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Articoli con tag “Carcosa

Love Behind the Age of Cthulhu

Duecento lustri sono passati dall’invasione dei Mi-Go sulla terra. Da allora le macchine si sono ribellate ai voleri dell’uomo e la città di R’lyeh è riemersa dalle profondità degli abissi e i figli di nostro signore Cthulhu camminano nuovamente sulla terra in attesa del risveglio del loro padre, pronti a banchettare nuovamente in un’ultima orgia di morte sulle rovine del nostro mondo.

Il Sacro Romano Impero Rifondato, guidato dalla dinastia Merovingia, regna per volere di Shub Niggurath e Tsathoggua sulle rovine del vecchio mondo, dal trono della città di Carcosa, come una carcassa morente che si tiene aggrappata agli ultimi residui di scienza trafugati dalle casate nobili.

Oltre l’oceano l’Imperio Coloniale Rinato è guidato dalla dinastia Imperiale d’America sotto l’egida si Hastur e del Re in Giallo, in esilio dalla sua città natale e desideroso di tornare a Carcosa.

Nel deserto dell’Arabia la città senza nome brulica nuovamente di vita mentre gli uomini lucertola si apprestano a continuare l’opera di sterminio iniziata dai Mi-Go.

Nella infida città di Negrari nel cuore dell’africa la sua regina è tornata a vivere sebbene in passato l’eroe Solomon Kane l’avesse uccisa.

Nell’ovest la maledetta città di Leng è nuovamente  abitata da orrende creature antropofaghe e nell’Antartide gli dei d’acciaio stanno pianificando la loro dipartita da un mondo morente.

Quando medito su tutto questo e scrivo in questo strano angolo di ciberspazio che è sopravvissuto al disastro, penso che la fine di questo mondo sia già arrivata, solo che dobbiamo ancora rendercene conto…

Dopo le ultime chiacchierate con la fidanzata penso che forse dovrei riprendere in mano vecchie avventure e racconti… da aprile del 2012 è passata molta acqua sotto i ponti ma la voglia di dire qualcosa è sempre la stessa.


Carcosa

Un universo fantastico che si rispetti deve avere qualche città infame e miserabile nelle cui vie si trova solo la perdizione. Gord il miserabile, vaga per la città di Greyhawk, l’era Hyperborea ha Shadizar la maledetta, Akalash ha Cadvallon e il vecchio mondo Musillon e in precedenza Mordheim.

Poi da qualche parte in un’era imprecisata c’è Carcosa… dove le nere stelle sono sospese nei cieli, dove le ombre dei pensieri degli uomini si allungano nel pomeriggio, dove i soli gemelli sprofondano nel lago Hali. Così la descrive Chambers, meno ancora ci dice Derelth, l’inventore di tale città.

Carcosa è una città di strane torri, circondata da due lune, piagata dal Re in Giallo.

Sopra Carcosa, poco si è detto, ma sul suo nome molto si è fantasticato forse proprio a causa del nome esotico, basta dare una scorsa a wikipedia per vedere una folta lista di apparizioni https://en.wikipedia.org/wiki/Carcosa che le hanno garantito di essere fra le altre cose uno dei pilastro del Mythos di Cthulhu.

Il cui nome forse devia da Carcassonne, un tempo chiamata Carcaso, assonanza che ho utilizzato nel momento in cui ho voluto inserire Carcosa come città fiorente del sacro romano impero rifondato del terzo millennio, in una delle mi campagne di D20 Cthulhu. Purtroppo i miei giocatori si sono stancati prima di poter esplorare il fascino malvagio di tale città contorta che stavo popolando per loro di ogni sorta di orrore senza nome utilizzando tanto amore…


Love Behind The Age of Cthulhu – Il covo dei banditi

Il mattino successivo, seguendo le indicazioni dello sceriffo ci siamo recati nel covo dei briganti.

Attraversando i boschi abbiamo incontrato degli orrendi canidi indemoniati. Le bestie sapevano parlare e dal nostro odore erano state in grado di capire che conoscevamo Mikah’El. Senza neppure sapere perché fossimo li le bestie avevano deciso che il solo fatto che conoscessimo quell’uomo era sufficiente per volerci morti.

Naturalmente furono le bestie a fare una brutta fine impalate sulla spada mia e di Willas. I collari che portavano, decorati con ossicini di pollo, facevano presumere che fossero bestie da guardia dei briganti.

Arrivati nel covo restando furtivi abbiamo preso il cavallo che ci interessava e siamo fuggiti prima di allertare le guardie. Baxos voleva invece entrare per recuperare il sale che i briganti ci avevano rubato. Per dissuaderlo da questo suo attacco di stupidità ho rifilato al mutante un colpo di spada di piatto, magari la prossima volta dovrei direttamente tagliarlo in due.

Alcuni briganti ci hanno però inseguito e dopo averli uccisi ci siamo presi i loro cavalli.

Poi siamo tornati da Mikah’El. Fu con sorpresa che scoprii che aveva addosso le vesti dello sceriffo invece di quelle sontuose del giorno prima. Ci disse che lo sceriffo si era pentito della sua condotta empia e aveva deciso di andare a vivere nel deserto vestendosi di pelli di animale e mangiando quello che trovava. Gli aveva donato i suoi vestiti e Mikah’El aveva accettato il dono, vendendo le sue vesti precedenti e facendo elemosina agli orfani del villaggio con il ricavato. Decisamente Mikah’El è uno stolto, con quei soldi si potevano comprare armi o provviste, non c’era bisogno di sprecarli con una banda di monellacci.

Comunque ora in sua compagnia e con una pietra maledetta al seguito siamo pronti a proseguire verso Carcosa e il pozzo di Agen, secondo una vecchia mappa che abbiamo trovato nella biblioteca del villaggio dovrebbe trattarsi del numero 17…

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Mikah’El

Disse di chiamarsi Mikah’El e di essere un viaggiatore, che veniva da Saba, al di la del mare. Per quanto ricordassi io, prima della caduta dell’egemonia Saba era una città fantasma, che secondo molti non esisteva neppure. Decisamente durante il mio letargo, nell’ultimo secolo, ne erano successe di cose strane.

Mikah’El chiaramente dal portamento e dal modo di parlare apparteneva come me ad un’epoca precedente alla rinascita del mondo. Faceva strani accenni, pareva sapere “cose” eppure chiaramente non era ne un automa ne un replicante, anzi venne fuori che conosceva pure la magia. Cianciava in continuazione di missioni, compiti, doveri e obblighi. Sebbene lo negasse, dal fare risaputo con cui ne parlava si capiva che sapeva molto riguardo ad Azaliah, anche se non pareva apprezzare quell’argomento di discussione.

Sebbene sembrasse perfettamente in grado di difendersi Mikah’El si era fatto derubare di una gemma da dei briganti e ora cercava qualcuno che la riportasse indietro. Lui aveva fatto un qualche assurdo voto per cui non avrebbe ucciso degli esseri umani, se non in casi di estrema necessità, e quindi aveva lasciato la gemma e il suo cavallo ai briganti, visto che questi non parevano intenzionati ad ucciderlo se lasciava loro i suoi beni.

Naturalmente a complicare le cose venne fuori che la gemma era maledetta e conteneva lo spirito di un demone e il fazzoletto in cui era avvolta era un sigillo per non farlo scappare. Il fazzoletto era protetto da un incantesimo di dimenticanza per cui appariva uno straccio sgualcito e a meno di non cercarlo attivamente sfuggiva all’occhio umano.

In cambio dell’aiuto Mikah’El era disposto a pagare bene e a viaggiare assieme a noi fino a Carcosa. Ci sconsigliò di visitare il pozzo di Agen, era un luogo infestato da mutanti e da cose ancora peggiori.

Dopo aver parlato con Mikah’El siamo andati dallo sceriffo per farci dare qualche informazione su dove fosse il covo dei briganti, ma questi non pareva intenzionato ad aiutarci fino a quando Mikah’El non gli ha parlato facendogli cambiare in un attimo atteggiamento. Lo sceriffo prima scontroso, dopo che Mikah’El gli ebbe chiesto cortesemente di aiutarci iniziò a profondersi in una miriade di informazioni su dove trovare i briganti. Chiaramente quell’uomo possiede una grande stregoneria. La sola idea che la stregoneria esista è una delle cose che disturba di più la mia mente artificiale.

Il luogo aveva anche una biblioteca e io e il matematico decidemmo di dare un’ occhiata ai libri prima di andare a dormire, mentre quell’ignorante di Baxos bighellonava per le stradine dell’abitato.

Anche la biblioteca era alimentata da energia elettrica e dovemmo concedere una lauta “mancia” al custode perché questi andasse a rifornire di ulteriore gasolio il gruppo elettrogeno che alimentava l’edificio. Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa è il modo in cui il bibliotecario ha offerto il gasolio all’alimentatore della biblioteca come se si trovasse difronte all’altare di un dio. Questi umani prendono troppo sul serio la questione degli Dei d’Acciaio.

Stranamente anche Tzhoggath/Willas decise di venire a guardare i libri, cercando tutti quelli pieni di figure. Nei libri riuscimmo a trovare alcune informazioni su Azaliah. Si trattava di un angelo caduto, che prima di essere stata scacciata dall’unico Dio presiedeva il dominio della guarigione. Addirittura alcuni testi sostenevano che si fosse allontanata di sua spontanea volontà da ciò che i libri chiamavano “la grazia  dell’Altissimo”.

Qualunque cosa sia questa grazia, chiaramente la tipa è una ragazza poco raccomandabile.

Tessa

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Love Behind The Age of Cthulhu – Strade infestate da banditi

Poco dopo aver lasciato i domini di Yusdrail siamo stati attaccati da una banda di briganti e manigoldi che prima di scappare ci hanno rovinato il carretto, ucciso il mulo e rubato il sale. Siamo riusciti a uccidere uno degli assalitori il quale portava al collo una collana di zampe di gallina, quasi sicuramente il simbolo di quel clan. Quell’imbecille di Baxos ha assolutamente voluto mettersela addosso.

Abbiano così dovuto continuare a piedi mentre io tiravo il carretto. Per fortuna i miei creatori mi hanno veramente dotato di una forza e una resistenza smisurata.

Verso sera siamo arrivati ad una piccola cittadina rurale di cui era stato smarrito il nome. Gli abitanti, capeggiati da un insopportabile sceriffo, parevano tutto fuorché cordiali, soprattutto dopo aver notato che Baxos portava una delle collane dei briganti. Il mutante si era già fatto sparare dagli uomini della regina Yusdrail e ci mancò poco che questa volta facesse ammazzare anche noi. Per fortuna Tzhoggath/Willas in uno dei suoi momenti di follia aveva preteso che tenessimo il cadavere del bandito e potemmo quindi dimostrare che non eravamo alleati con loro.

Poi ci siamo recati a mangiare un boccone alla locale taverna. Il luogo aveva addirittura l’illuminazione elettrica funzionante, si vedeva che il villaggio era attraversato spesso da mercanti facoltosi nella strada verso Carcosa. Ho bisogno di bere qualcosa di forte per scacciare l’idea Zargon, un incubo che credevo relegato al mio passato che sta al di la del mare sia resuscitato e che il mio viaggio mi sta avvicinando al lui nuovamente. Mi domando del lo spirito che sembra infestate Tzhoggath in questi giorni non sia in realtà l’inquisitore Vincenzo… l’ultima volta che lo avevo visto era vivo ma da allora sono passati mesi… e si era messo in testa di andare da solo a massacrare gli uomini lucertola.

Tessa

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