Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Branzilvania di Alessandro Girola

“Il paese è costruito su rovine celtiche… Ti basti sapere che la tribù che viveva qui adorava un’entità che in mancanza di altri termini definisco proprio così: un demone. In verità è qualcosa di più antico, sopravvissuto ai cataclismi del mondo passato, quando l’uomo nemmeno esisteva e qui c’era addirittura il mare. Dopo la catastrofe che portò alla fine di quell’epoca, si rifugiò in un interstizio tra la nostra realtà e la sua, così come fecero altri esseri simili a lui.”

La Brianza di Alessandro Girola è un luogo calato profondamente nella nostra realtà, ma con un’intensa sfumatura horror, inserita nelle pieghe di luoghi poco noti o inventati negli spazi vuoti della geografia dell’hinterland lombardo.

In particolare due cose mi sono piaciute di questo racconto. La prima è il recupero dell’idea Lovecraftiana dell’antico intrappolato, degli “Strani Eoni”, delle pigne della singolarità. Il fatto che questi fatti siano mescolati con la cultura punk e gli horror movie italiani (che per me sono cose misconosciute) da al tutto una piacevole vena di novità e freschezza.

La seconda è proprio il tentativo di rielaborazione di luoghi tutto sommato vicini con un twist nuovo e la presenza di passaggi come quello già citato che danno al lettore la possibilità di lasciar galoppante la fantasia e completare i vuoti nella storia.

Un altro aspetto interessante è la presenza di una forte protagonista femminile nella parte piú corposa del racconto, poi immaginatevi lei più vestita (ammetto che ho scelto volutamente due foto un po’ svestite prese da google) e con una sciabola.


 

 

Da fan del medioevo reinventato e del famigerato gioco di Kata Kumbas, che tenta di emulare una “quasi Italia” medioevale in stile fantasy con toni a volte leggeri e cariaci e altri diramatici e cupi non posso che apprezzare questo racconto di Alessadro griola in stile “werid tales” all’italiana che si inserisce nel filone di Italia Doppleganger.

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5 Risposte

  1. Grazie mille per la recensione… e per aver colto alcuni aspetti a cui tengo molto di questo mio racconto (e degli altri che appartengono al progetto Italia Doppelganger).

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    21 giugno 2014 alle 7:46 am

    • Beh essendoci anche gli spoiler in postfazione è più semplice cogliere gli spunti (a patto di aver letto fino in fondo il libro 🙂 ), altrimenti i riferimenti punk per me sarebbero rimasti quasi arabo.

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      21 giugno 2014 alle 1:43 pm

      • Ti assicuro che a molti gli spunti sfuggono anche se messi in postfazione 😀

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        22 giugno 2014 alle 7:27 am

  2. Un nell’articolo, complimenti.

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    21 giugno 2014 alle 7:53 am

  3. Pingback: Imperial di Alessandro Girola | Iho's Chronicles

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