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Articoli con tag “Cthulhu

Mansions of Madness

Domenica abbiamo giocato la nostra prima partita  a Mansions of Madness all’oratorio dei carmini aka Thuderdome. Abbiamo comprato la versione inglese della fantasy fligth games. Mica possiamo aspettare la versione italiana… Il gioco promette orrore cosmico in case infestate dagli orrori di Cthulhu e dai grandi antichi e mantiene le promesse.

Abbiamo giocato con l’aggiunto della prima edizione e dei misteri del bosco ed effettivamente l’app ha mixato modelli e tiles presentando in gioco un po’ di tutto dalle varie espansioni. Se non avete scatole della prima edizione di Mansions of Maddness consiglio quindi di comprare le collector editions per una migliore esperienza di gioco.

Il maggiordomo ci ha chiamati perché aveva il presentimento di accadimenti terribili. Siamo entrati nella casa e abbiamo sentito un tremendo raspare da una porta abbiamo quindi preferito barricarla per evitare scontri. Siamo subito partiti con la hall della prima edizione.

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Peccato che dietro quella porta ci fosse il maggiordomo e una bestia orrenda lo abbia ucciso e sia riuscita a sbaragliare la barricata senza problemi. Il primo orrore dei miti di Cthuluh minaccia di attentare seriamente alla nostra sanità mentale.

Il tutto ha creato tutta una serie di problemi successivi perchè la porta incriminata ha continuato a vomitare streghe, druidi e cultisti mentre la nostra sanità mentale scemava. I grandi antichi cominciavano a chiedere il loto tributo di anime e sangue.

In un momento di calma abbiamo aperto una porta la piano superiore ma è stato un errore perché immediatamente sono stati vomitati nuovi mostri e intanto il nostro turno era alla fine.

La seconda edizione di Maisons of Madness oltre ad avere il vantaggio di un setup estremamente veloce scorre via abbastanza veloce grazie all’app che gestisce le situazioni e definisce i tipi di test e la loro difficoltà eliminando parte dei lead time dati dalle carte nella prima edizione.

Difficile è rimasto come sempre difficile. Le abbiamo prese nonostante fosse uno scenario a difficoltà 2

Propositi per il futuro: giocare un gruppo con personaggi meno bilanciati e cercare di avere qualcuno più da picchio.

Se il vostro obbiettivo è di morire di paura in una casa infestata dalla progenie dei grandi antichi allora questo è sicuramente il boardgame che fa per voi.


Ricordo di tempi migliori

Ero più in salute anche se non di tanto, meno stanco e con meno lavoro arretrato e avevo tempo per giocare nell’era di Cthulhu e nelle gelide regioni di Asgard.

 

No’Akei: – Ci sono imprecazioni in linguaggio macchina? –

Master: – No-

No’Akei: – Allora ne invento una –

 

Capitano Jacobs:

Ho acquistato un future sul grasso di balena.

5 monete d’oro l’oncia sul grasso di balena e chi si aggiunge alla mia ciurma oggi potrà avere una quota sul 10% dei profitti.

—–

No’Akei se ne va…

—-

Dovreste arruolarvi anche voi sulla mia nave!

Hei non andatevene… sono 5 monete d’oro l’oncia sul grasso di balena!

Non tutti i giorni si prende il 10% sul prezzo del grasso di balena!

Guardate che chi vorrà salire sulla mia nave domani si prenderà solo il 5%


Sei manuali in cerca di master: l’Alba di Cthulhu

Sicuramente il tipo di ambientazione che mi piace sebbene io non aprezzi completamente il tipo di regole.

Oggi mi dedicherò a uno dei gdr più attesi, L’Alba di Cthulhu, l’ultima fatica di Matteo Cortini e Leonardo Moretti, autori di Sine Requie,uno dei gdr italiani più famosi e lo farò tramite una chiacchierata con gli autori stessi.

Questa estate avevo notato il boom nei gdr di ambientazioni ispirate a Lovecraft e quindi la prima domanda è proprio su questo amore che i giocatori di ruolo hanno per il mondo di Cthulhu. Come mai Cthulhu piace così tanto a parte l’innata simpatia e il carattere giocherellone 🙂 ?

Sorgente: Sei manuali in cerca di master: l’Alba di Cthulhu


Imporbabili crossover – Abdul Alhazred

Continuando la mia incursione nalla commmistione di genere con Ultima Forsan dopo aver citato il fondo scolari, e la possibiltà di avere nell’Italia macabra una porta di livello che conduca venrsio il mondo di Rarte (Kata Kumbas), non posso evitare un’incursione nel mythos. Ammetto che dalla mia laurea in poi qualsiasi gdr io faccia finisco per affondare a piene mni nei miti di Cthulhu, lo stesso Pathfinder ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho scoperto che Golarion stesso è intriso di trama oscura e cita a volte quelli che sono i veri dei, come Yog Shototh e Shub Nigurath.

Già nell’introduzone della campagna di Ultima Forsan che sto gicando non sono riuscito a resisere alla tentazione di piazzare lo Yellow Sign, il segno in giallo, ma sto meditando che forse si può fare di peggio… alla faccia dell’avventura a trama portante presente nel manuale di ambientazione per Savage Worlds che almeno in teoria sto ancora seguendo…

Parlando di personaggi che potrebbero anche aver poloato il passato del mondo di Ultima Forsan, ma che sicuramente lo proterebbero fuori da quello che è il tema originale del gioco mi viene in mente l’Arbao pazzo Abdul Alhazred, l’autore del Necronomicon inventato da Lovecraft. E l’evetuale esistenza di tale arabo porterebbe con se anche tutte le credenze di cui è fautore.

Abdul Alhazred, demonologo e poeta pazzo, nacque a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all’incirca nell’VIII secolo della nostra era.

Alhazred non seguiva la religione islamica, ma adorava strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog, Shub-Niggurath e Cthulhu.

Nella giovinezza esplorò le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Visse per dieci anni isolato nel deserto di Rub’ al-Khali (detto “Il Quarto Vuoto” dagli antichi arabi), circondato da spiriti malvagi (jinn).

Durante queste peregrinazioni Alhazred affermò d’aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città “dalle Mille Colonne”) e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell’esistenza di una razza pre-umana, di cui apprese i segreti e le cronache. In questo periodo avrebbe composto il famigerato “Distico Inesplicabile”:

« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e con il passare di strani eoni anche la morte può morire »

In vecchiaia si stabilì a Damasco, dove compose l’al-Azif (che in arabo indica i suoni notturni causati dagli insetti ma attribuiti alle voci dei demoni), più tardi noto come Necronomicon.
Coloro che maneggiano questo volume sembrano destinati a una tragica sorte, cui non sfuggì neanche l’autore, che èmorì divorato da una creatura invisibile alla piena luce del giorno nel 738, secondo il noto biografo del XII secolo, Ibn Khallikan, “venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente davanti ad un gran numero di persone pietrificate dal terrore”.

Ora inserire le creature del mito ci porta sicuramente fuori tema rispetto allelmento principe di Ultima Forsan che sono i morti redivivi ceati da un qualche misterioso fluido alchemico, percò non è neppure una commistione totalmente campata per aria visto che ne Decameron dei Morti stesso si accennna all’arabia come la forgia di demoni, draghi e creature ancora più mostruose e nessuno vieta di pensare che non siano solo le farneticazioni di un cavaliere che ha visto troppi fatti cruenti nella sua vita, ma magari veramente in arabia vi sono mostri del mito e con essi anche la perversa città di Irem.

Mi sa che a questo punto una breve letta al supplemento cthulu per Savage Worlds è un must.


Oggi si gioca a Pathfinder

Dopo molto tempo da master oggi torno a fare il giocatore di Pathfinder. Desideroso di esplorare il lato più oscuro di Golarion ho deciso di provare a giocare un oracolo dell’arazzo oscuro, o come preferisco dire io della trama oscura. Ho deciso di sperimentare e provare un personaggio femminile visti i buoni risultati ottenuti su Avventure nel vecchio mondo con Lacrima.

Il personaggio si chiamerà Reveria, nome scelto dalla fidanzata, dopo tutto non si può servire i grandi antichi e sperare di potersi scegliere anche un nome.

Servire il vuoto fra le stelle di sicuro dovrebbe fornire molti spunti e non è male anche la possibilità di lanciare 2 volte il mistero void between the stars. Vedremo come de una ragazza a cena Cthulhu e Tsathoggua sussurrano nel sonno. Un oracolo incarna un mistero e sa c’è di meglio di un mistero che il totale inconoscibile?


Kit di sopravvivenza per Planescape

Di recente No’Akei mi ha proposto di provare a prendere in mano Planescape, si intende giocatori dell’oratorio dei Carmini permettendo…

La base: Pathfinder, la guida al giocatore e la guida al combattimento, probabilmente anche la guida alla magia visto che qualcuno potrebbe voler fare il magus. Il Bestario 4 perché non posso resistere all’idea di inserire il sommo Cthulhu.

Technology guide e Numeria sono un’interessante aggiunta per invogliare anche i giocatori che dicono bello Numenera ma io voglio xp per l’uccisione dei mostri.

Planeskape Campaignsetting per la seconda edizione di AD&D

Manual of the Planes per D&D 3.5 torna sempre utile

Le due avventure per AD&D The Great Mordron March e Dead Gods costituranno il “core” della campagna, bisognerà poi aggiungere altre avventure di intermezzo perché  la campagna non è fatta di avventure consecutive.

Un set di dadi viola e uno antracite presi in vacanza completano il corredo perché non posso onestamente cimentarmi con un mostro sacro dei campaign setting utilizzando i Dadi multicolore della scatola rossa di D&D e i dadi rossi e blu spaiati che usavano un tempo i miei fratelli, o peggio ancora l’illeggibile set puntinato di No’Akei. Volevo mettere una foto dei dadi, ma il tablet e la connessione dell’hotel non collaborano.

Infine a ottobre ci saranno le miniature in bones dei demoni della Reaper che torneranno utilissime se giochiamo.


Branzilvania di Alessandro Girola

“Il paese è costruito su rovine celtiche… Ti basti sapere che la tribù che viveva qui adorava un’entità che in mancanza di altri termini definisco proprio così: un demone. In verità è qualcosa di più antico, sopravvissuto ai cataclismi del mondo passato, quando l’uomo nemmeno esisteva e qui c’era addirittura il mare. Dopo la catastrofe che portò alla fine di quell’epoca, si rifugiò in un interstizio tra la nostra realtà e la sua, così come fecero altri esseri simili a lui.”

La Brianza di Alessandro Girola è un luogo calato profondamente nella nostra realtà, ma con un’intensa sfumatura horror, inserita nelle pieghe di luoghi poco noti o inventati negli spazi vuoti della geografia dell’hinterland lombardo.

In particolare due cose mi sono piaciute di questo racconto. La prima è il recupero dell’idea Lovecraftiana dell’antico intrappolato, degli “Strani Eoni”, delle pigne della singolarità. Il fatto che questi fatti siano mescolati con la cultura punk e gli horror movie italiani (che per me sono cose misconosciute) da al tutto una piacevole vena di novità e freschezza.

La seconda è proprio il tentativo di rielaborazione di luoghi tutto sommato vicini con un twist nuovo e la presenza di passaggi come quello già citato che danno al lettore la possibilità di lasciar galoppante la fantasia e completare i vuoti nella storia.

Un altro aspetto interessante è la presenza di una forte protagonista femminile nella parte piú corposa del racconto, poi immaginatevi lei più vestita (ammetto che ho scelto volutamente due foto un po’ svestite prese da google) e con una sciabola.


 

 

Da fan del medioevo reinventato e del famigerato gioco di Kata Kumbas, che tenta di emulare una “quasi Italia” medioevale in stile fantasy con toni a volte leggeri e cariaci e altri diramatici e cupi non posso che apprezzare questo racconto di Alessadro griola in stile “werid tales” all’italiana che si inserisce nel filone di Italia Doppleganger.