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Cronache – Love Behind the Age of Cthulhu

Love Behind The Age of Cthulhu – Il covo dei banditi

Il mattino successivo, seguendo le indicazioni dello sceriffo ci siamo recati nel covo dei briganti.

Attraversando i boschi abbiamo incontrato degli orrendi canidi indemoniati. Le bestie sapevano parlare e dal nostro odore erano state in grado di capire che conoscevamo Mikah’El. Senza neppure sapere perché fossimo li le bestie avevano deciso che il solo fatto che conoscessimo quell’uomo era sufficiente per volerci morti.

Naturalmente furono le bestie a fare una brutta fine impalate sulla spada mia e di Willas. I collari che portavano, decorati con ossicini di pollo, facevano presumere che fossero bestie da guardia dei briganti.

Arrivati nel covo restando furtivi abbiamo preso il cavallo che ci interessava e siamo fuggiti prima di allertare le guardie. Baxos voleva invece entrare per recuperare il sale che i briganti ci avevano rubato. Per dissuaderlo da questo suo attacco di stupidità ho rifilato al mutante un colpo di spada di piatto, magari la prossima volta dovrei direttamente tagliarlo in due.

Alcuni briganti ci hanno però inseguito e dopo averli uccisi ci siamo presi i loro cavalli.

Poi siamo tornati da Mikah’El. Fu con sorpresa che scoprii che aveva addosso le vesti dello sceriffo invece di quelle sontuose del giorno prima. Ci disse che lo sceriffo si era pentito della sua condotta empia e aveva deciso di andare a vivere nel deserto vestendosi di pelli di animale e mangiando quello che trovava. Gli aveva donato i suoi vestiti e Mikah’El aveva accettato il dono, vendendo le sue vesti precedenti e facendo elemosina agli orfani del villaggio con il ricavato. Decisamente Mikah’El è uno stolto, con quei soldi si potevano comprare armi o provviste, non c’era bisogno di sprecarli con una banda di monellacci.

Comunque ora in sua compagnia e con una pietra maledetta al seguito siamo pronti a proseguire verso Carcosa e il pozzo di Agen, secondo una vecchia mappa che abbiamo trovato nella biblioteca del villaggio dovrebbe trattarsi del numero 17…

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Mikah’El

Disse di chiamarsi Mikah’El e di essere un viaggiatore, che veniva da Saba, al di la del mare. Per quanto ricordassi io, prima della caduta dell’egemonia Saba era una città fantasma, che secondo molti non esisteva neppure. Decisamente durante il mio letargo, nell’ultimo secolo, ne erano successe di cose strane.

Mikah’El chiaramente dal portamento e dal modo di parlare apparteneva come me ad un’epoca precedente alla rinascita del mondo. Faceva strani accenni, pareva sapere “cose” eppure chiaramente non era ne un automa ne un replicante, anzi venne fuori che conosceva pure la magia. Cianciava in continuazione di missioni, compiti, doveri e obblighi. Sebbene lo negasse, dal fare risaputo con cui ne parlava si capiva che sapeva molto riguardo ad Azaliah, anche se non pareva apprezzare quell’argomento di discussione.

Sebbene sembrasse perfettamente in grado di difendersi Mikah’El si era fatto derubare di una gemma da dei briganti e ora cercava qualcuno che la riportasse indietro. Lui aveva fatto un qualche assurdo voto per cui non avrebbe ucciso degli esseri umani, se non in casi di estrema necessità, e quindi aveva lasciato la gemma e il suo cavallo ai briganti, visto che questi non parevano intenzionati ad ucciderlo se lasciava loro i suoi beni.

Naturalmente a complicare le cose venne fuori che la gemma era maledetta e conteneva lo spirito di un demone e il fazzoletto in cui era avvolta era un sigillo per non farlo scappare. Il fazzoletto era protetto da un incantesimo di dimenticanza per cui appariva uno straccio sgualcito e a meno di non cercarlo attivamente sfuggiva all’occhio umano.

In cambio dell’aiuto Mikah’El era disposto a pagare bene e a viaggiare assieme a noi fino a Carcosa. Ci sconsigliò di visitare il pozzo di Agen, era un luogo infestato da mutanti e da cose ancora peggiori.

Dopo aver parlato con Mikah’El siamo andati dallo sceriffo per farci dare qualche informazione su dove fosse il covo dei briganti, ma questi non pareva intenzionato ad aiutarci fino a quando Mikah’El non gli ha parlato facendogli cambiare in un attimo atteggiamento. Lo sceriffo prima scontroso, dopo che Mikah’El gli ebbe chiesto cortesemente di aiutarci iniziò a profondersi in una miriade di informazioni su dove trovare i briganti. Chiaramente quell’uomo possiede una grande stregoneria. La sola idea che la stregoneria esista è una delle cose che disturba di più la mia mente artificiale.

Il luogo aveva anche una biblioteca e io e il matematico decidemmo di dare un’ occhiata ai libri prima di andare a dormire, mentre quell’ignorante di Baxos bighellonava per le stradine dell’abitato.

Anche la biblioteca era alimentata da energia elettrica e dovemmo concedere una lauta “mancia” al custode perché questi andasse a rifornire di ulteriore gasolio il gruppo elettrogeno che alimentava l’edificio. Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa è il modo in cui il bibliotecario ha offerto il gasolio all’alimentatore della biblioteca come se si trovasse difronte all’altare di un dio. Questi umani prendono troppo sul serio la questione degli Dei d’Acciaio.

Stranamente anche Tzhoggath/Willas decise di venire a guardare i libri, cercando tutti quelli pieni di figure. Nei libri riuscimmo a trovare alcune informazioni su Azaliah. Si trattava di un angelo caduto, che prima di essere stata scacciata dall’unico Dio presiedeva il dominio della guarigione. Addirittura alcuni testi sostenevano che si fosse allontanata di sua spontanea volontà da ciò che i libri chiamavano “la grazia  dell’Altissimo”.

Qualunque cosa sia questa grazia, chiaramente la tipa è una ragazza poco raccomandabile.

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Memorie del passato

Il villaggio può anche essere un buco per topi, ma trovandosi su una strada commerciale che porta dall’entroterra verso Carcosa e poi ai porti di mare la sua taverna è estremamente affollata e ben fornita.

Anche adesso con qualcosa di forte in corpo le memorie del passato sono dure a morire. Mesi fa quando ero ancora solo un cubo di silicio e plastica connesso al sapere delle intelligenze artificiali non avrei mai immaginato di acquisire il corpo di un replicante rinchiuso nel sarcofago di un’antica regina di una civiltà precolombiana e in questo modo perdere tutto il mio sapere.

Mio malgrado sono rimasta coinvolta in una missione sucida per uccidere Zargon, un grande antico che veniva venerato da una civiltà perduta, in una discesa sempre più folle e incresciosa nei sotterranei di una piramide dimenticata dagli altri dei e dagli uomini.

Dei sopravvissuti di una carovana che si erano rifugiati in quei luoghi, solo in tre scampammo alla morte in tale folle impresa.

Io, ora più forte e determinata ad avere vendetta tanto verso gli uomini quanto verso gli Dei d’Acciaio, entrambi colpevoli di avermi abbandonato, sia nel mio corpo metallico che in quello organico attuale.

Vincenzo Maculano da Fiorenzuola, un prete fanatico devoto a Tsathoggua che si avventurò nelle caverne in cerca di vendetta per la morte del suo seguace e forse amante frate Pedro. Probabilmente ha trovato il suo destino in quei cunicoli infernali e forse ora infesta il corpo di Willas/Thzogguath.

La nobile Ociba che scaricò su di me l’obbligo di ritrovare Azhalia, un angelo caduto, e farlo ritornare al servizio dell’unico Dio. Come se di tutto ciò mi importasse qualcosa. Ma compiere tale missione è l’unico modo per sciogliere il controllo mentale che il chip nel mio cervello le fornisce.

Ora a quanto sembra Zargon è di nuovo vivo e sono sempre più sicura che Thzogguath sia posseduto dallo spirito di Vincenzo. Pare che il cerchio si stia chiudendo e dopo tanto viaggiare per allontanarmi dall’impero coloniale probabilmente anch’io accompagnerò questi disgraziati a ritornare laddove tutta questa follia è cominciata.

Fra i vari mercanti e tagliagole di infima reputazione spiccava un uomo biondo e di alta statura che indossava abiti particolarmente eleganti. Il suo era l’unico tavolo vuoto, che occupava in gran parte con gli strumenti per affilare e ripulire la sua magnifica spada, il che mi sembrò quasi incomprensibile visto che molti avventori stavano cenando in piedi.

Stanamente l’uomo ci invitò a spostarci e sederci a bere con lui.

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Strade infestate da banditi

Poco dopo aver lasciato i domini di Yusdrail siamo stati attaccati da una banda di briganti e manigoldi che prima di scappare ci hanno rovinato il carretto, ucciso il mulo e rubato il sale. Siamo riusciti a uccidere uno degli assalitori il quale portava al collo una collana di zampe di gallina, quasi sicuramente il simbolo di quel clan. Quell’imbecille di Baxos ha assolutamente voluto mettersela addosso.

Abbiano così dovuto continuare a piedi mentre io tiravo il carretto. Per fortuna i miei creatori mi hanno veramente dotato di una forza e una resistenza smisurata.

Verso sera siamo arrivati ad una piccola cittadina rurale di cui era stato smarrito il nome. Gli abitanti, capeggiati da un insopportabile sceriffo, parevano tutto fuorché cordiali, soprattutto dopo aver notato che Baxos portava una delle collane dei briganti. Il mutante si era già fatto sparare dagli uomini della regina Yusdrail e ci mancò poco che questa volta facesse ammazzare anche noi. Per fortuna Tzhoggath/Willas in uno dei suoi momenti di follia aveva preteso che tenessimo il cadavere del bandito e potemmo quindi dimostrare che non eravamo alleati con loro.

Poi ci siamo recati a mangiare un boccone alla locale taverna. Il luogo aveva addirittura l’illuminazione elettrica funzionante, si vedeva che il villaggio era attraversato spesso da mercanti facoltosi nella strada verso Carcosa. Ho bisogno di bere qualcosa di forte per scacciare l’idea Zargon, un incubo che credevo relegato al mio passato che sta al di la del mare sia resuscitato e che il mio viaggio mi sta avvicinando al lui nuovamente. Mi domando del lo spirito che sembra infestate Tzhoggath in questi giorni non sia in realtà l’inquisitore Vincenzo… l’ultima volta che lo avevo visto era vivo ma da allora sono passati mesi… e si era messo in testa di andare da solo a massacrare gli uomini lucertola.

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Ora seguiamo un folle

La notte di CROATOAN si è conclusa. Siamo sopravvissuti all’orda degli zombie. Assieme a lady Neira siamo fuggiti dalle rovine brucianti di Coline de Chene e ci siamo rifugiati nel covo della regina Yusdrail, pagando il nostro ingresso con la vita della nobile.

La regina ha apprezzato l’umorismo insito nel fatto che la donna che l’ha esiliata sia sopravvissuta agli zombie solo per essere poi uccisa per mano sua. Se è per questo Yusdrail avrebbe voluto uccidere anche Baxos, il mutante. In effetti nessuno di noi aveva pensato di spiegare a quel ladruncolo quanto Yusdrail odi i mutanti.

Qui è ricomparsa anche Hira, la sacerdotessa Cindiceana, miracolosamente scampata al rogo di Coline de Chene nuovamente in se dopo lo stato catatonico in cui era vissuta per giorni, ma più folle di prima. Ha profetizzato la rinascita del dio Zargon, e quel pazzo di Tzhoggath/Willas si è messo in testa di voler attraversare il mare e andare nell’Impero Coloniale Rinato, a quanto sembra una delle personalità che lo possiedono ha dei conti in sospeso con tale divinità. Mi chiedo chi abbia fatto la fatica di attraversare il mare per invasare il corpo di un simile folle. Riguardo al monaco devo essere onesta, ma non ho ancora capito chi fra lui e la bestiaccia che gli siede sulla spalla sia il topo e chi l’umano.

Gli altri sciancati con cui ho a che fare sembrano voler dare corda al monaco. Non ho abbandonato quello schifo di luogo dove sono rimasta intrappolata per quasi un secolo in un sarcofago solo per poi esservi trascinata di nuovo da un pazzo. Inoltre aver combattuto una volta contro Zargon è stato più che sufficiente e non voglio dover reincotrare Ociba.

Se non altro la strada più veloce per giungere ad un porto da Coline de Chene passa per Carcosa, dove si trova il pozzo di Agen nel quale è rinchiusa la donna che devo liberare, quindi la mia missione non è a rischio. Se tutto va come progetto presto sarò libera dal controllo della Nobile Ociba e poi… beh, poi troverò sicuramente qualcosa da fare che includa la distruzione di quante più cose e persone possibile.

Per il viaggio la regina Yusdrail ci ha gentilmente fornito un carretto trainato da un mulo zoppo, unico superstite del villaggio di Coline de Chene, e un sacco di sale, che di questi tempi nel mondo civilizzato ha un enorme valore. Un dettagli che è meglio che la regina continui ad ignorare.

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – La rinascita di un dio

Dopo essere scappato dal villaggio ho deciso di rifugiarmi fra i derelitti della regina Yusdrail, le rovine mi parevano un luogo molto più sicuro di un villaggio marchiato da uno dei sigilli dell’apocalisse. Quello che non sapevo era che le persone che avevo seguito per tutto il mio viaggio si erano recate proprio nel villaggio da cui ero scappato.

Ero intenzionato a lasciar perdere la mia ricerca per comprendere i portenti e gli avventi della profezia della quale avevo assistito a una prima manifestazione e stavo stramaledicendo la civetta che continuava a seguirmi, quando i derelitti ricomparvero anche loro nella Cittadella Senza Sole. Erano sopravvissuti ad una notte da incubo in cui le persone si erano comportate in modo irrazionale e i morti si erano rianimati, al prezzo dell’incendio dell’intero villaggio. Azione che non pareva essere dispiaciuta a nessuno.

Avevano combattuto contro una creatura inumana che conosceva i segreti della quarta dimensione. Il suo nome, Palmer Eldritch, risvegliava in me oscure reminiscenze. Avevano inoltre portato con loro lady Neira, che Yusdrail decapitò con grande piacere per regolare qualche vecchio conto in sospeso con la nobile.

Con loro dopo la morte del nibelungo c’erano altri due loschi tipi.

Il primo era mutante incontrato prima che il villaggio impazzisse che venne accolto dai derelitti della cittadella, che odiano tutti i mutanti, a colpi di fucile.

Il secondo era un matematico imprigionato da Lady Neira e fuggito con gli avventurieri.

Gli avventurieri dissero che hira era rimasta vittima di allucinazioni mistiche e probabilmente non ce l’aveva fatta. Il gruppo rimase nella cittadella una settimana, in attesa di riprendere le forze. Ebbi così la possibilità di vederli per la prima volta di persona e devo dire che non parevano ne imponenti ne destinati ad alcun che di grande. Sebbene non parlai direttamente con loro ebbi modo di scoprire che Willas\Thzoggat era preda di crisi isteriche e personalità multiple, Tessa era ossessionata dal liberarsi dal controllo della Nobile Ociba, Baxos era solo un delinquente di mezza tacca, che non si rendeva conto che un mutante deve tenere un basso profilo per restare vivo. Solo il matematico sembrava avere tutti i neuroni connessi, per ora.

Quando qui derelitti stavano per ripartire riapparve anche Hira, miracolosamente scampata all’incendio, che ora andava in giro profetizzando la rinascita di un grande antico, Zargon, avvenuta al di la del mare. Stranamente la notizia mise in Willas in eccitazione, una delle sue personalità deviate sembrava avere memorie prescienti di tale creatura, ma non vale nemmeno la pena di comprendere le farneticazioni di un rinato.

Quanto a me ho sparato alla civetta, mandandola al creatore. Ho finito di essere il burattino degli dei, intendo passare il resto della mia breve vita a bramare la concupiscenza con la donna proveniente dalle terre al di la del mare. Mi ha promesso il piacere del suo corpo, in modi che sono stati dimenticati negli ultimi 6000 anni, se la aiuterò a tornare nel suo mondo Natale. Le arti che vengono insegnate alle sacerdotesse Cynidiceane a quanto sembra fanno sembrare le discepole di Derketa delle educande. Potrei forse incorrere nell’ira di Yusdrail e Turplino, ma le possibilità della mia famiglia dovrebbero consentirmi di completare il mio compito facilmente. Pochi giorni e potrò concedermi il piacere di violare il suo corpo, mentre viaggeremo assieme verso l’Impero Coloniale Rinato…

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Love Behind The Age of Cthulhu – Agen 02

La visione degli ibridi fra macchina ed esseri organici creati dagli dei di Asgard che facevano la guardia al pozzo di AGEN è stato troppo per la mia sanità mentale e anche per quella del nibelungo, che si è lasciato esplodere contro uno di essi, ponendo così misericordiosamente fine a quella che sarebbe stata altresì una vita destinata alla follia.
L’ultima cosa che ho sentito prima di urtare accidentalmente la sfera di cristallo ed essere liberato dalla malia delle sue visioni è stata la voce metallica di uno degli automi che diceva che Palmer Eldritch era da poco uscito dal pozzo di Agen ed era ora diventato meno che dio ma più che uomo.
In seguito uscendo a prendere una boccata d’aria ho trovato un albero con una scritta incisa sopra: CROATOAN. In passato, molto prima della rinascita del mondo e persino prima dell’egemonia, ogni volta che quella scritta era stata incisa nell’albero di un villaggio la gente era morta o scomparsa in circostanze misteriose.
Una volta tornato nella locanda mi è capitato di parlare con un uomo schizzato di nome Cick, che o ha bevuto troppo liquore tagliato con la cannabis o è completamente invasato dai demoni.
Dopo due eventi così infausti ho deciso di correre nuovamente qui in camera, impacchettare le mie carte e mettere quanta più distanza possibile fra me e questo villaggio chiaramente maledetto.

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