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Articoli con tag “D&D

Il Signore di Ravenloft

Questo librogame mi manca e quella segnalazione potrebbe essere una buona opportunità per rimediare e aggiungere un altro pezzetto alla mia collezione.

Facilmente può essere migliore rispetto alla media dei librogame di AD&D (dopo un paiono  di delusioni avevo scartato la serie) anche grazie ad un’atmosfera al contorno di tutto rispetto.

Mi domando se è all’altezza di titoli come Bloodsword e Sortilegio

Plutonia Experiment

Ravenloft

Ravenloft è un’ambientazione gotica per il gioco di ruolo Advanced Dungeons & Dragons.
Si tratta di una dimensione parallela governata da misteriose nebbie, un mondo composto da reami a sé stanti, che solo apparentemente formano una geografia “ordinaria”, ma che di fatto rappresentano in tutto e per tutto le prigioni di potenti creature malvagie, prelevate dalle Nebbie dai loro mondi d’origine, e condannati a governare in eterno su piccoli regni di cui sono i sovrani assoluti, ma anche i prigionieri sempiterni.
Strahd Von Zarovich, conte e vampiro, è la versione AD&D del conte Dracula, così come il suo reame, Barovia, è lo specchio della Transilvania immaginata e descritta da Bram Stoker.
Oltre a essere il protagonista principale del setting Ravenloft, di cui ho già parlato diverse volte sui miei blog, Strahd è anche l’arcinemico di uno dei migliori librogame mai pubblicati: Il Signore di Ravenloft.

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Medusa (Anna Aleksandra Jonynas)

Oggi sul feed dei blog che seguo ho trovato le foto di un interessante cosplay della gorgone.

La Medusa è uno dei miei mostri preferiti dai tempi di D&D parliamo di più di 20 anni fa. La sua capacità di pietrificato causando la morte istantanea, unita ad artigli e attacchi velenosi la rendeva un incontro dal quale i giocatori preferivano scappare.

La mia creatura mitologica preferita è Medusa la gorgone. Non a caso l’ho citata in molti racconti e in diversi post. Su tutti cito uno dei racconti contenuti nell’ebook Isole del Terro…

Sorgente: Le ospiti di Plutonia: Medusa (Anna Aleksandra Jonynas)


Non premiate i giocatori per il gioco di ruolo — Cronache del gatto sul fuoco

Segnalo questo interessante articolo relativo alla motivazione e l’interpretazione. Anche se non mi trovo totalmente d’accordo è indubbio che come sostiene l’autore i premi condizionino i comportamenti dei giocatori. Ad esempio attualmente stiamo giocando a pathfinder con una variante dell’esperienza in cui le uccisioni non danno xp. Morale della favola i combattimenti cerchiamo di evitarli.

Questo è la traduzione di un interessante articolo di Rotten Pulp, uno dei migliori blog old school che ringrazio per avermi dato il permesso per la traduzione. è un articolo provocatorio ma è allo stesso tempo cibo per la mente….. Nei primi giochi di ruolo non c’era nessun incentivo a interpretare: non c’erano infatti ne vantaggi ne bonus meccanici.…

via Non premiate i giocatori per il gioco di ruolo — Cronache del gatto sul fuoco


Giocare l’ira di Ashardalon nel 2016

Erano gli inizi del terzo millennio quando in corrispondenza dell’uscita della terza edizione di D&D venne pubblicata la cittadella senza sole, un’innocente avventura in cui un gruppo di avventurieri distruggeva un albero maledetto.

Ciò che all’epoca nessuno sapeva è che distruggendo la maledizione si sarebbe liberato un terribile vampiro, il che avrebbe messo in moto ancora una volta una serie di eventi che avrebbero innescato ancora una volta l’ascesa del temibile Ashardalon .

A sedici anni dall’uscita del primo modulo ora mi ritrovo ancora una volta a pianificare una visita alla cittadella senza sole, nella speranza di continuare la campagna almeno fino all’ascesa del temibile vampiro Gultias (il quale ha la tendenza con il suo raggio di morte di uccidere almeno un pg del gruppo) con l’idea di far provare Pathfinder ad un gruppo di quindicenni.

Il gruppo dovrebbe essere composto  da un nano, che spero vivamente di convincere a  comparsi un’ascia e fare il mago guerriero, uno stregone e un chierico , il quale ha bisogno di essere migliorato un po’ nel fisico perché il nano pesta più di lui. La fidanzata presumibilmente giocherà un inquisitore per dar man forte e la squadra sarà completata da Mepo, il PNG custode di draghi coboldo, probabilmente in versione ladro.

Rispetto alle volte precedenti ora ho miniature a sufficienza per tutti i tipi di incontri e svariati set di plance quindi giocare sarà probabilmente un’esperienza più coreografica ed avvincente.

Nel frattempo ignaro al gruppo Ashardalon trama nell’ombra…

 


la cittadella senza sole – madre dei ratti

Ricordo ancora a tempi della prima uscita di D&D terza edizione quando mi imbattei per la prima volta ne la Cittadella Senza Sole e vidi le potenzialità di alcune delle idee presenti in quell’avventura presentata come un proof of concept in attesa dell’uscita del manuale dei mostri e del manuale del master.

Anche se adesso gioco abitualmente Pathfinder, la scelta di tale sistema di gioco risiede nella convinzione che sia la naturale evoluzione di D&D 3 e D&D 3.5 e ne risolva una parte dei difetti.

Fra le varie creature della struttura sprofondata con cui nel 2000 sono tornato al gdr dopo anni di abbandono vi era Gugash la madre dei ratti, il ratto più grosso obeso e laido di tutta la cittadella senza sole.

Ora a poche settimane dal termine delle spedizioni del materiale di Zombicide Black Plague e a 16 anni dall’uscita di D&D 3 e della cittadella senza sole mi preparo all’idea di avere finalmente tra le mani un mostro che rappresenti la madre dei ratti.


Ultima Forsan – C’era una volta a Lucca

Da uno sguardo di insieme si può vedere che l’avvetura ufficiale del manuale di Ultima Forsan contiene molti spunti per espanderla, ma in alcune parti è abbastanza accennata e richiede del lavoro da parte del master, per arricchirla di ulteriori dettagli per essere veramente soddisfacente. Di per se è una cosa abbastanza comune per le avveture di Savage Worlds e comunque apprezzo la possibilità di poter agigungere del mio, inoltre una certa dose di tabelle per la generazione di eveti casuali presente nel manuale può aiutare facilmente a rieperire le parti lasciate libere anche ai più pigri. Inoltre il gioco parte dall’approccio “cut the chase” ovvero daglia il suprfluo e le cose sdolcinate.

Una cosa che mi ha creato abbastanza problemi nel giocare è il fatto che alcuni dei mostri siano indicati nell’avvetura mentre per altri sideve andare a consultare il bestiario a dine del libro. Se in D&D 3.5 / Pathfinder sono ormai abituato a coscere i tratti dei mostri principali a memoria, almeno a spanne, e sono in grado di cucinare qualcosa anche senza manuali a portata di mano, in Savage Wolrds, di cui sono abbastanza nuovo, ho bisogno di avere le statistiche sotto mano e dover fare avanti e indietro nel manuale non è una cosa semplice. Avrei preferito avere sempre ogni mostro con le sue statistiche nel punto dove è descritto il relativo incontro, e non solo i principali, anche tendo conto che l’appendice del bestiario non è così facile da fotocopiare. Per ora ho risolto utilizzando una pletora di segalibri, ma alla fine arriveremo che la settimana prossima quasi sicuramente andrò in copisteria per crearmi una bella dispensa A4, visto che non ho voglia di ricopiarmi tutto il bestiario nell’agenda.

Anche se c’è forse un po’ troppo railroading per i miei gusti, l’avvetura nei primi due capitoli che ho da poco concluso funziona bene. Se la gente vuole investiagre può trovare gli indizi e se uno invece decide di andare avati dritto la storia comunque prosegue e permette di adare avati senza che si resti fermi e imbottigliati perchè non si è riusciti a cogliere indicazioni negli elementi di contorno. Ho comunque l’impessione che nella mia campagna le cose prima o poi adranno più storte di quanto previsto dall’autore…

Resta l’idea che Savage Worlds è un gioco pensato con prima di tutto lo scopo di essere un sistema funzionante e funzionale, anche a discapito dell’estetica, risultato che riesce ad ottenere anche quando non si conoscono bene tutte le regole e si deve continuare a sfogliare avanti e indietro il manuale base. Dal punto di vista estetico ha però delle lacune che mi portano comunque a rimanere dell’idea che Pathfinder è un sistema migliore, sebbene molto più complesso e non permetta di fare alcune cose che sono invece estremamente semplici in Savage Worlds.

La prossima volta cercherò di dare un maggiore sguardo di dettalgio alle varie avventure ma per quello che ho giocato fino ad ora sono rimasto complessivamente soddisfatto.


Bottino di Lucca

Torno da lucca con un regalo di compleanno che è costato una cifra certo non irrisoria ma neppure astronomica come certe oefferte su ebay: una scatola di Dungeons & Dragons del 1991 (quando ancora lo pubblicava l’editrice giochi) da agigungere alla mia collezione di materiale vintage. La mia scatola rossa è un po’ distrutta e con il manuale sbrindellato, quindi avere un manuale ufficale in buono stato per i livelli base, da affinacare alle scatole Expert, Companion e Master, non è male.

dungeons-and-dragons-board-gamePersonalmente preferisco il D&D base alla versione Advanced che trovo una complicazione affari semplici, le regole aggiuntive di Advanced D&D non danno poi tutta questa maggiore profondità al gioco, mentre nella mia esperienza spesso lo hanno rallentato.

Onestamente D&D ha la sua età e io non sono un appassionato Old School, ma avere in casa questa vecchia gloria mi da certamente un senso di soddisfazione, sebbene generalemtne continuerei a giocare a Pathfinder.