Giochi di ruolo, Kata Kumbas e molto altro ancora

* Personaggi e luoghi famosi di Rarte e Laitia

La zona dei castelli della Zolia

Una zona decisamente cupa della Zolia è quella che si estende dal Castel Foldagno fino alla Contrada di Imen. Questa zona paludosa è abitata dagli ultimi discendenti degli antichi uomini coccodrillo, infestata da stregoni e fattucchieri, covo di molti adoratori degli antichi dei, dei loro sacerdoti e dei loro templi, non sempre abbandonati.

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Carta geografica di Rarte – Aggiornata

[editi 20/9/2010] la carta geografica di Rarte realizzata da Putro è stata leggermente aggiornata spostando più a sud la città di Lhute e aggiungendo a nord l’indicazione del Mare Suebicum, per essere coerente con le descrizioni riportate nell’almanacco di Kata Kumbas.

Le descrizioni delle nazioni di Rarte non sono più presenti fra gli articoli di questo blog, ora potete trovare le versioni revisionate riunite per praticità di consultazione nel Primo Almanacco di Kata Kumbas scaricabile presso il Chimerae Hobby Group.

Potete scaricare la versione in pdf della carta geografica qui


Mappa delle paludi ad ovest di Cenziva

Questa è una mappa delle paludi a nord ovest di Cenziva, dove si è giocata una parte della vecchia campagna di K.K. dove da qualche parte è nascosta la cattedrale maledetta.

Trovate maggiori informazioni sulla cattedrale maledetta nei seguenti articoli

La cattedrale maledetta della città di Cenziva. – La storia

La cattedrale maledetta della città di Cenziva. – Note di ambientazione

La cattedrale maledetta di Cenziva

La cattedrale maledetta di Cenziva – Prologo – La notte di Semirade.

La cattedrale maledetta di Cenziva – Capitolo 1 – lo stregone

La cattedrale maledetta di Cenziva – Capitolo 2 – nelle paudi

La cattedrale maledetta di Cenziva – Capitolo 3 – La vecchia masseria

La cattedrale maledetta di Cenziva – Capitolo 4 – Anselmo da Atosa

La cattedrale maledetta di Cenziva – Capitolo 5 – Nella cattedrale del Rospo

La cattedrale maledetta di Cenziva – Epilogo – L’ancella

Il template della mappa è di Nedo della Community Italiana di Heroquest, recuperabile da sito di dark requiem (ultimo link in fondo)

http://darkrequiem.jimdo.com/download/altro/


Borghi ad est di Cenziva

Salve onorati membri della società, ho sentito molto parlare di voi e del vostro operato, per cui desidero darvi una mano date le mie conoscenze, se pure povere di dati scentifici, della zona est di Cenziva. Mi chiamo Shilvan Lodriona e ho esplorato a fondo i vari luoghi della via verso Dapova, ora ve li elenchero e descriverò. Spero che il mio aiuto sia di vostro gradimento, e spero inoltre che ricorriate ancora al mio aiuto in caso di necessità.”

Il borgho di Lorama

Procedendo da Cenziva in direzione est/sudest all’altezza del fiume Sinate sorge il borgo di Lorama, paese di mugnaii e di locande atte ad ospitare i viaggiatori. La piccola chiesetta di Lorama ospita le reliquie di una beata, tale Mamma Sora, che si dice avrebbe fatto in passato del bene per gli orfanelli. A Lorama vi sono ancora molte fattorie e campi, e si coltiva il grano che viene poi macinato dai 3 mulini ad acqua presenti in riva al Sinate. I contadini del luogo sono dei poveri bifolchi, per carità molto esperti sul grano, ma per il resto ostentano una cultura ed un limguaggio a dir poco puerile. Nella regione si parla infatti uno strano dialetto che io fortunatamente conosco grazie alla mia povera nonnina. “Parlare con un contadino senza conoscre il dialetto locale è come seminare il grano su una pietra” Mi disse l’0ste Toni, proprietario di una delle due osterie presenti in paese. Questo tale Toni afferma inoltre che tale Mario, proprietario anchegli di un’osteria, gli ruba continuamente i clienti, sfruttando la avvenente bellezza della figlia. Ho parlato anche con Mario il quale dice che in realtà è Toni a rubargli i clienti tramite strane pozioni fornitegli da una fattucchiera che ammalierebbero la mente. Cose da pazzi. Di interessante vi è inoltre l’antico convento, ormai abbandonato, nel quale si dice sia sepolto l’antico tesoro di Santa Purga. I bifolchi non osano entrare nel convento, e nemmeno io ho voluto entrarvi, non perchè spaventato dalla maledizione di Santa Purga sui profanatori, ma per aver scorto una creatura aggirarsi nei dintorni delle rovine, oserei dire che si trattava di un biro-biro, ma non ne sono sicuro.

Mappa di Lorama

Il borgo di Norile e le torri di guardia

Procedendo da Lorama per la via verso Dapova dopo un paio di miglia si giunge a Norile, borgo assai più piccolo del precedente. Vi sono un paio di fattorie, un allevamento di cavalli, una fucina (atta per lo più alla produzione di ferri di cavallo e zappe che ad armi) e la dogana. Infatti Norile si trova al limite della contea di Cenziva, e i doganieri controllano chiunque passi, facendo pagare ovviamente un dazio. Ho parlato con il vecchio oste, Timoteo, il quale mi ha riferito di una faida tra due famiglie per il possesso di un campo, a dire dell’oste ormai infruttuoso, che va oramai avanti da 30 anni. Io ho visto questo campo, chiamato “la terra incolta”, e devo ammettere che ha un aspetto tetro e sinistro, è interamente coperto dai rovi e strani luccichii si scorgono all’interno delle spine. Non sono rimasto li un minuto di più. Passando dal fabbro ho chiesto se era in grado di aggiustare un pezzo di ferro della mia vecchia balestra, ma dopo avermi domandato cosa fosse una balestra ho desistito. Ma l’aspetto più inquietante di Norile sono le due imponenti torri di guardia. Sebbene siano in disuso da tempo il loro aspetto è ancora solido e oscuro. Nessuno vi entra da anni e numerosi corvi si aggirano intorno ad esse. Molti parlano di spiriti intravisti all’interno delle torri, ma nei miei due giorni di permanenza non ne ho notati. Sono però riuscito ad intrufolarmi in una delle due torri scoprendo la presenza di un sotterraneo. Non ho osato andare oltre per via del forte tanfo che usciva da quel buco oscuro.

Mappa di Norile

“Questo è tutto signori, spero che le mie informazioni vi siano state utili, arrivederci a presto”

Shilvan Lodriona


Contea di cenziva seconda versione

Siamo ancora a livello di prove, il mio grande limite è la creazione di laghi e fiumi, visto che non ho mano e qualunque programma si usi alla fine vanno creati a mano. Nella versione finale i testi li inserirò usando open office perchè gimp offre funzionalità troppo limitate.


Contea di Cenziva – Landa delle Furenti Viole

Mappa della contea di Cenziva, versione di prova.


La riviera del Tremba – Prima parte

La riviera del Tremba si estende dal feudo dei Gonzavi, famiglia nobile dal dubbio passato e dall’incerto futuro, fino alla triste città di Oldo, nella Splendidissima Repubblica di Zevenia.

La zona è conosciuta per la lavorazione dei filati e delle calzature. In questa regione emigrarono maestri Casolari, espulsi per invidia dalla città di Zevenia

Inquietanti sono le storie che riguardano gli spiriti inquieti che la sera vagano nella zona importunando i viventi.

Venendo da Dapova , la prima città che si incontra è rocca dei Gonzavi, presidio della famiglia Gonzavi sulle pianure della Riviera. Assieme ad essa fanno parte del feudo anche, Busa dei Gonzavi, Peraro deli Gonzavi.e Capriccio dei Gonzavi che confina con le terre della Splendidissima.

Vi sono su voci e leggende di una strana contaminazione che affliggerebbe il sangue della famiglia Gonzavi da diciassette generazioni, retaggi di scriteriati incroci fra consanguinei, storie di incesto e forse accoppiamenti ancora più aberranti. Secondo queste voci il motivo per cui tutti sono vestiti di scuro e le donne totalmente perennemente velate è per non var vedere al volgo i segni della maledizione che affligge la loro carne.

Altri invece fanno notare come l’abbigliamento dimesso e riservato, sia solo un simbolo di modestia e rispetto da parte di una delle famiglie più pie e devote al Nuovo Culto.

Proseguendo oltre il feudo dei Gonzavi e inoltrandosi nella Repubblica Splendidissima si arriva Al margine del feudo dei Gonzavi si trova la maledetta villa Sanipi. La casa di campagna dell’omonimo doge di Zevenia, in cui si dice si sinao compiute stregonerie, orge e altri peccati innominabili, troppo oscuri persino per entrare nella leggenda.

Più oltre si trova Sofesi d’Arcoti, un paesino di agricoltori con molti campi e case sparse, che si dice casa della maga Zappina, un’incantatrice e fattucchiera, specializzata in filtri che si dice provochino l’impotenza maschile. Nessuno conosce il vero aspetto della maga, si sa solo che per incontrala è necessario parlare con l’uomo in nero, che attende le persone dotate di una volontà sufficientemente oscura nelle notti in cui almeno una delle lune di Rate è piena.