: il conte Strahd era un vampiro.

Dissi al vecchio che la cosa non mi interessava molto, mummie o vampiri i non morti per me erano tutti uguali, anzi forse un vampiro era anche più attraente dei cadaveri rinsecchiti a cui ero stata abituata nella Nidia, pur essendo comunque piacevolmente gelido.

Credo che il sacerdote volesse vomitare quando realizzò la mia predilezione per la necrofilia, mentre Chrone si affrettava a smontare il mio quadro idilliaco facendomi notare che il vampiro era sicuramente un negromante di potere maggiore del mio, il che era sicuramente un problema. Mi fece inoltre notare che dovevo restare viva fino a quando Nat’h Kadal, il mio maestro, non avesse deciso lui che era ora di uccidermi. Replicai seccata al corvaccio che sinceramente ero già morta una volta e avrei desiderato evitare di ripetere l’esperienza per molto tempo. Sto cominciando a meditare che essere una proprietà di Nat’h Kadal non sia una cosa così entusiasmante.

Quando il nano riuscì a riprendersi dalla consapevolezza di quale fosse la misura della mia empietà decise comunque di confidarci il suo piano, in virtù del vecchio adagio “il nemico del mio nemico è mio amico”.

Il Nano che si chiamava Thogrim mi disse che quando era diventato un vampiro Strahd aveva gettato nel sotterraneo del castello un’icona benedetta che in precedenza si trovava nel tempio della regione e di cui si dice tema il potere. Thogrim desiderava tale icona per tentare di compiere un rituale che indebolisse i poteri del mostro e voleva l’aiuto mio e di Kat per prenderla. Sebbene timorosa di tornare nel luogo del suo supplizio Kat si disse disposta ad aiutare il sacerdote poiché in ogni caso il conte avrebbe tentato nuovamente di ucciderla.

Io ho riflettuto che Chrone aveva ragione, il vampiro potrebbe essere una minaccia per me e quindi ho acconsentito a malincuore ad aiutare anch’io il nano.

Ora cercherò di dormire un po’ prima che si faccia giorno, dovendo tornare nei sotterranei del castello di Ravenloft domani sarà sicuramente una giornata inquietante.

Volumnia

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Questo non è in realtà un episodio di gdr, ma il racconto del boardgame Castle Ravenloft.

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