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Love Behind The Age of Cthulhu – Memorie del passato

Il villaggio può anche essere un buco per topi, ma trovandosi su una strada commerciale che porta dall’entroterra verso Carcosa e poi ai porti di mare la sua taverna è estremamente affollata e ben fornita.

Anche adesso con qualcosa di forte in corpo le memorie del passato sono dure a morire. Mesi fa quando ero ancora solo un cubo di silicio e plastica connesso al sapere delle intelligenze artificiali non avrei mai immaginato di acquisire il corpo di un replicante rinchiuso nel sarcofago di un’antica regina di una civiltà precolombiana e in questo modo perdere tutto il mio sapere.

Mio malgrado sono rimasta coinvolta in una missione sucida per uccidere Zargon, un grande antico che veniva venerato da una civiltà perduta, in una discesa sempre più folle e incresciosa nei sotterranei di una piramide dimenticata dagli altri dei e dagli uomini.

Dei sopravvissuti di una carovana che si erano rifugiati in quei luoghi, solo in tre scampammo alla morte in tale folle impresa.

Io, ora più forte e determinata ad avere vendetta tanto verso gli uomini quanto verso gli Dei d’Acciaio, entrambi colpevoli di avermi abbandonato, sia nel mio corpo metallico che in quello organico attuale.

Vincenzo Maculano da Fiorenzuola, un prete fanatico devoto a Tsathoggua che si avventurò nelle caverne in cerca di vendetta per la morte del suo seguace e forse amante frate Pedro. Probabilmente ha trovato il suo destino in quei cunicoli infernali e forse ora infesta il corpo di Willas/Thzogguath.

La nobile Ociba che scaricò su di me l’obbligo di ritrovare Azhalia, un angelo caduto, e farlo ritornare al servizio dell’unico Dio. Come se di tutto ciò mi importasse qualcosa. Ma compiere tale missione è l’unico modo per sciogliere il controllo mentale che il chip nel mio cervello le fornisce.

Ora a quanto sembra Zargon è di nuovo vivo e sono sempre più sicura che Thzogguath sia posseduto dallo spirito di Vincenzo. Pare che il cerchio si stia chiudendo e dopo tanto viaggiare per allontanarmi dall’impero coloniale probabilmente anch’io accompagnerò questi disgraziati a ritornare laddove tutta questa follia è cominciata.

Fra i vari mercanti e tagliagole di infima reputazione spiccava un uomo biondo e di alta statura che indossava abiti particolarmente eleganti. Il suo era l’unico tavolo vuoto, che occupava in gran parte con gli strumenti per affilare e ripulire la sua magnifica spada, il che mi sembrò quasi incomprensibile visto che molti avventori stavano cenando in piedi.

Stanamente l’uomo ci invitò a spostarci e sederci a bere con lui.

Tessa

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