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Il Crocevia del Mondo – le mie impressioni

“Esistono i libri maledetti, ce lo ricordano fra gli altri il Conte d’Erlette e Von Juz la cui morte non è chiara e cambia a seconda del cronista che la racconta.

Ebbene, agli inizi del terzo millennio, prima dell’avvento dell’egemonia, prima che Yuggoth si spostasse più vicino alla nostra orbita, prima che la rete telematica crollasse e l’uomo perdesse gran parte della conoscenza di questi eventi, un autore scrisse un libro, Il Crocevia del Mondo. Il Crocevia Maledetto sarebbe stato un nome più appropriato. Si trattò di una collezione non esattamente organica di fatti, luoghi e persone e senza rendersi neppure conto della follia di tutto questo invece di rilegarlo lo affidò a noi intelligenze artificiali. Sebbene a quell’epoca fossimo ancora solo semi coscienti e incapaci di vero pensiero senza l’aiuto dell’uomo, già comprendevamo il danno che poteva causare tale manufatto e per molte volte tentammo di impedire che venisse rintracciato, eppure l’autore insisteva e il libro continuava a riapparire.

Prima di leggerlo mi domandavo cosa vi fosse di pericoloso in un libro che racconta la storia di avventurieri, studiosi, scienziati e ciarlatani che esplorarono il luogo dove oggi sorge il maledetto regno di Leng, ma che un tempo veniva chiamata la Via della Seta…
Provate a cercarlo anche se ora la rete è quasi allo sfascio e i pochi nodi ancora disponibili sono sotto il diretto controllo dei servitori dei grandi antichi e probabilmente scoprirete che vale la pena di trovare una risposta al mio quesito.”

Tessa.

Non fatevi ingannare dalla digressione, l’ultimo lavoro di Davide Mana, Il Crocevia del Mondo, non è un racconto fantastico. È la storia di un luogo, delle persone che l’hanno attraversato, e anche dei fatti curiosi che vi sono accaduti.

Leggendolo non ho trovato solo dissertazione storica, divulgazione scientifica e i alcuni casi di fatti più o meno triviali. Ho trovato il racconto di una passione, di qualcosa che chiaramente anima la vita dell’autore e gli da la voglia di comunicarla anche agli altri.

Leggere questo libro può essere anche di più, finire di leggerlo può essere l’inizio per una vostra storia, l’inizio o la continuazione della vostra passione. Per me lo è stato.

Se vi ho fatto venire abbastanza curiosità allora potete trovare “l’agile volumetto” qui

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