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Parlando di Martelli da Guerra

Sul blog di Kuduk sta proseguendo  la cronaca delle mie avventure di Warhammer Fantasy Roleplay (conosciuto anche come martelli da Guerra) di uno dei pochi personaggi che io abbia mai giocato e forse uno di quelli che ho interpretato meglio.

La campagna I mille troni è stata anche una delle esperienze più controverse a causa dissidi con il master (che non era Kuduk) e per molto tempo avevo anche smesso di raccontare la parte di storia già giocata prima di decidere di unirmi a Kuduk nell’esperimento su avventure nel vecchio mondo. Cambiare blog mi ha permesso di riuscire a trovare la voglia di concludere i racconti e si spera un giorno anche di prendere in mano un gruppo di martelli e concludere la profezia dei mille troni.

Mi piace, conoscendo un pochino la campagna, vedere come l’avete giocata!!! ma hai il talento “odio atavico Ciacco” per caso? 🙂

Noi abbiamo tentato giocare la campagna privilegiando gli stereotipi associati alle nostre carriere e ciò che sappiamo dal manuale di Mordehim e dai vari codex del wargame Warhammer.

Nel riscrivere la storia ho cercato di tenere la narrazione fedele allo spirito delle giocate anche se questo ha allungato parecchio il racconto.

Purtroppo ci sono stati anche dei difetti che ci hanno portato ad abbandonare tutto con grande dispiacere mio e di No’Akei. Il master pretendeva che interpretassimo anche i dettagli triviali come seguire una mappa per uscire dalle fogne (un’ora di continui sbadigli del sottoscritto) e vista la nostra poca inclinazione per tale tipo di gioco ci ha penalizzato di brutto negli xp bonus per l’interpretazione.

Io interpretavo una ragazza animata da un intollerante spirito religioso, la fidanzata che fa matematica ha provato una rozza e incivile guerriera del nord e il basso uno sventratore che non ha ancora accettato il suo tragico destino e cerca inutilmente di vivere una vita normale. Secondo il master tutto questo sforzo di calarsi nella parte non meritava però di essere premiato poichè chiedevamo di tagliare corto nei cambi scena.

Un altro problema è stato continuo il railroading in una campagna che invece è pensata per essere giocata in maniera molto aperta.  Ad esempio all’inizio della storia non c’è stato verso di evitare di andare dal mercante elfo nonostante io sia una fanatica devota Sigmarita e quindi abbia una spiccata xenofobia. Poi ho scoperto che c’erano una dozzina di introduzioni alla campagna…

All’uscita da Marieburg visto che non è riuscito a dissuaderci dall’idea di coprire la nostra fuga dando fuoco ad una locanda ha voluto a tutti i costi che a bruciarla fosse un png.

Infine il master pretendeva di giocare a Warhammer come se fossimo nei Forgotten Realms. Un modo tutto sommato in cui i luoghi urbani sono calmi e felici e non vi è tutta questa miseria quando invece siamo in un “grimm world of perilous advetures”.

Proprio il fatto che la campagna avesse mostrato un grande potenziale per troppo tempo ci ha portato a soprassedere sui difetti della gestione del gioco portando in ultima ad esasperare le cose, forse se avessimo tagliato prima sarebbe stato meglio. Non avremmo avuto una campagna tagliata a un quarto e il rimpianto per dei personaggi grandiosi che ora fanno la muffa.

Riguardo al mio odio per Ciacco posso assicurare invece che è totalmente meritato. Tu non hai idea di cosa abbia combinato quel nano infame prima che abbandonassi la campagna per l’idiozia del mio master… è un eretico, un bestemmiatore ma soprattutto un simoniaco!

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3 Risposte

  1. Kuduk

    Guarda Ursha, tolto che sebbene ti stia supportando poco in questo periodo, anzi proprio nulla (stiamo ancora decidendo il da farsi e i miei impegni non accennano a diminuire) mi fa piacere seguire la tua storia, inoltre per riprendere una parte del tuo discorso, noi si sta pensando di giocare ravenloft o dragonlance o eberron, con le regole di warhammer, molto ma molto più valide!!!!

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    23 aprile 2013 alle 7:30 pm

    • Da un lato Warhammer può andare bene per tutti quei giochi in cui si usano regole per follie e mutazioni, dall’altro però ha il grande limite che le classi e la magia è ancorata indissolubilmente la mondo di gioco della GW. Le carriere sono il pregio ed assieme il difetto di questo gioco.

      Per renderlo un regolamento generico temo che bisognerebbe lavorare molto. Già solo per prima cosa bisognerebbe tagliare o ritoccare tutte le classi che hanno accesso alle armi da fuoco.

      Lo vedo relativamente bene in Ravenloft dove ci sono dei poteri oscuri “palpabili” varie organizzazioni inquisitorie e molto folklore. Forse anche in dragonlance potrebbe reggere sebbene dubito che certi percorsi di carriera sarebbero plausibili. per quanto bisognerebbe adattare i percorsi sacerdotali agli dei presenti.

      Temo che in Eberron stoni un po’ e bisogni creare molte razze ad hoc.

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      24 aprile 2013 alle 6:36 pm

      • Kuduk

        Grazie dei preziosi consigli, valuterò voglia e tempo e poi, se ti interessa, ti dirò che risultati ho ottenuto…

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        24 aprile 2013 alle 8:01 pm

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