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D&D Next – alcune riflessioni

Di recente ho temporaneamente abbandonato Pathfinder per passare a giocare alla quinta edizione di D&D, ovvero D&D Next.

Dopo un mese di esperienza e la fine della prima parte della campagna della tirannia dei draghi provo a dare una valutazione dell’esperienza.

La quinta edizione di D&D da una leggera strizzatina d’occhio alla prima e seconda edizione di AD&D nel tentativo di riprendere alcuni appassionati retrò e quindi ci troviamo ad avere un sistema di classi e di combattimento leggermente semplificato rispetto alle due versioni precedenti.

La crescita dei personaggi in D&D Next è più graduale e per gli incantatori si hanno meno incantesimi bilanciato dal fatto che gli incantesimi di livello zero hanno un peso maggiore rispetto ad una volta. Nel complesso le classi ora sono più bilanciate e pare che i personaggi migliorino senza diventare uber, per contro anche cose come i coboldi partono al primo livello come vere macchine di morte e in numeri consistenti potrebbero impensierire gli avventurieri molto a lungo.

In concetto di proficency una volta che ci si è abituati funziona meglio di quello che pensavo inizialmente, quando non mi aveva convinto del tutto. Mentre una volta le classi avevano progressioni diverse per tiri per colpire e tiri salvezza ora queste caratteristiche sono sparite sostituite da un bonus generale che varia da +2 fino ad un massimo di +6, ciò che distingue le classi è quindi in cosa sono brave più che quanto sono brave.

D&D Next introduce anche concetti di background, convinzioni, fobie ecc… presi da giochi di approccio non classico, però alla fine il tutto si riduce semplicemente nell’assegnazione di due skill aggiuntive e un sesto della scheda del personaggio occupato da informazioni di “flavor”, se si voleva seguire quella strada si poteva fare di più e meglio.

La personalizzazione del personaggio è dove secondo me il gioco è carente. I talenti sono diventati una regola facoltativa, il manuale base presenta solo due o tre opzioni per classe (che ricordano i vecchi kit di AD&D e sono onsetamente più chiari rispetto all’approccio adottato da Pathfinder, sebbene la sostanza non vari molto), abbiamo attualmente solo due source book usciti che diano ulteriori opzioni per i giocatori di cui uno (Xanathar’s guide to everything) uscirà il 21 novembre

Diventa quindi necessario attingere dal materiale di Unearthed Arcana il quale però è sparpagliato e soggetto nel tempo a revisioni.

Nel complesso su D&D Next mi sono fatto l’idea di un bel gioco, più semplice di Pathfinder, ma incompleto e con un supporto che sarà temo lento e carente, se confrontato con il gioco della Paizo, motivo per cui penso che nel lungo periodo resterò comunque legato a Pathfinder.

 

 

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Il Signore di Ravenloft

Questo librogame mi manca e quella segnalazione potrebbe essere una buona opportunità per rimediare e aggiungere un altro pezzetto alla mia collezione.

Facilmente può essere migliore rispetto alla media dei librogame di AD&D (dopo un paiono  di delusioni avevo scartato la serie) anche grazie ad un’atmosfera al contorno di tutto rispetto.

Mi domando se è all’altezza di titoli come Bloodsword e Sortilegio

Plutonia Experiment

Ravenloft

Ravenloft è un’ambientazione gotica per il gioco di ruolo Advanced Dungeons & Dragons.
Si tratta di una dimensione parallela governata da misteriose nebbie, un mondo composto da reami a sé stanti, che solo apparentemente formano una geografia “ordinaria”, ma che di fatto rappresentano in tutto e per tutto le prigioni di potenti creature malvagie, prelevate dalle Nebbie dai loro mondi d’origine, e condannati a governare in eterno su piccoli regni di cui sono i sovrani assoluti, ma anche i prigionieri sempiterni.
Strahd Von Zarovich, conte e vampiro, è la versione AD&D del conte Dracula, così come il suo reame, Barovia, è lo specchio della Transilvania immaginata e descritta da Bram Stoker.
Oltre a essere il protagonista principale del setting Ravenloft, di cui ho già parlato diverse volte sui miei blog, Strahd è anche l’arcinemico di uno dei migliori librogame mai pubblicati: Il Signore di Ravenloft.

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Denizens of Ravenloft

Negli anni novanta la Ral Pharta produceva miniature per varie serie di AD&D, fra queste vi era anche Ravenloft.  Ieri mentre mi trovavo in un negozio di modellismo a Thiene mi sono  imbattuto  in una copia di Denizens of Ravenloft,  una scatola di cartoncino contenente dieci miniature appunto per Ravenloft, fra cui Azlin il lich, Strahd von Zarovich e lord Soth.

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Non ho potuto resistere alla tentazione di prenderlo ed ecco alcune foto.

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Bottino di Lucca

Torno da lucca con un regalo di compleanno che è costato una cifra certo non irrisoria ma neppure astronomica come certe oefferte su ebay: una scatola di Dungeons & Dragons del 1991 (quando ancora lo pubblicava l’editrice giochi) da agigungere alla mia collezione di materiale vintage. La mia scatola rossa è un po’ distrutta e con il manuale sbrindellato, quindi avere un manuale ufficale in buono stato per i livelli base, da affinacare alle scatole Expert, Companion e Master, non è male.

dungeons-and-dragons-board-gamePersonalmente preferisco il D&D base alla versione Advanced che trovo una complicazione affari semplici, le regole aggiuntive di Advanced D&D non danno poi tutta questa maggiore profondità al gioco, mentre nella mia esperienza spesso lo hanno rallentato.

Onestamente D&D ha la sua età e io non sono un appassionato Old School, ma avere in casa questa vecchia gloria mi da certamente un senso di soddisfazione, sebbene generalemtne continuerei a giocare a Pathfinder.

 


Parlando ancora di Planescape

Cold eyelids that hide like a jewel

Hard eyes that grow soft for an hour;

The heavy white limbs, and the cruel

Red mouth like a venomous flower;

When these are gone by with their glories,

What shall rest of thee then, what remain,

O mystic and sombre Dolores,

Our Lady of Pain?

Complice la connessione dell’hotel dove sono in vacanza ieri l’ articolo su planescape è uscito senza alcuna immagine  allegata, il che è un peccato poichè la grafica è uno dei punti forti di questa ambientazione per la quale in effetti AD&D era un regolamento troppo legnoso.

In effetti prima di parlare di come utilizzare Planescape con le regole di Pathfinder e fare una lista di manuali bisognerebbe inquadrare le caratteristiche essenziali del  setting che si vuole giocare. Poiché c’è chi lo ha già fatto molto bene vi rimando a questo articolo del lontano 2010 apparso su strategie evolutive.


Kit di sopravvivenza per Planescape

Di recente No’Akei mi ha proposto di provare a prendere in mano Planescape, si intende giocatori dell’oratorio dei Carmini permettendo…

La base: Pathfinder, la guida al giocatore e la guida al combattimento, probabilmente anche la guida alla magia visto che qualcuno potrebbe voler fare il magus. Il Bestario 4 perché non posso resistere all’idea di inserire il sommo Cthulhu.

Technology guide e Numeria sono un’interessante aggiunta per invogliare anche i giocatori che dicono bello Numenera ma io voglio xp per l’uccisione dei mostri.

Planeskape Campaignsetting per la seconda edizione di AD&D

Manual of the Planes per D&D 3.5 torna sempre utile

Le due avventure per AD&D The Great Mordron March e Dead Gods costituranno il “core” della campagna, bisognerà poi aggiungere altre avventure di intermezzo perché  la campagna non è fatta di avventure consecutive.

Un set di dadi viola e uno antracite presi in vacanza completano il corredo perché non posso onestamente cimentarmi con un mostro sacro dei campaign setting utilizzando i Dadi multicolore della scatola rossa di D&D e i dadi rossi e blu spaiati che usavano un tempo i miei fratelli, o peggio ancora l’illeggibile set puntinato di No’Akei. Volevo mettere una foto dei dadi, ma il tablet e la connessione dell’hotel non collaborano.

Infine a ottobre ci saranno le miniature in bones dei demoni della Reaper che torneranno utilissime se giochiamo.


Seconda partita a Darksun

Venerdì abbiamo nuovamente giocato a Darksun, due giorni di fila di partite a D&D / Pathfinder non accadeva da credo un anno.

Questa volta abbiamo usato le miniature e le tiles della wizards.

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Dopo mille vicissitudini rikku è finalmmete arrivata nella città di Tyr.

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Nell prima taverna che incontra ha subito una zuffa con i Templari.

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Una volta nel mercato degli elfi le cose si scaldano fino al punto che Rikku finisce arrestata.

P_20140502_171019_1Un halfing con una pantera è un ottimo schiavo gladiatore, ma Rikku è estremamente indisciplinata e finisce in cella, dove naturalmente scoppia l’ennesima zuffa per futili motivi.

Va detto che Rikku ha sempre fatto l’impossibilità dall’inizio dell’avveturanper evitare i casini, purtroppo in Darle un sono i casini a cercare i giocatori.

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Arriva finalmente il momento della pausa con i muffin preparati da No’Akei.

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L’ultimo scontro della giornata vede Rikku intenta a salvare due Nobili dall’ira diRe Kalak, il che ha fatto diventare lei è la sua pantera nobili e i nobili degli schiavi.

Ora però Rikku ha bisogno di un sacerdote che la curi dal livello negativo inflittolea un Tembo e il titolo nobiliare è arrivato senza alcun appannaggio da parte del re, perciò l’halfling è povero come prima anche se libero.