Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

Imporbabili crossover – Abdul Alhazred

Continuando la mia incursione nalla commmistione di genere con Ultima Forsan dopo aver citato il fondo scolari, e la possibiltà di avere nell’Italia macabra una porta di livello che conduca venrsio il mondo di Rarte (Kata Kumbas), non posso evitare un’incursione nel mythos. Ammetto che dalla mia laurea in poi qualsiasi gdr io faccia finisco per affondare a piene mni nei miti di Cthulhu, lo stesso Pathfinder ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho scoperto che Golarion stesso è intriso di trama oscura e cita a volte quelli che sono i veri dei, come Yog Shototh e Shub Nigurath.

Già nell’introduzone della campagna di Ultima Forsan che sto gicando non sono riuscito a resisere alla tentazione di piazzare lo Yellow Sign, il segno in giallo, ma sto meditando che forse si può fare di peggio… alla faccia dell’avventura a trama portante presente nel manuale di ambientazione per Savage Worlds che almeno in teoria sto ancora seguendo…

Parlando di personaggi che potrebbero anche aver poloato il passato del mondo di Ultima Forsan, ma che sicuramente lo proterebbero fuori da quello che è il tema originale del gioco mi viene in mente l’Arbao pazzo Abdul Alhazred, l’autore del Necronomicon inventato da Lovecraft. E l’evetuale esistenza di tale arabo porterebbe con se anche tutte le credenze di cui è fautore.

Abdul Alhazred, demonologo e poeta pazzo, nacque a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all’incirca nell’VIII secolo della nostra era.

Alhazred non seguiva la religione islamica, ma adorava strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog, Shub-Niggurath e Cthulhu.

Nella giovinezza esplorò le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Visse per dieci anni isolato nel deserto di Rub’ al-Khali (detto “Il Quarto Vuoto” dagli antichi arabi), circondato da spiriti malvagi (jinn).

Durante queste peregrinazioni Alhazred affermò d’aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città “dalle Mille Colonne”) e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell’esistenza di una razza pre-umana, di cui apprese i segreti e le cronache. In questo periodo avrebbe composto il famigerato “Distico Inesplicabile”:

« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e con il passare di strani eoni anche la morte può morire »

In vecchiaia si stabilì a Damasco, dove compose l’al-Azif (che in arabo indica i suoni notturni causati dagli insetti ma attribuiti alle voci dei demoni), più tardi noto come Necronomicon.
Coloro che maneggiano questo volume sembrano destinati a una tragica sorte, cui non sfuggì neanche l’autore, che èmorì divorato da una creatura invisibile alla piena luce del giorno nel 738, secondo il noto biografo del XII secolo, Ibn Khallikan, “venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente davanti ad un gran numero di persone pietrificate dal terrore”.

Ora inserire le creature del mito ci porta sicuramente fuori tema rispetto allelmento principe di Ultima Forsan che sono i morti redivivi ceati da un qualche misterioso fluido alchemico, percò non è neppure una commistione totalmente campata per aria visto che ne Decameron dei Morti stesso si accennna all’arabia come la forgia di demoni, draghi e creature ancora più mostruose e nessuno vieta di pensare che non siano solo le farneticazioni di un cavaliere che ha visto troppi fatti cruenti nella sua vita, ma magari veramente in arabia vi sono mostri del mito e con essi anche la perversa città di Irem.

Mi sa che a questo punto una breve letta al supplemento cthulu per Savage Worlds è un must.

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  1. Pingback: Ultima Forsam – Il cuore di San Malvasio | Iho's Chronicles

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