Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Segnalo un validissimo articolo su Darksun, a mio parere una delle migliori ambientazioni della TSR assieme a Planescape. Aver letto questo articolo mi ricorda che dovrei toranre a giocarci prima o poi.

strategie evolutive

Nostalgie ludiche.
Nel 1991 la TSR – oramai entrata in fase terminale, ma ancora la più popolare casa editrice di giochi di ruolo al mondo – decise di allontanarsi dalle atmosfere fantasy “classiche” di ambientazioni come Greyhawk e Forgotten Realms, ed avvicinarsi ad uno stile più muscolare.
La ragione di questa scelta era, apparentemente, la necessità di creare un mondo nel quale i giocatori potessero (dovessero) utilizzare il battle System, un supplemento del sistema di gioco AD&D 2nd Ed. che permetteva di giocare grandi scontri campali.
Serviva insomma un mondo in guerra.
Il risultato – variamente ispirato a cose come i romanzi sword & planet di Burroughs e dei suoi emuli, ed i fumetti di DEN di Richard Corben – divenne Dark Sun.

Verdant

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5 Risposte

  1. Grande ambientazione, difficile da giocare non tanto per la presenza dei poteri psionici quanto per la necessità di spingere molto su temi ben precisi: se non metti in mezzo il razzismo, la contrapposizione libero/schiavo, la massoneria e la tirannia IMHO allora significa che non stai giocando a DS.

    Di contro ti permette di avere cattivi ambigui, visto che alla fine l’unico vero cattivone fino al midollo è solamente Rajaat.

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    30 marzo 2013 alle 9:38 am

    • Sicuramente è vero quanto dici sulla difficoltà del mondo di gioco.

      Personalmente ritengo che i cattivi non siano tanto ambigui, più semplicemente sono dappertutto e quindi prima o poi bisogna anche venire a patti con loro.
      In genere io gioco da anni a D&D ignorando totalmente gli allineamenti perchè non sono un grande amante della dicotomia netta bene contro male (al massimo preferisco legge contro caos). Dal mio punto di vista il modo in cui sono resi i cattivi è una delle cose più riuscite e permette di dare loro più spessore e credibilità. Certo l’ambientazione rompe alcuni standard di D&D e quindi se a uno piace il gioco classico certe parti di Darksun non possono avere un grande appeal.

      Inoltre darksun ha un grande tema ecologista di base che si presta a molte letture. Si tratta di un’incursione di D&D nel campo post apocalittico che però come ha detto l’autore del post originale poteva venire sviluppata meglio.

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      30 marzo 2013 alle 10:12 am

      • Intendo dire che alla fine della fiera l’unico cattivo in DS è Rajaat, visto che i Re-Stregoni pagano il tributo a Borys solo per tenere chiuso il portale: presi uno per uno i Re-Stregoni hanno caratteri diversi e non sempre sono dei vecchi balordi come il sovrano di Tyr.

        Sul tema ecologista metterei un NI, visto che DS non è propriamente un post-apocalittico alla Shannara (visto che prima della desertificazione e del cambio di colore del sole parte come un fantasy classico con halfling druidi/modellatori cui si sovrappone la teoria della razza pura di Rajaat).

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        30 marzo 2013 alle 12:33 pm

  2. Darksun è effettivamente lontano dal ciclo di Shannara e non nego che il mito della razza e la follia di Rajat siano in realtà il principale motivo per cui il mondo sia così, ma la prima generazione degli Halfling era composta di grandi inquinatori che portarono alla fine dell’era azzurra (o blu che dir si voglia) e ci regalarono la torre pristina.

    Ci sono comunque alcuni punti di contatto con il ciclo di Brooks come la presenza in entrambe le storie di creature fortemente mutate, gruppi che cercano di ripristinare le conoscenze perdute. Certo in Brooks il collasso ecologico porta alla situazione iniziale dei romanzi, mentre il Darksun è una conseguenza di altri fattori.

    Resta però a mio parere il dato di fatto che l’ecologia di Darksun è da catastrofe e si possono creare volendo fiumi di avventure anche solo attorno a questo elemento.

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    30 marzo 2013 alle 3:38 pm

    • Beh, in effetti se si interpreta il warping dell’ambiente (spesso molto simile al continente “artico” del Caos di WH) come devastazione anche il tema ecologico ci può stare (anche se forse più simile alla visione tolkeniana del progresso espressa dalle parole di Barbalbero che mira più alla critica estetica che a quella ambientalista).

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      30 marzo 2013 alle 6:40 pm

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