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Seconda partita a Darksun

Venerdì abbiamo nuovamente giocato a Darksun, due giorni di fila di partite a D&D / Pathfinder non accadeva da credo un anno.

Questa volta abbiamo usato le miniature e le tiles della wizards.

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Dopo mille vicissitudini rikku è finalmmete arrivata nella città di Tyr.

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Nell prima taverna che incontra ha subito una zuffa con i Templari.

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Una volta nel mercato degli elfi le cose si scaldano fino al punto che Rikku finisce arrestata.

P_20140502_171019_1Un halfing con una pantera è un ottimo schiavo gladiatore, ma Rikku è estremamente indisciplinata e finisce in cella, dove naturalmente scoppia l’ennesima zuffa per futili motivi.

Va detto che Rikku ha sempre fatto l’impossibilità dall’inizio dell’avveturanper evitare i casini, purtroppo in Darle un sono i casini a cercare i giocatori.

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Arriva finalmente il momento della pausa con i muffin preparati da No’Akei.

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L’ultimo scontro della giornata vede Rikku intenta a salvare due Nobili dall’ira diRe Kalak, il che ha fatto diventare lei è la sua pantera nobili e i nobili degli schiavi.

Ora però Rikku ha bisogno di un sacerdote che la curi dal livello negativo inflittolea un Tembo e il titolo nobiliare è arrivato senza alcun appannaggio da parte del re, perciò l’halfling è povero come prima anche se libero.

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Riprende Darksun

Ieri ho ripreso dopo anni a giocare nel “mondo del sole nero”, non con le regole originali di Darksun per AD&D 2, ma con un adattamento per Pathfinder versione E6 (ovovero con solo 6 livelli e poi si avanza con i talenti), del quale ormai sono un estimatore.

Per una serie di motivi lunga da spiegare anche questa volta la campagna sarà un 1 vs 1, io contro la fidanzata. Per ora Camelia Farnese è in pausa in attesa di capire se il personaggio diventerà un vampiro, riuscirà a scappare da una situazione molto pesante o ci saluterà per sempre, anche se le sue avventure proseguiranno in questo blog ancora per mesi.

Per ora si è giocato attorno ad un tavolo, vedremo se la partita di Darksun proseguirà così o se in futuro ci trveremo via Skype.

La protagonista principale è Ricku, un halflig druido, incaricata di andare in cerca di informazioni su una misteriosa cometa che è in ritardo nel suo passaggio di ben 45 anni. Assieme al suo “gattone” Nashira la ragazza è già riuscita ad entrare in una quantità di casini abnormi, in meno di una settimana. E’ diventata amica di un druido, ha salvato un’oasi e un villaggio, ha trovato una spada magica della quale deve scoprire la storia e si è inimicata un’intera tribù di elfi.

L’avventura riprende da dove ci eravamo interrotti anocara anni fa qui. Il bello è che la fidazata non ha letto la pentalogia del prisma, quindi i prossimi mesi per lei saranno tutti una sorpresa.

In questo periodo c’è anche una campagna in corso al Thuderdome, il club di gdr dei Carmini, ma poichè sono già in sette e non sono in genere entusiasta di fare il giocatore, ho deciso di rinunciare.


La chiave della terra – Avventura per Darksun

Con l’arrivo delle vacanze natalizie ho iniziato a leggere le avventure per gdr disponibili sul sito di Dragon’s Lair e ho iniziato con una piccola chicca per D&D, una delle poche avventure per Darksun che io abbia mai trovato in rete:

La chiave della terra

Ideazione e Sviluppo di  Daniele Durì

Disegni si Marco Celegato, Sara Scaini, Giulio Dorigo

Anno 1995

Sistema di Gioco AD&D / Darksun

È abbastanza difficile trovare avventure per Darksun, un’ambientazione per Dungeons and Dragons non tradotta in Italia, quindi ancora di più in italiano. Va sicuramente dato credito all’autore per essersi cimentato in questa ardua impresa.

La storia riguarda la ricerca di un artefatto creato in una città libera, che è andato sepolto con la città stessa e che avrebbe la possibilità di rendere fertile la terra di Athas. Logicamente i re stregoni vogliono trovarlo e tenerlo per loro.

L’idea è molto suggestiva, ma introdurre un simile oggetto di potere in un mondo devastato da un olocausto post guerra di magia rischia di avere un effetto a valanga su un un campaign setting desertico.

L’avventura a mio pare riporta la giusta quantità di durezza per un’avventura ambientata nel crudo mondo di Athas e mi piace l’idea di strutturala per eventi e non a mappa, ma come molte avventure dell’epoca ha il grosso difetto che i PG sono sempre chiamati amici da tutti coloro che potrebbero interagire pacificamente con loro.

Chi ha scritto l’avventura non conosce per altro molto bene la storia di Athas visto che ha inserito l’idea che qualcuno abbia rubato la lente Nera a Borys di Ebe, quando dopo la trasformazione di Borys in drago la lente era andata persa. Il che vuol dire non aver letto l’Oracolo di Ossidiana, uscito nel 1993.

Nel complesso l’avventura è gradevole e secondo me vale la pena di giocarla, ma per il suo utilizzo penso che aggiungerò un maggior numero di incontri e cambierò alcune cose come il potere della chiave e il ruolo dell’Alleanza velata e della città di Iris in tutto questo.


Ogre al femminile – Parte seconda.

Oggi mi è arrivata l’espansione di Heroquest l’orda degli ogre (against the ogre horde) e quindi comincio a sperimentare con loro.

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Questo è il mio primo tentativo di ricavare un ogre femminile basato sul concept che ho trovato ieri.

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Ogre al femminile.

Un dettaglio a cui non avevo mai pensato prima della partita di D&D di ieri sera è il fatto che per giocare a Darksun potrebbe servirmi il modello di una mezza gigantessa… peccato che i modelli di ogre femmina che ci sono in giro siano costosi, pochi e bruttini… non esattamente i candidati ideali per un riutilizzo

Poi cercando sulla rete ho trvato un mdo forse più economico di risolvere il problema senza dover diventare matto con la scultura. Ho in effetti abbondanza di scudi dei nani e quini dovrebbe essere una conversione fattibile.


50 sfumature di Dark Sun

Oggi ho letto il secondo di una serie di post relativi ai cliché e la struttura dei generi rosa (questo è il primo) pubblicato su Strategie Evolutive e ho cominciato a pensare a un’idea che avevo ferma da qualche tempo…

Tre mesi fa ho avuto l’occasione di spulciare 50 sfumature di grigio da un’amica della fidanzata.

50 sfumature di grigio è alla fine un romanzo rosa e quindi rispetta le premesse del genere esposte nell’articolo di Davide, essendo il signor Grey un dominatore al limite del patologico è logicamente misogino e la sua amante, di cui onestamente ho già dimenticato il nome, è stranamente ancora vergine sul finire dei vent’anni e ha il “colpo di fortuna” di iniziare subito con una relazione di tipo estremo.

Personalmente ho verificato che il libro si legge benissimo anche saltando due pagine per ognuna che si sfoglia. Fra i pregi dell’autrice devo dire che almeno a differenza di Jaqueline Carey ha fatto i compiti studiando wikipedia prima di scrivere il libro.

Resta l’idea di fondo che i due spasimanti in questione abbiano un loro passato pesante che li ha portati ad incontrarsi e intavolare un certo tipo di rapporto.

Per alcuni la curiosità di leggere la storia di lui e la storia di lei e scoprire il cosa e per come, ammesso che ci sia veramente, probabilmente basta. Io invece, come ho commentato sul blog di Davide, voglio anche imperi in disfacimento, fiumi di sangue e maledizioni indicibili.

Mi ero quindi domandato se la storia non poteva dare qualche spunto per un’avventura di Cthulhu fantascientifico con qualche contaminazione di Zothique, poi però di recente mi è stato proposto di iniziare Darksun (o meglio mi è stato chiesto di giocare un post apocalittico e io ho proposto Darksun).

Quali sono gli elementi di Darksun che potrebbero quindi portare a giocarlo in veste Dark Romantic Fantasy invece che classico Heroic Fantasy di D&D?

  1. Sadomaso:  un elemento che a ben guardare viene accennato in tutti i primi tre romanzi della serie, gli unici che mi interessano veramente, anche se giustamente annacquato per il pubblico dell’epoca. (elemento minimo per aderire a 50 Shades of Grey);
  2. Imperi in disfacimento: c’è oppure mi spiegate cosa ci fanno i re stregoni;
  3. Fiumi di sangue: a volontà! È la cosa più facile da trovare su Athas;
  4. Maledizioni: il concetto stesso di Drago è una maledizione;
  5. Donne facili e disponibili, possibilmente sottomesse: Sadira ricade spesso nel primo campo, quindi con un sillogismo falso possiamo dire che ci sono sicuramente donne che cadono nel secondo (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  6. Uomini misogini: partiamo dalla classe dei templari e andiamo avanti (elemento per aderire al post numero 2 di Davide);
  7. Necessità di adattamento, compromesso ed evoluzione: o c’è o si crepa al livello 2 (elemento per aderire al post numero 1 di Davide);
  8. I più sono cattivi: è una verità di vita ma anche una necessità per giocare Darksun.

Sono curioso di vedere se i miei nuovi giocatori ricadono nelle due categorie (abbastanza niubbi o molto esperti) che potrebbero apprezzare le novità, Pathfinder giocato con l’E6 e regole per la pazzia, e il gioco dovrebbe essere fatto.


L’incantratrice d’ambra – The amber echantress

Il caldo e l’insonnia hanno fatto sì che negli ultimi giorni mi svegliassi sempre molto presto il che mi ha portato a prendere in mano l’ultimo regalo della fidanzata, una vecchia copia de L’Incantatrice d’Ambra e così finalmente mi sono deciso a farmi una cultura sulla torre dei primordi e le nuove razze.

Il terzo romanzo di Darksun era l’ultimo che mi mancava da leggere e mi lasciava un po’ di curiosità su un pezzo di storia che è risultata più interessante non tanto per le vicende di Sadira che si potevano anche intuire, vai alla torre, vieni mutata e ora hai i poteri per sconfiggere il drago, quanto per lo spaccato di Athas che mostra dall’insolita prospettiva degli elfi.

Quello che mi piace dei personaggi di Denning è che rispetto ai normali eroi senza macchia e senza paura di D&D i suoi personaggi sfoggiano parecchi difetti…

Sadira potrebbe volgarmente essere considerata in maniera semplicistica una donna di facili costumi, anche se finalmente il terzo libro ci da un’idea

Quanto agi elfi… beh gli elfi di Darksun in questo terzo libro risplendono secondo me di vera gloria. A mio parere Denning ricostruisce con pochi tratti estemporanei, mostrati dal difuori l’idea di una cultura nomade basata sulla rapina e i saccheggio dove gli estranei sono più cose che persone e devono guadagnarsi il diritto di essere rispettati dalla tribù.

Come nei precedenti libri fine solo pochi verranno risparmiati dalla furia dei pericoli del deserto di Athas e chi credeva che avrebbe potuto prosperare si troverà spesso ridotto in cenere.

Rispetto ai precedenti due libri vi è però molta più magia e in parte si inizia a sentire il peso degli alti livelli di AD&D, però resta l’idea che il potere non si ottiene tanto con l’esperienza ma quanto con il possesso di certi oggetti, il compimento di rituali e l’intervento di mutazioni o aiuti esterni.

I romanzi di Darksun creano secondo me una storia cominciata molto bene, con delle belle idee relative al significato dell’essere eroe e ai costi che alle volte comporta, peccato che verso la fine tenda a tornare verso alcuni dei cliché dell’heroic fantasy che apprezzo di meno.