Antico Terrore – Fuggire da Aggarath

2013-02-19_IsabelContinua…

Oltre alla stanza in cui si trovava Kaladrath c’era un’altra alcova molto simile al luogo da cui eravamo arrivati. Qui si trovava una porta dove c’era lo spazio per fissare le tre gemme che avevamo recuperato , quella dell’inizio, quella di Marilissa e quella del Golem. Grazie alla chiave d’argento riuscimmo ad aprire la porta e ci trovammo nuovamente nelle colline della Zoila ai piedi delle rovine di quello che un tempo era il castello Stregazza.

Marilissa decise di tenere Aggarath, così poteva avere sempre con se il ricordo di suo fratello

Senza più provviste ed carenti di equipaggiamento, con Marilissa infreddolita e in camicia da notte in pieno inverno, mio malgrado decidemmo di tornare al villaggio di cuore di luna per chiedere ospitalità.

Mi chiedo quante possibilità abbiano ora di essere accolte da Sharill, ma almeno sono nuovamente sul mondo di Rate, nelle terre di Laìtia.

Spero di scrivervi nuovamente molto  presto.

Devotamente serva vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore -In fondo al pozzo

2013-02-19_IsabelContinua…

Infondo a pozzo si trovava un cunicolo che conduceva ad un’enorme caverna dove al centro sedeva Kaladrath Stregazza dalla cima di un’altissima colonna.

L’uomo era completamente schizzato male e non aveva più una minima coscienza di se, continuava a farneticare cambiando umore ogni cinque minuti, passando dal minacciare, allo scusarsi, al delirare, al ridere. L’unica cosa che riusciva a trattenere la sua attenzione era la sorella Marilissa verso la quale proferiva in continuazione parole di scusa per il male a lei arrecato.

Il folle era così sicuro di sé e della propria posizione di superiorità, avendo rubato parte degli incantesimi di Chardath, che non si fece problemi a rivelare di avere al collo la chiave d’argento che permetteva di aprire l’uscita dal rubino.

Mentre io lo distraevo con una lunga conversazione, Ofelia camminò sulla volta della caverna  e gli piombò addosso rigandogli la chiave d’argento.

Kaladrath andò su tutte le furie per il furto e la nostra spavalderia, ma in qualche modo riuscii a calmarlo e a farlo riconciliare con Marilisa e potei tenere la sua chiave. Lo convinsi che la vera colpa delle disgrazie accadute era di Chardath e che se lui ci lasciava libero potevamo vendicarlo.

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Antico Terrore – L’Arena

2013-02-19_IsabelContinua…

Distruggemmo il golem, sebbene con molta difficoltà, la mia arma magica si rivelò molto utile, così come il nerboruto martellone di Thorax, sebbene i suoi colpi fossero molto attutiti contro quella bestia magica, ma fu la magia di Marilissa a far collare il bestione in pezzi. Uno dei suoi occhi era un rubino e pensammo bene di prenderlo con noi.

Per punire la blasfemia da noi dimostrata, i sacerdoti della cappella costrinsero a combattere nell’arena dove dovemmo sconfiggere un minotauro e un gigante a due teste prima che la nostra ordalia fosse considerata finita.

La cosa strana fu che la gente continuasse a gridarci di nutrire il fuoco e di scagliare le bestie uccise fra le fiamme. Chiaramente in quel paese la nuova fede era solo una copertura e molti dei suoi abitanti nel cuore erano ancora adoratori pagani ed eretici.

Schifata lasciai l’arena e decisi di scoprire cosa si trovava infondo al pozzo cittadino, visto che vi era una scala che consentiva di scendere.

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(un’altro paio di post e poi ho finito il materiale già scritto su Camelia Farsene anche se resta ancora da raccontare tutta l’avventura la nave degli orrori e presto dovremo anche riprendere in mano il personaggio. Purtroppo è da marzo che non gioco ed è da aprile che non ho più continuato i racconti delle avventure già giocate.)

Antico Terrore – Preghiera e devozione

 2013-02-19_Isabelcontinua…

Visto che l’attraversamento del bosco fino al villaggio era stato tranquillo decisi di recarmi alla chiesa del nuovo culto a pregare per ingraziare della benevolenza che il Signore ci stava donando nonostante la precaria situazione in cui ci trovavamo.

In chiesa, pregando la statua di sacra Malvasia acquisii il talento di guarire con l’imposizione delle mani, chiaro segno della benevolenza del Signore Senza Tempo nei nostri confronti. Anche se cacciati in una gemma maledetta l’Unico Dio vegliava comunque ancora su di noi. Ripensai alle vicissitudini che avevo vissuto fino ad allora e ai vari momenti di frustrazione che avevo subito e mi resi conto che il nio dio non mi aveva mia voltato le spalle ero io che rischiavo di voltarle a lui nel non voler vedere l’aiuto che tentava di darmi per superare le difficoltà che incontravo nella mia vita.

Aveva persino mandato un angelo a parlare con me e io gli avevo comunque voltato le spalle. Forse una piccola parte dei problemi che avevo avuto in passato poteva anche essere attribuita al mio atteggiamento più che a un desiderio del mio dio di punirmi o mettermi alla prova.

Anche Marilissa ricevette lo stesso dono e la statua la convertì in una fedele del nuovo culto, cosa della quale sono molto grata, non accennò però nemmeno lontanamente a ravvedersi delle vie della sua magia pagana. Anzi, nella sua conversione repentina, la ragazza, non consapevole del bisogno di mostrare umiltà dinanzi al nostro Dio, peccò di superbia, rinnovando una seconda la propria richiesta di grazie dopo essere stata già esaudita una prima volta. In risposta alla nuova richiesta di un miracolo si risvegliò una finestra animata che si trasformò dinanzi a noi in un golem di vetro.

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Antico Terrore – Marilissa Stregazza

2013-02-19_Isabel

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Quando Marilissa si fu riavuta dall’insolito risveglio, ci disse di essere riuscita a scrutare una parte del rubino dalla superficie in cui era rimasta intrappolata. Proseguendo innanzi a noi si trovava la tana di un drago, mentre se andavamo nella direzione del campanile saremmo arrivati ad un villaggio con una chiesa. Da qualche parte in quel piccolo abitato era nascosto anche suo fratello Kaladrath Stregazza.

Marilissa non aveva con se il suo libro degli incantesimi, ma aveva comunque alcuni incantesimi ancora memorizzati con se. Dovevo aspettarmelo, l’ultima figlia degli Stregazza doveva essere anche lei una maga.

Il tragitto fino al villaggio fu tranquillo se si escludeva l’inquietate cielo cremisi che salutava l’osservatore casuale che alzava gli occhi dal terreno. Al villaggio spiccavano fra le varie casupole una chiesa, una libreria e un’arena che si trovavano attorno alla piazza del pozzo cittadino.

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Antico Terrore – La Signora del Bosco

2013-02-19_Isabelcontinua…Sconfortati e ammaccati decidemmo di inoltrarci nel bosco evitando per ora di dirigerci verso la chiesetta, non avevamo voglia di incontrare altre persone ostili.Proseguendo arrivammo ad una radura piena di fiori dove incontrammo le signore del Bosco, delle leggiadre fanciulle che ci dissero di avere come missione il fare la guardia alla dama addormentata. Incuriosita accettai di farmi condurre a vedere questa fantomatica dama, Thorax pareva più ansioso di farsi accompagnare in qualche luogo appartato dove scambiare qualche piacevolezza con le leggiadre fanciulle.Lungo la strada le fanciulle ci misero in guardia contro l’arpia Melisandre che infestava quel bosco.

Arrivata alla radura mi resi contro che la dama addormentata altro non era che Marilissa, vestita con una candida veste da notte e con sul capo un diadema in cui era incastonato un rubino. Volevo provare a svegliarla ma le fanciulle mi impedirono in ogni modo di avvicinarmi alla loro protetta.

Stavo ancora discutendo con loro quando arrivò Melisandre e le creature mostrarono il loro vero volto demoniaco, come ongi servitore del male che si celi dietro spoglie innocenti per insidiare i deboli. La cosa mi riempi di ira e lanciai contro di loro il mio anatema con ogni colpo che sferravo.

Dopo che Ofelia riuscì ad uccidere l’arpia e io e Thorax avemmo fracassato la testa a cinque di quelle fanciulle demoniache il resto delle dame del bosco fuggì di gran lena, lasciandoci soli con Marilissa. Senza nessuno più pronto ad ostacolarmi lpresi la ragazza e la scossi, ma senza ottenere risultati.

Alla fine ricordando le storie della mia nutrice presi il volto di Marilisa fra le mie mani e la baciai delicatamente. La cosa la svegliò e la fece arrossire dalla vergogna.

Stranamente la sensazione del bacio è stata per me estremamente piacevole e per un momento avevo pensato che vi fosse Ofelia fra le mie mani e non Marilissa.

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Antico Terrore – La bisca clandestina

2013-02-19_Isabel

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Quando ci abituammo alla fioca luce del locale ci rendemmo conto che eravamo circondati da persone di nobile aspetto che giocavano pesanti somme di denaro a carte, a dadi o alla ruota della fortuna.

Sullo zero della grossa ruota della fortuna si trovava un grosso rubino e Ofelia sfruttando le nuove capacità che le aveva dato il morso del vampiro cercò di recuperare il rubino camminando sul soffitto della stanza.

I buttafuori però si accorsero della cosa, ci presero e ci gettarono fuori dal locale. Tonfammo sonoramente nella povere all’uscita da una vecchia miniera mentre una pesante porta di ferro sbatteva dietro di noi con il sonoro invito di non tornare. Attorno a noi si trovavano i folti alberi di un bosco, oltre i quali si intravvedeva la cima di un campanile. Il cielo era sempre di un cupo cremisi. Dalla temperatura sembrava essere primavera inoltrata, dovemmo toglierci una parte dei pesanti abiti invernali

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Antico Terrore – L’apparizione di Marilissa

2013-02-19_Isabelcontinua…

Io, Ofelia, Thorax e Visconti ci guardammo a lungo intorno smarriti, il luogo era strano e sembrava sfidare molte leggi della fisica. Tutti i tesori magici e i libri che avevo trovato nel castello degli Stregazza erano svaniti nel nulla.

Alla fine percuotendo i cristalli avemmo la strana visione di Marilissa che ci scrutava disperata. Avvolta nella sua camicia da notte sembrava come intrappolata nell’acqua sotto di una lastra di ghiaccio e inutilmente batteva i pugni contro la parete per uscire. Con un po’ di fatica riuscimmo a metterci in contatto con lei e pararle brevemente.

Ci disse che eravamo intrappolati nella gemma di Aggarath assieme a suo fratello, ma mentre noi eravamo imprigionati nel cuore del rubino lei era intrappolata nel bordo dello stesso. Da qualche parte doveva esserci una porta di livello che permetteva di tornare su Rarte dovevamo cercare di trovarla e uscire.

Marilissa ci disse che i cristalli se attraversati portavano ad altri luoghi del rubino anche se non sapeva di preciso dove. Per attivare i cristalli bastava lanciare un qualsiasi incantesimi su di loro. La ragazza ci consigliò inoltre di cercare tutte le gemme che riuscivamo a trovare, convinta che vi fossero dei rubini che assieme potevano costituire almeno parte della chiave per uscire da quello strano luogo.

Ofelia provò a lanciare una preghiera su uno dei cristalli ed effettivamente essi cominciarono a brillare di un inquietante luccichio cremisi. Anche una gemma a terra iniziò a brillare e pensammo bene di raccoglierla. Attraversammo una delle strane formazioni rocciose e ci trovammo in una oscura e fumosa bisca clandestina.

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– nota del Dungeon Master: nella versione originale di Antico Terrore l’alleato dei personaggi non era Marilissa, ma un’arma malvagia, con l’originalissimo nome di Malevolenza. In Kata Kumbas sono poche le armi così forti e non volevo incasinare oltre la storia, così ho deciso di ripescare Marilissa che già aveva accompagnato gli eroi nell’avventura precedente.

Antico Terrore – Attraverso una porta di livello

2013-02-19_IsabelPrincipessa Argenta,

è molto che non vi scrivo ma ho vissuto una storia incredibile e ho attraversato una porta di livello rimanendo intrappolata in un reame inquietante.

Come vi dicevo nella mia ultima missiva ho aiutato lo spettro di Marilissa a vendicarsi di suo fratello Kaladrath. Il viaggio nel sotterraneo del castello è stato pieno di visioni agghiaccianti di povere fanciulle torturate e uccise da servitori di quell’uomo, o forse di Chardath. Gli anelli di protezione che avevo recuperato nella parte superiore del castello per fortuna ci potessero dagli spettri e dai morti che abitavano quelle segrete.

Alla fine abbiamo trovato la stanza dove era stata sacrificata Marilissa e resuscitata Chardath. Qui trovammo Aggarath e vi infilammo la gemma che mi aveva dato a suo tempo la gitana. La donna aveva avuto ragione, sarebbe servita più a me che a lei.

Fatto questo scattò un qualche allarme magico, Kaladrath corse a vedere l’origine del rumore mentre Chardath comparve magicamente poco dopo. Alla bella riunione di famiglia cominciarono a volare fulmini e saette mentre Marilissa ci urlava di scappare. L’ultima cosa che vidi, prima che il mondo iniziasse a precipitare intorno a me, fu lo spettro della ragazza in camicia da notte che pugnalava Chardath.

Quando mi risvegliai mi trovavo in qualche pianura desolata che pareva fatta di vento rossastro, il cielo era di color cremisi e cinque cristalli si trovavano di fronte a noi.

Il panorama aveva qualcosa di inquietante e spettrale. Il giovane Visconti era stato imprigionato assieme a noi.

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Antico Terrore – Visioni spettrali

2013-02-19_IsabelSalimmo ancora nella torre del castello e trovammo la biblioteca della Famiglia Stregazza. Ci parve il luogo migliore per iniziare la ricerca del libro che desiderava Chardath. La ricerca ebbe successo, ma venne bruscamente interrotta dall’arrivo di Kaladrath mezzo pazzo. L’uomo urlò strani vaneggiamenti su di una donna di nome Marilissa e fece per attaccarci, salvo poi urlare e scappare via.

Provammo a inseguirlo ma ci perdemmo e finimmo invece nella camera di una donna dove assistemmo all’ennesima apparizione spettrale. Una donna in camicia da notte venne svegliata da Kaladrath, che la chiamò Marilissa. I due scesero assieme in un sotterraneo e lui la sgozzò al di sopra di una bara su cui giacevano i resti scomposti di una creatura, quando i resti si ricomposero dalla bara uscì la donna che conoscevo come Chardath.

La scena sparì e Marilissa ricomparve davanti a noi. La ragazza ci spiegò che suo fratello l’aveva uccisa con un pugnale stregato per risvegliare l’antenata della famiglia da cui sperava di avere in dono dei poteri magici, mentre si ritrovò ad essere beffato dalla bisavola che lo derise e lo scacciò.

Non contento, il fratello aveva poi stretto un patto con un djinn malvagio per rubare parte dei poteri della donna ed era poi tornato al castello per prenderne possesso.

Marilissa era destinata a rimanere intrappolata nel castello come uno spirito fino a quando il fratello non fosse morto.

Ora scenderemo nelle cripte per trovare l’arma con cui venne uccisa Marilissa e poi in qualche modo tenteremo di fermare Kaladrath e la sua bisnonna, non so nemmeno io se sperare che il Signore Senza Tempo ci possa essere d’aiuto. Mi domando se questi eventi siano un segno della Sua volontà che io continui a combattere il male e la stregoneria, o solo una tragica beffa del destino.

Una parte di me mi dice sono stufa di questa vita di inutili scontri volti a disfare maledizioni, mentre un’altra agognerebbe solo di legare Chardath ad un palo e darle fuoco salmodiando preghiere in onore del Signore Senza Tempo.

Questo è il mio ultimo piccione, spero di darvi notizie a breve quando tornerò in un luogo civilizzato.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore – Visioni spettrali

2013-02-19_Isabelcontinua…

Bruno aveva un debito con Gasparre e di conseguenza si era visto costretto ad accettare. Non pensava che il signore degli Stregazza sarebbe stato così ostile verso una sua visita, ma a quanto pareva il castello era infestato dai fantasmi e questo stava seriamente minando la salute mentale di Kaladrath.

Decidemmo di continuare ad esplorare il castello, ma nelle stanze del piano terra incontrammo una orrenda creatura composta di parti di esseri viventi ricucite assieme che ricordava vagamente un’arpia, solo che più grossa e più cattiva. L’orrenda creatura teneva al dito l’anello che Chardath ci aveva chiesto di trovare.

Lo scontro con tale orrenda bestia ricucita da carni umane e animali fu molto duro, ma alla fine Thorax riuscì a farla a pezzi a martellate.

Salimmo al secondo piano del castello e li fummo testimoni di un’orribile apparizione, un gruppo di bruti squartò e mangiò degli elfi sotto i nostri occhi prima di dissolversi come nebbia al sole. Quando gli orchi svanirono apparve nuovamente la ragazza in camicia da notte che prima di scomparire nuovamente esclamò: – queste sono le creature che servono quell’assassino di mio fratello-

Principessa Argenta ora ho finalmente trovato una finestra con vicino uno scrittoio e ne ho approfittato per scrivervi queste poche righe prima di continuare la salita della torre.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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Antico Terrore – Re Fredduk

2013-02-19_IsabelVostra grazia,

Fredduk, l’auto-nominato Re dei Bruti, stava pattugliando la zona attorno al castello degli Stregazza per conto di Kaladrath Stregazza.

Purtroppo non fummo abbastanza attenti, così Fredduk e altri tre energumeni ci colsero di sorpresa e ci costrinsero a seguirli al castello dove a sentire i loro discorsi in un pessimo Laitiano ci avrebbe aspettato l’interrogatorio, la tortura e forse divertimenti ancora peggiori…

Arrivammo al castello Stregazza scortati da Fredduk e dai suoi bruti. Qui incontrammo anche Bruno Visconti che stava venendo interrogato dal padrone di casa… Volevo capire cosa lui ci facesse qui quando venimmo tutti interrotti dall’apparizione del fantasma di una ragazza.

Kaladrath Stregazza a quella visione si mise ad urlare come un folle e corse su per le scale. Approfittando del momento di disorientamento generale attaccai i bruti seguita a ruota da Berus e Ofelia, anche Bruno si unì allo scontro. Presi alla sprovvista Fredduk e i suoi scagnozzi vennero uccisi in fretta.

Dopo lo scontro, Bruno ci disse di essere stato mandato qui al castello da Gasparre de Luca per controllare che effettivamente recuperassimo il pugnale maledetto che si trovava in quel castello, poiché l’uomo non mi aveva ritenuto molto degna di fiducia.

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Antico Terrore – Attenti alla sfinge

Vostra Altezza,2013-02-19_Isabel

Neanche Abdiel lo avesse detto apposta incontrammo una sfinge fra le montagne. Ultimamente su Laitia appaiono un sacco di creature strane che non appartenevano un tempo a questi luoghi, ma una sfinge… avrei voluto sapere da quale porta di livello fosse uscita, ma con una sfinge è sempre meglio trattenere la curiosità e le domande.

La sfinge per fortuna non era affamata e quindi le andava di giocare con il cibo (ovvero noi), mi disse che se le avessi regalato la pietra magica che avevo nel borsello allora mi avrebbe lasciato andare, anzi mi avrebbe dato un suggerimento che forse mi sarebbe stato utile.

Stavo per risponderle che non avevo nulla nel borsello, quando la mano che istintivamente era andato a controllarlo trovò in effetti una gemma.

Ora dovevo solo prestare attenzione a questo fantomatico Fredduk, anche la sua comparsa però non si fece attendere.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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Antico terrore – Abdiel

2013-02-19_IsabelVostra altezza,

stavo vagando affranta meditando sulle sventure che si erano abbattute si di me e Ofelia quando incontrai Abdiel vicino a un ponte, accucciato in riva ad un torrente.

Avrei dovuto capire dal nome inusuale e dal portamento serio e indaffarato, mentre con un mestolo raccoglieva acqua solo per versarla a riva, che non si trattava di un comune matto.

Mi salutò con un sorriso ampio e franco, mentre mi guardava con degli occhi azzurri che parevano splendere come le stelle del cielo e disse, come se fosse la cosa più normale del mondo, che era indaffarato perché stava svuotando il ruscello con il mestolo.

Gli risposi seccata che la cosa mi pareva stupida. Non si svuota un torrente con un fiume. Non avevo voglia di perdere tempo con l’ennesimo scemo del villaggio in vena di chiacchere, ma a quel punto Abidiel mi sorprese mostrando di conoscere la mia storia e quello che io avevo fatto, mi domandò come pensavo che le azioni che io avevo compiuto fino ad ora fossero diverse dalle sue che tentava di togliere l’acqua nonostante l’opporsi della corrente…

Forse io con tutti gli scontri e le morti che avevo causato avevo ottenuto qualcosa?

Certo che sì risposi infuriata, un demone era morto, un altro era ancora intrappolato in un rubino, avevo evitato l’uccisione di persone innocenti!

E allora perché mi lamentavo della mia sorte e dell’incomprensione di chi mi circondava se credevo di essere nel giusto?

Certo che mi lamentavo un po’ di riconoscenza sarebbe stata dovuta, loro nemmeno capivano da cosa li avevo salvati.

Lui rispose che forse avrei dovuto cominciare a pensare ai doni che mi aveva dato il Signore Senza Tempo, invece di lamentarmi dell’incomprensione che mi circondava… mi era stata data la forza di volontà per emergere, una dote innata con la spada che mi aveva reso una campionessa del mio ordine e una fede che mi aveva permesso di superare difficoltà insanabili e più di una volta mi aveva protetta dall’effetto delle stregonerie.

E poi era solo un astio inconsulto quello che fronteggiavo o forse i miei modi bruschi e decisi a volte erano eccessivi e incitavano le persone a levarsi contro di me?

Come… una donna non ha diritto ad avere delle convinzioni?

Certo che ha diritto a delle convinzioni, rispose lui, ma il fatto di essere convinti e determinati è forse una scusa per tollerare la maleducazione? È vero, ero stata condannata a Maro, ma chi decide veramente cosa è giusto e cosa è sbagliato?

Fu allora che aprii gli occhi e compresi chi veramente avessi difronte: tu sei un angelo del Signore…

“E tu avevi gli occhi così chiusi da non riuscire a riconoscermi sebbene avessi studiato chi sono nelle scritture…” (N.d.A. No’Akei aveva fallito la prova per ricordare se conosceva il nome)

Avrei voluto gettarmi in ginocchio e piangere ai suoi piedi, ma non mi ero inginocchiata di fronte a nessun uomo, e avevo trattenuto infinite lacrime e infinita rabbia dentro il mio cuore… non avrei certo cominciato a perdere il contegno con un angelo del Signore, non ero più sicura che fossero il mio angelo e il mio Signore…

Con movimenti lenti e misurati mi allontanai e feci cenno a Berus e Ofelia di seguirmi.

Abdiel mi corse incontro e mi abbracciò. Prima di lasciarmi mi disse: ricorda che l’Unico Dio e il Primo Illuminato non ti hanno voltato le spalle, riconsidera la tua idea di voltarle tu a loro e per la strada stai attenta alla sfinge e a Re Fredduk.

Devotamente serva Vostra

Camelia Farnese

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Antico Terrore – la maledizione del vampiro

Vostra Altezza,2013-02-19_Isabel

Dopo due giorni di agonia Ofelia sì è risvegliata per scoprire che il morso del vampiro l’ha contaminata e ora non posso certo dire che sia più completamente umana o viva. Inoltre ora Sharyll è nella sua mente e almeno in parte la controlla.

Tentai di avvisare le donne del pericolo che correvano nelle mani di Sharyll ma loro non mi cedettero, preferendo credere che la donna fosse stata benedetta dalla dea della luna.

A quel punto fuggii dal villaggio e ora tento di raggiungere il castello Stregazza che si dovrebbe trovare al Nord fra i monti.

Gli eventi del villaggio mi hanno fatto comprendere che il male non sempre è dove noi vorremmo che esso sia. Un vampiro avrebbe dovuto essere malvagio, eppure ha risparmiato me e Ofelia, sebbene a caro prezzo.

Riconsiderando l’operato di Sharyll non posso però trovarmi in completo disaccordo con le sue azioni, volte a proteggere la sua gente dalle minacce ritenute ostili. Io stessa ho privato della vita molte persone senza pormi troppe domande o senza curarmi di eventuali conseguenze politiche, perché erano un pericolo per la mia fede e le mie convinzioni.

Per quanto mi sia difficile ammetterlo forse Sharyll ha ragione nel dire che la sua nuova forma è una benedizione della sua dea per permetterle di difendere le donne che la venerano, ho solo il sospetto che la venerazione delle donne di questo villaggio per la dea della luna potrebbe presto trasformarsi in una venerazione verso la stessa vampira.

Quello che è successo con la vampira, assieme con gli avvenimenti di Maro, mi hanno fatta riflettere sul fatto che le autorità alle quali mi ero votata non rispecchiano l’operato che intendevano avere. I mie superiori predicano bene, razzolano male e ora mi hanno abbandonata a me stessa come una reietta.

Devotamente serva Vostra,

Camelia Farnese.

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