2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

ferita più nell’animo che nel corpo, tornai alle cripte, dopo aver dovuto sottostare alle “amorevoli” cure di Sharill. La sacerdotessa vampiro sorrise della nostra avventatezza nel recarci nelle cripte ma ci curò senza fare storie anche se immagino che abbia utilizzato volutamente i rimedi più dolorosi per alleviare il mio malore.

Ritornando alla cripte venimmo sorpresi da alcuni uomini guidati da un’orrenda creatura dalla testa di rospo. Dissero di essere servitori di Tsathoggua e non trovarono alcuna pietà presso le nostre lame.

Dopo la nostra precedente visita alle cripte ormai non vi erano più morti viventi  nel cimitero fra i boschi, ma approfittando del fatto che ora molte celle erano libere una banda di volpi mannare argentee si era impossessata del luogo e avemmo un duro scontro con loro, prima che le infide creature decidessero di battere in ritirata.

Marilissa venne purtroppo morsa da una delle creature e la ferita risultò infetta. Dopo averla bendata alla meno peggio decidemmo comunque di proseguire.

La nostra sorpresa fu quella di incontrare nelle cripte uno stregone vampiro. La creatura della notte risultò essere il maestro di Sharill, l’essere che l’aveva tramutata in un vampiro.

Grazie alle fervide preghiere a Selene, Sharill era riuscita a liberarsi dalla malia del suo padrone, ma non poteva comunque rischiare di avvicinarglisi per non ricadere sotto il suo sortilegio, pertanto aveva preferito mandare me nelle cripte senza dirmi l’esatta natura del male che dovevo sconfiggere.

Uno stregone può essere molto pericoloso dalla distanza, ma confinato in una cripta angusta è estremamente vulnerabile ai colpi di un’arma magica. In fondo sono stata contenta di aver trasgredito ai voti del mio credo e aver tenuto l’arma magica che mi aveva donato il defunto Bruno Visconti.

Lo stregone aveva inoltre rubato una coppa sacra al Nuovo Culto e io la usai per curarmi prima di riporla in una sacca. Recuperare una reliquia poteva essere un buon modo per riuscire a farsi accettare nuovamente a Maro.

Questa mattina Marilissa si è svegliata urlando perché i suoi capelli hanno cambiato colore, diventando bianchi. Temo che sia stata contaminata dal morso delle volpi e che presto diventerà anche lei un licantropo. Appena riuscirò a calmarla tornerò a Maro per occuparmi dei suoi parenti, intanto ho la testa di un vampiro da imbalsamare.

Devotamente Serva vostra,

Camelia Farnese

Continua…

post precedentepost successivo.

– nota del Dungeon Master: le creature sarebbero state dei ratti mannari, ma ne avevo abbastanza di topastri e così ho messo le volpi.

7 pensieri su “Nei boschi della Zolia – Volpi Mannare

      1. sì, ma fa un po’ schifo… se non c’è un’utilità, è uno spreco di energie.
        è anche vero che qualcuno si teneva il braccio di un lich appeso al caminetto, ma era uno che aveva i suoi problemini…

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      2. Ofelia, verso cui Farnese non vuole ammettere che ha del tenero, è diventata un vampiro per colpa di Sharill (o per colpa di Fanese, dipende dai punti di vista), di conseguenza è colpa anche del vampiro che ha contaminato Sharill, il che provoca una quantità di odio e rancore

        Poi Camelia Farnese cerca anche un modo di farsi riabilitare dall’ordine (il che è un passaggio che forse ad un anno dalla giocata si è perso nella polvere dei secoli) e portare la testa di un vampiro sarebbe un ottimo biglietto da visita per far dimenticare che è l’assassina del figlio di Educ, l’Alto Signore del Potere.

        Poi sarebbe No’Akei che dovrebbe in realtà dare spiegazione della azioni sanguinarie del proprio personaggio.

        Posso solo dire che questo è solo l’inizio di un difficile rapporto fra Farnese e i vampiri che avrà conseguenze tragiche in futuro.

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  1. *Camelia mode on* guardate tutti, questa è La testa del vampiro che ha trasformato e ucciso i vostri fratelli, i vostri figli, i vostri mariti, e ora vendetta è stata fatta! *folla acclamante*

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