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Antico Terrore – Fuggire da Aggarath

2013-02-19_IsabelContinua…

Oltre alla stanza in cui si trovava Kaladrath c’era un’altra alcova molto simile al luogo da cui eravamo arrivati. Qui si trovava una porta dove c’era lo spazio per fissare le tre gemme che avevamo recuperato , quella dell’inizio, quella di Marilissa e quella del Golem. Grazie alla chiave d’argento riuscimmo ad aprire la porta e ci trovammo nuovamente nelle colline della Zoila ai piedi delle rovine di quello che un tempo era il castello Stregazza.

Marilissa decise di tenere Aggarath, così poteva avere sempre con se il ricordo di suo fratello

Senza più provviste ed carenti di equipaggiamento, con Marilissa infreddolita e in camicia da notte in pieno inverno, mio malgrado decidemmo di tornare al villaggio di cuore di luna per chiedere ospitalità.

Mi chiedo quante possibilità abbiano ora di essere accolte da Sharill, ma almeno sono nuovamente sul mondo di Rate, nelle terre di Laìtia.

Spero di scrivervi nuovamente molto  presto.

Devotamente serva vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore -In fondo al pozzo

2013-02-19_IsabelContinua…

Infondo a pozzo si trovava un cunicolo che conduceva ad un’enorme caverna dove al centro sedeva Kaladrath Stregazza dalla cima di un’altissima colonna.

L’uomo era completamente schizzato male e non aveva più una minima coscienza di se, continuava a farneticare cambiando umore ogni cinque minuti, passando dal minacciare, allo scusarsi, al delirare, al ridere. L’unica cosa che riusciva a trattenere la sua attenzione era la sorella Marilissa verso la quale proferiva in continuazione parole di scusa per il male a lei arrecato.

Il folle era così sicuro di sé e della propria posizione di superiorità, avendo rubato parte degli incantesimi di Chardath, che non si fece problemi a rivelare di avere al collo la chiave d’argento che permetteva di aprire l’uscita dal rubino.

Mentre io lo distraevo con una lunga conversazione, Ofelia camminò sulla volta della caverna  e gli piombò addosso rigandogli la chiave d’argento.

Kaladrath andò su tutte le furie per il furto e la nostra spavalderia, ma in qualche modo riuscii a calmarlo e a farlo riconciliare con Marilisa e potei tenere la sua chiave. Lo convinsi che la vera colpa delle disgrazie accadute era di Chardath e che se lui ci lasciava libero potevamo vendicarlo.

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Antico Terrore – L’Arena

2013-02-19_IsabelContinua…

Distruggemmo il golem, sebbene con molta difficoltà, la mia arma magica si rivelò molto utile, così come il nerboruto martellone di Thorax, sebbene i suoi colpi fossero molto attutiti contro quella bestia magica, ma fu la magia di Marilissa a far collare il bestione in pezzi. Uno dei suoi occhi era un rubino e pensammo bene di prenderlo con noi.

Per punire la blasfemia da noi dimostrata, i sacerdoti della cappella costrinsero a combattere nell’arena dove dovemmo sconfiggere un minotauro e un gigante a due teste prima che la nostra ordalia fosse considerata finita.

La cosa strana fu che la gente continuasse a gridarci di nutrire il fuoco e di scagliare le bestie uccise fra le fiamme. Chiaramente in quel paese la nuova fede era solo una copertura e molti dei suoi abitanti nel cuore erano ancora adoratori pagani ed eretici.

Schifata lasciai l’arena e decisi di scoprire cosa si trovava infondo al pozzo cittadino, visto che vi era una scala che consentiva di scendere.

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(un’altro paio di post e poi ho finito il materiale già scritto su Camelia Farsene anche se resta ancora da raccontare tutta l’avventura la nave degli orrori e presto dovremo anche riprendere in mano il personaggio. Purtroppo è da marzo che non gioco ed è da aprile che non ho più continuato i racconti delle avventure già giocate.)


Antico Terrore – Preghiera e devozione

 2013-02-19_Isabelcontinua…

Visto che l’attraversamento del bosco fino al villaggio era stato tranquillo decisi di recarmi alla chiesa del nuovo culto a pregare per ingraziare della benevolenza che il Signore ci stava donando nonostante la precaria situazione in cui ci trovavamo.

In chiesa, pregando la statua di sacra Malvasia acquisii il talento di guarire con l’imposizione delle mani, chiaro segno della benevolenza del Signore Senza Tempo nei nostri confronti. Anche se cacciati in una gemma maledetta l’Unico Dio vegliava comunque ancora su di noi. Ripensai alle vicissitudini che avevo vissuto fino ad allora e ai vari momenti di frustrazione che avevo subito e mi resi conto che il nio dio non mi aveva mia voltato le spalle ero io che rischiavo di voltarle a lui nel non voler vedere l’aiuto che tentava di darmi per superare le difficoltà che incontravo nella mia vita.

Aveva persino mandato un angelo a parlare con me e io gli avevo comunque voltato le spalle. Forse una piccola parte dei problemi che avevo avuto in passato poteva anche essere attribuita al mio atteggiamento più che a un desiderio del mio dio di punirmi o mettermi alla prova.

Anche Marilissa ricevette lo stesso dono e la statua la convertì in una fedele del nuovo culto, cosa della quale sono molto grata, non accennò però nemmeno lontanamente a ravvedersi delle vie della sua magia pagana. Anzi, nella sua conversione repentina, la ragazza, non consapevole del bisogno di mostrare umiltà dinanzi al nostro Dio, peccò di superbia, rinnovando una seconda la propria richiesta di grazie dopo essere stata già esaudita una prima volta. In risposta alla nuova richiesta di un miracolo si risvegliò una finestra animata che si trasformò dinanzi a noi in un golem di vetro.

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Antico Terrore – Marilissa Stregazza

2013-02-19_Isabel

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Quando Marilissa si fu riavuta dall’insolito risveglio, ci disse di essere riuscita a scrutare una parte del rubino dalla superficie in cui era rimasta intrappolata. Proseguendo innanzi a noi si trovava la tana di un drago, mentre se andavamo nella direzione del campanile saremmo arrivati ad un villaggio con una chiesa. Da qualche parte in quel piccolo abitato era nascosto anche suo fratello Kaladrath Stregazza.

Marilissa non aveva con se il suo libro degli incantesimi, ma aveva comunque alcuni incantesimi ancora memorizzati con se. Dovevo aspettarmelo, l’ultima figlia degli Stregazza doveva essere anche lei una maga.

Il tragitto fino al villaggio fu tranquillo se si escludeva l’inquietate cielo cremisi che salutava l’osservatore casuale che alzava gli occhi dal terreno. Al villaggio spiccavano fra le varie casupole una chiesa, una libreria e un’arena che si trovavano attorno alla piazza del pozzo cittadino.

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Antico Terrore – La Signora del Bosco

2013-02-19_Isabelcontinua…Sconfortati e ammaccati decidemmo di inoltrarci nel bosco evitando per ora di dirigerci verso la chiesetta, non avevamo voglia di incontrare altre persone ostili.Proseguendo arrivammo ad una radura piena di fiori dove incontrammo le signore del Bosco, delle leggiadre fanciulle che ci dissero di avere come missione il fare la guardia alla dama addormentata. Incuriosita accettai di farmi condurre a vedere questa fantomatica dama, Thorax pareva più ansioso di farsi accompagnare in qualche luogo appartato dove scambiare qualche piacevolezza con le leggiadre fanciulle.Lungo la strada le fanciulle ci misero in guardia contro l’arpia Melisandre che infestava quel bosco.

Arrivata alla radura mi resi contro che la dama addormentata altro non era che Marilissa, vestita con una candida veste da notte e con sul capo un diadema in cui era incastonato un rubino. Volevo provare a svegliarla ma le fanciulle mi impedirono in ogni modo di avvicinarmi alla loro protetta.

Stavo ancora discutendo con loro quando arrivò Melisandre e le creature mostrarono il loro vero volto demoniaco, come ongi servitore del male che si celi dietro spoglie innocenti per insidiare i deboli. La cosa mi riempi di ira e lanciai contro di loro il mio anatema con ogni colpo che sferravo.

Dopo che Ofelia riuscì ad uccidere l’arpia e io e Thorax avemmo fracassato la testa a cinque di quelle fanciulle demoniache il resto delle dame del bosco fuggì di gran lena, lasciandoci soli con Marilissa. Senza nessuno più pronto ad ostacolarmi lpresi la ragazza e la scossi, ma senza ottenere risultati.

Alla fine ricordando le storie della mia nutrice presi il volto di Marilisa fra le mie mani e la baciai delicatamente. La cosa la svegliò e la fece arrossire dalla vergogna.

Stranamente la sensazione del bacio è stata per me estremamente piacevole e per un momento avevo pensato che vi fosse Ofelia fra le mie mani e non Marilissa.

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Antico Terrore – La bisca clandestina

2013-02-19_Isabel

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Quando ci abituammo alla fioca luce del locale ci rendemmo conto che eravamo circondati da persone di nobile aspetto che giocavano pesanti somme di denaro a carte, a dadi o alla ruota della fortuna.

Sullo zero della grossa ruota della fortuna si trovava un grosso rubino e Ofelia sfruttando le nuove capacità che le aveva dato il morso del vampiro cercò di recuperare il rubino camminando sul soffitto della stanza.

I buttafuori però si accorsero della cosa, ci presero e ci gettarono fuori dal locale. Tonfammo sonoramente nella povere all’uscita da una vecchia miniera mentre una pesante porta di ferro sbatteva dietro di noi con il sonoro invito di non tornare. Attorno a noi si trovavano i folti alberi di un bosco, oltre i quali si intravvedeva la cima di un campanile. Il cielo era sempre di un cupo cremisi. Dalla temperatura sembrava essere primavera inoltrata, dovemmo toglierci una parte dei pesanti abiti invernali

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