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Nei boschi della Zolia – Ritorno alla città sacra

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

sono rimasta due giorni accampata fuori dalle porte di Maro in attesa che i soldati con cui avevo stretto un patto prima di uscire dalla città rispondessero al mio segnale e mi facessero entrare da una piccola pusterla laterale sulle mura della città eterna.

Mi fa un po’ strano tornare, ma ho promesso che mi sarei occupata di Chardath Stregazza e voglio dare a quella megera ciò che merita.

Quando incontrai il fidanzato di Sharill che per primo mi aveva chiesto di indagare sui misteri del villaggio di Cuore di Luna, non ebbi il coraggio di raccontargli la verità sulla donna che amava. Gli dissi che Sharill ora stava bene, ma il servizio della dea Selene l’aveva molto cambiata e mi aveva detto di non avere più posto nel suo cuore per l’amore terreno.

Anche se avevo cercato di entrare in città con segretezza venni comunque intercettata da alcune guardie troppo zelanti presso la Piazza dell’Arcilegione. Mostrare la testa imbalsamata del vampiro che avevo ucciso mi permise comunque di guadagnare un po’ di tempo e far si che il consiglio delle stirpi fosse disposto a rivedere la mia posizione di esiliata.

Riuscire ad essere riammessa nell’Urbe avrebbe comunque richiesto parecchia corruzione e ora come ora ero scarsa di denaro.

Devotamente serva vostra

Camelia Farnese

Continua…

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Poi dicono che imbalsamare la testa dei nemici non paga…

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2 Risposte

  1. Jamila

    Ma io non ho detto che non paga, ho chiesto se c’era un motivo, perché al momento mi sfuggiva. Evidentemente un motivo c’era…

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    7 marzo 2014 alle 10:05 pm

  2. Eh la storia è stata lunga ed effettivamente alcuni dettagli nel corso del tempo si sono persi… nei meandri di questo blog.

    Farnese era stata cacciata da Maro (Credo una ventina di post fa), per aver ucciso il figlio di un nobile e aveva fatto un lungo viaggio in cui la sua fede era stata messa a dura prova, ma il suo scopo era comunque trovare il modo di farsi riammettere in città.

    Poi Farnese ha anche molto da dimostrare a se stessa, ai suoi superiori e alla sua famiglia. Secondo me è indicativo della personalità della ragazza il fatto che si faccia sempre chiamare per cognome.

    Camelia Farnese l’uccisore di Vampiri è il primo tassello in un “percorso” di affermazione personale in un mondo che lei trova miope e bigotto.

    Mi piace

    8 marzo 2014 alle 7:39 am

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