Bestiario di fighting fantasy per Kata Kumbas

In parallelo all’avventura per Dark Sun in Solitario, sto andando avanti anche con l’idea di sviluppare un adattamento di Kata Kumbas usando le regole di Dimensione Avventura / Fighting Fantasy. Dopo aver pensato alle caratteristiche dei personaggi mi serve ora un bestiario per avere degli antagonisti.

Rispetto ai personaggi, la trasposizione dei mostri del bestiario risulta molto più semplice, in sintesi in Kata Kumbas i mostri sono riducibili a due caratteristiche che sono derivate dalle statistiche principali, la somma di potenza, abilità e intelligenza, per brevità il PAI, e la resistenza.

Per adattare i mostri alle regole di Dimensione Avventura ho quindi pensato di sostituire l’abilità con il PAI e tenere la resistenza.

Nel gioco originale di Kata Kumbas è previsto anche un tiro salvezza, che per brevità ignoreremo.

Ecco una breve lista di alcuni dei mostri che ricordo a memoria convertiti per le regole di Dimensione Avventura / Fighting Fantasy .

Biro Biro PAI  5 resistenza 4 attacchi 1 ydanno 2

Peloso PAI 6 resistenza 4 attacchi 1 danno 2

Sopone PAI 6 resistenza 3 attacchi 1 danno 2

Ratto Gigante (Zoccola) PAI 5 resistenza 4 attacchi 2 danno 2

Scheletro  PAI 6 resistenza 5 attacchi 1 danno 2

Bruto PAI 8 resistenza 7 attacchi 2 danno 3

Zombie PAI 5 resistenza 8 attacchi 1 danno 3

Lupo PAI 7 resistenza 6 attacchi 3 danno 2

Lupo mannaro PAI 8  resistenza 9 attacchi 3 danno 3

Epistigio PAI 9 resistenza 10 attacchi 1 danno 4

Ragno PAI 5 resistenza 6 attacchi 3 danno 2

Drago dei fiumi PAI 8 Resistenza 40 attacchi 3 danno 3

Drago dei laghi PAI 11 Resistenza 30 attacchi 3 danno 4

Draghetto dei castelli PAI 9 Resistenza 20 attacchi 3 danno 2

Blood Borne the boardgame

In un’altra epoca, prima di fidanzarsi una seconda volta, prima del covid, prima dei progetti di matrimonio, c’erano le strade di Yharnam e la paura del sangue antico e avevo partecipato al kickstarter di Blood Borne the boardgame.

Un mese fa ho ricevuto la pledge all in e queste sono le prime foto.

Ora ho quattro bambole, almeno un paio penso di regalarle una la potrei usare come miniatura di Teferine Karrer in Kata Kumbas

Se mi vedete assente dal blog ora sapete che sto giocando a blood borne..

Kata Kumbas – La regione dei laghi 10 anni dopo.

La prima bozza della regione dei laghi l’avevo concepita nel lontano 2011, per ambientare le avventure di Camelia Farnese, la dama delle spine, personaggio interpretato da No’Akei in una campagna per Kata Kumbas, che abbiamo giocato via Skype con tutti i problemi connessi all’Adsl dell’epoca.

La regione dei laghi, a Sud di Maro, è terra di cacciatori, di eroi e ruffiani iperborei, viene citata nel gioco di Kata Kumbas per la prima volta nell’avventura l’Isola della Peste per il gioco di ruolo di Kata Kumbas.

La zona è il corrisponente di ciò che in Italia è la zona compresa fra frascati, Castel Gandolfo, Albano e Nemi.

Il lago di Imen è sede del culto della dea della caccia che è in via di decadenza, è tradizione che il nuovo custode del lago debba sconfiggere in combattimento il precedente sacerdote della Dea.

Castel Foldagno è una roccaforte avanzata del Nuovo culto da cui il nuovo popolo sta cercando di evangelizzare la zona .

Nei villaggi convivono ancora in maniera a volte pittoresca e altre crudele i vecchi riti dei culti delle divinità pristine ed elementi della nuova fede che sta lentamente prendendo piede.

Strane cose abitano i boschi…

La caratteristica di Kata Kumbas è di trasportare i luoghi dell’Italia su Laitia, reinventandoli nel mondo di Rarte, con le curiosità e imiti propri della zona, dove Castel Gandolfo diventa Caste Foldagno e Albano diventa Balano.

Sono passati 10 anni da quando ho camminato nei boschi della zona dei laghi come Magister, mi piacerebbe ora di ritornarci come giocatore per chiudere alcune questioni irrisolte

In dieci anni è passata molta acqua sotto i ponti, io e No’Akei abbiamo preso strade diverse, per alcuni anni ho trascurato il blog, ma in me la passione per Kata Kumbas rimane invariata.

Il ritorno di Katerine Ferrer la Wicked Lady

Sto provando a fare un esperimento per adattare le regole di dimensione Avventura anche a Kata Kumbas, per un eventuale futura one shot di gioco in solitario. Per giocare serve un personaggio e chi meglio della Wicked Lady per iniziare un’avventura in stile Brancaleone? Se non sapete chi sia questa signora vi consiglio questo articolo di Davide Mana.

Onestamente non apprezzo totalmente il regolamento originale del gioco di Kata Kumbas e non sono riuscito a trovare interessante la versione di Kata Kumbas per savage worlds, anche se ne possiedo una copia per nostalgia. Come accennavo in un precedente articolo entrambi i regolamenti sono troppo complessi per essere adatti allo stile di gioco con Mythic, specie in questo periodo che, causa smart working tutti i tavoli di casa sono occupati e quindi per giocare sfrutto lo split screen del cellulare.

La versione del regolamento che uso di solito è la guida al regolamento di Dimensione Avventura di Librogame’s Land. In questo caso sto valutando anche l’ipotesi di utilizzare invece Fighting Fantasy Essence pubblicata su caponata meccanica.

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Fonti di ispirazione per il gioco di ruolo in solitario.

Giocare di ruolo da soli è un’esperienza che può essere molto interessante, ma è sicura mente diverso dal gioco classico nel quale il punto fondamentale è l’interazione e sono necessarie molte idee per mantenere viva la storia.

Giocare in solitario un gdr è un’esperienza simile ad un librogame del quale si conosce il contenuto solo in maniera parziale e fumosa o al dipanarsi di una storia di cui si ha un’idea generale, che va approfondita.

Oltre ad una considerevole riserva di generatori casuali e di tabelle colme di oracoli, una delle cose più importanti da avere a disposizione sono le idee. Finora tutte le volte in cui mi sono arenato è stato perché non ero in grado di interpretare il risultato dell’emulatore di dungeon master.

La mancanza di idee è anche il motivo che mi ha portato a smettere di giocare la partita alla ricerca del Sacro Graal nell’era di Cthulhu e che ora mi sta portando ad abbandonare la campagna di Dark Sun, forse per tornare alla partita precedente e forse per andare a giocare a Kata Kumbas su Laitia.

Nelle partite fra più giocatori le idee, le trovate bislacche e le fonti di ispirazione nascono al tavolo dal dialogo fra i giocatori e in genere è un flusso virtuoso che si auto alimenta.

Nelle partite in solitario invece purtroppo le idee raramente emergono dalla partita ma vanno cercate fuori

Oggi un’ispirazione mi è venuta leggendo su lost pages un possibile approccio per l’esplorazione di una città perduta nel deserto guidati da un oscuro poema relativo alla sua caduta. Una cosa di questo genere si potrebbe provare a riutilizzarla anche in Dark Sun.

Tornare a giocare a Kata Kumbas nel 2021

La necessità di giocare giochi di ruolo in solitario, a causa della mancanza di tempo e di persone con cui condividere la mia passione in questo periodo, mi sta facendo riprendere in mano tutte le ambientazioni per cui di norma faccio difficoltà a trovare qualcuno che le voglia provare.

Dopo aver ripreso in mano Cthulhu fantascientifico in versione politicamente scorretta e Dark Sun adesso sto meditando di dedicarmi anche una delle mie principali passioni: Kata Kumbas.

Voler giocare a Kata Kumbas porta alla domanda non banale: con quale sistema? Provo a fare una lista dei modi in cui oggi si potrebbe giocare a Kata Kumbas per vedere se sono adattabili al gioco in solitario.

Una prima possibilità, da non scartare, è il sistema originale. Sebbene il regolamento originale di Kata Kumbas sia datato e abbia molti dei difetti e pochi dei pregi di un sistema “vecchia scuola”, introducendo alcune semplificazioni il gioco potrebbe diventare gestibile per il gioco in solitario

Una seconda possibilità è utilizzare Kata Kumbas Redux di Marco Baudaz che rinfresca il regolamento originale cercando di eliminare tutta una serie di difetti e ha un’ottima grafica, andrebbero comunque operate delle semplificazioni, ma è indubbiamente una scelta migliore del regolamento originale.

C’è poi la possibilità di utilizzare il regolamento di Kata Kumbas per Savage Worlds. A livello di meccaniche Savage Worlds è indubbiamente più elegante del regolamento originale di Kata Kumbas e sono stati scritti anche un paio di librogame per tale sistema, però ci sono troppi dadi diversi da tirare per tale sistema e vista la mia esperienza con altre partite in solitario sono portato ad escludere che Savage Worlds sia la soluzione migliore per il gioco in solitario, sebbene D&D 5e abbia dimostrato di essere una soluzione ancora più pesante. Fintanto che gioco dal cellulare al parco e la scrivania di casa è occupata dallo smart working non è fattibile un sistema che richiede una pagina di scheda vari dadi e segnalini e carte da gioco, per quanto mi piaccia molto come modo di giocare e vorrei tirare fuori di nuovo i tarocchi di Louis Royo e le monetine di metallo.

Un sistema snello per Kata Kumbas sarebbe il Venture System che è stato utilizzato per il librogame il cavaliere della porta di livello, il principale difetto del Venture System è che risolve il combattimento con un’unica prova di caratteristica riesco / non riesco. Siccome a me i combattimenti piacciono con un minimo di articolazione questo sistema è scartato.

Un’altra ipotesi che sto meditando è di utilizzare Figiting Fantasy / Dimensione avventura per giocare a Kata Kumbas, il sistema ha già un punteggio per gestire fato / fortuna. La versione di Librogame’s Land include inoltre una caratteristica mentale e quindi basterebbe separare la caratteristica fisica in forza / destrezza. Nella guida al regolamento di Dimensione Avventura ci sono un numero sufficiente di classi ed equipaggiamenti di base per rendere interessante una partita in solitario. Un pro del sistema Fighting Fantasy è che lo ho già utilizzato due volte in accoppiata con Mythic e Ironsworn ottenendo buoni risultati.

Infine potrei utilizzare Ironsworn che ha comunque delle affinità con Kata Kumbas, ma il livello di complessità si allinea con quello di Savage Worlds, nel qual caso se devo fare degli adattamenti sarebbe meglio utilizzare Savage Worlds, magari un giorno proverò questo gioco nel suo setting originale, ma per ora non è in cima alla mia lista dei desideri.

Mythic un emulatore di Dungeon Master

In questo periodo di carestia dal punto di vista del gioco di ruolo e del gioco da tavolo ,sto cercando modi per poter campare da solo vista l’incompatibilità dei miei impegni con quelli di potenziali altri giocatori.

In tal senso mi sono imbattuto in un potenziale strumento per tornare a giocare, almeno in solitario, su RPG drive through: Mythic.

Dalla traduzione della presentazione del gioco:

La maggior parte dei giochi di ruolo opera secondo il principio che ci sono giocatori e c’è un Game Master. Il GM prepara tutti i dettagli di un’avventura, quindi “corre” i giocatori attraverso quell’avventura. Questo di solito richiede una grande preparazione da parte del GM.

Mythic è diverso in quanto non richiede preparazione da parte del GM. Le avventure mitiche sono pensate per essere giocate a braccetto, con forse qualche minuto di brainstorming per elaborare la configurazione iniziale. Mythic può anche essere giocato interamente senza un GM. La stessa meccanica in Mythic che consente a un GM di correre un’avventura senza preparazione consente anche a un gruppo di giocatori di fare a meno del GM.

In un’avventura di Mythic, il GM (o i giocatori senza un GM) possono iniziare l’intrattenimento serale con circa cinque minuti di preparazione. Mentre l’avventura si svolge, il GM è altrettanto sorpreso dai colpi di scena quanto i giocatori.

In sintesi il gioco fornisce un generatore di risposte a domande poste in forma si/no che fornisce delle linee guida per permettere ai giocatori di elaborare la narrazione degli eventi pensato originariamente per il GdR di Mithyc stesso e poi scorporato da prodotto per adattarsi anche ad altri sistemi. Il tutto è corredato da un sistema di gestione della casualità e degli eventi inaspettati e di un motore per mandare avanti le avventure e un’appendice per il world building.

Il sistema sembra sufficientemente semplice da non rallentare lo svolgimento del gioco e con qualche ragionevole compromesso dovrebbe funzionare per riuscire a giocare da soli lasciando abbastanza margine per le sorprese.

Da una prima lettura il sistema dovrebbe dare il meglio di sé quando viene applicato a giochi old school o new wave. Sono indeciso se provarlo con D&D 5e o con Fighting Fantasy per prove a tornare a giocare a Love Behind the Age of Chtulhu, potrebbe aver più senso esplorare Nuova Camelot e la sua guerra contro la Caledonia e gli invasori del regno di Asgard dal punto di vista del giocatore che non del Master Narratore.

Vedremo se l’occasione porterà a qualcosa o se la vita reale richiederà uno stop prima di essere riusciti a  mettere in piedi qualcosa.

Intanto vi lascio con le opinioni di un vecchio articolo di gdr players del lontano 2011. https://www.gdrplayers.it/mythic-gm-emulator/

Mi sarebbe piacuto aver scoperto questo strumento quando in stavo esplorando Laitia e le paludi della Zolia giocando a Kata Kumbas con No’Akei e Camelia Farnese, forse se non avessi fatto il master ma il giocatore anch’io l’avventura avrebbe preso in alcuni punti una piega diversa e sarebbe risultata comunque rocambolesca senza arrivare ad arenarsi dopo l’incontro con il negromante di Tolstein.

Ultima Forsam – Il cuore di San Malvasio

Questa puntata di Ultima Forsan è dedicata ai crossover.

Il cuore di San Nicola è un’avventura per Savage Worlds pubblicata su anonima gdr numero 86. Io l’ho utilizzata per fare un esperimento di crossover fra Ultima Forsam è la serie di Nicolas Eymerich.

Il momento migliore per introdurre l’avventura è durante il viaggio verso Pisa, che altrimenti sarebbe monotono. Durante le varie investigazioni in città Camelia Farnese, che essendo finita da Kata Kumbas direttamente in Ultima Forsam, a causa di una Porta di Livello ha una diversa concezione del sovrannaturale, ha incontrato lo spirito alchemico del mio inquisitore preferito.

Ora Nicolas Eymerich chiede a Camelia Farnese di Recuperare il suo cuore dalla cappella di San Malvasio vicino a Pisa e così quando si presenta l’occasione la nostra eroina è ben motivata a lasciare la città.

Si parte armati di un carro delle manifatture da Vinci, riparato da Lucrezia della Rovere. Un po’ rumoroso ma sufficiente a sfondare lo sbarramento di zombie.

prima

Il manuale di Savage Worlds sulla gestione dei veicoli a mio parere ha delle lacune ma calpestiamo gli Zombi sfruttando le regole di collisione fra veicoli.

seconda

Non basta certo qualche lacuna del regolamento di Savage Worlds a fermare uno strige steampunk,mentre il carro a vapore continua ad avanzare inesorabilmente.

terza

Ad un certo punto comunque gli zombi cominciano ad essere veramente troppi ed un abominio arriva a dare man forte. Non posso farci niente ma ogni scusa è buona per inserire qualche richiamo agli antichi. Gli zombi hanno il difetto di diventare facilmente monotoni.

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Il carro perdere tre ferite, un’arma e non gira più a destra ma incredibilmente sopravvive.

sesta

Continuando si arriva alla cappella di San Malvasio.

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Qui avviene l’incontro con il mostro finale e le sue furie e Lucrezia grazie alla sua conoscenza del flagello ottiene un po’ di indizi sulla manna.

Kata Kumbas per Savage Worlds

È ormai ufficiale il ritorno di Kata Kumbas in versione Savage Worlds per il prossimo Lucca Comics.

Avendo avuto la fortuna di vedere uno sneak peek posso dire che mi aspetto un risultato finale molto bello. Se volete restare aggiornati vi consiglio di iscrivervi al nuovo gruppo Facebook di Kata Kumbas.

https://www.facebook.com/groups/KataKumbas/

Nonostante l’impressione estremamente positiva che ho avuto penso che rimarrò a giocare con la vecchia ambientazione che ho utilizzato lo scorso anno. Io sono abituato a percorrere un’altra Laitia, con il Santo della Palude, il lago di Balano, la città di Cenziva, la contea di Zacravale e la Dama delle spine. Questa nuova ambientazione sarebbe un luogo migliore ma per me non più familiare e io sono troppo abitudinario.

Ho per te una profezia che è un po’ un consiglio e un po’ una maledizione…

Se da ingegnere quello delle profezie è un tema che non mi tocca minimante, da master e giocatore trovo che se ben usato dia molto pepe al gioco di ruolo, specie in ambitenazioni un po’ sui generiscome la sword and sorcery e Kata Kumbas. Cito pertanto questo articolo apparso su cronache del gatto sul fuoco mi ero perso al tempo in cui Camelia Farnese ancora girovagava nelle valli della Zolia e per le altre contrade di Laitia:

300ninfaUna caratteristica tipica dell’Old School sono le tabelle casuali. All’apparenza limitano la creatività ma in realtà sono uno strumento molto utile per farla carburare. Se cerco di creare una storia dal nulla, il rischio è la cosiddetta “sindrome del foglio bianco” mentre invece degli spunti semplici, renderanno la tua creatività per assurdo più produttiva. Non a caso nell’improvvisazione teatrale s’inseriscono degli elementi iniziali come base per l’improvvisazione stessa. In D&D un grande classico è l’incontro casuale. 1d6 di banditi? Perché sono li? Da dove vengono? Quali sono i loro scopi? In questo caso la mia creatività si concentra su una cosa specifica con risultati migliori. Continua a leggere…

Imporbabili crossover – Abdul Alhazred

Continuando la mia incursione nalla commmistione di genere con Ultima Forsan dopo aver citato il fondo scolari, e la possibiltà di avere nell’Italia macabra una porta di livello che conduca venrsio il mondo di Rarte (Kata Kumbas), non posso evitare un’incursione nel mythos. Ammetto che dalla mia laurea in poi qualsiasi gdr io faccia finisco per affondare a piene mni nei miti di Cthulhu, lo stesso Pathfinder ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho scoperto che Golarion stesso è intriso di trama oscura e cita a volte quelli che sono i veri dei, come Yog Shototh e Shub Nigurath.

Già nell’introduzone della campagna di Ultima Forsan che sto gicando non sono riuscito a resisere alla tentazione di piazzare lo Yellow Sign, il segno in giallo, ma sto meditando che forse si può fare di peggio… alla faccia dell’avventura a trama portante presente nel manuale di ambientazione per Savage Worlds che almeno in teoria sto ancora seguendo…

Parlando di personaggi che potrebbero anche aver poloato il passato del mondo di Ultima Forsan, ma che sicuramente lo proterebbero fuori da quello che è il tema originale del gioco mi viene in mente l’Arbao pazzo Abdul Alhazred, l’autore del Necronomicon inventato da Lovecraft. E l’evetuale esistenza di tale arabo porterebbe con se anche tutte le credenze di cui è fautore.

Abdul Alhazred, demonologo e poeta pazzo, nacque a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all’incirca nell’VIII secolo della nostra era.

Alhazred non seguiva la religione islamica, ma adorava strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog, Shub-Niggurath e Cthulhu.

Nella giovinezza esplorò le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Visse per dieci anni isolato nel deserto di Rub’ al-Khali (detto “Il Quarto Vuoto” dagli antichi arabi), circondato da spiriti malvagi (jinn).

Durante queste peregrinazioni Alhazred affermò d’aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città “dalle Mille Colonne”) e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell’esistenza di una razza pre-umana, di cui apprese i segreti e le cronache. In questo periodo avrebbe composto il famigerato “Distico Inesplicabile”:

« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e con il passare di strani eoni anche la morte può morire »

In vecchiaia si stabilì a Damasco, dove compose l’al-Azif (che in arabo indica i suoni notturni causati dagli insetti ma attribuiti alle voci dei demoni), più tardi noto come Necronomicon.
Coloro che maneggiano questo volume sembrano destinati a una tragica sorte, cui non sfuggì neanche l’autore, che èmorì divorato da una creatura invisibile alla piena luce del giorno nel 738, secondo il noto biografo del XII secolo, Ibn Khallikan, “venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente davanti ad un gran numero di persone pietrificate dal terrore”.

Ora inserire le creature del mito ci porta sicuramente fuori tema rispetto allelmento principe di Ultima Forsan che sono i morti redivivi ceati da un qualche misterioso fluido alchemico, percò non è neppure una commistione totalmente campata per aria visto che ne Decameron dei Morti stesso si accennna all’arabia come la forgia di demoni, draghi e creature ancora più mostruose e nessuno vieta di pensare che non siano solo le farneticazioni di un cavaliere che ha visto troppi fatti cruenti nella sua vita, ma magari veramente in arabia vi sono mostri del mito e con essi anche la perversa città di Irem.

Mi sa che a questo punto una breve letta al supplemento cthulu per Savage Worlds è un must.

Improbabili crossover: Kata Kumbas e Ultima Forsan

L’idea di incrociare il rinascimento macabro di Mauro Longo e Umberto Pignatelli Giuseppe Rtondo (come si fa a sbagliare quando si tiene sempre il manuale sopra il comodino?) con l’Italia Mediterranea di Kata Kumbas è balenata a me e No’Akei ormai un paio di settimane fa, anche se ha visto prendere forma solo di recente.

La nostra campagna di Kata Kumbas / Pathfinder è romai ferma per mancanza di nuovi stimoli da un anno. La protagonista, Camelia Farnese, una ragazza allora diciottenne che dopo ave subito un’interessante evoluzione come personggio si è trovata ad esssere bloccata in determinati atteggiamenti che per quanto coerenti con il carattere e il vissuto del PG hanno portato la storia ad andare verso un punto morto e fino ad ora tutti i tentativi di provare a ripartire non hanno finora dato dei buoni esiti.

Uno dei punti che generalmente non sfrutto in Kata Kumbas è l’esistenza delle porte di livello che permettono accesso ad altri mondi, abbaimo quindi pensato si far viaggiare Camelia Farnese in un’altra dimensione.

Ma in quale mondo potrebbe atterrare una persona come Camelia Farnese e trovare pane per i suoi denti? Visto che ci stiamo già giocando la risposta più logica che ci è venuta in mente è stata l’Italia Macabra di Ultima Forsan. serve un po’ di conversione dei punteggi del personaggio ma la cosa non è così difficile e vi sono degli archetipi che aiutano a rendere comnque un personaggio che anche nella campagna precedente partiva come un cavaliere ordinato sebbene utilizzando la classe dell’Inquisitore.

Il due giochi hanno comunque un certo numeri di punti di contatto, entrambi con ambientazione italiana, entrambi con un certo gusto per il caciaresco e i personaggi comunque sbruffoni. Mentre Kata Kumbas tende a stempareare gli aspetti più decadenti e lugubri, quali la peste e le invasioni barbariche, in un’atmosfea estremamente da burla, Ultima tende a dare invece rislato agli spetti più orrorifici ma con l’approccio che essi siano comunque superabili in un ritrovato spirito di umanesimo.

Fortunatamente nell’avvetura tante di quelle cose possono andare male e stanno effettivamente andando male che semplicemente lasciando fare ai dadi il loro sporco lavoro vedo molto difficile che gli avventurieri arrivino al termine veramente vittoriosi, alla faccia di un umanesimo nel quale non mi riconosco neppure lontanamente.

Ecco che ora una Camelia Farnese ormai ventiduenne si trova, dopo un lungo viaggio prima attraverso la Scozia e le terre di Albione e poi attraverso la Francia papale, ad esssere arrivata a Lucca in occasione del concilio.

Capire come Camelia Farnese in fuga da una barca in fiamme in mezzo al mare sia arrivata a Lucca potrebbe essere materiale per parecchi interludi…

The Loot Table!

Una tabella perfetta per la determinazione casuale dei tesori, con l’aggiunta di una grafica accattivante, dovevo condividere.

Onestamente mi ricorda molto la tabella delle eredità di Kata Kumbas.

Dyson's Dodecahedron

I woke up this morning to an amazing die drop loot table from the awesome Kelvin Green. However, the way it was formatted meant that a lot of the dice I threw at it bounced off the table proper. So, with his blessing, I reformatted the table:

Loot-Table-In-ActionI’m a generous sort, and the whole “reroll dice that fall off the table if you are generous” meant I was rerolling a bunch of dice when I used the table as drawn up. So I resized it so the dice action takes up the whole page. But this means the instructions are missing… so I moved them to the back of the page. Not ideal, but after a few uses of the table you won’t be needing the instructions anymore anyways.

For the record, this photo of the chart in action is for a 7HD monster who’s treasure is:

  • 90 gp of weapons (a…

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Vacanza fantasy in Trentino

Ho passato l’ultima settimana in Trentino a fare passeggiate e a giocare a Goblins e Munchkin

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Ieri mi è venuta un’illuminazione 🙂 e se fosse sta una partita di Kata Kumbas cosa sarebbe successo?

Mi accingo a lasciare la Gelatodia dopo una settimana di peregrinazioni fra le sue valli. La tetraggine di quest’estate piovosa è stata mitigata solo dal fatto che fossi in dolce compagnia nel corso di questo periglioso viaggio.

Ho risieduto principalmente nell’area di Civole occupando una taverna locale, stranamente gestita da un oste proveniente dalla lontana Sbrudolezza Cimmeria, visitando laghi e boschi della zona, trovandomi piú volte ad affrontare orde di biro biro infuriati.

Una volta mi sono spinto per 140 miglia fino all’ostile Nozalbo, che gli iperborei chiamano N’Zebo, in teoria ultima roccaforte Laitiana prima di entrare nei Regni Iperborei, in pratica una città  ormai saldamente in mano a barbari e pagani, convertitisi al nuovo culto solo di facciata.

Qui ho visitato le principali chiese del nuovo culto lasciando una candela alla Grande Madre affinché assieme con essa lei si prenda anche le preoccupazioni mie e della mia amata.

La Nave degli Orrori – Un nuovo Spirito sulla nave

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

ieri sera ero così sfinita che mi gettai sul letto ancora vestita… Ofelia si offrì gentilmente di togliermi gli abiti e infilarmi una camicia da notte. Non so perché acconsentii ma finì che dopo avermi tolto la blusa Ofelia iniziò a carezzarmi il seno e baciarmi. Nuovamente sentii i suoi denti sfiorare la mia pelle e con un brivido mi ritrassi e poi la allontanai da me urlando.

La nostra lite fu interrotta da delle grida orribili. Uscimmo nel corridoio dove incontrammo anche Carlotta, spaventata come tutti gli altri marinai. Pareva strano che i marinai non prestassero alcuna attenzione alla bambina, chiaro segno che era effettivamente un fantasma.

Avanzando nella calca ci trovammo davanti allo spirito di una donna disperata per la perdita della figlia. Pensavamo che fosse la madre di Carlotta, ma quando la portammo dalla bambina lei non la riconobbe e disse che la stavamo imbrogliando. Quando finalmente riuscii a calmare la donna lei ci disse di essere morta di parto e che era il capitano Collasanta a prevenire il suo riposo eterno, l’avarizia dell’uomo le impediva di poter trovare pace. Non riuscimmo però ad ottenere dallo spirito scosso altre informazioni al riguardo.

Nel frattempo Carlotta era sparita. Quando tornammo nella stiva di carico per indagare non c’era nessuna cabina però, incastrata fra le travi di legno, trovammo una collana d’argento che recava le iniziali C.M.R.

Collana alla mano decisi di andare ad affrontare il capitano Collasanta per chiare una volta per tutte questa storia di fantasmi. Improvvisamente il mio precedente litigio con Ofelia mi pareva così futile.

Continua…

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