Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

La bestia di Tarascona in un rinascimento macabro.

“Santa Marta si recò allora nel Bosco- nero, incontrò il mostro e placò la sua collera facendo il segno della croce. Fece una cavezza con la sua cintura econdusse la bestia finalmente domata alla folla, assicurandola che la bestia era ormai inoffensiva. Allora il popò lo di Tarascon si armò di lance e di spiedi trafiggendo la Chimera con mille colpi. Ciò fatto, i provenzali si convertirono al cristianesimo.” – i simbloli, il drago pag 101

L’origine di Tarascona o Trascon risisede nella leggenda della Tarasca, da cui poi nacque probabilmente il mostro mitico che oggi noi giocatori di D&D chiamiamo Tarrasque.

Fu per qualche strano motivo che Santa marta di Betania e sua sorella Maria arrivarono in provenza e qui nella città di tarascon vennero a sapere della rpenza di una bestia ferocissima e dall’aspetto quanto meno bizzarro, dotata si 6 zampe, uno spesso guscio chitinoso come di tartaruga e pieno di aculei e la testa di leone.

In un mondo come quello del Decameron dei Morti una storia così implausibile potrebbe anche avere un suo senso e porebbe anche essere che la Tarsca sia esistita davvero e poichè come disse un grande autore pulp non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire, non vedo perchè non far risorgere una simile bestia sotto forma di un bell’ossesso.

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2 Risposte

  1. Ottima idea! Chissà come rendere realistico il mostro… Alla fine le descrizioni medievali erano molto “analogiche”… Dorso di tartaruga poteva voler dire anche solo che aveva la schiena dura, non che fosse un collage di animali… Certo, quelle sei zampe sono un problema…

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    29 novembre 2014 alle 8:32 am

    • Sul realismo a mio parere ci sono una serie di valutazioni da fare.

      La prima è che quello che vedono i personaggi non sempre è quello che vedono i giocatori e per cui le sei zampe potrbbero benissimo esssere un’abbaglio frutto della contiazione per cui a bestia “ferma” a contare le zampe in realtà sono 4. Di notte al buio, con solo la luce delle stelle si puù vedere una cosa che poi la mattina si scopre era solo un toro rabbioso o un verro particolarmente cresciuto.

      Una seconda considerazione riguarda il fatto che se la bestia non esistesse potrebbe comunque essere stata creata una la chimera a opera di qualche esperimento di negromazia avanzata. Prendiamo un bufalo, attacchiamoci una testa di leone e recuperiamo anche due zampe extra, rivestiamolo di pelle di coccodrillo e aggiungiamo spuntoni metallici a piacere: – Hei! Hans perchè la creatura mi ubbidisce? Sono il suo padrone aghhh! -.

      Poi per quanto ne sappiamo magari veramente Marta e la sorella Maddalena al tempo dei romani sono venute in Gallia e varamente nelle buie foreste di quella nazione pagana si nascondevano creature che venivano venerate nei tempi in cui gli uomini costruivano graticci per ardere io criminali…

      Infine in realtà non c’è nessuna bestia era tutta creduloneria polare. Ad esempio nell’ambietazione di Kata Kumbas Camelia Farnese ha fatto un viaggio rocambolesco fino alla città di Nevezia per dare la caccia ad una fantomatica vampira che però non esisteva.

      Io come Master senguio la visione che tutto il terreno che non è stato visitato dall’autore è terra di sacceggio e scarilegio 🙂

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      29 novembre 2014 alle 2:20 pm

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