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Dark Souls il gioco da tavolo – unboxing

È sbarcato nel mondo del gioco da tavolo anche il boardgame ispirato ai videogiochi fantasy horror di Dark Souls.

Nonostante io non abbia partecipato al Kickstarter sono entrato in possesso di una copia di Dark Souls per misteriosi sentieri e vie traverse.

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Stendiamo un velo pietoso sulla selva oscura che ho dovuto attraversare e il numero ingente di anime (ehm euro) sacrificate a questo gioco. Aperta la scatola subito troviamo una pagina contenente un profondo messaggio motivazionale nel migliore stile di questo gioco.

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Proseguendo l’esplorazione incontriamo un vassoio con le carte del gioco, due scatole contenenti le miniature e le tiles in cartoncino. Ci sono anche dei cubetti di legno stile village che nel boardgame di dark Souls si useranno per segnare avanzamenti e ferite subite. Naturalmente ci sono anche i dadi.

Le tiles non sono male e usano un sistema di movimento per nodi che come idea non sarebbe male in un gioco collaborativo, ma trovo un po’ fastidiosi i cerchietti messi sulle tiles.

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Le miniature sono sicuramente un grosso punto di forza del gioco da tavolo di Dark Souls. I mostri ricordano neanche tanto vagamente le atmosfere di Berserk e bisogna ammettere che quando si tratta di Dark Fantasy i giapponesi sanno il fatto loro.

Il regolamento de boardgame Dark Souls non è di per se male, ma a parte l’avventura random vi sono due sole campagne che fondamentalmente sono una sequenza di tre avventure random di cui si conoscono i Boss.

Se non siete appassionati di Dark Souls temo che vi annoierete a giocare sempre e solo ad: uccidi il boss per vincere, dopo che svariati boardgame collaborativi ci hanno abituati alle condizioni di vittoria più disparate e lo stesso videogame di Dark Souls contiene svariate sotto quest che mettono un po’ di pepe nella storia. Storia che nel boardgame a mio parere non si riesce veramente a raccontare.

Chiaramente è un gioco pensato perché si comprino anche le espansioni per arrivare ad un’esperienza di gioco ottimale.

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La pattuglia perduta

E’ da poco terminata la narrazione dell’avventura one shot La Pattuglia Perduta (per Martelli da Guerra / Warhammer  Fantasy  Roleplay) sul blog di Ale e ora l’avventura creata da Nicholas è disponibile anche per il download.

L’avventura è molto interessante perché è improntata più sul rapporto fra i personaggi definito nel background che sulla missione assegnata dall’avventura. Nel corso della partita la missione diventa sempre più secondaria rispetto all’agenda personale di ogni singolo giocatore mentre si gioca in un crescente clima di sospetto e tensione.

Prevale in questa avventura un’atmosfera cupa dovuta al contrasto che inevitabilmente finirà per crearsi fra i vari personaggi che a mio parere ben si sposa con la tetra oscurità del mondo di Martelli da Guerra.

Anche se creata per warhammer fantasy roleplay,  l’avventura a mio parere può essere interessante da giocare anche con altre ambientazioni Dark Fantasy,  fra le quali personalmente stavo pensando di riutilizzare in Ultima Forsan. 

Qui trovate la cronaca della partita di Nicholas.

 


Ultima Forsan – PNG: Ecaterina Batoriova

Ecaterina Batoriova

Bella, suadente, quasi lasciva, questo PNG mi ha subito incantato. Qualora non subisse una fine infame nella seconda avvetura potrei sempre riutilizzarla come seguace della findazata.

Io la renderei così:

condannata all’afflizione, contagiosa, estranea (mondi e feudi), immune al flagello, macilenta, anemica, codice d’onore, eccentrica, nobile, attraente, colpire alla testa.

agilità 6

cavalcare 4 combattere 6 sparare 8

forza 6

arrampicarsi

intelligenza 8

bassifondi 4 conoscenze comuni 4, conoscenze religione 4, gioco d’azzardo 6, investigare 6, percezione 6

spirito 6

persuasione 4

vigore 4

katana

frusta

pistola ad acciarino, 10 proiettili

cotta di maglia, bracciali di cuoio, gambali di cuoio, elmo chiuso, abiti formali

lungue: ungherese, volgare toscano, latino, catai


Giocare Dark Fantasy

Di recete ho letto un’interessante articolo di Cattonerd relativo al gioco di ruolo in cui fra le altre cose si rifletteva che non è certo colpa di noi poveri giocatori di ruolo se fra i nomi importanti del fantasy vi sono solo due autori cristiani, Lewis e Tolkien, e tutti gli altri hanno snobbato il genere.

Il che questa mattina durante la lezione di Thai Chi mi sono trovato a riflettere sul perchè io di norma prediliga giocare e masterizzare in genere Dark Fantasy (il che implicitamente significa che non prendo il Thai Chi come una cosa seria), genere che dovebbe esssere molto fuori dal mio setinre cattolico (ok facciamo un po’ di outing).

Premetto che il dark fantasy che mi interessa non è quello dei personaggi che portano il peso di un oscuro passato e vivono piagati dal rimorso o dalle cicatrici, ma piuttosto quello stile la Black Company di Glen Cook dove la gente vive con il male che fa e tira avanti convinta in genere che quella sia l’unica strada. (ovviamente anche stile Ultima Forsan sebbene io lo giochi con una pennelata di nero in più)

Fondalmente siamo bravi a fare i buoni in un ambiente in cui tale comportamente sia premiante, siamo gli eroi, gli avvetirueri, possiamo tranqullamente trucidare inbdiscriminatamente orde di rochi e orschetti, che sono geneticamente malvaci, comportarci come i conquistadores spagnoli e andare a bordelli, tanto domani verremo applauditi come i salvatori del mondo e per ogni testa di orchetto che sbandieriamo in piazza riceveremo un lauto bonus sugli sconti dal nostro negoziate di fiducia.

Personalemnte a 33 anni, dopo venti anni a fare prevalemntemente il master questa filosofia mi ha un po’ stancato.

Il Dark Fantasy può offrire una scappatoia a questo circolo vizioso rendendoci consapevoli che le azioni che compiamo hanno sempre conseguenze.

Riflettete su quanto vi piacerebbe entrare a razziare una città dolente sapendo che avete dal 10% al 30% di probabilità di diventare uno Zombie entro fine giornata a seconda del livello di pericolosità a cui si gioca.

Non è facile essere eroi quando fare la cosa giusta può ritorcesi contro di te perchè il re del paese è al soldo dei marchesi dell’inferno e quindi nel momento in cui tu compirai un’azione nobile puoi star certo che ti ritroverai contro tutta la guardia cittadina. Può però diventare estremamente gratificante per il singolo o il gruppo sapere di aver fatto la cosa gusta anche se poi si deve scappare nella notte dalle orde dei morti dovendo lasciare metà del tesoro per strada per non esssere appensantiti nella fuga.

In molte campagne Dark ho visto i miei giocatori partire come individui egoisti e meschini e poi trovare nel gioco motivi per restare assieme a causa dell’ostilità del modo circostante e trovare in questa scoperta motivi di soddisfazione.

Non dico che gli eroi siano diventati buoni, ma sono cresciuti e maturati nello sviluppare uno spirito di gruppo, una determinazione a reagire per cercare di cambiare un modo che era a loro ostile e arrivare a compiere atti di eroismo, che sono arrivati in alcuni casi a perdere la vita per eliminare una minaccia di proporzioni epiche o a fare sforzi incredibili, pur di salvare l’unica persona veramente amica in tutto il mondo. I personaggi sapevano che nessuno li avrebbe ricordati o avrebbe detto loro grazie, ma erano cosapevoli di aver vinto qualcosa per loro stessi e di aver veramente fatto qualcosa per cambiare il mondo.

Un eroe Dark di norma non ha niente da perdere e quindi può essere disposto a qualiasi sacrificio pur di emergere dalla babele priva di significato in cui è immerso ogni giorno. Sapere di avercela fatta nonstante tutto e tutti remassero contro, sapendo che forse non si potrà contare sul supporto del gruppo nel momento di vero bisogno, vuol dire avercela fatta due volte, essere riuscii a tirare fuori il buono di noi anche quando non era affatto facile.


50 sfumature di Dark Sun

Oggi ho letto il secondo di una serie di post relativi ai cliché e la struttura dei generi rosa (questo è il primo) pubblicato su Strategie Evolutive e ho cominciato a pensare a un’idea che avevo ferma da qualche tempo…

Tre mesi fa ho avuto l’occasione di spulciare 50 sfumature di grigio da un’amica della fidanzata.

50 sfumature di grigio è alla fine un romanzo rosa e quindi rispetta le premesse del genere esposte nell’articolo di Davide, essendo il signor Grey un dominatore al limite del patologico è logicamente misogino e la sua amante, di cui onestamente ho già dimenticato il nome, è stranamente ancora vergine sul finire dei vent’anni e ha il “colpo di fortuna” di iniziare subito con una relazione di tipo estremo.

Personalmente ho verificato che il libro si legge benissimo anche saltando due pagine per ognuna che si sfoglia. Fra i pregi dell’autrice devo dire che almeno a differenza di Jaqueline Carey ha fatto i compiti studiando wikipedia prima di scrivere il libro.

Resta l’idea di fondo che i due spasimanti in questione abbiano un loro passato pesante che li ha portati ad incontrarsi e intavolare un certo tipo di rapporto.

Per alcuni la curiosità di leggere la storia di lui e la storia di lei e scoprire il cosa e per come, ammesso che ci sia veramente, probabilmente basta. Io invece, come ho commentato sul blog di Davide, voglio anche imperi in disfacimento, fiumi di sangue e maledizioni indicibili.

Mi ero quindi domandato se la storia non poteva dare qualche spunto per un’avventura di Cthulhu fantascientifico con qualche contaminazione di Zothique, poi però di recente mi è stato proposto di iniziare Darksun (o meglio mi è stato chiesto di giocare un post apocalittico e io ho proposto Darksun).

Quali sono gli elementi di Darksun che potrebbero quindi portare a giocarlo in veste Dark Romantic Fantasy invece che classico Heroic Fantasy di D&D?

  1. Sadomaso:  un elemento che a ben guardare viene accennato in tutti i primi tre romanzi della serie, gli unici che mi interessano veramente, anche se giustamente annacquato per il pubblico dell’epoca. (elemento minimo per aderire a 50 Shades of Grey);
  2. Imperi in disfacimento: c’è oppure mi spiegate cosa ci fanno i re stregoni;
  3. Fiumi di sangue: a volontà! È la cosa più facile da trovare su Athas;
  4. Maledizioni: il concetto stesso di Drago è una maledizione;
  5. Donne facili e disponibili, possibilmente sottomesse: Sadira ricade spesso nel primo campo, quindi con un sillogismo falso possiamo dire che ci sono sicuramente donne che cadono nel secondo (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  6. Uomini misogini: partiamo dalla classe dei templari e andiamo avanti (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  7. Necessità di adattamento, compromesso ed evoluzione: o c’è o si crepa al livello 2 (elemento per aderire al post numero 1 di Davide);
  8. I più sono cattivi: è una verità di vita ma anche una necessità per giocare Darksun.

Sono curioso di vedere se i miei nuovi giocatori ricadono nelle due categorie (abbastanza niubbi o molto esperti) che potrebbero apprezzare le novità, Pathfinder giocato con l’E6 e regole per la pazzia, e il gioco dovrebbe essere fatto.


Segnalo un validissimo articolo su Darksun, a mio parere una delle migliori ambientazioni della TSR assieme a Planescape. Aver letto questo articolo mi ricorda che dovrei toranre a giocarci prima o poi.

strategie evolutive

Nostalgie ludiche.
Nel 1991 la TSR – oramai entrata in fase terminale, ma ancora la più popolare casa editrice di giochi di ruolo al mondo – decise di allontanarsi dalle atmosfere fantasy “classiche” di ambientazioni come Greyhawk e Forgotten Realms, ed avvicinarsi ad uno stile più muscolare.
La ragione di questa scelta era, apparentemente, la necessità di creare un mondo nel quale i giocatori potessero (dovessero) utilizzare il battle System, un supplemento del sistema di gioco AD&D 2nd Ed. che permetteva di giocare grandi scontri campali.
Serviva insomma un mondo in guerra.
Il risultato – variamente ispirato a cose come i romanzi sword & planet di Burroughs e dei suoi emuli, ed i fumetti di DEN di Richard Corben – divenne Dark Sun.

Verdant

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Kata Kumbas e gli altri progetti fermi.

Per quanto il blog continui ad essere aggiornato di frequente non posso dire altrettanto dei miei progetti “collaterali” legati ad esso.

È orami un anno che la guida al medioevo reinventato, una sintesi ampiamente rivista di tutto ciò che ho scritto su Iho’s Chronicles riguardo al fantasy con elementi medioevali , un supplemento pensato principalmente per Kata Kumbas, siede su una mensola della mia scrivania in attesa che cominci a revisionarlo per la terza volta prima di passarlo a No’Akei, perché mi segnali tutte le sviste che mi sono sfuggite, e chi segue il mio blog sa che se scrivo di getto l’italiano lo massacro ferocemente.

Avevo anche cominciato a riprendere in mano i racconti di Mirn il fattucchiere, un tempo pubblicati su racconti di oscurità e apocalisse (altro prgetto allo stato attuale congelato), ma persino quelli sono fermi, per quanto dopo tutte le limature apportate potrei anche girarli direttamente a No’Akei, solo che ha già le revisioni delle cronache delle partite di gdr per le mani, oltre all’università da seguire.

Il tempo è stato principalmente preso dal modellismo, ma anche i miei progetti su Necromunda stanno procedendo ad una lentezza superiore alle aspettative, tanto che anche la partita di pasquetta potrebbe essere in discussione, sebbene spero sempre nel contrario.

In tutto questo si avvicina il periodo per la stesura dei bilanci e poi la lunga maratona che ci porterà fino a fine estate con le dichiarazioni dei redditi.

Se non c’è stato tempo per portare avanti questi progetti  fino adesso mi domando dove lo troverò prima di settembre.

Almeno abbiamo ripreso a giocare con Camelia Farnese e a breve dovrebbe arrivare la cronaca rivista e corretta della partita. Il modo di Rarte e Kata Kumbas ultimamente sono comparsi meno del solito in questo blog e sono una cosa a cui comunque tengo ancora parecchio.