2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

una volta tornata nel mondo reale, dopo aver abbandonato il mondo racchiuso nella follia di Aggarath, mi accinsi a tornare al villaggio di cuore di Luna dove regnava incontrastata la vampira Sharill.

Dopo tutto quello che era successo fra noi era con estrema apprensione e timore che mi accingevo ad incontrare una siffatta nemica che avrebbe potuto annientarmi visti i suoi tremendi poteri, ma eravamo soli al freddo, senza più equipaggiamenti dopo che le la maggior parte dei nostri averi era andato perso nell’esplosione di Castel Stregazza, perciò avrei dovuto arrivare a patti con quella donna anche se il mio orgoglio mi avrebbe imposto di affrontarla a viso aperto.

D’altronde il Signore Senza Tempo diceva ‘ama il tuo nemico’ e quindi inghiottii il mio orgoglio e andai da Sharill come una supplice con il capo coperto di cenere, sperando che non mi avrebbe divorato per saziare il suo infame appetito.

Sharill, per offrimi la sua ospitalità e il perdono per l’affronto che la avevo arrecato, mi chiese di andare a distruggere gli adoratori di Tsathoggua che infestavano le cripte che come sacerdotessa di Selene sarebbe stato suo dovere proteggere.  Ora che era un Vampiro però le era difficile viaggiare così distante dal suo villaggio.

Dovetti inghiottire una quantità enorme di bile all’idea che fosse quella creatura assetata di sangue a dover perdonare me, ma restai impassibile e accondiscesi alle richieste di quella donna per il bene di Marilissa e Thorax.

Ora sono in viaggio verso il bosco con una nuova scorta di piccioni, spero che sentirete presto parlare di me, altrimenti saprete che sono perita in qualche modo assolutamente orribile…

Devotamente Serva vostra,

Camelia Farnese

Continua…

post precedentepost successivo.

– nota del Dungeon Master: l’avventura questa volta è ispirata a The corrupt crypt of Imather scaricabile da Dragon’s Foot e giocata con le regole di Pathfinder. L’avventura è stata giocata ancora di un anno fa. Come al solito l’avventura è stata modificata per poterla giocare con l’ambientazione di Kata Kumbas.

2 pensieri su “Nei boschi della Zolia – Lavorare per il diavolo

  1. “Che Ilmather vi sorrida!” era la frase di rito della master per scaricarci addosso le rogne più pregevoli… Il solo evocarlo causa effetti ansiogeni nel gruppo.

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