D&D Next – alcune riflessioni

Di recente ho temporaneamente abbandonato Pathfinder per passare a giocare alla quinta edizione di D&D, ovvero D&D Next.

Dopo un mese di esperienza e la fine della prima parte della campagna della tirannia dei draghi provo a dare una valutazione dell’esperienza.

La quinta edizione di D&D da una leggera strizzatina d’occhio alla prima e seconda edizione di AD&D nel tentativo di riprendere alcuni appassionati retrò e quindi ci troviamo ad avere un sistema di classi e di combattimento leggermente semplificato rispetto alle due versioni precedenti.

La crescita dei personaggi in D&D Next è più graduale e per gli incantatori si hanno meno incantesimi bilanciato dal fatto che gli incantesimi di livello zero hanno un peso maggiore rispetto ad una volta. Nel complesso le classi ora sono più bilanciate e pare che i personaggi migliorino senza diventare uber, per contro anche cose come i coboldi partono al primo livello come vere macchine di morte e in numeri consistenti potrebbero impensierire gli avventurieri molto a lungo.

In concetto di proficency una volta che ci si è abituati funziona meglio di quello che pensavo inizialmente, quando non mi aveva convinto del tutto. Mentre una volta le classi avevano progressioni diverse per tiri per colpire e tiri salvezza ora queste caratteristiche sono sparite sostituite da un bonus generale che varia da +2 fino ad un massimo di +6, ciò che distingue le classi è quindi in cosa sono brave più che quanto sono brave.

D&D Next introduce anche concetti di background, convinzioni, fobie ecc… presi da giochi di approccio non classico, però alla fine il tutto si riduce semplicemente nell’assegnazione di due skill aggiuntive e un sesto della scheda del personaggio occupato da informazioni di “flavor”, se si voleva seguire quella strada si poteva fare di più e meglio.

La personalizzazione del personaggio è dove secondo me il gioco è carente. I talenti sono diventati una regola facoltativa, il manuale base presenta solo due o tre opzioni per classe (che ricordano i vecchi kit di AD&D e sono onsetamente più chiari rispetto all’approccio adottato da Pathfinder, sebbene la sostanza non vari molto), abbiamo attualmente solo due source book usciti che diano ulteriori opzioni per i giocatori di cui uno (Xanathar’s guide to everything) uscirà il 21 novembre

Diventa quindi necessario attingere dal materiale di Unearthed Arcana il quale però è sparpagliato e soggetto nel tempo a revisioni.

Nel complesso su D&D Next mi sono fatto l’idea di un bel gioco, più semplice di Pathfinder, ma incompleto e con un supporto che sarà temo lento e carente, se confrontato con il gioco della Paizo, motivo per cui penso che nel lungo periodo resterò comunque legato a Pathfinder.

 

 

Il Signore di Ravenloft

Questo librogame mi manca e quella segnalazione potrebbe essere una buona opportunità per rimediare e aggiungere un altro pezzetto alla mia collezione.

Facilmente può essere migliore rispetto alla media dei librogame di AD&D (dopo un paiono  di delusioni avevo scartato la serie) anche grazie ad un’atmosfera al contorno di tutto rispetto.

Mi domando se è all’altezza di titoli come Bloodsword e Sortilegio

Plutonia Publications

Ravenloft

Ravenloft è un’ambientazione gotica per il gioco di ruolo Advanced Dungeons & Dragons.
Si tratta di una dimensione parallela governata da misteriose nebbie, un mondo composto da reami a sé stanti, che solo apparentemente formano una geografia “ordinaria”, ma che di fatto rappresentano in tutto e per tutto le prigioni di potenti creature malvagie, prelevate dalle Nebbie dai loro mondi d’origine, e condannati a governare in eterno su piccoli regni di cui sono i sovrani assoluti, ma anche i prigionieri sempiterni.
Strahd Von Zarovich, conte e vampiro, è la versione AD&D del conte Dracula, così come il suo reame, Barovia, è lo specchio della Transilvania immaginata e descritta da Bram Stoker.
Oltre a essere il protagonista principale del setting Ravenloft, di cui ho già parlato diverse volte sui miei blog, Strahd è anche l’arcinemico di uno dei migliori librogame mai pubblicati: Il Signore di Ravenloft.

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Denizens of Ravenloft

Negli anni novanta la Ral Pharta produceva miniature per varie serie di AD&D, fra queste vi era anche Ravenloft.  Ieri mentre mi trovavo in un negozio di modellismo a Thiene mi sono  imbattuto  in una copia di Denizens of Ravenloft,  una scatola di cartoncino contenente dieci miniature appunto per Ravenloft, fra cui Azlin il lich, Strahd von Zarovich e lord Soth.

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Non ho potuto resistere alla tentazione di prenderlo ed ecco alcune foto.

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Bottino di Lucca

Torno da lucca con un regalo di compleanno che è costato una cifra certo non irrisoria ma neppure astronomica come certe oefferte su ebay: una scatola di Dungeons & Dragons del 1991 (quando ancora lo pubblicava l’editrice giochi) da agigungere alla mia collezione di materiale vintage. La mia scatola rossa è un po’ distrutta e con il manuale sbrindellato, quindi avere un manuale ufficale in buono stato per i livelli base, da affinacare alle scatole Expert, Companion e Master, non è male.

dungeons-and-dragons-board-gamePersonalmente preferisco il D&D base alla versione Advanced che trovo una complicazione affari semplici, le regole aggiuntive di Advanced D&D non danno poi tutta questa maggiore profondità al gioco, mentre nella mia esperienza spesso lo hanno rallentato.

Onestamente D&D ha la sua età e io non sono un appassionato Old School, ma avere in casa questa vecchia gloria mi da certamente un senso di soddisfazione, sebbene generalemtne continuerei a giocare a Pathfinder.

 

Parlando ancora di Planescape

Cold eyelids that hide like a jewel

Hard eyes that grow soft for an hour;

The heavy white limbs, and the cruel

Red mouth like a venomous flower;

When these are gone by with their glories,

What shall rest of thee then, what remain,

O mystic and sombre Dolores,

Our Lady of Pain?

Complice la connessione dell’hotel dove sono in vacanza ieri l’ articolo su planescape è uscito senza alcuna immagine  allegata, il che è un peccato poichè la grafica è uno dei punti forti di questa ambientazione per la quale in effetti AD&D era un regolamento troppo legnoso.

In effetti prima di parlare di come utilizzare Planescape con le regole di Pathfinder e fare una lista di manuali bisognerebbe inquadrare le caratteristiche essenziali del  setting che si vuole giocare. Poiché c’è chi lo ha già fatto molto bene vi rimando a questo articolo del lontano 2010 apparso su strategie evolutive.

Kit di sopravvivenza per Planescape

Di recente No’Akei mi ha proposto di provare a prendere in mano Planescape, si intende giocatori dell’oratorio dei Carmini permettendo…

La base: Pathfinder, la guida al giocatore e la guida al combattimento, probabilmente anche la guida alla magia visto che qualcuno potrebbe voler fare il magus. Il Bestario 4 perché non posso resistere all’idea di inserire il sommo Cthulhu.

Technology guide e Numeria sono un’interessante aggiunta per invogliare anche i giocatori che dicono bello Numenera ma io voglio xp per l’uccisione dei mostri.

Planeskape Campaignsetting per la seconda edizione di AD&D

Manual of the Planes per D&D 3.5 torna sempre utile

Le due avventure per AD&D The Great Mordron March e Dead Gods costituranno il “core” della campagna, bisognerà poi aggiungere altre avventure di intermezzo perché  la campagna non è fatta di avventure consecutive.

Un set di dadi viola e uno antracite presi in vacanza completano il corredo perché non posso onestamente cimentarmi con un mostro sacro dei campaign setting utilizzando i Dadi multicolore della scatola rossa di D&D e i dadi rossi e blu spaiati che usavano un tempo i miei fratelli, o peggio ancora l’illeggibile set puntinato di No’Akei. Volevo mettere una foto dei dadi, ma il tablet e la connessione dell’hotel non collaborano.

Infine a ottobre ci saranno le miniature in bones dei demoni della Reaper che torneranno utilissime se giochiamo.

Seconda partita a Darksun

Venerdì abbiamo nuovamente giocato a Darksun, due giorni di fila di partite a D&D / Pathfinder non accadeva da credo un anno.

Questa volta abbiamo usato le miniature e le tiles della wizards.

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Dopo mille vicissitudini rikku è finalmmete arrivata nella città di Tyr.

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Nell prima taverna che incontra ha subito una zuffa con i Templari.

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Una volta nel mercato degli elfi le cose si scaldano fino al punto che Rikku finisce arrestata.

P_20140502_171019_1Un halfing con una pantera è un ottimo schiavo gladiatore, ma Rikku è estremamente indisciplinata e finisce in cella, dove naturalmente scoppia l’ennesima zuffa per futili motivi.

Va detto che Rikku ha sempre fatto l’impossibilità dall’inizio dell’avveturanper evitare i casini, purtroppo in Darle un sono i casini a cercare i giocatori.

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Arriva finalmente il momento della pausa con i muffin preparati da No’Akei.

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L’ultimo scontro della giornata vede Rikku intenta a salvare due Nobili dall’ira diRe Kalak, il che ha fatto diventare lei è la sua pantera nobili e i nobili degli schiavi.

Ora però Rikku ha bisogno di un sacerdote che la curi dal livello negativo inflittolea un Tembo e il titolo nobiliare è arrivato senza alcun appannaggio da parte del re, perciò l’halfling è povero come prima anche se libero.

Riprende Darksun

Ieri ho ripreso dopo anni a giocare nel “mondo del sole nero”, non con le regole originali di Darksun per AD&D 2, ma con un adattamento per Pathfinder versione E6 (ovovero con solo 6 livelli e poi si avanza con i talenti), del quale ormai sono un estimatore.

Per una serie di motivi lunga da spiegare anche questa volta la campagna sarà un 1 vs 1, io contro la fidanzata. Per ora Camelia Farnese è in pausa in attesa di capire se il personaggio diventerà un vampiro, riuscirà a scappare da una situazione molto pesante o ci saluterà per sempre, anche se le sue avventure proseguiranno in questo blog ancora per mesi.

Per ora si è giocato attorno ad un tavolo, vedremo se la partita di Darksun proseguirà così o se in futuro ci trveremo via Skype.

La protagonista principale è Ricku, un halflig druido, incaricata di andare in cerca di informazioni su una misteriosa cometa che è in ritardo nel suo passaggio di ben 45 anni. Assieme al suo “gattone” Nashira la ragazza è già riuscita ad entrare in una quantità di casini abnormi, in meno di una settimana. E’ diventata amica di un druido, ha salvato un’oasi e un villaggio, ha trovato una spada magica della quale deve scoprire la storia e si è inimicata un’intera tribù di elfi.

L’avventura riprende da dove ci eravamo interrotti anocara anni fa qui. Il bello è che la fidazata non ha letto la pentalogia del prisma, quindi i prossimi mesi per lei saranno tutti una sorpresa.

In questo periodo c’è anche una campagna in corso al Thuderdome, il club di gdr dei Carmini, ma poichè sono già in sette e non sono in genere entusiasta di fare il giocatore, ho deciso di rinunciare.

La chiave della terra – Avventura per Darksun

Con l’arrivo delle vacanze natalizie ho iniziato a leggere le avventure per gdr disponibili sul sito di Dragon’s Lair e ho iniziato con una piccola chicca per D&D, una delle poche avventure per Darksun che io abbia mai trovato in rete:

La chiave della terra

Ideazione e Sviluppo di  Daniele Durì

Disegni si Marco Celegato, Sara Scaini, Giulio Dorigo

Anno 1995

Sistema di Gioco AD&D / Darksun

È abbastanza difficile trovare avventure per Darksun, un’ambientazione per Dungeons and Dragons non tradotta in Italia, quindi ancora di più in italiano. Va sicuramente dato credito all’autore per essersi cimentato in questa ardua impresa.

La storia riguarda la ricerca di un artefatto creato in una città libera, che è andato sepolto con la città stessa e che avrebbe la possibilità di rendere fertile la terra di Athas. Logicamente i re stregoni vogliono trovarlo e tenerlo per loro.

L’idea è molto suggestiva, ma introdurre un simile oggetto di potere in un mondo devastato da un olocausto post guerra di magia rischia di avere un effetto a valanga su un un campaign setting desertico.

L’avventura a mio pare riporta la giusta quantità di durezza per un’avventura ambientata nel crudo mondo di Athas e mi piace l’idea di strutturala per eventi e non a mappa, ma come molte avventure dell’epoca ha il grosso difetto che i PG sono sempre chiamati amici da tutti coloro che potrebbero interagire pacificamente con loro.

Chi ha scritto l’avventura non conosce per altro molto bene la storia di Athas visto che ha inserito l’idea che qualcuno abbia rubato la lente Nera a Borys di Ebe, quando dopo la trasformazione di Borys in drago la lente era andata persa. Il che vuol dire non aver letto l’Oracolo di Ossidiana, uscito nel 1993.

Nel complesso l’avventura è gradevole e secondo me vale la pena di giocarla, ma per il suo utilizzo penso che aggiungerò un maggior numero di incontri e cambierò alcune cose come il potere della chiave e il ruolo dell’Alleanza velata e della città di Iris in tutto questo.

Progetti per il futuro

Il tempo è tiranno e ne sto progressivamente dedicando sempre di più al mio lavoro quindi è ora di fare un bel post per capire dove potrebbe andare Iho’s Chronicles nel futuro.

Al momento avrei da finire di scrivere le avventure di Camelia Farnese che sono state giocate ancora ad inizio dell’anno. Ho finalmente concluso la parte relativa alle due vecchie avventure per AD&D “Castle Spulzeer” (un tempo scaricabile gratuitamente dal sito della Wizards) e Antico terrore.

Giocare con le regole di D&D 3.5 / Pathfinder due avventure anni novanta oggi mi fa un po’ sorridere… la prima avventura mostrava una certa “ingenuità” nel presentare emeriti sconosciuti che trattavano gli avventurieri come amici per il solo fatto di essere tali e la figura della sacerdotessa in disgrazia che infestava il villaggio di Moonheart secondo me, dopo una perfetta introduzione che poteva portare a spunti drammatici viene infondo trattata con troppa superficialità solo come l’ennesimo mostro da uccidere per prendere xp.

Antico terrore, come molte delle avventure di Ravenloft che ho letto, non soffre del difetto di “superficialità” che imputo alle vecchie versioni di D&D, però è estremamente incasinata a causa del fatto che il movimento è molto incasinato motivo per il quale ho riscritto tutta la mappa.

Poi ho giocato la Nave degli Orrori, altra avventura di AD&D che ho riadattato per la terza edizione e che è stata modificata pesantemente nel finale.

I progetti per Martelli da Guerra che ho raccontato nel blog condiviso con Kuduk sono al momento fermi anche se sarebbe bello giocare ad Heroquest nella città di Mordheim o in quella di Necromunda. Una cosa che ho imparato da questa esperienza è che wordpress è migliore di blogger.

A parte Farnese, che entro fine mese dovrebbe riperdere le sue avventure, ci sono poi le due storie che varrebbe la pena di raccontare, relative alle One Shot di Janice. Un esperimento per ridar vita a Darksun che purtroppo si è troppo bruscamente interrotto per mancanza di voglia da parte dei giocatori.

Ci sarebbe anche la storia dei pazzi che tentarono di mettere nel sacco la strega Gothyl e fecero una fine tremenda nelle paludi della Zolia. Per il giocare Kata Kumbas in 1 vs 1 si potrebbe anche riciclare l’andralopia che giocò quell’avventura.

Poi ci sarebbe l’idea di Vivienne di Asgard che per ora è solo un embrione, ma permetterebbe di esplorare nuove sfaccettature del mondo rinato.

Infine ora sto giocando una campagna con 6 giocatori ma la storia non si capisce dove vada e non è detto che io abbia voglia di raccontarla.

Il fatto è che sto comunque facendo molte cose interessanti, manca più che altro il tempo per scriverne nel blog.

The speaker in dreams – prime rilessioni ad una settimana di distanza

PNG_LadyNotteE’ passata una settimana dalla prima partita di D&D / Pathfinder di quella che spero sarà una lunga campagna. Ho provato un medley fra Marco Volo’s Departure e The Speaker in Dreams. Entrambe le avventure sono ambientate in città e presentano interessanti risvolti da esplorare. Poiché ultimamente sono molto sperimentale voglio inoltre provare alcuni dei concetti espressi in questo articolo relativamente all’interazione fra i sessi che si sviluppa nel romanzo rosa. pare che uno dei pg incautamente si stima prestando la gioco 🙂

In linea con alcune mi precedenti partite ho deciso di cominciare in medias res con i personaggi già in azione a parlare il zone sperate con gli avventori ben prima di potersi presentare.

Due dei giocatori maschi hanno dimostrato di apprezzare la festa scollacciata, così fuori luogo per i canoni puritani Watherdeep, e i loro personaggi hanno avuto una spiccata tendenza verso relazioni facili con le donne della maison di Lady Notte.

Anche No’Akei, la mia fidanzata, ha iniziato un rapporto saffico con una donna dai capelli rossi.

Giustamente l’unico personaggio legale buono ha dimostrato una santa indignazione che si è trasformata anche in quella del giocatore  (a cui il gruppo ha risposto con un corale le regole sono secondarie rispetto al giocare un’avventura costruttiva)

Per cui per volontà di 3 giocatori su 4 l’avventura si è trasformata letteralmente in un bordello mentre il quato remava contro con indignazione, ma ugualmente si sta cominciando a capire che qualcosa scricchiola. Una banda di ratti mannari causa casini nei quartieri bassi, Lady Notte che non è esattamente viva (e forse neppure umana) e rischia di vedere il suoi affari rovinati da nuove leggi conseguenti all’aumento di criminalità a Waterdeep e cose ben peggiori aleggiano nell’aria sebbene nessuno abbia colto gli indizi lasciati per strada…

Certo aver attaccato rissa con le guardie di Watherdeep non farà bene a quasi nessuno.

The speaker in dreams – la festa di Lady Notte

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E’ con grande piacere vi che confermo l’invito a partecipare all’evento con menù a degustazione alla Casa delle Delizie di Lady Notte, la miglior galleria di ristorazione di Waterdeep con una fornitissima sala centrale a buffet e 12 sale private pensate per cene eleganti e riunioni di lavoro.

Comode sale massaggio e alloggi di qualità vi permetteranno inoltre di potervi rilassare o smaltire i fumi delle libagioni, al termine della cena.

Ricordo che la cifra da voi generosamente offerta è da intendersi come un’erogazione liberale a sostengo della struttura, la quale offre a tutti i suoi patroni ospitalità gratuitamente e nulla di quanto vi verrà offerto sarà da considerarsi presentato a voi dietro compenso.

Uno staff di cameriere e ancelle estremante educate e riservate sarà disponibile per tutta la sera per farvi stare a vostro agio.

Vi prego infine di depositare all’ingresso le vostre armi dove resteranno in nostra custodia fino alla vostra partenza.

Vi ringrazio ancora per la generosità dimostrata, vederete che il nostro servizio di ristorazione non deluderà nessuna delle vostre aspettative.

Devotamente serva vostra,
Lady Notte,
Contessa Dorien.

50 sfumature di Dark Sun

Oggi ho letto il secondo di una serie di post relativi ai cliché e la struttura dei generi rosa (questo è il primo) pubblicato su Strategie Evolutive e ho cominciato a pensare a un’idea che avevo ferma da qualche tempo…

Tre mesi fa ho avuto l’occasione di spulciare 50 sfumature di grigio da un’amica della fidanzata.

50 sfumature di grigio è alla fine un romanzo rosa e quindi rispetta le premesse del genere esposte nell’articolo di Davide, essendo il signor Grey un dominatore al limite del patologico è logicamente misogino e la sua amante, di cui onestamente ho già dimenticato il nome, è stranamente ancora vergine sul finire dei vent’anni e ha il “colpo di fortuna” di iniziare subito con una relazione di tipo estremo.

Personalmente ho verificato che il libro si legge benissimo anche saltando due pagine per ognuna che si sfoglia. Fra i pregi dell’autrice devo dire che almeno a differenza di Jaqueline Carey ha fatto i compiti studiando wikipedia prima di scrivere il libro.

Resta l’idea di fondo che i due spasimanti in questione abbiano un loro passato pesante che li ha portati ad incontrarsi e intavolare un certo tipo di rapporto.

Per alcuni la curiosità di leggere la storia di lui e la storia di lei e scoprire il cosa e per come, ammesso che ci sia veramente, probabilmente basta. Io invece, come ho commentato sul blog di Davide, voglio anche imperi in disfacimento, fiumi di sangue e maledizioni indicibili.

Mi ero quindi domandato se la storia non poteva dare qualche spunto per un’avventura di Cthulhu fantascientifico con qualche contaminazione di Zothique, poi però di recente mi è stato proposto di iniziare Darksun (o meglio mi è stato chiesto di giocare un post apocalittico e io ho proposto Darksun).

Quali sono gli elementi di Darksun che potrebbero quindi portare a giocarlo in veste Dark Romantic Fantasy invece che classico Heroic Fantasy di D&D?

  1. Sadomaso:  un elemento che a ben guardare viene accennato in tutti i primi tre romanzi della serie, gli unici che mi interessano veramente, anche se giustamente annacquato per il pubblico dell’epoca. (elemento minimo per aderire a 50 Shades of Grey);
  2. Imperi in disfacimento: c’è oppure mi spiegate cosa ci fanno i re stregoni;
  3. Fiumi di sangue: a volontà! È la cosa più facile da trovare su Athas;
  4. Maledizioni: il concetto stesso di Drago è una maledizione;
  5. Donne facili e disponibili, possibilmente sottomesse: Sadira ricade spesso nel primo campo, quindi con un sillogismo falso possiamo dire che ci sono sicuramente donne che cadono nel secondo (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  6. Uomini misogini: partiamo dalla classe dei templari e andiamo avanti (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  7. Necessità di adattamento, compromesso ed evoluzione: o c’è o si crepa al livello 2 (elemento per aderire al post numero 1 di Davide);
  8. I più sono cattivi: è una verità di vita ma anche una necessità per giocare Darksun.

Sono curioso di vedere se i miei nuovi giocatori ricadono nelle due categorie (abbastanza niubbi o molto esperti) che potrebbero apprezzare le novità, Pathfinder giocato con l’E6 e regole per la pazzia, e il gioco dovrebbe essere fatto.

L’incantratrice d’ambra – The amber echantress

Il caldo e l’insonnia hanno fatto sì che negli ultimi giorni mi svegliassi sempre molto presto il che mi ha portato a prendere in mano l’ultimo regalo della fidanzata, una vecchia copia de L’Incantatrice d’Ambra e così finalmente mi sono deciso a farmi una cultura sulla torre dei primordi e le nuove razze.

Il terzo romanzo di Darksun era l’ultimo che mi mancava da leggere e mi lasciava un po’ di curiosità su un pezzo di storia che è risultata più interessante non tanto per le vicende di Sadira che si potevano anche intuire, vai alla torre, vieni mutata e ora hai i poteri per sconfiggere il drago, quanto per lo spaccato di Athas che mostra dall’insolita prospettiva degli elfi.

Quello che mi piace dei personaggi di Denning è che rispetto ai normali eroi senza macchia e senza paura di D&D i suoi personaggi sfoggiano parecchi difetti…

Sadira potrebbe volgarmente essere considerata in maniera semplicistica una donna di facili costumi, anche se finalmente il terzo libro ci da un’idea

Quanto agi elfi… beh gli elfi di Darksun in questo terzo libro risplendono secondo me di vera gloria. A mio parere Denning ricostruisce con pochi tratti estemporanei, mostrati dal difuori l’idea di una cultura nomade basata sulla rapina e i saccheggio dove gli estranei sono più cose che persone e devono guadagnarsi il diritto di essere rispettati dalla tribù.

Come nei precedenti libri fine solo pochi verranno risparmiati dalla furia dei pericoli del deserto di Athas e chi credeva che avrebbe potuto prosperare si troverà spesso ridotto in cenere.

Rispetto ai precedenti due libri vi è però molta più magia e in parte si inizia a sentire il peso degli alti livelli di AD&D, però resta l’idea che il potere non si ottiene tanto con l’esperienza ma quanto con il possesso di certi oggetti, il compimento di rituali e l’intervento di mutazioni o aiuti esterni.

I romanzi di Darksun creano secondo me una storia cominciata molto bene, con delle belle idee relative al significato dell’essere eroe e ai costi che alle volte comporta, peccato che verso la fine tenda a tornare verso alcuni dei cliché dell’heroic fantasy che apprezzo di meno.

Gary Gygax Day

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Oggi è il giorno in cui ricordiamo Gary Gygax, uno dei creatori di D&D e AD&D.

Peso si possa dire onestamente che è l’uomo che per primo ci ha fatto conoscere il gioco di ruolo al pubblico, prima di lui era solo una terapia psicologica di gruppo e non un modo per passare il tempo in maniera creativa.

Anche se non mi riconosco nel movimento vecchia scuola devo molto alla versione di D&D degli anni 80 e se non fossi diventato master di D&D probabilmente non avrei mai avuto modo di approfondire la conoscenza con la donna che è diventata la mia fidanzata e fa la silenziosa redattrice di questo blog.

Quindi dovunque tu ora sia, grazie Gygax!