Rubo questo termine a Sir Gawain del forum “The roaring old school” per ritornare sull’argomento sandbox.

La sandbox è uno stile di gioco che prevede che gli eroi possano muoversi liberamente su un vasto spazio di gioco decidendo loro dove andare. È generalmente molto in voga fra i giocatori vecchia scuola.

La sandbox  a mio parere ha un grosso difetto (al di la della mole di lavoro preparatorio):  l’assenza di una trama richiede che i giocatori vogliano essere loro a muoversi verso una direzione più o meno arbitraria. Nella mia esperienza di master questo è accaduto molto raramente e allora si presenta appunto la Sindrome di Bögenhafen in cui resteremo inchiodati tutta la partita a scavare trincee in attesa che accada qualcosa peccato che se i pg non si muovono non accadrà nulla.

Ai giocatori piace indiscutibilmente rovinare il lavoro del master scombinando i suoi piani con trovate impensabili, tipo tentare di evocare e resuscitare la regina Zenobia nel modulo B4 di D&D, dopo aver distrutto lo spettro in cui si era tramutata… troppo goloso per non lasciarglielo fare anche se ha richiesto una discreta dose di lavoro per adattare la cosa all’avventura (i folli pensavano che la sovrana sarebbe stata loro grata visto che l’avevano seccata da non morta).

Altro discorso è che piaccia loro andare in cerca di avventura se vengono piazzati in un luogo con le mani in mano. Più spesso si guarderanno intorno e faranno un pisolino nell’attesa che gli eventi vadano avanti da soli oppure si trincereranno un po’ come nel post di Sir Gawain. Aggiungiamo che martelli da guerra ha un sistema di gioco con pochi punti ferita e neppure tanto fato che non incentiva a correre rischi e fare gli scavezzacollo.

Personalmente nelle partite che ho giocato sono sempre stato in seconda linea a fare il delinquente con Radenko e mandare avanti Tabatha a prendere legnate al posto mio.

La sandbox poiché punta ad avere i giocatori come motori degli eventi ha altri due difetti a mio parere.

In primo luogo è adatta ad un mondo Gygaxiano anni ‘70 e ‘80 dove c’è l’idea che gli eroi esistano per risolvere i problemi e il male stia li aspettando di farsi eliminare da loro. In ambientazioni secondo me più cupe come modo di gioco comincia a stridere.

In seconda battuta la sandbox nasce in antitesi all’idea di una trama e di fatto spesso non tiene conto che ci sono cose possono accadere agli eroi che essi siano volenti o meno. Se è cosa buona che gli eroi siano il motore degli eventi è anche vero che ci sono eventi che dovrebbero mettersi in moto sia che gli eroi vogliano sia che non vogliano.

Personalmente inoltre non apprezzo spendere tempo a dettagliare sommariamente un mondo di gioco, preferendo dare un grade dettaglio solo a piccole parti e trascurando il resto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...