Chiusa la parentesi di Kata Kumbas giocata con le regole di  Uno sguardo nel Buio abbiamo, ad un mese di distanza (eh sì ci ho messo tanto a finire di scrivere la storia), deciso di riprendere ancora in mano Farnese in salsa D&D 3.5, ma con un occhio di riguardo alle vecchie versioni di D&D per quanto riguarda i bonus delle caratteristiche, il combattimento e l’approccio alle abilità.

Dopo la prima partita alcune considerazioni emerse da parte della giocatrice (No’Akei) sono stateche la terza versione di D&D sarebbe molti più complessa di come la sto rendendo in questo gioco ed è difficile riuscire a semplificarlo per chi è abituato alle regole originali e non ha mai provato le prime edizioni. In effetti inizialmente la mancanza di tutta una serie di regole legate alla posizione come l’affiancamento e gli attacchi furtivi reiterabili ha spiazzato un po’ No’Akei.

Per me invece che sono partito dalla scatola rossa per saltare direttamente alla 3.5 un mezzo ritorno alle origini non è stato un grosso problema.

Imparati i limiti di Skype e con il giusto numero di saltarelli a portata di mano per tirare dadi e scambiarsi handout, il terzo tentativo di gioco è filato abbastanza  liscio. Ho provato a giocare Ululati nelle tenebre, una vecchia avventura di Ravenolft acquisita da poco e devo dire che sono abbastanza soddisfatto dei risultati della prima avventura, in due orette scarse abbiamo già giocato circa un terzo dell’avventura.

Un pensiero su “Giocare a Kata Kumbas nel 2012- A volte ritornano

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