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Ultima Forsan – C’era una volta a Lucca

Da uno sguardo di insieme si può vedere che l’avvetura ufficiale del manuale di Ultima Forsan contiene molti spunti per espanderla, ma in alcune parti è abbastanza accennata e richiede del lavoro da parte del master, per arricchirla di ulteriori dettagli per essere veramente soddisfacente. Di per se è una cosa abbastanza comune per le avveture di Savage Worlds e comunque apprezzo la possibilità di poter agigungere del mio, inoltre una certa dose di tabelle per la generazione di eveti casuali presente nel manuale può aiutare facilmente a rieperire le parti lasciate libere anche ai più pigri. Inoltre il gioco parte dall’approccio “cut the chase” ovvero daglia il suprfluo e le cose sdolcinate.

Una cosa che mi ha creato abbastanza problemi nel giocare è il fatto che alcuni dei mostri siano indicati nell’avvetura mentre per altri sideve andare a consultare il bestiario a dine del libro. Se in D&D 3.5 / Pathfinder sono ormai abituato a coscere i tratti dei mostri principali a memoria, almeno a spanne, e sono in grado di cucinare qualcosa anche senza manuali a portata di mano, in Savage Wolrds, di cui sono abbastanza nuovo, ho bisogno di avere le statistiche sotto mano e dover fare avanti e indietro nel manuale non è una cosa semplice. Avrei preferito avere sempre ogni mostro con le sue statistiche nel punto dove è descritto il relativo incontro, e non solo i principali, anche tendo conto che l’appendice del bestiario non è così facile da fotocopiare. Per ora ho risolto utilizzando una pletora di segalibri, ma alla fine arriveremo che la settimana prossima quasi sicuramente andrò in copisteria per crearmi una bella dispensa A4, visto che non ho voglia di ricopiarmi tutto il bestiario nell’agenda.

Anche se c’è forse un po’ troppo railroading per i miei gusti, l’avvetura nei primi due capitoli che ho da poco concluso funziona bene. Se la gente vuole investiagre può trovare gli indizi e se uno invece decide di andare avati dritto la storia comunque prosegue e permette di adare avati senza che si resti fermi e imbottigliati perchè non si è riusciti a cogliere indicazioni negli elementi di contorno. Ho comunque l’impessione che nella mia campagna le cose prima o poi adranno più storte di quanto previsto dall’autore…

Resta l’idea che Savage Worlds è un gioco pensato con prima di tutto lo scopo di essere un sistema funzionante e funzionale, anche a discapito dell’estetica, risultato che riesce ad ottenere anche quando non si conoscono bene tutte le regole e si deve continuare a sfogliare avanti e indietro il manuale base. Dal punto di vista estetico ha però delle lacune che mi portano comunque a rimanere dell’idea che Pathfinder è un sistema migliore, sebbene molto più complesso e non permetta di fare alcune cose che sono invece estremamente semplici in Savage Worlds.

La prossima volta cercherò di dare un maggiore sguardo di dettalgio alle varie avventure ma per quello che ho giocato fino ad ora sono rimasto complessivamente soddisfatto.

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Una Risposta

  1. Grande! Per la formattazione delle avventure e la posizione dei mostri abbiamo seguito le linee guida generali di Savage Worlds, con i mostri dettagliati nel Bestiario. Anche se nella campagna può risultare più macchinoso, il manuale base funziona pure da, appunto, bestiario e per ogni avventura futura, il Game Master sa che troverà tutti i mostri in fondo al manuale, senza doverseli andare a cercare nelle 200 pagine del testo. Se avessimo duplicato i mostri (nell’avventura E alla fine) il numero di pagine sarebbe aumentato di circa 40!!!

    A presto!!!

    Mi piace

    29 dicembre 2014 alle 5:06 pm

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