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Ultima Forsam – Il cuore di San Malvasio

Questa puntata di Ultima Forsan è dedicata ai crossover.

Il cuore di San Nicola è un’avventura per Savage Worlds pubblicata su anonima gdr numero 86. Io l’ho utilizzata per fare un esperimento di crossover fra Ultima Forsam è la serie di Nicolas Eymerich.

Il momento migliore per introdurre l’avventura è durante il viaggio verso Pisa, che altrimenti sarebbe monotono. Durante le varie investigazioni in città Camelia Farnese, che essendo finita da Kata Kumbas direttamente in Ultima Forsam, a causa di una Porta di Livello ha una diversa concezione del sovrannaturale, ha incontrato lo spirito alchemico del mio inquisitore preferito.

Ora Nicolas Eymerich chiede a Camelia Farnese di Recuperare il suo cuore dalla cappella di San Malvasio vicino a Pisa e così quando si presenta l’occasione la nostra eroina è ben motivata a lasciare la città.

Si parte armati di un carro delle manifatture da Vinci, riparato da Lucrezia della Rovere. Un po’ rumoroso ma sufficiente a sfondare lo sbarramento di zombie.

prima

Il manuale di Savage Worlds sulla gestione dei veicoli a mio parere ha delle lacune ma calpestiamo gli Zombi sfruttando le regole di collisione fra veicoli.

seconda

Non basta certo qualche lacuna del regolamento di Savage Worlds a fermare uno strige steampunk,mentre il carro a vapore continua ad avanzare inesorabilmente.

terza

Ad un certo punto comunque gli zombi cominciano ad essere veramente troppi ed un abominio arriva a dare man forte. Non posso farci niente ma ogni scusa è buona per inserire qualche richiamo agli antichi. Gli zombi hanno il difetto di diventare facilmente monotoni.

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Il carro perdere tre ferite, un’arma e non gira più a destra ma incredibilmente sopravvive.

sesta

Continuando si arriva alla cappella di San Malvasio.

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Qui avviene l’incontro con il mostro finale e le sue furie e Lucrezia grazie alla sua conoscenza del flagello ottiene un po’ di indizi sulla manna.


Kata Kumbas per Savage Worlds

È ormai ufficiale il ritorno di Kata Kumbas in versione Savage Worlds per il prossimo Lucca Comics.

Avendo avuto la fortuna di vedere uno sneak peek posso dire che mi aspetto un risultato finale molto bello. Se volete restare aggiornati vi consiglio di iscrivervi al nuovo gruppo Facebook di Kata Kumbas.

https://www.facebook.com/groups/KataKumbas/

Nonostante l’impressione estremamente positiva che ho avuto penso che rimarrò a giocare con la vecchia ambientazione che ho utilizzato lo scorso anno. Io sono abituato a percorrere un’altra Laitia, con il Santo della Palude, il lago di Balano, la città di Cenziva, la contea di Zacravale e la Dama delle spine. Questa nuova ambientazione sarebbe un luogo migliore ma per me non più familiare e io sono troppo abitudinario.


Ho per te una profezia che è un po’ un consiglio e un po’ una maledizione…

Se da ingegnere quello delle profezie è un tema che non mi tocca minimante, da master e giocatore trovo che se ben usato dia molto pepe al gioco di ruolo, specie in ambitenazioni un po’ sui generiscome la sword and sorcery e Kata Kumbas. Cito pertanto questo articolo apparso su cronache del gatto sul fuoco mi ero perso al tempo in cui Camelia Farnese ancora girovagava nelle valli della Zolia e per le altre contrade di Laitia:

300ninfaUna caratteristica tipica dell’Old School sono le tabelle casuali. All’apparenza limitano la creatività ma in realtà sono uno strumento molto utile per farla carburare. Se cerco di creare una storia dal nulla, il rischio è la cosiddetta “sindrome del foglio bianco” mentre invece degli spunti semplici, renderanno la tua creatività per assurdo più produttiva. Non a caso nell’improvvisazione teatrale s’inseriscono degli elementi iniziali come base per l’improvvisazione stessa. In D&D un grande classico è l’incontro casuale. 1d6 di banditi? Perché sono li? Da dove vengono? Quali sono i loro scopi? In questo caso la mia creatività si concentra su una cosa specifica con risultati migliori. Continua a leggere…


Imporbabili crossover – Abdul Alhazred

Continuando la mia incursione nalla commmistione di genere con Ultima Forsan dopo aver citato il fondo scolari, e la possibiltà di avere nell’Italia macabra una porta di livello che conduca venrsio il mondo di Rarte (Kata Kumbas), non posso evitare un’incursione nel mythos. Ammetto che dalla mia laurea in poi qualsiasi gdr io faccia finisco per affondare a piene mni nei miti di Cthulhu, lo stesso Pathfinder ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho scoperto che Golarion stesso è intriso di trama oscura e cita a volte quelli che sono i veri dei, come Yog Shototh e Shub Nigurath.

Già nell’introduzone della campagna di Ultima Forsan che sto gicando non sono riuscito a resisere alla tentazione di piazzare lo Yellow Sign, il segno in giallo, ma sto meditando che forse si può fare di peggio… alla faccia dell’avventura a trama portante presente nel manuale di ambientazione per Savage Worlds che almeno in teoria sto ancora seguendo…

Parlando di personaggi che potrebbero anche aver poloato il passato del mondo di Ultima Forsan, ma che sicuramente lo proterebbero fuori da quello che è il tema originale del gioco mi viene in mente l’Arbao pazzo Abdul Alhazred, l’autore del Necronomicon inventato da Lovecraft. E l’evetuale esistenza di tale arabo porterebbe con se anche tutte le credenze di cui è fautore.

Abdul Alhazred, demonologo e poeta pazzo, nacque a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all’incirca nell’VIII secolo della nostra era.

Alhazred non seguiva la religione islamica, ma adorava strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog, Shub-Niggurath e Cthulhu.

Nella giovinezza esplorò le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Visse per dieci anni isolato nel deserto di Rub’ al-Khali (detto “Il Quarto Vuoto” dagli antichi arabi), circondato da spiriti malvagi (jinn).

Durante queste peregrinazioni Alhazred affermò d’aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città “dalle Mille Colonne”) e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell’esistenza di una razza pre-umana, di cui apprese i segreti e le cronache. In questo periodo avrebbe composto il famigerato “Distico Inesplicabile”:

« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e con il passare di strani eoni anche la morte può morire »

In vecchiaia si stabilì a Damasco, dove compose l’al-Azif (che in arabo indica i suoni notturni causati dagli insetti ma attribuiti alle voci dei demoni), più tardi noto come Necronomicon.
Coloro che maneggiano questo volume sembrano destinati a una tragica sorte, cui non sfuggì neanche l’autore, che èmorì divorato da una creatura invisibile alla piena luce del giorno nel 738, secondo il noto biografo del XII secolo, Ibn Khallikan, “venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente davanti ad un gran numero di persone pietrificate dal terrore”.

Ora inserire le creature del mito ci porta sicuramente fuori tema rispetto allelmento principe di Ultima Forsan che sono i morti redivivi ceati da un qualche misterioso fluido alchemico, percò non è neppure una commistione totalmente campata per aria visto che ne Decameron dei Morti stesso si accennna all’arabia come la forgia di demoni, draghi e creature ancora più mostruose e nessuno vieta di pensare che non siano solo le farneticazioni di un cavaliere che ha visto troppi fatti cruenti nella sua vita, ma magari veramente in arabia vi sono mostri del mito e con essi anche la perversa città di Irem.

Mi sa che a questo punto una breve letta al supplemento cthulu per Savage Worlds è un must.


Improbabili crossover: Kata Kumbas e Ultima Forsan

L’idea di incrociare il rinascimento macabro di Mauro Longo e Umberto Pignatelli Giuseppe Rtondo (come si fa a sbagliare quando si tiene sempre il manuale sopra il comodino?) con l’Italia Mediterranea di Kata Kumbas è balenata a me e No’Akei ormai un paio di settimane fa, anche se ha visto prendere forma solo di recente.

La nostra campagna di Kata Kumbas / Pathfinder è romai ferma per mancanza di nuovi stimoli da un anno. La protagonista, Camelia Farnese, una ragazza allora diciottenne che dopo ave subito un’interessante evoluzione come personggio si è trovata ad esssere bloccata in determinati atteggiamenti che per quanto coerenti con il carattere e il vissuto del PG hanno portato la storia ad andare verso un punto morto e fino ad ora tutti i tentativi di provare a ripartire non hanno finora dato dei buoni esiti.

Uno dei punti che generalmente non sfrutto in Kata Kumbas è l’esistenza delle porte di livello che permettono accesso ad altri mondi, abbaimo quindi pensato si far viaggiare Camelia Farnese in un’altra dimensione.

Ma in quale mondo potrebbe atterrare una persona come Camelia Farnese e trovare pane per i suoi denti? Visto che ci stiamo già giocando la risposta più logica che ci è venuta in mente è stata l’Italia Macabra di Ultima Forsan. serve un po’ di conversione dei punteggi del personaggio ma la cosa non è così difficile e vi sono degli archetipi che aiutano a rendere comnque un personaggio che anche nella campagna precedente partiva come un cavaliere ordinato sebbene utilizzando la classe dell’Inquisitore.

Il due giochi hanno comunque un certo numeri di punti di contatto, entrambi con ambientazione italiana, entrambi con un certo gusto per il caciaresco e i personaggi comunque sbruffoni. Mentre Kata Kumbas tende a stempareare gli aspetti più decadenti e lugubri, quali la peste e le invasioni barbariche, in un’atmosfea estremamente da burla, Ultima tende a dare invece rislato agli spetti più orrorifici ma con l’approccio che essi siano comunque superabili in un ritrovato spirito di umanesimo.

Fortunatamente nell’avvetura tante di quelle cose possono andare male e stanno effettivamente andando male che semplicemente lasciando fare ai dadi il loro sporco lavoro vedo molto difficile che gli avventurieri arrivino al termine veramente vittoriosi, alla faccia di un umanesimo nel quale non mi riconosco neppure lontanamente.

Ecco che ora una Camelia Farnese ormai ventiduenne si trova, dopo un lungo viaggio prima attraverso la Scozia e le terre di Albione e poi attraverso la Francia papale, ad esssere arrivata a Lucca in occasione del concilio.

Capire come Camelia Farnese in fuga da una barca in fiamme in mezzo al mare sia arrivata a Lucca potrebbe essere materiale per parecchi interludi…


The Loot Table!

Una tabella perfetta per la determinazione casuale dei tesori, con l’aggiunta di una grafica accattivante, dovevo condividere.

Onestamente mi ricorda molto la tabella delle eredità di Kata Kumbas.

Dyson's Dodecahedron

I woke up this morning to an amazing die drop loot table from the awesome Kelvin Green. However, the way it was formatted meant that a lot of the dice I threw at it bounced off the table proper. So, with his blessing, I reformatted the table:

Loot-Table-In-ActionI’m a generous sort, and the whole “reroll dice that fall off the table if you are generous” meant I was rerolling a bunch of dice when I used the table as drawn up. So I resized it so the dice action takes up the whole page. But this means the instructions are missing… so I moved them to the back of the page. Not ideal, but after a few uses of the table you won’t be needing the instructions anymore anyways.

For the record, this photo of the chart in action is for a 7HD monster who’s treasure is:

  • 90 gp of weapons (a…

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Vacanza fantasy in Trentino

Ho passato l’ultima settimana in Trentino a fare passeggiate e a giocare a Goblins e Munchkin

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Ieri mi è venuta un’illuminazione 🙂 e se fosse sta una partita di Kata Kumbas cosa sarebbe successo?

Mi accingo a lasciare la Gelatodia dopo una settimana di peregrinazioni fra le sue valli. La tetraggine di quest’estate piovosa è stata mitigata solo dal fatto che fossi in dolce compagnia nel corso di questo periglioso viaggio.

Ho risieduto principalmente nell’area di Civole occupando una taverna locale, stranamente gestita da un oste proveniente dalla lontana Sbrudolezza Cimmeria, visitando laghi e boschi della zona, trovandomi piú volte ad affrontare orde di biro biro infuriati.

Una volta mi sono spinto per 140 miglia fino all’ostile Nozalbo, che gli iperborei chiamano N’Zebo, in teoria ultima roccaforte Laitiana prima di entrare nei Regni Iperborei, in pratica una città  ormai saldamente in mano a barbari e pagani, convertitisi al nuovo culto solo di facciata.

Qui ho visitato le principali chiese del nuovo culto lasciando una candela alla Grande Madre affinché assieme con essa lei si prenda anche le preoccupazioni mie e della mia amata.