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Se fossi morto morderei ogni mondo

Se fossi morto morderei ogni mondo è il primo episodio della campagna ufficiale di Ultima Forsan, composta di 12 capitoli e ambientata fra Lucca e la Terra Santa. Personalmente è la prima avventura per Savage Worlds in cui ho fatto il maser, anche se non è la prima che ho giocato.

Il primo episodio della campagna di Ultima Forsan è un’introduzione pensata per far assaggiare ai novizi qualche anteprima della progenie del flagello, creando al contempo le occasioni per amalgamare il gruppo e fornedo il modo di illustrare a tutti il mondo di gioco. Ricordiamo che a meno che non abbiate letto il Decameron dei Morti tutto questo è nuovo e anche in caso contrario sono passati due secoli dagli eventi narrati da Boccaccio.

I personaggi si trovano alla fiera dei morti e sono incoraggiati a trovare un loro motivo per esssere li presenti nel bel mezzo del caos dovuto all’arrivo delle delegazioni straniere e hanno la possibilità di girare per la città e fare spese nei negozi più esotici, ma a meno di essere nobili e ricchi sfondati probabilmente per ora compileranno solo la lista dei desideri.
Probabilmente un paio di incontri riusciranno anche a strapare un sorriso ai vostri giocatori. Quando i personaggi sono a loro agio, tranquilli e rilassati l’avvetura vi darà la possibilità di ricordare loro che questo è un rinascimento macabro!

Una volta che i personaggi si sono ambientati nello scenario pittoresco della Lucca rinascimentale ed hanno assistito ad alcuni simpatici scorci di vita locale il master è pronto per far scoppiare il caos introducendo il primo morto del gioco, che come molti altri morti spesso somiglia sulle prime ad un mendicante ed uno straccione, quindi alle volte riesce a passare non visto fino a quando non tenta di azzannare qualcuno.

Da li in poi i personaggi saranno coinvolti volenti o meno nell’indagine su come una progenie del flagello sia entrata nella città di Lucca e scoprite che forse questo è solo l’inizio della fine.

L’avvetura è piacevole ed è un ottimo ausilio per introdurre i giocatori a questo nuovo mondo selvaggio. Ho apprezzato anche il fatto che l’avvetura parta in un modo molto blando e poi faccia una brusca inversione introducendo un evento inaspettato.

Come dicevo in altri articoli del blog, sebbene ritenga che savage worlds non sia esente da difetti, si nota anche qui che il gioco è creato prima di tutto con l’obbiettivo di essere funzionante e riuscire comunque a mandare avanti al storia. Difficilmente il giocatori non avranno scelto un qualche svataggio o elemento di background che non permetta al master di aggaciarli al flusso principlale degli eventi senza dover ricorrere ad un railroading plateale.

Ad esempio il personaggio della mia fidazata, con cui ho giocato l’avvetura, non voleva assolutamente invisciarsi con l’investigazione sulla presenza di un morto in città, ma la semplice osservazione che lei ha preso ucome tratto un giuramento che la vincola a proteggere la sultana di Granada è stato sufficiente per instradarla nella gusta direzione, senza dover intervenire platealmente.

Ho notato che la campagna ha una struttura in cui se i personaggi riescono o ne hanno voglia possono giocarla come un’avvetnura di investigazione, altrimenti anche se perdono dettagli o indizi le cose tendono ad adare avanti lo stesso, il che la rende ottima anche per esssere giocata da un solo giocatore e master a patto di fornire alleati come PNG e scalare un attimo il numero di incontri.

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