Mythic un emulatore di Dungeon Master

In questo periodo di carestia dal punto di vista del gioco di ruolo e del gioco da tavolo ,sto cercando modi per poter campare da solo vista l’incompatibilità dei miei impegni con quelli di potenziali altri giocatori.

In tal senso mi sono imbattuto in un potenziale strumento per tornare a giocare, almeno in solitario, su RPG drive through: Mythic.

Dalla traduzione della presentazione del gioco:

La maggior parte dei giochi di ruolo opera secondo il principio che ci sono giocatori e c’è un Game Master. Il GM prepara tutti i dettagli di un’avventura, quindi “corre” i giocatori attraverso quell’avventura. Questo di solito richiede una grande preparazione da parte del GM.

Mythic è diverso in quanto non richiede preparazione da parte del GM. Le avventure mitiche sono pensate per essere giocate a braccetto, con forse qualche minuto di brainstorming per elaborare la configurazione iniziale. Mythic può anche essere giocato interamente senza un GM. La stessa meccanica in Mythic che consente a un GM di correre un’avventura senza preparazione consente anche a un gruppo di giocatori di fare a meno del GM.

In un’avventura di Mythic, il GM (o i giocatori senza un GM) possono iniziare l’intrattenimento serale con circa cinque minuti di preparazione. Mentre l’avventura si svolge, il GM è altrettanto sorpreso dai colpi di scena quanto i giocatori.

In sintesi il gioco fornisce un generatore di risposte a domande poste in forma si/no che fornisce delle linee guida per permettere ai giocatori di elaborare la narrazione degli eventi pensato originariamente per il GdR di Mithyc stesso e poi scorporato da prodotto per adattarsi anche ad altri sistemi. Il tutto è corredato da un sistema di gestione della casualità e degli eventi inaspettati e di un motore per mandare avanti le avventure e un’appendice per il world building.

Il sistema sembra sufficientemente semplice da non rallentare lo svolgimento del gioco e con qualche ragionevole compromesso dovrebbe funzionare per riuscire a giocare da soli lasciando abbastanza margine per le sorprese.

Da una prima lettura il sistema dovrebbe dare il meglio di sé quando viene applicato a giochi old school o new wave. Sono indeciso se provarlo con D&D 5e o con Fighting Fantasy per prove a tornare a giocare a Love Behind the Age of Chtulhu, potrebbe aver più senso esplorare Nuova Camelot e la sua guerra contro la Caledonia e gli invasori del regno di Asgard dal punto di vista del giocatore che non del Master Narratore.

Vedremo se l’occasione porterà a qualcosa o se la vita reale richiederà uno stop prima di essere riusciti a  mettere in piedi qualcosa.

Intanto vi lascio con le opinioni di un vecchio articolo di gdr players del lontano 2011. https://www.gdrplayers.it/mythic-gm-emulator/

Mi sarebbe piacuto aver scoperto questo strumento quando in stavo esplorando Laitia e le paludi della Zolia giocando a Kata Kumbas con No’Akei e Camelia Farnese, forse se non avessi fatto il master ma il giocatore anch’io l’avventura avrebbe preso in alcuni punti una piega diversa e sarebbe risultata comunque rocambolesca senza arrivare ad arenarsi dopo l’incontro con il negromante di Tolstein.

Ultima Forsam – Il cuore di San Malvasio

Questa puntata di Ultima Forsan è dedicata ai crossover.

Il cuore di San Nicola è un’avventura per Savage Worlds pubblicata su anonima gdr numero 86. Io l’ho utilizzata per fare un esperimento di crossover fra Ultima Forsam è la serie di Nicolas Eymerich.

Il momento migliore per introdurre l’avventura è durante il viaggio verso Pisa, che altrimenti sarebbe monotono. Durante le varie investigazioni in città Camelia Farnese, che essendo finita da Kata Kumbas direttamente in Ultima Forsam, a causa di una Porta di Livello ha una diversa concezione del sovrannaturale, ha incontrato lo spirito alchemico del mio inquisitore preferito.

Ora Nicolas Eymerich chiede a Camelia Farnese di Recuperare il suo cuore dalla cappella di San Malvasio vicino a Pisa e così quando si presenta l’occasione la nostra eroina è ben motivata a lasciare la città.

Si parte armati di un carro delle manifatture da Vinci, riparato da Lucrezia della Rovere. Un po’ rumoroso ma sufficiente a sfondare lo sbarramento di zombie.

prima

Il manuale di Savage Worlds sulla gestione dei veicoli a mio parere ha delle lacune ma calpestiamo gli Zombi sfruttando le regole di collisione fra veicoli.

seconda

Non basta certo qualche lacuna del regolamento di Savage Worlds a fermare uno strige steampunk,mentre il carro a vapore continua ad avanzare inesorabilmente.

terza

Ad un certo punto comunque gli zombi cominciano ad essere veramente troppi ed un abominio arriva a dare man forte. Non posso farci niente ma ogni scusa è buona per inserire qualche richiamo agli antichi. Gli zombi hanno il difetto di diventare facilmente monotoni.

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Il carro perdere tre ferite, un’arma e non gira più a destra ma incredibilmente sopravvive.

sesta

Continuando si arriva alla cappella di San Malvasio.

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Qui avviene l’incontro con il mostro finale e le sue furie e Lucrezia grazie alla sua conoscenza del flagello ottiene un po’ di indizi sulla manna.

Kata Kumbas per Savage Worlds

È ormai ufficiale il ritorno di Kata Kumbas in versione Savage Worlds per il prossimo Lucca Comics.

Avendo avuto la fortuna di vedere uno sneak peek posso dire che mi aspetto un risultato finale molto bello. Se volete restare aggiornati vi consiglio di iscrivervi al nuovo gruppo Facebook di Kata Kumbas.

https://www.facebook.com/groups/KataKumbas/

Nonostante l’impressione estremamente positiva che ho avuto penso che rimarrò a giocare con la vecchia ambientazione che ho utilizzato lo scorso anno. Io sono abituato a percorrere un’altra Laitia, con il Santo della Palude, il lago di Balano, la città di Cenziva, la contea di Zacravale e la Dama delle spine. Questa nuova ambientazione sarebbe un luogo migliore ma per me non più familiare e io sono troppo abitudinario.

Ho per te una profezia che è un po’ un consiglio e un po’ una maledizione…

Se da ingegnere quello delle profezie è un tema che non mi tocca minimante, da master e giocatore trovo che se ben usato dia molto pepe al gioco di ruolo, specie in ambitenazioni un po’ sui generiscome la sword and sorcery e Kata Kumbas. Cito pertanto questo articolo apparso su cronache del gatto sul fuoco mi ero perso al tempo in cui Camelia Farnese ancora girovagava nelle valli della Zolia e per le altre contrade di Laitia:

300ninfaUna caratteristica tipica dell’Old School sono le tabelle casuali. All’apparenza limitano la creatività ma in realtà sono uno strumento molto utile per farla carburare. Se cerco di creare una storia dal nulla, il rischio è la cosiddetta “sindrome del foglio bianco” mentre invece degli spunti semplici, renderanno la tua creatività per assurdo più produttiva. Non a caso nell’improvvisazione teatrale s’inseriscono degli elementi iniziali come base per l’improvvisazione stessa. In D&D un grande classico è l’incontro casuale. 1d6 di banditi? Perché sono li? Da dove vengono? Quali sono i loro scopi? In questo caso la mia creatività si concentra su una cosa specifica con risultati migliori. Continua a leggere…

Imporbabili crossover – Abdul Alhazred

Continuando la mia incursione nalla commmistione di genere con Ultima Forsan dopo aver citato il fondo scolari, e la possibiltà di avere nell’Italia macabra una porta di livello che conduca venrsio il mondo di Rarte (Kata Kumbas), non posso evitare un’incursione nel mythos. Ammetto che dalla mia laurea in poi qualsiasi gdr io faccia finisco per affondare a piene mni nei miti di Cthulhu, lo stesso Pathfinder ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho scoperto che Golarion stesso è intriso di trama oscura e cita a volte quelli che sono i veri dei, come Yog Shototh e Shub Nigurath.

Già nell’introduzone della campagna di Ultima Forsan che sto gicando non sono riuscito a resisere alla tentazione di piazzare lo Yellow Sign, il segno in giallo, ma sto meditando che forse si può fare di peggio… alla faccia dell’avventura a trama portante presente nel manuale di ambientazione per Savage Worlds che almeno in teoria sto ancora seguendo…

Parlando di personaggi che potrebbero anche aver poloato il passato del mondo di Ultima Forsan, ma che sicuramente lo proterebbero fuori da quello che è il tema originale del gioco mi viene in mente l’Arbao pazzo Abdul Alhazred, l’autore del Necronomicon inventato da Lovecraft. E l’evetuale esistenza di tale arabo porterebbe con se anche tutte le credenze di cui è fautore.

Abdul Alhazred, demonologo e poeta pazzo, nacque a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all’incirca nell’VIII secolo della nostra era.

Alhazred non seguiva la religione islamica, ma adorava strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog, Shub-Niggurath e Cthulhu.

Nella giovinezza esplorò le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Visse per dieci anni isolato nel deserto di Rub’ al-Khali (detto “Il Quarto Vuoto” dagli antichi arabi), circondato da spiriti malvagi (jinn).

Durante queste peregrinazioni Alhazred affermò d’aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città “dalle Mille Colonne”) e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell’esistenza di una razza pre-umana, di cui apprese i segreti e le cronache. In questo periodo avrebbe composto il famigerato “Distico Inesplicabile”:

« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e con il passare di strani eoni anche la morte può morire »

In vecchiaia si stabilì a Damasco, dove compose l’al-Azif (che in arabo indica i suoni notturni causati dagli insetti ma attribuiti alle voci dei demoni), più tardi noto come Necronomicon.
Coloro che maneggiano questo volume sembrano destinati a una tragica sorte, cui non sfuggì neanche l’autore, che èmorì divorato da una creatura invisibile alla piena luce del giorno nel 738, secondo il noto biografo del XII secolo, Ibn Khallikan, “venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente davanti ad un gran numero di persone pietrificate dal terrore”.

Ora inserire le creature del mito ci porta sicuramente fuori tema rispetto allelmento principe di Ultima Forsan che sono i morti redivivi ceati da un qualche misterioso fluido alchemico, percò non è neppure una commistione totalmente campata per aria visto che ne Decameron dei Morti stesso si accennna all’arabia come la forgia di demoni, draghi e creature ancora più mostruose e nessuno vieta di pensare che non siano solo le farneticazioni di un cavaliere che ha visto troppi fatti cruenti nella sua vita, ma magari veramente in arabia vi sono mostri del mito e con essi anche la perversa città di Irem.

Mi sa che a questo punto una breve letta al supplemento cthulu per Savage Worlds è un must.

Improbabili crossover: Kata Kumbas e Ultima Forsan

L’idea di incrociare il rinascimento macabro di Mauro Longo e Umberto Pignatelli Giuseppe Rtondo (come si fa a sbagliare quando si tiene sempre il manuale sopra il comodino?) con l’Italia Mediterranea di Kata Kumbas è balenata a me e No’Akei ormai un paio di settimane fa, anche se ha visto prendere forma solo di recente.

La nostra campagna di Kata Kumbas / Pathfinder è romai ferma per mancanza di nuovi stimoli da un anno. La protagonista, Camelia Farnese, una ragazza allora diciottenne che dopo ave subito un’interessante evoluzione come personggio si è trovata ad esssere bloccata in determinati atteggiamenti che per quanto coerenti con il carattere e il vissuto del PG hanno portato la storia ad andare verso un punto morto e fino ad ora tutti i tentativi di provare a ripartire non hanno finora dato dei buoni esiti.

Uno dei punti che generalmente non sfrutto in Kata Kumbas è l’esistenza delle porte di livello che permettono accesso ad altri mondi, abbaimo quindi pensato si far viaggiare Camelia Farnese in un’altra dimensione.

Ma in quale mondo potrebbe atterrare una persona come Camelia Farnese e trovare pane per i suoi denti? Visto che ci stiamo già giocando la risposta più logica che ci è venuta in mente è stata l’Italia Macabra di Ultima Forsan. serve un po’ di conversione dei punteggi del personaggio ma la cosa non è così difficile e vi sono degli archetipi che aiutano a rendere comnque un personaggio che anche nella campagna precedente partiva come un cavaliere ordinato sebbene utilizzando la classe dell’Inquisitore.

Il due giochi hanno comunque un certo numeri di punti di contatto, entrambi con ambientazione italiana, entrambi con un certo gusto per il caciaresco e i personaggi comunque sbruffoni. Mentre Kata Kumbas tende a stempareare gli aspetti più decadenti e lugubri, quali la peste e le invasioni barbariche, in un’atmosfea estremamente da burla, Ultima tende a dare invece rislato agli spetti più orrorifici ma con l’approccio che essi siano comunque superabili in un ritrovato spirito di umanesimo.

Fortunatamente nell’avvetura tante di quelle cose possono andare male e stanno effettivamente andando male che semplicemente lasciando fare ai dadi il loro sporco lavoro vedo molto difficile che gli avventurieri arrivino al termine veramente vittoriosi, alla faccia di un umanesimo nel quale non mi riconosco neppure lontanamente.

Ecco che ora una Camelia Farnese ormai ventiduenne si trova, dopo un lungo viaggio prima attraverso la Scozia e le terre di Albione e poi attraverso la Francia papale, ad esssere arrivata a Lucca in occasione del concilio.

Capire come Camelia Farnese in fuga da una barca in fiamme in mezzo al mare sia arrivata a Lucca potrebbe essere materiale per parecchi interludi…

The Loot Table!

Una tabella perfetta per la determinazione casuale dei tesori, con l’aggiunta di una grafica accattivante, dovevo condividere.

Onestamente mi ricorda molto la tabella delle eredità di Kata Kumbas.

Dyson's Dodecahedron

I woke up this morning to an amazing die drop loot table from the awesome Kelvin Green. However, the way it was formatted meant that a lot of the dice I threw at it bounced off the table proper. So, with his blessing, I reformatted the table:

Loot-Table-In-ActionI’m a generous sort, and the whole “reroll dice that fall off the table if you are generous” meant I was rerolling a bunch of dice when I used the table as drawn up. So I resized it so the dice action takes up the whole page. But this means the instructions are missing… so I moved them to the back of the page. Not ideal, but after a few uses of the table you won’t be needing the instructions anymore anyways.

For the record, this photo of the chart in action is for a 7HD monster who’s treasure is:

  • 90 gp of weapons (a…

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Vacanza fantasy in Trentino

Ho passato l’ultima settimana in Trentino a fare passeggiate e a giocare a Goblins e Munchkin

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Ieri mi è venuta un’illuminazione 🙂 e se fosse sta una partita di Kata Kumbas cosa sarebbe successo?

Mi accingo a lasciare la Gelatodia dopo una settimana di peregrinazioni fra le sue valli. La tetraggine di quest’estate piovosa è stata mitigata solo dal fatto che fossi in dolce compagnia nel corso di questo periglioso viaggio.

Ho risieduto principalmente nell’area di Civole occupando una taverna locale, stranamente gestita da un oste proveniente dalla lontana Sbrudolezza Cimmeria, visitando laghi e boschi della zona, trovandomi piú volte ad affrontare orde di biro biro infuriati.

Una volta mi sono spinto per 140 miglia fino all’ostile Nozalbo, che gli iperborei chiamano N’Zebo, in teoria ultima roccaforte Laitiana prima di entrare nei Regni Iperborei, in pratica una città  ormai saldamente in mano a barbari e pagani, convertitisi al nuovo culto solo di facciata.

Qui ho visitato le principali chiese del nuovo culto lasciando una candela alla Grande Madre affinché assieme con essa lei si prenda anche le preoccupazioni mie e della mia amata.

La Nave degli Orrori – Un nuovo Spirito sulla nave

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

ieri sera ero così sfinita che mi gettai sul letto ancora vestita… Ofelia si offrì gentilmente di togliermi gli abiti e infilarmi una camicia da notte. Non so perché acconsentii ma finì che dopo avermi tolto la blusa Ofelia iniziò a carezzarmi il seno e baciarmi. Nuovamente sentii i suoi denti sfiorare la mia pelle e con un brivido mi ritrassi e poi la allontanai da me urlando.

La nostra lite fu interrotta da delle grida orribili. Uscimmo nel corridoio dove incontrammo anche Carlotta, spaventata come tutti gli altri marinai. Pareva strano che i marinai non prestassero alcuna attenzione alla bambina, chiaro segno che era effettivamente un fantasma.

Avanzando nella calca ci trovammo davanti allo spirito di una donna disperata per la perdita della figlia. Pensavamo che fosse la madre di Carlotta, ma quando la portammo dalla bambina lei non la riconobbe e disse che la stavamo imbrogliando. Quando finalmente riuscii a calmare la donna lei ci disse di essere morta di parto e che era il capitano Collasanta a prevenire il suo riposo eterno, l’avarizia dell’uomo le impediva di poter trovare pace. Non riuscimmo però ad ottenere dallo spirito scosso altre informazioni al riguardo.

Nel frattempo Carlotta era sparita. Quando tornammo nella stiva di carico per indagare non c’era nessuna cabina però, incastrata fra le travi di legno, trovammo una collana d’argento che recava le iniziali C.M.R.

Collana alla mano decisi di andare ad affrontare il capitano Collasanta per chiare una volta per tutte questa storia di fantasmi. Improvvisamente il mio precedente litigio con Ofelia mi pareva così futile.

Continua…

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La Nave degli Orrori – Sperduti nel mare

2013-02-19_IsabelContinua…

Come se l’attacco dei divoratori di cadaveri non fosse stato abbastanza nel pomeriggio un uomo cadde in mare. Fortunatamente Thorax si tuffò per ripescarlo e riuscì a portarlo in salvo. Nel guardare Thorax che risaliva a bordo non potei fare a meno di notare che la polena della nave non rappresentava più la bella fanciulla che ricordavo dall’inizio del viaggio ma una strega degli abissi con gli occhi sporgenti e le mani artigliate.

Interrogati sulla questione i marinai mi dissero che tale fenomeno era accaduto di frequente dopo l’avvistamento di banchi di nebbia.

A sera ci fermammo per riparare i danni causati dall’attacco dei pirati e Teferine guardando le stelle mi disse che eravamo in una posizione completamente diversa da quella precedente. Il giorno della tempesta eravamo in prossimità della Bralacia mentre oggi ci trovavamo dall’altro lato di Laìtia, molto vicini alle coste della zona nota come le pianure dei Rom. In un solo giorno avevamo circumnavigato metà di Laìtia senza neanche rendercene conto.

Prima i fantasmi, poi i mangiatori di carogne e ora anche le dilocazioni nello spazio, tutto questo sembra a indicare che qualche forza diabolica sia all’opera o nel mare o in questa nave.

Il mistero si sta infittendo, volevo parlare con il capitano ma in questi giorni sembra inarrivabile.

Debitamente serva vostra,
Camelia Farnese

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La Nave degli Orrori – Gli abomini nella nebbia

2013-02-19_IsabelContinua…

Ieri mattina è calata una nebbia estremamente fitta che posso solo definire infernale e da questa sono usciti degli orrendi pirati che parevano più morti che vivi e sembravano più che umani dei mangiatori di cadaveri.

Lo scontro fu breve e brutale.

La loro nave fantasma, avvolta in alghe, corallo e incrostazioni di calcio, ci speronò sul lato e le orrende creature saltarono sul ponte. La bravura degli uomini di Collasanta riuscì ad aarginare l’assalto delle creature diaboliche. Io stessa mi gettai sul ponte con la mia spada magica in pungo, gridando salmi e lodi al Signore senza Tempo, mentre affondavo colpi nella masnada di nemici infernali, ispiando i marinai con le mi grida e quando necessario ache con un lalcio ben assestato al loro fondoschiena. A quanto sembra quegli uomini sono dei veterani temprati, guerrieri sanguinari probabilmente avvezzi a più di un’operazione di pirateria in queste acque, per essere dei semplici e onesti marinai.

Alla fine respingemmo gli abomini che ci avevano attaccato oltre il ponte la nave che ci aveva speronato si dossolse nella nebbia, come se non fosse mai esistita lasciando la nave di collasanta arracante in mare ad imbarcare acqua. Il capitano decise di avvicinarsi alla costa per tentare delle riparazioni.

Continua…

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La Nave degli Orrori – Carlotta

2013-02-19_IsabelPrincipessa,

Gli unici che stanno traendo profitto da questo viaggio sono Thorax e Teferine che sembrano aver trovato reciproco apprezzamento nella propria compagnia, a giudiacre dai rumorosi suoni di godimento che spesso provengono dalla cabina a fianco alla nostra. D’altronde è ormai risaputo che Thorax venga sempre apprezzato per le sue qualità dalle donne dissolute.

Io invece sto iniziando a pensare che la nave sia maledetta. Dopo l’incontro con Giacomo vi fu una tempesta di proporzioni immani e una delle vele della nave fu gettata in mare.

Ma il vero problema capitò dopo la tempesta, quando incontrai Carlotta.

Quella sera io e Ofelia incontrammo a bordo una ragazzina di nove anni in camicia da notte che si era smarrita. La bambina era coperta di acqua gelida, quindi la portammo alla nostra cabina per asciugarla. La bambina ci disse che aveva perso la propria bambola ed era andata a cercarla e che era il cuoco a portarle ogni tanto del cibo.

Accompagnammo la bambina alla sua cabina, che stranamente si trovava infondo alla stiva di carico e lì trovammo anche la sua bambola, poi andammo da cuoco per avere un po’ di latte fermentato, ma questi negò di aver mai visto Carlotta. Quando tornammo nella stiva di carico, la cabina di Carlotta aveva semplicemente smesso di esistere…

Una sola parola venne alle labbra mie e di ofelia quasi in contemporanea: Fatasmi!

Continua…

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P.S. non so cosa pensi No’Akei, ma secondo me la nave degli orrori è stato un dei punti migliori della storia di Camelia farnese, paragonabile solo alle avventure inziali prese da No Dignity in Death

La Nave degli Orrori – Strani incontri nella notte…

2013-02-19_IsabelContinua…

Cercai di addormentarmi, ma poi bussarono alla porta. Era un certo Giacomo e pareva un po’ ubriaco e un po’ perso, comunque si scusò dell’intrusione e se ne andò a cercare la propria cabina da un’altra parte.

Non passò molto che arrivò Ofelia spaventata, mi disse che Giacomo aveva bussato anche da lei, stessa identica scena in ogni minimo particolare, ma lei aveva seguito l’uomo lungo il corridoio e su per le scale, solo che arrivata di sopra non c’era nessuno, e lei vedeva già bene di notte ben prima di essere contaminata dal vampirismo.

Era spaventata, temeva che ci fosse un’apparizione sulla nave e voleva restare con me, si scusò per la sfuriata di prima e insistette affinché la punissi. Anche se stanca le assestai qualche frustata decisa mentre rivolgeva a me la sua schiena nuda stando inginocchiata. Mentirei se dicessi che la cosa mi dispiacque, sferzare Ofelia ha qualcosa che per me è molto più che liberatorio…

Poi ci scusammo l’una con l’altra e ci addormentammo, io abbracciata al cuscino e Ofelia a me. Perché le cose fra noi due non possono essere così semplici? Perché Ofelia mi desidera come qualcosa di più che un’amica? E cosa desidera esattamente?

Devotamente serva vostra,
Camelia Farnese.

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La Nave degli Orrori – La nave del capitano Collasanta

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

il primo giorno di viaggio in nave fu molto estenuante. La sera ero distrutta e piena di contratture probabilmente dovute alla tensione degli ultimi giorni e al rollio che non mi aiutava certo a rilassarmi.

Ofelia mi convinse a tornare in camera e lasciarmi massaggiare, avevo accumulato veramente un sacco di tensione e le sue mani mi fecero male. Mi consigliò di togliere la blusa così avrebbe potuto massaggiare con meno forza e distendere egualmente le fasce muscolari.
Acconsentii perché tanto avevo ancora il petto fasciato per poter indossare l’armatura e quindi non c’era il rischio di esporre alla sua vista nulla di imbarazzante, per quanto non potei fare a meno di domandarmi da dove nascesse quello scrupolo…

Ofelia aveva comunque ragione, senza blusa i massaggi erano più efficaci e cominciai a rilassarmi. Purtroppo la natura passionale del vampiro che ora è in lei prese il sopravvento, avvicinò la sua bocca al mio collo e cominciò a baciarmi. Sentii il tocco freddo dei suoi denti contro la mia pelle e la allontanai spaventata… adirata… turbata… imbarazzata… desiderosa di cos’altro ancora?

Ofelia si offese mortalmente, disse che non capiva come io potessi voler continuare a rifiutare quello che lei provava per me nonostante tutta la sua devozione nei miei confronti. Disse che avrebbe cercato un’altra cabina per dormire da sola e sbatté la porta alle sue spalle seccata…

Decisamente i rapporti umani non sono fatti per me, rimango dell’idea che sarebbe meglio evitarli.

Continua…

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La storia fra Farnese e Ofelia comincia ad entrare nel vivo, probabilmente questa è stata la parte migliore della campagna.

La nave degli orrori – Fino al Porto di Ostia

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Continua…

Il viaggio fino al porto di Ostia fu più movimentato del previsto. Approfittammo del passaggio sul carro di Francesco Bentivoglio, un uomo che trovammo alla porta orientale di Maro e che cercava un guaritore.

In cambio dei servigi di Ofelia, Francesco ci caricò nel suo carro e ci condusse fino a Ostia, ma lungo la strada venimmo attaccati dai feroci predoni della Lisca Nera. Predoni che divennero molto meno feroci dopo che Thorax ne massacrò un paio con il suo martello e Teferine ne uccise alcuni con le sue pistole. L’incontro con quei derelitti ci fruttò anche quattordici cei. I predoni avrebbero pagato per il nostro pernottamento ad Ostia.

Arrivati ad Ostia Teferine ci presentò al capitano Collasanta, un uomo che ci tenne subito a precisare che la donna che si portava a letto era tutto fuori che santa. In passato la Karrer gli aveva fatto alcuni favori quando doveva portare alcune cose a Maro, quindi Adelmo fu ben disposto a offrirci il viaggio fino a Nevezia ad una tariffa molto agevolata, specie dopo che con mia somma stizza Ofelia propose di trascorrere con lui il resto della serata.

Non so neppure perché me la prenda così con lei… neanche fossimo… non so in realtà cosa siamo.

Devotamente Serva Vostra

Camelia Farnese

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