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Articoli con tag “desiderio

Claustrophobia – Dispersi nell’oscurità

19 giugno 1634

Le voci di strada corrono veloci fra i vicoli maleodoranti di Nuova Gerusalemme. Oggi i ruffiani dicono che i “valorosi” guerrieri di Dio guidati dal Redentore sono già stati dispersi al primo scontro, o forse sono rimasti intrappolati nei tunnel che cercavano di purificare dal male.

Ora quegli uomini dispersi dell’oscurità vengono derisi dagli stessi ruffiani che giorni fa gozzovigliavano in loro onore a spese del concilio di questa città infernale! Mi domando se quei disgraziati riusciranno a tornare indietro… domanda che potrebbe valere anche per me.

Mi ero imbarcato nell’impresa di varcare il portale demoniaco con la convinzione che avremmo portato la luce alle creature degli inferi e che combattere i demoni fosse meglio che combattere gli altri uomini in quella che da un decennio pareva una guerra eterna. Credevo di fare la cosa giusta, mi sentivo giustificato nelle mie decisioni. Ora non più.

Siamo scesi all’inferno con sogni di potere e di gloria ma fino ad ora quasi nessuna traccia di quintessenza o pietra filosofale. Più passano i mesi e più i nostri soldati sembrano diventare simili ai demoni. Ai dannati invece di una speranza portiamo schiavitù, oltraggio e violenza. In realtà se i demoni ci hanno attaccato solo sporadicamente probabilmente è perché gli stiamo risparmiando tempo a torchiare gli spiriti dannati al posto loro.

A migliorare le cose inoltre quaggiù sono arrivati anche quei miscredenti dei Saraceni. Serpi infide e velenose, sempre pronte a tendere imboscate. La loro astuzia farebbe quasi immaginare che in realtà essi conoscessero questo luogo da ben prima di noi.

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Claustrophobia – Festeggiamenti nella notte

10 giugno 1634, a tarda notte

La città di Nuova Gerusalemme risuona di canti e risa mente i boccali di vino vengono svuotati per festeggiare la decisione del consiglio di portare la guerra ai demoni fin nelle catacombe.

Vi sarebbe poco per la verità da festeggiare a pensare che i gloriosi soldati della fede che verranno mandati a sbaragliare i pericoli del sottosuolo saranno i tagliagole della peggiore risma a cui verrà data la possibilità di scegliere fra rischiare la vita nei tunnel o perderla certamente sul patibolo.

Io non mi mischio alla gioia e all’ebrezza. Per un povero scriba in cerca di opportunità questo nuovo mondo è in realtà forse peggiore del vecchio. Forse dovrei aver riflettuto meglio che nessuno sente il desiderio di mandare ai propri cari delle lettere dall’inferno e la nostalgia dell’amata si dimentica in fretta quando si passano giornate intere a violentare e schiavizzare i dannati che abitano questo primo girone infernale. In realtà sono più apprezzato come barbiere, per curare i denti e ricucire le ferite dei guerrieri. In fondo studiare non è stato così inutile.

In ogni caso mentirei se dicessi che la festa mi dispiace, mentre la gente è ubriaca e più facile far scivolare la mano in tasca a qualcuno e estrarne il borsello senza farsi notare.

L’unico che non sembra godere dell’aria allegra della serata è l’uomo con la lanterna che vaga per le strade scuotendo la testa sdegnato, dicono che sia un redentore, un grande mistico che ha giurato di purificare catacombe anche a costo della vita, desiderio il suo che temo presto sarà esaudito.

Di sicuro mi ha visto alleggerire la borsa di una donna e mi ha guardato con disprezzo prima di proseguire oltre.

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Claustrophobia – La Nuova Gerusalemme

I turn to you oh my precious Jerusalem
Deny your prophets their passion and treat them like fools
I turn to you oh my precious Jerusalem
Deny my love but you can change fate

10 giugno 1634, sera

Mentre l’aria greve di questi luoghi asfittici si fa sempre più opprimente con il calare della sera mi trovo a ripensare al tempo in cui ero al seguito delle armate cattoliche dirette ad assediare la città di Magdeburg, un infimo gregario fra tanti un po’ scribacchino e un po’ barbiere, quando letteralmente il terreno si aprì vomitando fuori l’inferno e lasciando un foro che vi conduceva all’interno.

Da allora molte cose sono cambiate. Sono stato fra i folli che hanno scelto di attraversare il varco e cercare la propria fortuna saccheggiando una terra di orrore e di meraviglie e ora che mi rendo conto che difficilmente tornerò indietro e rivedrò la luce del sole.

Con le pietre e il sudore della fronte abbiamo eretto un baluardo dell’ingegno dell’uomo, per usare le parole di Sant’Agostino la Nuova Gerusalemme. Visto il nido di turpitudine, oscenità e vizio che la infesta fin nel ventre più profondo, fra meretrici avventurieri e farabutti forse sarebbe meglio paragonarla alla città di Ninive che non a quella della gloria dell’Altissimo

Così ora mi trovo all’inferno, rintanato fra le mura dell’unica città umana che vi sia mai stata costruita mentre il concilio di Nuova Gerusalemme si appresta a dare un importantissimo annuncio e a indire per una grande festa.

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