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Cronache – Dark Sun

Una guida per il giocatore alla regione di Tyr e la città di Urik… parte 2

Qualche mese fa ho pubblicato l’incipit della campagna che partirà a settembre, quelle che seguono sono lacune informazioni sulla gente che abita il simpatico mondo di Athas, la città Urik e Tyr.

Viste le premesse è chiaro che i maghi non sono visti bene, quanto agli elfi in questo gioco hanno una cultura simile a quella dei rom, si spostano in carovane, mercanteggiano e rubano.

Gli halfilng sono cannibali, i mezzi elfi sono i soliti odiati da tutti, i nani non hanno la barba e sono artigiani che vivono in superficie, stranamente non sono una razza morente ma stanno invece cercando di espandersi.

I tri kreen sono uomini mantide che vivono in genere ad ovest ma si spostano in branchi di caccia, le relazioni con loro sono al meglio difficili a causa delle profonde differenze morfologiche

Volendo ci sarebbe anche i mul o mezzo nano, un tracagnotto burbero completamente pelato e ostinato come non so cosa… l’incrocio fra nano e umano risulta essere una creatura sterile.

Gli dei sono o morti o scappati, ma di sicuro non rispondono più alle preghiere quindi i chierici venerano adesso gli elementi di Athas, alcuni invece desiderosi di potere, o forse pazzi, si votano ai re stregoni diventando templari. Chiaramente fra i chierici degli elementi e quelli delle città non corre buon sangue.

I domini delle potenze elementari e dei re stregoni sono i seguenti:

Fuco: Fuoco, Sole, Guerra, Distruzione

Acqua: Acqua, Guarigione, Fortuna, Protezione

Aria: Aria, Ammaliamento (Charm), Conoscenza, Pazzia

Terra: Terra, Animale, Viaggio, Forza

Re stregoni: Vuoto, Morte, Male, Legge, Inganno, Pazzia

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Una guida per il giocatore alla regione di Tyr e la città di Urik…

Le leggende raccontano che il mondo di Athas un tempo fosse un luogo rigoglioso, poi vi fu una guerra forse per colpa dei maghi o forse per colpa degli elfi, ma più probabilmente per colpa di entrambi. La magia distrusse quasi tutti gli animali e le piante del pianeta e forse anche molte delle creature intelligenti.

Ora il 90% di Athas è un deserto roccioso  nel quale attorno alle poche oasi sorgono accampamenti, villaggio città stato.
Voi siete originari della città di Urik, una delle più grandi città stato della regione di Tyr, chiamata con poca originalità come l’omonima città che sorge al centro della zona. Ci sono altre città nella zona ma non conoscete ne i loro nomi ne i loro signori.

La città di Urik è governata da Hamanu un potente stregone soprannominato il leone per i capelli biondi e la folta barba che somigliano ad una criniera. Hamanu si considera un grande guerriero e forse a ragione visto che è proprietario dell’unica miniera di ferro della regione e tutti devono comprare le armi da lui, in cambio di spezie, seta acqua, schiavi o vergini.
Ogni re stregone è oltre che un re anche un dio, venerato da centinaia di sacerdoti, i templari, in grado di compiere nel suo nome miracoli e prodigi.

Come tutte le città stato al suo interno sorge l’arena dove in occasione delle numerose festività indette dal re stregone si sfidano gladiatori in scontri feroci fra di loro o contro bestie del deserto.
L’economia di tutte le città stato è basata sul lavoro degli schiavi, sopra di essi vi sono gli artigiani e i mercanti, vessati dalle classi politiche dominati dei nobili e dei templari.


Dark Sun – Trecento elfi – L’oasi

Dopo altri due giorni di viaggio arrivammo nei pressi dell’oasi di Keld, e qui incontrammo sul nostro cammino un enorme mekilloth che si trascinava pesantemente sulla sabbia.

L’enorme creatura lunga quasi nove metri e ricoperta da enormi placche cornee si muoveva in modo erratico scuotendo la testa ed emettendo spesso pesanti sbuffi, probabilmente si trattava di uno dei mekilloth che giorni prima avevano trascinato il carro degli schiavisti nel deserto.

Dopo giorni solo nel deserto l’animale doveva essere divorato da un’immensa sete e aveva cercato di avvicinarsi all’oasi.

I mekilloth persino quando sono addestrati hanno un temperamento come minimo scontroso, quindi decisi di avvicinarmi da sola, con prudenza, e di fare ricorso a miei poteri psichici per sondare la mente dell’animale. Quando riuscii a toccare i pensieri dell’animale venni inondata da un misto di furia e disperazione che mi sconvolse. La creatura aveva tentato di abbeverarsi all’oasi ma qualcosa che aveva annusato nel vento lo aveva dissuaso, la sua compagna non aveva colto l’odore insolito e dopo aver bevuto era caduta in uno stato di agonia, che l’aveva portata alla morte.

Ora il mekilloth era infuriato per aver dovuto allontanarsi dall’acqua a causa del pericolo e il suo cervello di rettile non riusciva a comprendere la situazione.

Se ci fossimo avvicinati troppo avrebbe fiutato la nostra acqua e ci avrebbe sicuramente attaccati. Poiché eravamo troppo deboli e stanchi per poter affrontare la bestia inviperita, convinsi i miei compagni ad abbandonare lì una consistente parte delle borracce per raggiungere l’oasi. In ogni caso la mia magia ci avrebbe consentito di avere a disposizione una quantità sufficiente di acqua potabile.

Aggirato il mekilloth però scoprimmo che i nostri problemi erano appena cominciati. Io riuscii a purificare solo una minima quantità di acqua perché la sostanza di cui era impestata sembrava essere veramente diabolica e in più degli elfi scelsero di recarsi all’oasi proprio nel momento in cui vi stavamo anche noi.

Gli elfi sono nella migliore delle ipotesi delle dispotiche carogne, esseri nomadi che non distinguono la differenza fra truffare e mercanteggiare, rivendere e rubare e questi appartenevano alla stessa tribù che aveva assalito la carovana in cui io ero prigioniera.

Gli elfi ci confermarono che l’acqua era avvelenata e riversarono nell’oasi il contenuto di dei panieri che dissero avrebbero aiutato a depurare l’acqua.

Quando finalmente i nomadi si allontanarono raccolsi alcune delle erbe che avevano lasciato cadere per esaminarle. Quelli cialtroni potevano anche infinocchiare gli umani ma non un halfling nato nella foresta: le erbe gettate nel lago non servivano a depurarlo ma a renderlo velenoso.

Quegli esseri mi davano ribrezzo, non so cosa avessero fatto loro gli abitanti della zona, ma con quale coraggio potevano prendersela anche con creature innocenti come il mekilloth che giaceva morto ai margini dell’oasi?

Rikku

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Dark Sun – Trecento elfi – I predoni

I predoni si dimostrarono più amichevoli di quello che pensassi, una volta compreso che non avevamo nulla di valore e che potevamo essere difficili da uccidere. Ci dissero che un tempo la loro fonte di approvvigionamento dell’acqua era l’oasi del villaggio di Keld, ma da qualche tempo non riuscivano più ad ottenere l’acqua dai nani così ora derubavano gli schiavisti.Dopo la mia precedente disavventura con gli schiavisti non potevo che dare loro ragione nel voler derubare persone così deplorevoli.

Con i predoni si trovava anche un guerriero mago di razza elfica, di nome Jhot’Zhaif. Il parlare con lui mi fece venire in mente di non aver mai chiesto in tutto il viaggio il nome ai miei attuali seguaci, nonostante tutto sembrava che gli anziani avessero ragione a rimproverare la mia sconsideratezza.

Per sopravvivere al deserto serve trovare l’ombra, non conoscere i nomi, ma non di meno è buona cosa sapere con chi si viaggia. Il ladro era Ch’Ocral e il mull il fiero gladiatore Tat’Hord.

Ch’Ocral decise di dare una mano ai predoni a recuperare acqua, ma dopo il terzo viaggio si fece catturare, così io e Tat’Hord ci separammo dagli altri predoni e mentre questi fuggivano tentammo di salvare il ladro, inaspettatamente il mago decise di aiutarci mandando a dormire con la sua magia alcune delle sentinelle, io evocai il fuoco contro una tenda dell’accampamento e nella confusione seguente bastò uccidere poche guardie per scappare.

Poi decisi che ci saremmo diretti verso Keld, d’accordo forse a deciderlo è stato quel bruto torreggiante del mull, spalleggiato dall’elfo, ma effettivamente andare verso la più vicina riserva di acqua era una buona idea.

Rikku

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Darksun – Trecento elfi – Nel deserto

Probabilmente vagammo per più di una settimana nel deserto, io e gli altri schiavi alla disperata ricerca di acqua e ombra. Ad un certo punto presi nella monotonia del paesaggio roccioso e nello stordimento del caldo afoso perdemmo il conto dei giorni. Il deserto Athasiano può essere un assassino più pericoloso di una banda di Gith.

Per fortuna le mie abilità magiche mi permettevano di creare acqua sufficiente per evitare gli effetti della disidratazione, prestando attenzione a vagare la notte.

La maggior parte del tempo i nostri unici compagni erano gli insetti e i velenosi cactus del deserto roccioso. Ma una volta scorgemmo due arakoscha. I brutti uccellacci umanoidi se la stavano prendendo con un povero wezeer, una formica lavoratrice di intelligenza di poco superiore a quella animale. Lasciare che una così pacifica creaturina venga molestata non fa bene la mio karma, quindi convinsi i miei compagni di viaggio a scacciare gli uccellacci. In effetti sono un’ottima leader, i miei seguaci potevano ubbidirmi o morire disidratai.

Quando lo salvammo, il wezeer purtroppo era già moribondo per le troppe ferite, e io non riuscii ad ottenere lacuna informazione intellegibile dalla creaturina, salvo “acqua necessaria per li nido a nord”. Quindi decisi di recuperare la palla di cera che che stava trasportando e vedere se trovavo questo nido.

Non occorse molto perché incamiciassimo ad incrociare wezeer estremamente indaffarati a trasportare anche loro palle di cera. Seguendoli arrivammo al loro nudo, una serie di alcove costruite con la creata e guardate da bellicosi guerrieri, appena un pelo più intelligenti dei lavoratori. Le guardie del nido ci ringraziarono per aver riportato il contenitore dell’acqua, ma ci allontanarono dal luogo fermamente.

Due sere dopo incontrammo i predoni…

Rikku

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Darksun – Trecento elfi – Il carro in fiamme

Il giorno seguente accadde l’incredibile. Avevo appena finito una colazione a base di acqua torbida e pane raffermo quando da fuori giungono delle grida. Incredibile ma vero una tribù nomade ha deciso di assalire il carro in cui ero prigioniera. Bisogna essere folli o sconsiderati per assaltare un casso di mercanti trainato da mekillot inferociti eppure questi assalitori ci provarono gridando frasi ingiuriose contro il re di Urik e contro i mercanti a loro dire colpevoli di aver venduto loro fratelli di sangue.

Forse era la distrazione che cercavo per fuggire, liberate le mie mani con la magia liberai il mul e e il ladro paranoico, sembravano i due più promettenti per riuscire nella fuga, poi gettai agli altri il pugnale di selce mentre il ladro scassinava la serratura di una delle porte del locale in cui eravamo stivati.

Poi udimmo un boato fragoroso provenire dal fronte del carro che si fermò. Sentimmo le guardie gridare che era stato colpito l’asse e i mekillot stavano scappando. Senza indugiare ci gettammo di corsa nel corridoio e avemmo la fortuna di trovare il magazzino del carro dove veniva trasportato un carico di armi, per cui ci rifornimmo, armanti fino ai denti ora dovevamo solo cercare acqua e informazioni. Nella stanza successiva trovammo una mappa contenete la rotta del carro, diretto a Tyr. Facemmo appena in tempo a nascondere alcune monete di ceramica che venimmo circondati da un gruppo di elfi penetrato nel carro.

Non riesco a immaginare una situazione peggiore e più sfavorevole per il mio karma. Gli elfi sono creature egoiste e meschine, portate alla truffa e all’inganno. Sono pastori nomadi e mercanti, ma soprattutto ladri. Questi, appartenenti alla tribù dei Jura Dai, sembravano anche molto agguerriti.

Dopo aver bruciato il carro ci lasciarono solo due borracce d’acqua a testa per sopravvivere e poi se ne andarono.

Gli altri schiavi difronte alla paura della morte nel deserto decisero di ritornare a Urik anche se ciò significava tornare in catene. Noi decidemmo di inoltrarci nel deserto verso Tyr, poiché la mia magia poteva fornirmi acqua, ma prima esplorammo le rovine de carro ma recuperammo solo una certa quantità di carbone combustibile.

Mentre eravamo intenti nel recupero del poco ancora utilizzabile venimmo raggiunti dalle guardie sopravvissute allo scontro che ci intimarono di cedere loro l’acqua che avevamo potuto tenere. Dovemmo ucciderne metà perché decidessero che era meglio importunare altri schiavi.

Rikku

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Darksun – Trecento elfi. – La pellegrina

Il mio nome è Rikku e sono un’halflign.  Sì, una dolce e amabile ragazza dedita alla ricerca di benessere spirituale tramite la devozione della natura, la pratica dell’arte della spada e la diversificazione alimentare. Alcuni ci reputano antropofagi, ma io credo che sia un’accusa ingiusta, tutto è cibo e c’è una grande elevazione spirituale nel nutrirsi di qualcosa che si trovi al culmine della catena alimentare.

Gli astrologi sono timorosi, la cometa dell’Errante ha mancato la sua apparizione nei cieli di Athas da ormai 45 anni. c’è chi dice che si avvicinano tempi di grande travaglio e conoscendo gli umani, essi saranno molto probabilmente la causa o il motore di tali cambiamenti.

Quindi il saggi hanno decisero di mandare me, sacerdotessa e guerriera, alla ricerca di risposte sulle voci di problemi nella la città di Urik e Tyr, ritenendo che fossi ancora troppo vivace e lontana dal pieno raggiungimento del karma. A loro dire il viaggio e i rischi avrebbero fortificato la mia pazienza e temperanza.

Fu durate il viaggio devozionale alla città di Urik per ammirare le oasi e la foresta che la circonda, una delle poche zone versi rimaste nella regione di Tyr, assieme al Triangolo d’Avorio e alla mia zona natale la Foresta delle Montagne, che divenni involontariamente testimone di alcuni eventi che mutarono per sempre l’equilibrio di potere delle Terre Piane.

Ero arrivata nella città di Urik e dopo aver prestato omaggio alle tribù di miei simili che vivevano sotto l’egida del re guerriero Hamatur, detto il Leone, mi accingevo ad una visita turistica dell’abitato umano, un’esperienza che prometteva di ampliare i miei orizzonti.

Fu qui che due guardie della città molto poco simpatiche mi legarono e buttarono in un sacco, il tutto solo perché avevo morso la gamba di uno dei due poiché non volevo pagare il balzello per entrare sotto la protezione del Leone.

Per noi halfling abituati alle foreste e ai crinali dei monti, vivere costretti in ambienti chiusi o addirittura legati è una cosa che fa male al nostro karma. Quindi mi ritrovai sul carro di mercanti di schiavi, trainato da due enormi mekillot a pestare i piedi, sbuffando come una caffettiera, contando in continuazione i pochi passi che le corde mi consentivano di fare, in compagnia di un ladro psicopatico che temeva lo volessi magiare e di un mul taciturno.

Provai al liberarmi dalle corde grazie alla magia, ma il mul rifiutò di essere liberato anche lui per darmi una mano, sostenendo qualcosa sulla futilità di una fuga per qualcuno nato in schiavitù.

In effetti una guardia mi bloccò subito, la uccisi ma poi ne arrivarono le altre assieme ad uno psionico che mi costrinse a rilegarmi da sola e poi mi pestarono violentemente.

Se non altro riuscii ad appropriarmi del coltello di selce della guarda uccisa. Scappare non sarebbe stato facile, dovevo trovare un diversivo e conquistarmi l’aiuto fra gli altri schiavi almeno del ladro e del mul.

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